Dialogo semplice con San Francesco d'Assisi per l'Uguaglianza con il creato

Destinatari:  San Francesco d'Assisi
Beneficiari:  Tutti gli Animali
Temi:  Uguaglianza
Tipologie:  Dialogo semplice
Dialogo semplice con San Francesco d'Assisi per l'Uguaglianza con il creato

O San Francesco, fratello universale,

ti cerchiamo oggi con cuore umile e mente aperta. Vogliamo iniziare con te un colloquio, un sussurro di preghiera, perché tu ci sia guida e ispirazione nel nostro cammino.

Insegnaci, ti preghiamo, a guardare ogni creatura – che sia un uccello in volo, un pesce nell'acqua, una pianta che germoglia o l'insetto più piccolo – con i tuoi occhi. Quegli occhi pieni di fraternità e di uguaglianza, che vedevano in ogni essere un figlio dello stesso Padre, degno di rispetto e amore. Facci sentire che siamo tutti parte della stessa grande famiglia del creato, e che nessuno è superiore all'altro, ma tutti siamo interconnessi in un disegno divino, con pari dignità di fronte a Dio.

Preghiamo con te, San Francesco, perché termini l'arroganza dell'uomo, che troppo spesso si sente padrone assoluto e non custode amorevole del creato. Aiutaci a riscoprire la nostra vera vocazione: quella di guardiani umili e rispettosi, capaci di vivere in armonia con ogni forma di vita. Che il nostro dominio non sia più sfruttamento indiscriminato, ma cura, rispetto e protezione per tutti gli esseri viventi, in particolar modo per i più vulnerabili.

Che questo desiderio sincero si elevi al Cielo con le parole che tu stesso ci hai donato, un inno di lode per tutta la creazione, in cui ogni creatura trova il suo posto e la sua ragione d'essere:

Laudato si', mi' Signore, cum tutte le Tue creature,

specialmente messer lo frate Sole,

lo quale è iorno, et allumini noi per lui.

Et ellu è bello et radiante cum grande splendore:

de Te, Altissimo, porta significazione.

Laudato si', mi' Signore, per sora Luna e le Stelle:

in celu l'hai formate clarite et preziose et belle.

Laudato si', mi' Signore, per frate Vento,

et per aere et nubilo et sereno et onne tempo,

per lo quale a le Tue creature dài sustentamento.

Laudato si', mi' Signore, per sora Acqua,

la quale è multo utile et humile et pretiosa et casta.

Laudato si', mi' Signore, per frate Focu,

per lo quale ennallumini la nocte:

ed ello è bello et iocundo et robustoso et forte.

Laudato si', mi' Signore, per sora nostra matre Terra,

la quale ne sustenta et governa,

et produce diversi fructi con fiori et herbe.

Amen.

Spiegazione della Preghiera

1. Il Contesto Spirituale e Dottrinale della Preghiera

La preghiera rivolta a San Francesco d'Assisi si inserisce profondamente nella ricca tradizione spirituale e dottrinale della Chiesa cattolica, in particolare quella francescana, che pone al centro l'amore per il creato e la fraternità universale. San Francesco (1181/82-1226) è venerato come il "Poverello d'Assisi", una figura che ha incarnato in modo radicale l'imitazione di Cristo, non solo nella povertà e nell'umiltà, ma anche in un rapporto unico e profondo con la natura.

La spiritualità francescana, da lui fondata, vede il creato non come una risorsa da sfruttare o un mero scenario, ma come un libro aperto che rivela la gloria di Dio. Ogni creatura, dal sole alle stelle, dall'acqua all'uccello, è un segno della bontà divina, un "fratello" o una "sorella" con cui l'uomo condivide la stessa origine e la stessa dignità di fronte al Padre. Questo approccio è radicalmente teocentrico e cristocentrico: il mondo è creato da Dio e in Cristo tutte le cose trovano la loro unità e il loro significato (Col 1,15-17).

Doctrinalmente, la preghiera riecheggia i principi della teologia della creazione. La narrazione biblica della Genesi presenta l'uomo come custode del giardino dell'Eden (Gen 2,15), chiamato a "coltivare e custodire" la terra, non a dominarla con arroganza e sfruttamento. Questo concetto di stewardship, di amministrazione responsabile, è un pilastro della dottrina sociale della Chiesa, culminata nell'enciclica di Papa Francesco Laudato Si' (2015). L'enciclica, che prende il nome proprio dal "Cantico delle Creature" di San Francesco, denuncia l'abuso dell'ambiente e invita a una conversione ecologica, riconoscendo l'interconnessione tra la crisi ambientale e la crisi sociale, e richiamando l'attenzione sui "più vulnerabili" della creazione.

