Preghiera ai Santi Basilio e Gregorio per l'unità della Chiesa
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Preghiera comunitaria per l’Unità della Chiesa
Santi Gregorio di Nazianzo e Basilio Magno,
Noi, la comunità che si avvicina con gioia al giorno della Prima Comunione, ci rivolgiamo a voi, maestri e difensori della vera fede, custodi della concordia e dell’unità della Chiesa.
Voi che avete combattuto contro ogni divisione, vi preghiamo: intercedete presso il Signore perché il Suo Spirito ci renda strumenti di pace, operatori di unità e seminatori di fraternità tra tutti i battezzati.
Aiutateci a custodire il dono prezioso della comunione, affinché nei nostri cuori, nelle nostre famiglie e nelle nostre comunità risplenda il Vangelo della carità.
Guida la Chiesa, Signore, per intercessione dei tuoi santi, a superare ogni incomprensione e discordia; sostienila perché, come unico Corpo, sappia testimoniare il Tuo amore al mondo.
O Santi Gregorio e Basilio, insegnateci ad accogliere e rispettare ogni fratello, a vedere in ciascuno il volto di Cristo, perché siamo davvero una cosa sola.
Custoditeci nell’unità, ora e sempre, nel cammino verso l’Eucaristia e la vita eterna.
Amen.
Spiegazione della Preghiera
1. Il contesto spirituale e dottrinale della preghiera
La preghiera comunitaria per l’Unità della Chiesa qui proposta si colloca nel ricco solco della tradizione cristiana di riflessione e supplica sull’unità ecclesiale, tema centrale ed essenziale sin dalle origini della Chiesa. Il contesto è doppiamente significativo: da una parte richiama il senso della comunione – fondamento e segno visibile della Chiesa stessa – e dall’altra si inserisce nel particolare cammino dei fedeli che si preparano alla Prima Comunione, momento sacramentale che manifesta e accresce l’unione tra i credenti e Cristo.
Questo testo si rifà a una lunga tradizione, sia nel suo richiamo all’unità (“affinché tutti siano una cosa sola”, Gv 17,21), sia nell’invocazione dell’aiuto dei santi Basilio Magno e Gregorio di Nazianzo, due grandi Padri della Chiesa spesso associati come esempi di ortodossia, amicizia spirituale e difesa della concordia ecclesiale. Essi vissero in un contesto storico segnato da controversie teologiche e divisioni, impegnandosi per la pace e la coesione della comunità cristiana.
L’unità della Chiesa non è solo un auspicio etico o sociale, ma esprime la natura stessa del Corpo di Cristo e la missione affidata ai discepoli: rendere visibile al mondo l’amore di Dio attraverso la comunione. La preghiera, inoltre, pone al centro il cammino eucaristico, che fa della Chiesa un popolo unito dall’unico Pane della vita.
2. I destinatari a cui è rivolta e perché
La preghiera si rivolge direttamente ai Santi Gregorio di Nazianzo e Basilio Magno, considerati maestri e difensori della vera fede e custodi della concordia e dell’unità della Chiesa. Questi due santi, vissuti nel IV secolo, furono tra i più illustri Padri della Cappadocia e hanno lasciato una traccia indelebile nella teologia, nella spiritualità e nella storia della Chiesa. Le loro lotte contro le eresie del tempo, il loro impegno per l’ortodossia e la loro capacità di mantenere la comunione anche nelle difficoltà li rendono particolarmente idonei come intercessori nei momenti in cui la Chiesa è chiamata a rinnovare e rafforzare la sua stessa unità.
Essi sono invocati non solo come figure del passato, ma come santi vivi nella comunione celeste, in grado di intercedere presso il Signore per i bisogni attuali dei fedeli. Il loro esempio di comunione, amicizia spirituale e riconciliazione è proposto come modello concreto da seguire, specialmente in quei passaggi della vita ecclesiale, come appunto la Prima Comunione, in cui l’unità con Cristo deve tradursi in unità con i fratelli e le sorelle nella fede.
3. I beneficiari per cui intercede e i bisogni spirituali/fisici che affronta
La preghiera intercede in prima istanza per la comunità che si prepara alla Prima Comunione, ma estende l’intenzione a tutti i battezzati e, in senso più ampio, a tutta la Chiesa. I bisogni spirituali sono molteplici:
- Il desiderio di essere strumenti di pace, operatori di unità e seminatori di fraternità;
- La custodia della comunione nei cuori, nelle famiglie e nelle comunità;
- La testimonianza del Vangelo della carità nel mondo;
- Il superamento di incomprensioni e discordie;
- La capacità di accogliere e rispettare ogni fratello come volto di Cristo;
- Il cammino sicuro verso l’Eucaristia e la vita eterna.
