Preghiera a San Juan Diego per la protezione dei migranti dell'America Latina
Ascolta la Preghiera
O San Juan Diego Cuauhtlatoatzin, umile servo di Dio e custode del Messaggio della Speranza, ascolta la nostra preghiera di intercessione per tutti i Migranti.
Tu che hai percorso sentieri incerti e ti sei affidato alla protezione della Mamma Celeste, ti supplichiamo: proteggi chi oggi lascia la propria terra in cerca di sicurezza, lavoro e dignità.
Accompagna il loro cammino pieno di sfide, dona loro forza nei pericoli, conforto nelle solitudini e che nessuno sia mai privato del calore di una casa e della fraternità umana.
Intercedi presso il Signore affinché le nostre comunità diventino rifugio generoso, illuminate da compassione e giustizia, capaci di accogliere con cuore aperto chi cerca un futuro migliore.
Caro San Juan Diego, sostienili nella fede e ottieni per loro la pace e la protezione di Maria di Guadalupe, Madre di tutti.
Amen.
Spiegazione della Preghiera
1. Il contesto spirituale e dottrinale della preghiera
Questa preghiera s’inserisce in un ricco contesto spirituale e dottrinale che affonda le sue radici sia nella tradizione cattolica latinoamericana sia nella dottrina sociale della Chiesa. L’invocazione a San Juan Diego Cuauhtlatoatzin rimanda direttamente alle apparizioni della Vergine di Guadalupe (1531), evento cardine che segna l’incontro tra il cristianesimo e le culture indigene del continente americano. Juan Diego fu il custode umile e scelto del messaggio portato dalla “Mamma Celeste”, un messaggio di speranza, protezione e vicinanza agli ultimi.
La dimensione della speranza domina tutta la preghiera: chi è in cammino e vive l’esilio o la migrazione è invitato a confidare nella protezione divina, proprio come Juan Diego fece nel suo percorso tribolato. Sul piano dottrinale, il testo richiama la dignità inalienabile di ogni essere umano (cfr. Gaudium et Spes, 27), il valore della solidarietà (cfr. Compendio della Dottrina Sociale della Chiesa, 192-196) e la chiamata all’accoglienza. L’integrazione tra la tradizione mariana e quella della carità verso il prossimo anima il cuore di questa supplica, orientando chi prega a guardare sia all’esempio dei santi sia all’impegno concreto verso i fratelli in difficoltà.
2. I destinatari a cui è rivolta e perché
La preghiera è indirizzata direttamente a San Juan Diego Cuauhtlatoatzin, proclamato santo nel 2002 da Giovanni Paolo II e riconosciuto come figura di fede e umiltà da milioni di cattolici, in particolare in Messico e nelle Americhe. La scelta di invocare Juan Diego come intercessore è densa di significato: egli stesso visse condizioni di marginalità sociale ed etnica, “percorrendo sentieri incerti” e affidandosi alla Madonna come protettrice.
Il suo ruolo di “custode del Messaggio della Speranza” lo rende particolarmente vicino non solo a chi soffre l’esclusione, ma anche a coloro che sono costretti a spostarsi, spesso tra pericoli e insicurezze. Juan Diego diventa così ponte spirituale tra il Cielo e la Terra, modello di fiducia nella provvidenza e canale privilegiato di grazia per i migranti di oggi. Il ricorso a lui è un modo per invocare la vicinanza di Maria, la “Mamma Celeste”, la cui apparizione sulla collina del Tepeyac segnò la nascita di un nuovo popolo di credenti aperto all’accoglienza universale.
3. I beneficiari per cui intercede e i bisogni spirituali/fisici che affronta
Il fulcro della preghiera è l’intercessione per tutti i Migranti: uomini, donne e bambini che lasciano la propria terra per necessità, in cerca di sicurezza, lavoro e dignità. Vengono menzionati i cammini pieni di incertezza e sfide, espressione delle dure prove che migliaia di persone sperimentano ogni giorno: separazione dalle radici, paura, pericoli fisici, isolamento, esclusione sociale.
I bisogni affrontati sono molteplici:
- Protezione – dalle insidie e dalla violenza che possono caratterizzare il viaggio.
- Forza – per resistere alle difficoltà e mantenere viva la speranza.