La preghiera, pertanto, non è solo una devozione a un santo, ma una profonda affermazione teologica: il riconoscimento che la creazione è un dono sacro, che la relazione dell'uomo con essa deve essere improntata a rispetto e amore fraterno, e che la dignità umana è inseparabile dalla dignità del creato di cui fa parte. San Francesco diventa il modello e l'intercessore per questa visione olistica e integrale.

2. I Destinatari a cui è Rivolta e Perché

La preghiera è formalmente rivolta a San Francesco d'Assisi, invocato come "fratello universale". Questa invocazione non è casuale: Francesco è il paradigma vivente della fraternità estesa a tutte le creature, colui che ha saputo superare le barriere tra specie e percepire ogni elemento del creato come parte della stessa famiglia divina. È a lui che ci si rivolge con un "cuore umile e mente aperta", desiderosi di iniziare un "colloquio, un sussurro di preghiera", che esprime un desiderio di intimità e di apprendimento dal santo.

La scelta di Francesco come destinatario primario è motivata da più fattori. In primo luogo, egli è il modello esemplare di ciò che la preghiera intende chiedere: la capacità di guardare ogni creatura con occhi di "fraternità" e "uguaglianza", vedendo in essa "un figlio dello stesso Padre". Il fedele non chiede semplicemente un'intercessione generica, ma una guida specifica, quasi una trasmissione della visione francescana, come un discepolo che chiede al maestro di "insegnarci".

In secondo luogo, Francesco è riconosciuto come un potente intercessore presso Dio. La sua santità e la sua speciale relazione con il Creatore lo rendono un ponte tra l'umanità che prega e la Trinità. Attraverso la sua intercessione, si spera che le richieste espresse nella preghiera – come la fine dell'arroganza umana e il ritorno alla custodia amorevole del creato – trovino ascolto in Cielo.

Infine, la preghiera si rivolge a Francesco anche come fonte di ispirazione. Il suo esempio di vita, il suo "Cantico delle Creature" (che viene citato integralmente alla fine della preghiera), non sono solo oggetti di venerazione, ma stimoli concreti per un cambiamento di prospettiva e di comportamento. La preghiera non si limita a chiedere, ma si impegna attivamente a "riscoprire la nostra vera vocazione" sulla base dell'insegnamento e dell'esempio francescano.

Sebbene il destinatario diretto sia San Francesco, la preghiera è implicitamente rivolta anche a Dio Padre, Creatore di ogni cosa, attraverso l'intercessione del santo. È a Lui che, in ultima analisi, si eleva il desiderio sincero di trasformazione e lode, come affermato dal Cantico: "Laudato si', mi' Signore, cum tutte le Tue creature". San Francesco è la via e il mediatore di questa supplica e di questa lode, facilitando un dialogo più profondo con il divino attraverso la sua figura.

3. I Beneficiari per cui Intercede e i Bisogni che Affronta

La preghiera è profondamente comunitaria e universale nei suoi intenti, intercedendo per una pluralità di beneficiari e affrontando bisogni che vanno oltre il singolo individuo.