Non si trascurano nemmeno sfumature più personali e ordinarie: la preghiera domanda infatti che l’unità sia vissuta nei nostri cuori, nelle nostre famiglie e nelle nostre comunità, con attenzione, quindi, anche alle relazioni interpersonali e familiari, spesso terreno di conflitti e occasioni per esercitare il perdono, l’ascolto reciproco e la costruzione quotidiana della pace.
Anche i bisogni fisici sono implicitamente riconosciuti, poiché la divisione spesso si traduce in sofferenze concrete; chiedere di essere una cosa sola nel Corpo di Cristo comporta anche il sostegno vicendevole nelle necessità materiali, secondo la pratica della Chiesa primitiva (cfr. At 2,44-47).
4. I temi teologici principali, con citazioni bibliche o patristiche
I temi teologici principali di questa preghiera abbracciano alcuni dei punti nevralgici della fede cristiana:
- L’unità della Chiesa: la preghiera richiama l’anelito di Gesù nell’Ultima Cena, che prega per “affinché tutti siano una sola cosa” (Gv 17,21). La comunione ecclesiale è riflesso dell’unità trinitaria.
- Il valore della comunione eucaristica: la Prima Comunione non riguarda solo il singolo comunicando ma “costruisce la Chiesa” stessa, poiché “noi, pur essendo molti, siamo un solo corpo: tutti infatti partecipiamo all’unico pane” (1 Cor 10,17).
- La testimonianza della carità: l’amore vicendevole è il segno distintivo dei cristiani (cf. Gv 13,35). Senza carità l’unità risulta solo formale e rischia di essere sterile.
Ricca è anche la tradizione patristica: lo stesso Basilio ammoniva che "nessuno ha ricevuto due Spiriti... Chi ha la carità ha Dio in se stesso" (Regole più ampie, 2,2), mentre Gregorio diceva: "Di una sola cosa sono geloso: di non essere separato dalla carità e dall’amicizia" (Lettera 58).
La preghiera al Signore tramite l’intercessione dei santi appartiene alla teologia della communio sanctorum, cioè la comunione che lega i santi del Paradiso, le anime del Purgatorio e la Chiesa pellegrina sulla terra.
5. Il genere di preghiera e la sua collocazione nella tradizione liturgica
Questa supplica è propriamente una preghiera di intercessione, in cui i fedeli si affidano alla mediazione dei santi affinché ottengano grazia e forza dal Signore. Essa possiede anche elementi di lode, come si evince dal riconoscimento dei santi quali “maestri e difensori della vera fede”, e toni di invocazione penitente nel chiedere aiuto per superare divisioni e discordie.
Nella tradizione liturgica, preghiere di questo tipo sono particolarmente adatte per la preparazione ai sacramenti (soprattutto Eucaristia e Confermazione), durante settimane di preghiera per l’unità dei cristiani, ma anche nelle celebrazioni dedicate a santi noti per il loro esempio di comunione. La menzione specifica ai santi patroni della Chiesa d'Oriente la inserisce pure nel filone ecumenico, che promuove l’unità riconciliata tra le Chiese.
6. Indicazioni pratiche: come usarla nella preghiera personale o comunitaria e nei tempi dell’anno liturgico
Questa preghiera, per la sua struttura e il suo contenuto, si presta sia a un uso comunitario che personale.
- Nella preghiera personale, può essere recitata come meditazione quotidiana, soprattutto durante la preparazione alla Prima Comunione o quando si avverte il bisogno di riconciliazione e pace.
- Nella preghiera comunitaria, trova spazio durante incontri di catechesi, ritiri parrocchiali, percorsi di preparazione ai sacramenti o momenti di preghiera per l’unità della Chiesa. Può essere proposta come intenzione di preghiera nella liturgia delle ore o all’inizio di riunioni pastorali.
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Nei tempi dell’anno liturgico, la preghiera è particolarmente opportuna:
- durante la Settimana di preghiera per l’unità dei cristiani (18-25 gennaio);
- nelle feste dei santi Basilio Magno (2 gennaio, Chiesa latina; 1 gennaio, Chiese orientali) e Gregorio di Nazianzo (2 gennaio, Chiesa latina);
- nei momenti di preparazione ai sacramenti dell’Eucaristia e della Confermazione;
- in occasione di assemblee comunitarie incentrate sul tema della comunione ecclesiale.
Un suggerimento pratico è quello di concludere gli incontri di catechesi o le prove della liturgia della Prima Comunione con questa preghiera, facendo precedere un breve tempo di silenzio o una lettura biblica sull’unità. In famiglia, può essere condivisa dopo i pasti o nelle veglie di preghiera domestiche, favorendo la riflessione sul valore della pace in ogni relazione.
La sua profondità la rende adatta non solo per i bambini all’inizio della loro vita sacramentale, ma anche per adulti e giovani, chiamati a essere testimoni di una Chiesa sempre più “segno e strumento dell’intima unione con Dio e dell’unità di tutto il genere umano” (Lumen Gentium, 1).
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