Supplica a Santa Elisabetta Anna Seton per le fondatrici di nuove comunità

Beneficiari:  Suore
Tipologie:  Supplica
Supplica a Santa Elisabetta Anna Seton per le fondatrici di nuove comunità
Ascolta la Preghiera

Supplica a Santa Elisabetta Anna Seton

O Santa Elisabetta Anna Seton, madre, fondatrice e sorella nella fede, noi, povere figlie della tua spiritualità, innalziamo i nostri cuori a te.

In questo tempo di nuove sfide e speranze, ci rivolgiamo a te, che hai percorso il sentiero della Missione cristiana con amore e fiducia incrollabile.

Supplichiamo la tua guida materna e il tuo coraggio audace per tutte le Suore e le fondatrici che, oggi, accolgono con slancio il mandato d’iniziare una nuova opera nella Chiesa.

Fa' che il tuo carisma di carità, fede fervente e umile servizio sia radice e linfa del nostro impegno quotidiano. Sostienici quando la fatica ci opprime; riaccendi la nostra speranza quando le prove oscurano il cammino. Infondi in noi la gioia del dono totale a Cristo e ai fratelli.

Santa Elisabetta Anna Seton, sii per noi faro e protezione: accompagnaci, intercedi presso il Signore perché Maria, Madre della Chiesa, faccia fiorire l’opera che ci è affidata.

Ti invochiamo con cuore fiducioso, certi che, per tua intercessione, la Missione cristiana germoglierà e porterà frutto di santità e misericordia.

Amen.

Spiegazione della Preghiera

1. Il contesto spirituale e dottrinale della preghiera

La "Supplica a Santa Elisabetta Anna Seton" nasce all’interno di una lunga e feconda tradizione di preghiere rivolte a santi fondatori, figure che incarnano un particolare carisma ecclesiale e che continuano a ispirare nuove generazioni di cristiani. Santa Elisabetta Anna Seton (1774-1821) fu la prima donna nata negli Stati Uniti a essere canonizzata dalla Chiesa Cattolica, nonché fondatrice delle Suore della Carità di San Giuseppe. Madre, educatrice e pioniera della vita consacrata femminile in America, la Seton visse una profonda fede vissuta nella sofferenza, nella povertà e nella missione educativa.

Spiritualmente, la supplica si colloca nell’alveo della dottrina della “comunione dei santi”: i Santi sono vivi in Cristo e possono intercedere per i fedeli ancora pellegrini sulla terra (Catechismo della Chiesa Cattolica, 956-957). Qui la supplica invoca la presenza spirituale, la guida e la protezione di Santa Elisabetta Seton in un tempo riconosciuto come segnato da “nuove sfide e speranze”, facendo eco alla dinamica ecclesiale della missione ad gentes e della nuova evangelizzazione (Redemptoris Missio, 30-32).

Dottrinalmente, la supplica riflette l’ecclesiologia del “popolo di Dio in cammino”, unito nel servizio, e trova radici nelle insegnamenti sul valore dei carismi nella vita della Chiesa (Lumen Gentium, 12), e nella centralità della missione educativa, caritativa e apostolica.

2. I destinatari a cui è rivolta e perché

La preghiera è rivolta direttamente a Santa Elisabetta Anna Seton, invocata con i titoli affettuosi di “madre, fondatrice e sorella nella fede”. L’appellativo materno sottolinea una relazione filiale e spirituale, un affidamento fiducioso a colei che ha tracciato un sentiero di santità e di coraggiosa dedizione evangelica.

Elisabetta Seton, infatti, è riconosciuta come modello e custode per tutte le donne consacrate, le educatrici e, in generale, chiunque si senta erede del suo carisma. Si percepisce in lei una figura di intercessione speciale per quanti si pongono al servizio di iniziative ecclesiali e caritative nuove, sulle orme della sua missione pionieristica. Le parole “noi, povere figlie della tua spiritualità” indicano un’identificazione comunitaria e femminile, pur aperta a ogni fedele che riconosca in Santa Elisabetta una guida spirituale per la propria missione.

3. I beneficiari per cui intercede e i bisogni spirituali/fisici che affronta

La supplica si fa voce di intercessione, in particolare, per le Suore e le fondatrici impegnate nell’iniziare una “nuova opera nella Chiesa”. Più ampiamente, abbraccia tutte le persone consacrate, gli operatori pastorali e quanti si sentono chiamati a portare frutti di apostolato nel mondo di oggi, spesso segnato dall’incertezza. I bisogni enunciati sono sia spirituali che pratici:

  • Fede e coraggio: si invoca la “guida materna” e il “coraggio audace” tipici della Seton, per affrontare la fatica e la paura che spesso accompagnano nuove partenze ecclesiali.
  • Carità, speranza, dono di sé: si chiede di essere sostenuti nella stanchezza, nell’oscurità delle prove, affidando a Elisabetta Seton la richiesta di una “gioia del dono totale a Cristo e ai fratelli”.
  • Frutti apostolici: la preghiera culmina nella domanda di far germogliare opere di “santità e misericordia”, segni tangibili di una missione vivificante per la Chiesa e la società.