  1. L'individuo o la comunità che prega: Il "noi" che si rivolge a San Francesco è il primo beneficiario. La preghiera è una richiesta di trasformazione interiore e spirituale. Si desidera acquisire una nuova prospettiva: "Insegnaci... a guardare ogni creatura... con i tuoi occhi". I bisogni affrontati qui sono la necessità di umiltà, di apertura mentale, di un cuore capace di fratellanza e uguaglianza, e la riscoperta della propria identità spirituale come parte del "disegno divino". È una sete di conversione ecologica personale.
  2. L'intera umanità: La preghiera intercede esplicitamente per un cambiamento globale nel comportamento umano. "Preghiamo con te, San Francesco, perché termini l'arroganza dell'uomo, che troppo spesso si sente padrone assoluto e non custode amorevole del creato." Il bisogno qui è la guarigione da un modello di sviluppo e di relazione con la natura basato sull'egoismo e sullo sfruttamento. Si chiede la fine dell'antropocentrismo deviato e la riscoperta di una vocazione di custodia responsabile. Ciò implica bisogni etici, morali e persino economici, per una giustizia che si estenda a tutte le generazioni e a tutti gli esseri.
  3. Il creato nella sua interezza: La preghiera è un'intercessione per la "salvezza" e la "cura" dell'ambiente. Chiede che il "dominio [dell'uomo] non sia più sfruttamento indiscriminato, ma cura, rispetto e protezione per tutti gli esseri viventi, in particolar modo per i più vulnerabili". I bisogni del creato sono molteplici: la protezione dalla distruzione, il rispetto della sua intrinseca dignità, la conservazione della biodiversità e l'equilibrio ecologico. La preghiera riconosce che il maltrattamento della natura è una ferita al "disegno divino" e ai "più vulnerabili", siano essi creature non umane o le popolazioni umane più povere che dipendono direttamente dagli ecosistemi sani.

In sintesi, la preghiera affronta bisogni spirituali (conversione del cuore, umiltà, visione fraterna), etici (responsabilità verso il creato), e pratici (protezione e cura degli esseri viventi), ponendo le basi per un'ecologia integrale che collega indissolubilmente la giustizia per l'uomo alla giustizia per la terra, come insegnato da San Francesco e ribadito dalla Chiesa contemporanea.

4. I Temi Teologici Principali e Citazioni Pertinenti

La preghiera a San Francesco è intrisa di profondi temi teologici che riflettono sia la spiritualità francescana sia insegnamenti fondamentali della fede cristiana:

  1. La Teofania della Creazione: Dio Rivelato nel Creato.

    Il Cantico delle Creature, fulcro della preghiera, celebra ogni elemento del creato come portatore di significato divino: "Et ellu è bello et radiante cum grande splendore: de Te, Altissimo, porta significazione." Questo tema è radicato nella convinzione biblica che la creazione stessa è un atto di Dio e una rivelazione della sua gloria e potenza. Il mondo non è separato da Dio, ma ne è un riflesso, un sacramento naturale.

    «I cieli narrano la gloria di Dio, e il firmamento annunzia l'opera delle sue mani.» (Salmo 19,2)

    «Infatti le sue qualità invisibili, la sua eterna potenza e divinità, si vedono chiaramente fin dalla creazione del mondo, essendo percepite per mezzo delle opere sue.» (Romani 1,20)

  2. Fraternità Universale e Interconnessione.

    Il cuore della preghiera è l'invito a vedere ogni creatura con gli occhi di Francesco, pieni di "fraternità" e "uguaglianza", riconoscendo che "siamo tutti parte della stessa grande famiglia del creato, e che nessuno è superiore all'altro, ma tutti siamo interconnessi in un disegno divino, con pari dignità di fronte a Dio." Questa visione supera un antropocentrismo esclusivo, ponendo l'uomo in relazione di parentela con il resto della creazione, poiché tutti condividono lo stesso Creatore. In Cristo, tutte le cose sono state create e in Lui sussistono.

    «Poiché in lui sono state create tutte le cose, quelle che sono nei cieli e quelle che sono sulla terra, le visibili e le invisibili... Tutte le cose sono state create per mezzo di lui e in vista di lui. Egli è prima di ogni cosa e in lui tutte le cose sussistono.» (Colossesi 1,16-17)

  3. La Custodia Responsabile (Stewardship) e il Rifiuto dell'Arroganza.

    La preghiera condanna l' "arroganza dell'uomo, che troppo spesso si sente padrone assoluto e non custode amorevole del creato." Richiama l'umanità alla sua "vera vocazione: quella di guardiani umili e rispettosi." Questo è un tema centrale nella dottrina sociale cattolica, che interpreta il "dominio" sull'ambiente (Gen 1,28) non come licenza di sfruttamento, ma come responsabilità di cura.

    «Il Signore Dio prese l'uomo e lo pose nel giardino di Eden perché lo coltivasse e lo custodisse.» (Genesi 2,15)

    Il termine ebraico per "custodire" (šāmar) implica proteggere, conservare, preservare, non sfruttare.

