Supplica alla Beata Alexandrina da Costa per i malati

Beneficiari:  Malati
Tipologie:  Supplica
Supplica alla Beata Alexandrina da Costa per i malati
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O Beata Alexandrina da Costa, tu che per tanti anni hai vissuto il peso della malattia e della paralisi, abbracciando la tua sofferenza come offerta d’amore unita alla Passione di Gesù, guarda con occhi di compassione tutti i malati del mondo.

In modo particolare, affidiamo alla tua intercessione coloro che sono costretti all’immobilità, che sperimentano il dolore del corpo e talvolta dello spirito. Tu che hai conosciuto la solitudine e la prova, prega per loro: ottieni la grazia che il loro sacrificio si trasformi in offerta unita a quella di Cristo, per la salvezza delle anime.

Ottieni, Beata Alexandrina, per tutti i malati, la luce della speranza nelle notti più buie, la forza della pazienza nei momenti di stanchezza e la dolce consolazione che viene solo da Dio.

La tua esperienza sia per loro segno che nessuna sofferenza è mai inutile: aiutali a sentire la presenza di Gesù accanto a sé, a trasformare il dolore in preghiera e la debolezza in invocazione fiduciosa.

E ora, insieme a te, noi ci affidiamo a Maria, Salute degli infermi: o Madre di misericordia, posa il tuo sguardo materno su tutti i malati, donando loro sollievo, speranza e pace. Sostienili sotto il manto del tuo amore, affinché possano vivere nella fiducia e nell’abbandono nelle mani del Padre.

Amen.

Spiegazione della Preghiera

1. Contesto spirituale e dottrinale della preghiera

Questa preghiera rivolta alla Beata Alexandrina da Costa si radica profondamente nella prospettiva cristiana della sofferenza come partecipazione al mistero della Passione di Cristo. Alexandrina, vissuta in Portogallo (1904-1955), è stata una mistica laica che ha trascorso, a seguito di un grave incidente, 30 anni costretta a letto, offrendo la sua sofferenza come atto di amore e di riparazione per i peccati dell’umanità e per la conversione dei peccatori. Il contesto dottrinale si rifà al valore redentivo della sofferenza, come espresso da San Paolo: “Completo nella mia carne quello che manca ai patimenti di Cristo, a favore del suo corpo che è la Chiesa” (Col 1,24).

Il Catechismo della Chiesa Cattolica (CCC 1505) insegna che “Cristo non ha spiegato in astratto il senso della sofferenza. Prima di tutto l’ha presa su di sé, e questo è assai più importante che darne le spiegazioni.” Così Alexandrina ha vissuto su di sé questa sequela, facendo della propria paralisi un’offerta quotidiana, assimilata alla croce di Gesù.

La preghiera esprime una teologia di unione mistica, indicando che ogni croce, sofferta con fede, può diventare canale di grazia e di salvezza non solo personale, ma universale.

2. I destinatari a cui è rivolta e perché

Questa orazione è innanzitutto indirizzata a Beata Alexandrina Maria da Costa come intercessora, ovvero come mediatrice presso Dio per le grazie richieste. La Chiesa riconosce nei santi e nei beati dei modelli di vita cristiana e degli amici che, già al cospetto di Dio, pregano con noi e per noi.

La menzione finale coinvolge inoltre la Vergine Maria, Salute degli infermi, una delle invocazioni più care della tradizione cattolica, affidando anche alla Madre di Dio la supplica per tutti gli ammalati.

Il motivo della scelta di Alexandrina come destinataria dell’invocazione è legato alla sua storia personale: colei che, vissuta nell’immobilità, testimonia con credibilità e forza la possibilità di trovare senso e fecondità spirituale anche nella malattia e nella sofferenza prolungata.

3. I beneficiari per cui intercede e i bisogni spirituali/fisici che affronta

La preghiera si fa voce di tutti i malati, in particolare di chi è condannato all’immobilità o si trova a vivere patimenti fisici e interiori. L’intercessione chiede per loro compassione, sollievo e speranza, tre linee portanti che esprimono i bisogni profondi di questa condizione:

  • Sostegno spirituale: che il dolore possa essere vissuto come “offerta” e occasione di salvezza, unito a Cristo.
  • Forza nella pazienza: quando la malattia si prolunga e sembra non trovare soluzione, invocando la capacità di perseverare e non disperare.
  • Consolazione: nelle “notti più buie”, per non lasciarsi schiacciare dalla solitudine, dallo sconforto o dalla sensazione di abbandono.