Questi bisogni riflettono la consapevolezza che la risposta personale e comunitaria alla chiamata di Dio passa attraverso aridità, prove, slanci di carità e momenti di consolazione, secondo lo spirito evangelico illustrato da San Paolo (2 Cor 4,7-10).

4. I temi teologici principali, con eventuali citazioni bibliche o patristiche pertinenti

Nel testo emergono nitidamente alcuni temi teologici centrali:

  • La dimensione ecclesiale della missione: L’opera di Dio nella Chiesa si sviluppa attraverso persone che, come Santa Elisabetta Seton, accolgono la chiamata ad essere “radice e linfa” di nuove iniziative. “Voi siete il corpo di Cristo e, ognuno secondo la propria parte, sue membra” (1 Cor 12,27).
  • L’intercessione dei santi: La preghiera si rivolge a Elisabetta Seton come “faro e protezione”, segno della fiducia nella comunione dei santi, dove i beati sono intercessori e modelli (“Ricordatevi dei vostri capi... e imitate la loro fede” Eb 13,7).
  • Il carisma della carità: Essere radicati in carità e servizio umile è la via della santità. “La carità non avrà mai fine” (1 Cor 13,8), ed è tramite la carità vissuta nell’umiltà che si edificano opere feconde.
  • Abbandono alla Provvidenza ed imitazione di Maria: La supplica chiama in causa anche Maria, “Madre della Chiesa”, in continuità con la spiritualità di Elisabetta Seton, che aveva una speciale devozione mariana. “Ecco la serva del Signore: avvenga per me secondo la tua parola” (Lc 1,38).

Sul piano patristico, sant’Ambrogio esortava:

“L’esempio dei santi è una scuola silenziosa che insegna più delle parole”
. La Seton, con la sua fede semplice e coraggiosa, attualizza questa pedagogia spirituale.

5. Il genere di preghiera e la sua collocazione nella tradizione liturgica

Questa supplica appartiene al genere intercessorio, ma include anche accenti di lode (per l’esempio di Elisabetta), di richiesta e affidamento (“accompagnaci”, “sostienici”, “infondi in noi la gioia”). È, in parte, anche una preghiera di speranza, in quanto protesa verso il futuro della missione, e di consacrazione della propria opera ecclesiale.

Nella tradizione liturgica, tale supplica può essere inserita:

  • Nella liturgia delle ore nel giorno della memoria di Santa Elisabetta Seton (4 gennaio), come orazione finale o meditazione prima della benedizione conclusiva.
  • All’interno di un ritiro spirituale o incontro di fondatrici, religiose, laici impegnati nell’ambito caritativo o educativo.
  • Come inserto in celebrazioni comunitarie che aprono nuove opere o case religiose, o nei momenti chiave della vita della congregazione.

6. Indicazioni pratiche: come usarla nella preghiera personale o comunitaria e nei tempi dell’anno liturgico

Uso personale: Questa supplica può essere recitata da chi desidera affidare a Santa Elisabetta Seton la propria missione personale, i progetti educativi, i momenti di stanchezza e di rilancio spirituale. Può essere meditata lentamente, magari inserendo pause personali dopo ciascuna invocazione. Utile nella meditazione del mattino, o come preghiera di offerta per la giornata.

Uso comunitario: È particolarmente adatta come preghiera comune al termine di una giornata di formazione, di una riunione di comunità, o in apertura di una nuova attività apostolica. Può essere letta coralmente, suddividendo le invocazioni tra lettore e assemblea.

Tempi liturgici consigliati:

  • Memoria liturgica di Santa Elisabetta Seton (4 gennaio): ideale dopo le Lodi o i Vespri.
  • Anniversari di fondazione di istituti e opere caritative legate al suo carisma.
  • Inizio dell’anno scolastico o pastorale, come affidamento di nuovi inizi alla sua intercessione.
  • Tempi forti (Avvento, Quaresima): come itinerario per invocare coraggio nell’affrontare le conversioni e le sfide del tempo.

Infine, si può personalizzare aggiungendo intenzioni specifiche, e concludendola con una preghiera mariana, per sottolineare il legame con Maria, tanto amato da Santa Elisabetta Anna Seton.

Commenti

I commenti saranno disponibili a breve.