Atto di Fede nella Santissima Trinità con Basilio e Gregorio

Atto di Fede nella Santissima Trinità con Basilio e Gregorio
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Atto di Fede nella Trinità ispirato a San Gregorio di Nazianzo e San Basilio Magno

O Dio Uno e Trino,
noi, fedeli cristiani, proclamiano con solennità la nostra fede nel Padre misericordioso, nel Figlio redentore e nello Spirito Santo vivificante.

Nel mistero della morte, che spesso ci appare oscuro e temibile, ci affidiamo a Te, Pastore eterno. Accettiamo la nostra fragilità e riconosciamo che ogni passaggio dalla vita terrena alla vita eterna avviene secondo la Tua santa volontà.

San Gregorio di Nazianzo e San Basilio Magno, Dottori della Trinità e maestri della fede, vi supplichiamo:
aiutateci ad abbracciare il cammino della vita con più coraggio, a crescere nella fede e a contemplare il grande mistero della morte nella luce della Risurrezione.

Rendete saldo in noi il credere nel Padre che dà la vita, nel Figlio che ci salva, nello Spirito che ci consola. Illuminate le nostre menti e i nostri cuori perché possiamo dire con forza:
Credo nella Trinità Santissima e mi affido a Lei anche nell’ora della morte.

Così, sostenuti dalla vostra intercessione, affronteremo con pace e speranza ogni passaggio, certi che nulla ci separerà dall’amore di Dio.

Amen.

Spiegazione della Preghiera

1. Il contesto spirituale e dottrinale della preghiera

L’Atto di Fede nella Trinità ispirato a San Gregorio di Nazianzo e San Basilio Magno si innesta profondamente nella ricca tradizione cristiana della riflessione trinitaria. La preghiera esprime la fede nel mistero centrale del cristianesimo: un solo Dio in tre Persone: Padre, Figlio e Spirito Santo.

Il contesto spirituale di questa preghiera è quello della confessione della fede nella Trinità, maturata nei primi Concili ecumenici (Nicea 325, Costantinopoli 381), ai quali sia San Basilio Magno che San Gregorio di Nazianzo diedero notevole contributo teologico. Essa riflette anche la dimensione esistenziale della fede cristiana nel mistero della morte e della vita eterna, tema caro ai Padri Cappadoci, che videro nella partecipazione alla vita trinitaria il fine ultimo dell’uomo: “Dio si è fatto uomo perché l’uomo diventi Dio” (cfr. S. Gregorio di Nazianzo, Discorso 45, 9).

Dottrinalmente, la preghiera custodisce il nucleo del Credo niceno-costantinopolitano e lo declina nel vissuto quotidiano: di fronte al mistero del limite e della morte, il cristiano si affida al Dio Uno e Trino, sorgente della vita e meta ultima dell’esistenza. Non si tratta solo di un’asserzione intellettuale, ma di una professione vissuta di fede e speranza, vissuta nella storia personale e comunitaria, anche nei momenti di fragilità.

2. I destinatari a cui è rivolta e perché

Il primo destinatario principale della preghiera è Dio stesso, nella sua piena rivelazione di Uni-Trinità: “O Dio Uno e Trino... noi, fedeli cristiani, proclamiamo con solennità la nostra fede”. È un atto rivolto al Padre misericordioso, al Figlio redentore e allo Spirito Santo vivificante. Formula dunque una confessione di fede davanti a Dio e in relazione con le tre Persone della Trinità.

Il testo si rivolge anche, in forma di invocazione d’intercessione, a San Gregorio di Nazianzo e San Basilio Magno, definiti “Dottori della Trinità e maestri della fede”: a loro si chiede aiuto e protezione spirituale, secondo l’antica tradizione di chiedere l’intercessione dei santi, testimoni vissuti della dottrina proclamata. Grazie alla loro esperienza mistica e teologica della Trinità, possono guidare i fedeli nel cammino di fede e nell’attraversamento, anche, delle prove più dure come la morte.

3. I beneficiari per cui intercede e i bisogni spirituali/fisici che affronta

Questa preghiera intercede per tutti i cristiani, come esplicitato sin dall’incipit (“noi, fedeli cristiani”), ma implicitamente per tutti coloro che si trovano ad affrontare l’esperienza della fragilità umana, della morte e del timore dell’ignoto esistenziale. Si fa eco alla domanda di senso che ogni uomo pone davanti al compimento della vita terrena.

  • Bisogni spirituali: fede salda (“rendete saldo in noi il credere”), coraggio nell’affrontare la precarietà della vita, crescita nel mistero della Trinità, speranza nella risurrezione (“contemplare il grande mistero della morte nella luce della risurrezione”).
  • Bisogni esistenziali/fisici: pace interiore nei tempi di sofferenza o di fine vita, accettazione della propria fragilità di fronte alla santa volontà di Dio, consolazione nello Spirito Santo (“Spirito che ci consola”), protezione davanti alla morte fisica.