  4. Lode e Ringraziamento al Creatore.

    La preghiera culmina nell'inno di lode del Cantico, che è un "inno di lode per tutta la creazione, in cui ogni creatura trova il suo posto e la sua ragione d'essere." La lode è la risposta naturale e appropriata di fronte alla magnificenza del creato e alla bontà del Creatore. Essa purifica il cuore e orienta l'uomo verso Dio.

    «Lodate il Signore dai cieli, lodatelo nelle altezze! Lodatelo, voi tutti suoi angeli, lodatelo, voi tutte sue schiere! Lodatelo, sole e luna, lodatelo, voi tutte stelle lucenti! ... re della terra e popoli tutti, principi e giudici della terra, giovani e fanciulle, vecchi e bambini, lodino il nome del Signore, perché solo il suo nome è eccelso.» (Salmo 148,1-3.11-13)

  5. Umiltà e Penitenza.

    L'invito a deporre l'arroganza e a riscoprire l'umiltà è un'implicita chiamata alla penitenza e alla conversione. Riconoscere l'errore dello sfruttamento indiscriminato è il primo passo verso un cambiamento di rotta, sia individuale che collettivo.

    «Chiunque si farà umile come questo bambino, è il più grande nel regno dei cieli.» (Matteo 18,4)

5. Il Genere di Preghiera e la Sua Collocazione nella Tradizione Liturgica

La preghiera a San Francesco è un esempio ricco e poliedrico di espressione spirituale, che integra armoniosamente diversi generi di preghiera:

  • Intercessione e Supplica: La preghiera inizia chiaramente come una supplica e un'intercessione. Ci si rivolge a San Francesco chiedendogli di "insegnaci", di "aiutaci a riscoprire", e "perché termini l'arroganza dell'uomo". Si invoca il santo affinché, con la sua particolare grazia e la sua vicinanza a Dio, possa intercedere per il cambiamento di cuore e di azioni dell'umanità e per la cura del creato. È una richiesta di guida e ispirazione spirituale per un cambiamento di prospettiva e di comportamento.
  • Lode e Ringraziamento: La preghiera culmina nel "Cantico delle Creature", che è il prototipo dell'inno di lode e di ringraziamento. Attraverso il Cantico, l'orante si unisce a San Francesco e a tutte le creature nel magnificare Dio per la bellezza e la bontà del creato. È un atto di adorazione che riconosce Dio come l'Altissimo e la fonte di ogni bene, espresso attraverso la gioia per la sua creazione.
  • Penitenza e Esame di Coscienza: Sebbene non sia una preghiera di penitenza esplicita nel senso tradizionale di richiesta di perdono per i peccati personali, include un forte elemento penitenziale implicito. Il riconoscimento dell' "arroganza dell'uomo" e del suo "sfruttamento indiscriminato" è un atto di contrizione collettiva e un richiamo a un esame di coscienza sull'impatto delle proprie azioni sull'ambiente. Implica un desiderio di conversione ecologica, ovvero un cambiamento radicale di mentalità e di abitudini in relazione alla cura della casa comune.
  • Meditazione e Contemplazione: La richiesta di "guardare ogni creatura... con i tuoi occhi" suggerisce anche un aspetto meditativo e contemplativo. Invita a una pausa per riflettere sulla bellezza del creato e sulla propria relazione con esso, promuovendo una visione più profonda e spirituale della realtà.

Per quanto riguarda la sua collocazione nella tradizione liturgica, pur essendo una preghiera devozionale che può essere utilizzata in qualsiasi momento, trova una risonanza particolare in contesti specifici:

  • Devozione Mariana e dei Santi: Si inserisce nella pratica cattolica di invocare i santi come modelli e intercessori, unendo la preghiera personale o comunitaria alla loro santità.
  • Liturgia delle Ore: Brani del Cantico delle Creature sono spesso utilizzati nella Liturgia delle Ore, specialmente nelle Lodi mattutine, come inno di lode per la creazione all'inizio della giornata. La preghiera complessiva può servire da ispirazione per momenti di preghiera personale legati alle Ore.
  • Liturgia Eucaristica: Sebbene non sia parte diretta dell'Ordinario della Messa, i temi di lode al Creatore, di responsabilità verso il creato e di fraternità universale sono presenti nelle preghiere eucaristiche e nelle letture bibliche, soprattutto in celebrazioni a tema ecologico.
  • Movimenti e Comunità: È una preghiera ideale per i movimenti e le comunità che si ispirano alla spiritualità francescana, per i gruppi ambientalisti cristiani e per chiunque sia impegnato nella promozione dell'ecologia integrale, trovando la sua collocazione in momenti di preghiera, riunioni o ritiri dedicati a questi temi.

