Intercessione a San Giovanni Bosco per gli Orfani e i bambini abbandonati

Destinatari:  San Giovanni Bosco
Beneficiari:  Orfani Bambini abbandonati
Temi:  Protezione
Tipologie:  Intercessione
Intercessione a San Giovanni Bosco per gli Orfani e i bambini abbandonati
Ascolta la Preghiera

San Giovanni Bosco,

tu che sei stato padre e guida per tanti giovani senza famiglia, volgiamo a te la nostra umile supplica, con cuore fiducioso e colmo di tenerezza per tutti gli Orfani e i Bambini abbandonati.

Affidiamo alla tua intercessione coloro che più ne hanno bisogno: piccoli soli, smarriti, privi dell’abbraccio di un genitore. Tu che hai saputo riconoscere il valore di ogni ragazzo, proteggi tutti questi bambini da ogni pericolo e dolore.

Illumina le loro notti, asciuga le loro lacrime, dona loro la forza di sperare e la gioia di sentirsi amati.

Assistili in ogni difficoltà, ispira persone generose che possano accoglierli e guidarli, affinché nessuno si senta dimenticato.

O amato Don Bosco, modello di carità e fortezza, ottienici dal Signore che nessun bambino cresca senza protezione, perché ogni piccolo trovi famiglia, sostegno e amore.

Intercedi per loro, affinché siano al sicuro sotto le tue ali e la benedizione di Dio li accompagni sempre.

Amen.

Spiegazione della Preghiera

1. Il contesto spirituale e dottrinale della preghiera

La preghiera a San Giovanni Bosco proposta qui si inserisce profondamente nel tessuto della spiritualità cristiana, più precisamente nella lunga tradizione della carità attiva e della cura per gli ultimi. San Giovanni Bosco, sacerdote torinese del XIX secolo e fondatore dei Salesiani, è universalmente riconosciuto come padre e amico della gioventù povera e abbandonata. La sua missione ebbe come fulcro il recupero umano, sociale e spirituale dei ragazzi privi di sostegno familiare e materiale, ispirandosi all’amore evangelico di Gesù verso i piccoli e i semplici.

Dal punto di vista dottrinale, Don Bosco rappresenta una risposta incarnata al comandamento dell’amore: “Qualunque cosa avete fatto a uno solo di questi miei fratelli più piccoli, l’avete fatto a me” (Mt 25,40). La preghiera riflette la visione della Chiesa come comunità materna in cui nessuno deve essere abbandonato, e dove la solidarietà concreta è segno della presenza di Dio nel mondo. L’intercessione dei santi, inoltre, è principio fondamentale della spiritualità cattolica; la Comunione dei Santi permette che i fedeli si rivolgano a coloro che hanno già raggiunto la patria celeste perché “intercedano presso Dio per noi e ci siano di esempio”.

In questa cornice, la supplica mette in luce la speciale predilezione che Cristo stesso ha manifestato per i piccoli, i deboli e gli indifesi (Mc 10,13-16; Lc 18,15-17), rendendo Don Bosco a sua volta icona vivente di questa attenzione paterna e misericordiosa.

2. I destinatari a cui è rivolta e perché

Il destinatario immediato della preghiera è San Giovanni Bosco, appellato con titoli che sintetizzano la sua esistenza: “padre e guida per tanti giovani senza famiglia”, “modello di carità e fortezza”. Rivolgersi a lui non è solo esprimere una devozione personale, ma invocare un riferimento autorevole nella cura degli orfani e dei bambini abbandonati.

Il motivo di questa scelta risiede nel carisma speciale di Don Bosco: dedizione totale all’educazione, protezione e consolidamento umano e spirituale dei piccoli in difficoltà. Nella teologia cattolica, l’intercessione dei santi non è un “doppione” dell’aiuto divino, ma un modo per unire il Cielo e la Terra nella comunione dell’amore, affidando a chi ha sperimentato e vissuto il Vangelo la custodia particolare degli uomini che condividono le sue stesse ferite.

Perciò, la preghiera è rivolta a Don Bosco nella certezza che comprenderà le sofferenze degli orfani e saprà presentare le nostre suppliche al Signore.

3. I beneficiari per cui intercede e i bisogni spirituali/fisici che affronta

I beneficiari della preghiera sono gli Orfani e i Bambini abbandonati di ogni tempo e luogo. La supplica menziona esplicitamente “piccoli soli, smarriti, privi dell’abbraccio di un genitore”, indicando situazioni di carenza affettiva, solitudine esistenziale, mancanza di sostegno.

I bisogni che vengono presentati alla misericordia divina, attraverso l’intercessione del santo, spaziano dall’aspetto spirituale (speranza, senso di essere amati, forza nelle difficoltà) a quello fisico e sociale (protezione dai pericoli, accoglienza in una famiglia, presenza di figure di riferimento, gioia e sicurezza materiale).