- Conforto nella solitudine – spesso i migranti sperimentano l’abbandono e il distacco dagli affetti.
- Calore di una casa e fraternità umana – la richiesta che nessuno resti privato di accoglienza e solidarietà.
4. I temi teologici principali, con citazioni bibliche o patristiche
Questa preghiera intreccia vari temi teologici centrali:
- L’intercessione dei santi: la fiducia che coloro che sono vicini a Dio possano pregare per noi (Apocalisse 5,8 "le coppe d’oro piene di profumi, che sono le preghiere dei santi"; cfr. Lumen Gentium, 49).
- L’attenzione evangelica per lo straniero: Gesù stesso si identifica con il migrante, il forestiero e il bisognoso (“Ero forestiero e mi avete accolto”, Matteo 25,35; cfr. Levitico 19,33-34).
- La sollecitudine della Madonna per gli ultimi, come emerso nella tradizione guadalupana: Maria si presenta come madre di tutti e in particolare dei più vulnerabili.
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La dignità umana e il diritto a cercare migliori condizioni di vita, temi ribaditi dal Magistero:
"Ogni migrante è una persona umana che, in quanto tale, possiede diritti fondamentali che devono essere rispettati da tutti" (Papa Francesco, Fratelli Tutti, 39).
- La fraternità universale: la meta della preghiera è un mondo dove ogni comunità diviene luogo di accoglienza, in risposta alla chiamata evangelica a vivere da fratelli (Efesini 2,19: “Non siete più stranieri né ospiti, ma siete concittadini dei santi e familiari di Dio”).
5. Il genere di preghiera e la sua collocazione nella tradizione liturgica
Questa supplica appartiene principalmente al genere della preghiera di intercessione: si chiede a San Juan Diego di pregare per e con noi presso il Signore, invocando protezione e sostegno per i migranti. Tuttavia, non mancano aspetti di lode (per la testimonianza del santo), supplica e esplicita invocazione di protezione mariana.
Quanto alla sua collocazione liturgica, non si tratta di una preghiera ufficiale del Messale Romano, ma può trovare spazio:
- Nei momenti di preghiera personale, specie per chi vuole affidare i migranti all’intercessione dei santi.
- Nelle celebrazioni comunitarie, come intenzione nelle preghiere dei fedeli durante la Messa, specialmente in occasione di giornate dedicate ai migranti e ai rifugiati.
- Nelle novene e rosari a tema guadalupano.
- Durante il 12 dicembre, festa liturgica di Nostra Signora di Guadalupe e San Juan Diego, oppure nella celebrazione della Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato.
6. Indicazioni pratiche: uso personale, comunitario e nei tempi liturgici
Questa preghiera può essere impiegata in diversi contesti sia personali che comunitari:
- Nella preghiera personale: può essere recitata quotidianamente o nei giorni in cui si desidera affidare in modo particolare i migranti e i rifugiati all’intercessione dei santi. Può seguire la lettura biblica di Mt 25,31-46 o essere inclusa nelle intenzioni del Rosario.
- In comunità: ideale come intenzione nelle preghiere dei fedeli durante la Messa o nelle liturgie penitenziali e di accoglienza, ma anche in incontri di gruppi che operano per la giustizia sociale e l’accompagnamento dei migranti.
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Tempi liturgici: particolarmente opportuna:
- Durante l’Avvento e la Quaresima, in cui il tema del cammino, dell’attesa e dell’esodo è centrale.
- Nel giorno della Madonna di Guadalupe (12 dicembre) e nella memoria liturgica di San Juan Diego (9 dicembre), quando la riflessione su accoglienza e inculturazione della fede trova particolare eco.
- Nella Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato, fissata annualmente dalla Chiesa universale.
- Celebrazioni dedicate ai migranti: può essere inserita in veglie di preghiera, processioni, momenti di ascolto delle testimonianze dei migranti o iniziative di sensibilizzazione pastorale.
Infine, può essere adattata in preghiere con i bambini e ragazzi introducendola come modello di richiesta di protezione e solidarietà verso i più fragili. Usata con fede, questa supplica unisce chi la recita al dramma e alla speranza di tanti fratelli migranti, rendendo visibile nella preghiera l’incontro tra il Vangelo e la storia concreta dell’umanità di oggi.
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