Durante le grandi prove, le malattie, il lutto o la vecchiaia, questa preghiera offre un sostegno che orienta il cuore alla fede e alla speranza, chiedendo la guida dei santi e l’azione delle tre Persone divine.

4. I temi teologici principali, con eventuali citazioni bibliche o patristiche pertinenti

La preghiera è teologicamente densa, riflettendo i principali temi della Trinità:

  • Unicità e Trinità di Dio: “O Dio Uno e Trino…”;
    Bibbia:
    “Andate e fate discepoli tutti i popoli, battezzandoli nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo.” (Mt 28,19)
    Patristica:
    “Noi adoriamo, cioè il Padre, il Figlio e lo Spirito Santo, una sola divinità e potenza.” (S. Basilio, De Spiritu Sancto, 45)
  • Padre misericordioso:
    Bibbia:
    “Siate misericordiosi, come il Padre vostro è misericordioso.” (Lc 6,36)
  • Figlio Redentore:
    Bibbia:
    “Dio ha tanto amato il mondo da dare il suo Figlio unigenito… perché chiunque crede in lui… abbia la vita eterna.” (Gv 3,16)
  • Spirito Santo vivificante e consolatore:
    Bibbia:
    “Il Paraclito, lo Spirito Santo, che il Padre manderà nel mio nome, egli vi insegnerà ogni cosa e vi ricorderà tutto ciò che io vi ho detto.” (Gv 14,26)
  • La morte e la risurrezione nella fede cristiana:
    Bibbia:
    “Io sono la risurrezione e la vita; chi crede in me, anche se muore, vivrà.” (Gv 11,25)
    Patristica:
    “La morte non è che il passaggio alla luce piena.” (S. Gregorio di Nazianzo, Discorso 7,8)
  • La comunione dei santi e l’intercessione: preghiera ai Santi Basilio e Gregorio perché intercedano presso Dio e aiutino i fedeli, secondo l’insegnamento della Chiesa.

La formula conclusiva richiama Rm 8,38-39: “Nulla ci separerà dall’amore di Dio...”.

5. Il genere di preghiera e la sua collocazione nella tradizione liturgica

L’Atto di Fede nella Trinità è un’orazione di confessione di fede (professio fidei), arricchita da toni di lode (“proclamiamo con solennità”), intercessione (invocazione ai santi) e supplica (chiedendo aiuto nel cammino verso la morte e la vita eterna).

Il genere dominante è la professione di fede, molto affine agli Atti di Fede tradizionali, ma con una specifica sottolineatura trinitaria, che la collega ai grandi inni liturgici come il Credo o il Te Deum. La menzione esplicita della morte suggerisce l’utilizzo in liturgie esequiali, nelle veglie di preghiera per i defunti, ma anche nei momenti di riflessione sulla speranza cristiana e nel Tempo Pasquale.

Nella tradizione liturgica orientale e occidentale, la meditazione sui misteri della Trinità e l’invocazione dei santi dottori sono centrali soprattutto nelle celebrazioni del dogma trinitario (Domenica della Santissima Trinità) e nelle commemorazioni dei loro santi.

6. Indicazioni pratiche d’uso (preghiera personale o comunitaria e nel calendario liturgico)

Questa preghiera si presta a molteplici usi:

  • Preghiera personale: recitata nei momenti di afflizione, durante la meditazione o contemplazione del mistero della Trinità, specialmente di fronte al timore della morte o alla prova della malattia. Può essere pronunciata al termine dell’esame di coscienza serale o nelle ore notturne, come affidamento finale a Dio.
  • Preghiera comunitaria: può essere utilizzata durante la Messa dei defunti, all’interno delle veglie funebri, nei riti di suffragio o nelle Giornate della vita. Indicatissima anche nei ritiri spirituali, incontri di catechesi sulla Trinità, o nella Domenica della Santissima Trinità (dopo Pentecoste).
  • Nel calendario liturgico:
    • Domenica della Trinità: come preghiera di apertura o di meditazione dopo la proclamazione del Credo.
    • Commemorazione dei defunti (2 novembre) e nel mese di novembre.
    • Feste di San Basilio (2 gennaio) e di San Gregorio di Nazianzo (2 gennaio, tradizione latina; 25 gennaio o 30 gennaio, liturgia bizantina): come invocazione ai santi.
    • Tempo Pasquale: per meditare sull’unità tra morte e vita nuova.

Un modo efficace di usare la preghiera consiste nel recitarla regolarmente fino a “farla propria”, soffermandosi a meditare ogni invocazione alle tre Persone e invocando sinceramente il sostegno dei santi nella propria crescita spirituale. Nei momenti comunitari, può essere alternata con canti trinitari (Gloria Patri, Sanctus) o inserita nella preghiera dei fedeli.

In sintesi, l’Atto di Fede nella Trinità offre ai fedeli un linguaggio ricco per vivere profondamente il mistero cristiano fondamentale in ogni situazione della vita, specie quando si affrontano fragilità, lutto e bisogno di speranza.

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