6. Indicazioni Pratiche: Come Usarla nella Preghiera Personale o Comunitaria e nei Tempi dell'Anno Liturgico

Questa preghiera, per la sua ricchezza teologica e spirituale, si presta a molteplici usi, sia nella preghiera personale che in quella comunitaria, e in specifici momenti dell'anno liturgico.

Uso nella Preghiera Personale:

  • Lettura Meditativa (Lectio Divina): Leggi la preghiera lentamente, frase per frase. Soffermati sulle parole chiave come "fraternità", "uguaglianza", "custode amorevole", "arroganza". Chiediti come queste parole risuonano nella tua vita quotidiana e nel tuo rapporto con la creazione. Lascia che la preghiera ti guidi a un esame di coscienza sulle tue abitudini di consumo e sul tuo impatto ambientale.
  • Contemplazione della Natura: Porta la preghiera con te in un ambiente naturale (un parco, un bosco, un giardino, in riva al mare). Leggila mentre osservi le creature e gli elementi circostanti, cercando di vederli con gli "occhi" di San Francesco, riconoscendo in essi la presenza e la gloria di Dio.
  • Diario Spirituale: Dopo aver recitato la preghiera, scrivi le tue riflessioni, le intuizioni che hai ricevuto, i propositi di cambiamento che sono emersi.
  • Preghiera Quotidiana: Può essere un'ottima preghiera mattutina o serale per chi desidera coltivare una spiritualità ecologica e un impegno costante per la cura del creato.

Uso nella Preghiera Comunitaria:

  • Servizi di Preghiera Ecumenici o Interconfessionali: Dato il suo messaggio universale di cura del creato, può essere impiegata in incontri di preghiera con diverse confessioni cristiane o fedi religiose che condividono l'impegno per la sostenibilità ambientale.
  • Gruppi Giovanili e Scout: Il linguaggio semplice ma profondo di Francesco e la sua connessione con la natura la rendono particolarmente adatta per educare i giovani alla responsabilità ecologica e alla spiritualità del creato.
  • Celebrazioni per la Cura del Creato: Può essere recitata come preghiera conclusiva o centrale in liturgie della Parola, veglie di preghiera, benedizioni di animali o giardini, e incontri di formazione sull'ecologia integrale.
  • Ritiri e Incontri di Formazione: Utilizzala come punto di partenza per discussioni sulla Laudato Si', sulla spiritualità francescana o su temi di giustizia ambientale.

Uso nei Tempi dell'Anno Liturgico:

  • Tempo del Creato (1 Settembre - 4 Ottobre): Questo è il periodo ideale per l'uso di questa preghiera. Inizia con la Giornata Mondiale di Preghiera per la Cura del Creato (1 Settembre) e culmina con la Festa di San Francesco d'Assisi (4 Ottobre). La preghiera può essere recitata quotidianamente o usata in celebrazioni speciali durante questo mese dedicato alla riflessione e all'azione ecologica.
  • Festa di San Francesco d'Assisi (4 Ottobre): È il momento più appropriato per recitare questa preghiera in suo onore, chiedendo la sua intercessione per la propria vita e per il mondo.
  • Quaresima: In quanto periodo di penitenza e conversione, la Quaresima offre un'opportunità per riflettere sull' "arroganza dell'uomo" e sulla necessità di una conversione ecologica, intesa come pentimento per i peccati contro il creato e proposito di vivere in maggiore armonia con esso.
  • Pasqua: Il tempo pasquale celebra la nuova creazione in Cristo. La preghiera può aiutare a contemplare la bellezza della risurrezione anche nella natura che si rinnova.
  • Giornate Tematiche: Per la Giornata della Terra (22 Aprile), la Giornata Mondiale dell'Ambiente (5 Giugno) o altre ricorrenze legate alla sostenibilità.

L'uso consapevole di questa preghiera non è solo un atto devozionale, ma un impegno concreto a trasformare la propria visione del mondo e ad agire come "custodi amorevoli" della nostra casa comune, seguendo l'esempio luminoso del "fratello universale", San Francesco.

Commenti

I commenti saranno disponibili a breve.