La preghiera insiste su aspetti pratici e psicologici: “asciuga le loro lacrime”, “illumina le loro notti”, “dona forza di sperare”, mettendo in luce bisogni profondi e spesso inascoltati, come la voglia di sentirsi desiderati, compresi e protetti. Vi è anche la richiesta di inspirare persone generose pronte ad accoglierli, segno che la preghiera non vuole solo un miracolo spirituale ma anche risposte concrete nella comunità ecclesiale e civile.

4. I temi teologici principali, con citazioni bibliche o patristiche

La preghiera si articola su grandi temi della teologia cristiana:

  • Intercessione dei Santi: Don Bosco è visto come canale privilegiato di grazia, in accordo con la lettera agli Ebrei (“E poiché abbiamo un così grande esercito di testimoni attorno a noi…Eb 12,1).
  • Preferenza evangelica per i piccoli:Lasciate che i bambini vengano a me… di questi è il regno di Dio” (Mc 10,14).
  • Dignità e unicità di ogni persona: riprendendo la visione personalista della Chiesa (“Sia ogni vita protetta, amata e sostenuta”).
  • Solidarietà concreta:
    “Se uno ha ricchezze di questo mondo e, vedendo il suo fratello nel bisogno, gli chiude il cuore, come può l'amore di Dio rimanere in lui?” (1 Gv 3,17)
    .
  • Devozione alla Vergine Maria: implicita nello stile salesiano (Don Bosco diceva: “Abbiate una grande devozione a Maria Ausiliatrice e vedrete che cosa sono i miracoli”), anche se non citata direttamente nella preghiera.

Le fonti patristiche non mancano di sottolineare l’importanza di farsi carico degli orfani: Sant’Ambrogio e San Giovanni Crisostomo invitano i cristiani a riconoscere Cristo nei bambini abbandonati, secondo la logica della misericordia evangelica.

5. Il genere di preghiera e la sua collocazione nella tradizione liturgica

Questa supplica è principalmente una preghiera di intercessione, poiché chiede a Don Bosco di pregare per persone in particolare necessità. Ma contiene anche elementi di lode (riconoscimento delle virtù del santo), di penitenza (umiltà nell’invocare aiuto per le proprie insufficienze umane) e di implorazione (richiesta esplicita di intervento).

Nella tradizione ecclesiale, preghiere simili trovano spazio sia nella preghiera personale (es. devozione quotidiana, momenti di difficoltà), sia in ambito comunitario (celebrazioni liturgiche o paraliturgiche dedicate ai santi, momenti di preghiera per i bambini bisognosi, giornate dedicate agli orfani o ai minori senza famiglia). Particolarmente adatta nelle celebrazioni salesiane (2 febbraio, Festa di Don Bosco), essa è anche integrabile nella Liturgia delle Ore nei momenti di intercessione, o come intenzione durante la Messa nella preghiera dei fedeli.

6. Indicazioni pratiche: come usarla nella preghiera personale o comunitaria e nei tempi dell’anno liturgico

Utilizzo personale:
La preghiera può diventare compagna quotidiana di quanti vogliono sostenere spiritualmente bambini senza famiglia, catechisti, educatori, operatori sociali, genitori affidatari o adottivi. È particolarmente indicata nei momenti in cui si avverta il peso dell'impotenza di fronte a tali sofferenze, per ricaricare la propria speranza e offrire a Dio i propri sentimenti di compassione.

Utilizzo comunitario:
Può essere recitata nelle case salesiane e in tutte le strutture educative, nelle parrocchie, durante gruppi di preghiera o nella celebrazione delle giornate mondiali dell’infanzia e delle adozioni, integrandola con una riflessione, la lettura del Vangelo e preghiere spontanee.

Tempi dell’anno liturgico:
È particolarmente significativa durante la Festa di San Giovanni Bosco (31 gennaio), ma anche nelle solennità vicine al tema (Santissima Famiglia di Nazareth, Giornata mondiale dell’Infanzia, Giornata per gli Orfani). Adatta anche nei mesi mariani o durante l’Avvento e la Quaresima, stagioni in cui la Chiesa invita con più forza alla carità.

Raccomandazioni:
- Recitarla davanti all’immagine o alla reliquia di Don Bosco.
- Combinarla con un gesto di carità concreta (offerta, visita a bambini in difficoltà, impegno a sostenere un’opera salesiana).
- Invitarla nella preghiera dei fedeli durante la Messa, specie quando ci sono occasioni di catechesi o attenzione alle tematiche educative.
- Adatta anche alla meditazione personale, lasciando risuonare le espressioni della supplica e sostando in silenzio dopo ogni invocazione.

La recita regolare di questa preghiera aiuta a formare il cuore alla compassione operosa, facendo proprie le intenzioni di Don Bosco affinché nessun bambino resti senza affetto, sostegno e speranza.

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