La preghiera non ignora i bisogni fisici (dolore, immobilità, solitudine), ma li inserisce in una prospettiva pasquale, chiedendo che possano essere trasfigurati in preghiera, offerta e invocazione fiduciosa. Si sollecita la grazia di “sentire la presenza di Gesù accanto”, affinché nessuna sofferenza sia vana o senza senso.

4. Temi teologici principali, con citazioni bibliche o patristiche

I temi fondamentali sono:

  • Il valore redentivo della sofferenza: In unione con Cristo, ogni dolore ha una dimensione salvifica non solo personale ma ecclesiale (Col 1,24).
  • Spes contra spem (“sperare contro ogni speranza”): Illuminati dalla promessa che la croce assunta per amore non è mai inutile (Rm 8,28: “Tutto concorre al bene per coloro che amano Dio”).
  • La solidarietà orante della Chiesa: Ogni credente può affidarsi all’intercessione dei beati e dei santi. Sant’Agostino dichiara:
    “La Chiesa non cessa di raccomandare a Dio le sofferenze dei membri del suo Corpo”
  • Consolazione dello Spirito: Nei momenti di prova, lo Spirito Santo è presentato come Paraclito, cioè colui che consola e sostiene (cf. Gv 14,16-17).
  • La presenza materna di Maria: Fedeltà alla millenaria devozione mariana che vede nella Madre di Gesù la “Salute degli infermi” (cf. Preghiera della Salve Regina).

Dal punto di vista patristico, San Gregorio Nazianzeno esorta:

“Tramuta il tuo dolore in preghiera e il tuo gemere in lode: così la notte della sofferenza si trasformerà nell'alba della speranza”

5. Genere di preghiera e collocazione nella tradizione liturgica

La preghiera appartiene essenzialmente al genere di intercessione, ma contiene elementi di:

  • Lode verso la testimonianza di Alexandrina;
  • Offerta (invito a trasformare il dolore in “offerta unita a quella di Cristo”);
  • Invocazione e richiesta di speranza e consolazione;
  • Affidamento mariano finale.

Sebbene non compaia nei testi liturgici ufficiali della Chiesa universale, tale preghiera si inserisce nella grande tradizione della preghiera dei santi, diffusa specialmente nelle celebrazioni di suffragio o nelle occasioni comunitarie di preghiera per i malati, come visita agli infermi, gruppi di pastorale sanitaria, giornate mondiali del malato (11 febbraio, memoria di Nostra Signora di Lourdes).

6. Indicazioni pratiche: uso personale, comunitario e nei tempi liturgici

Ecco alcune modalità pratiche per inserire questa preghiera nella vita spirituale personale e comunitaria:

  • Nella preghiera personale: Gli ammalati o chi li assiste possono recitarla quotidianamente, specialmente nei momenti di maggiore sconforto o solitudine, per affidare la propria sofferenza e trovarvi senso evangelico.
  • Visite agli infermi: Può essere letta insieme agli ammalati durante la visita, come segno di solidarietà e presenza ecclesiale.
  • Gruppi di preghiera o celebrazioni comunitarie: Durante assemblee dedicate alla salute, può essere inserita come orazione dopo la lettura della Parola di Dio o come supplica nelle preghiere dei fedeli.
  • Giornata Mondiale del Malato (11 febbraio): È particolarmente adatta in questa occasione, specie nei Santuari mariani o presso ospedali, case di cura, lungo veglie di preghiera.
  • Tempi di Quaresima e Settimana Santa: Quando il mistero della croce è più al centro della liturgia, la testimonianza di Alexandrina aiuta a meditare sulla dimensione pasquale della sofferenza unita a Cristo.

Per l’uso personale, si suggerisce la lettura meditata e, se possibile, una pausa di silenzio per affidare se stessi o qualcuno caro sofferente, lasciando spazio alla consolazione che viene da Dio. In ambito comunitario, si può concludere la preghiera aggiungendo una invocazione corale ("Beata Alexandrina, prega per noi!") o un canto mariano.

Infine, tale preghiera può fungere da ponte tra due dimensioni: il mistero personale della sofferenza di ogni uomo e la comunione dei santi, che accompagna, consola e trasfigura ogni notte di dolore, alla luce della Risurrezione.

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