Atto di Fede con Santa Elisabetta Anna Seton per i convertiti

Beneficiari:  Amici convertiti
Temi:  Fede più forte
Tipologie:  Atto di fede
Atto di Fede con Santa Elisabetta Anna Seton per i convertiti
Ascolta la Preghiera

Atto di Fede per Amici convertiti

O Santa Elisabetta Anna Seton, madre spirituale e stella luminosa per coloro che cercano la verità, a Te ricorriamo, noi che siamo stati chiamati a nuova vita nella Chiesa Cattolica.

Con cuore riconoscente, rinnoviamo oggi il nostro Atto di Fede. Credo in Te, Signore, e nella Tua Chiesa: voglio aderire con tutto me stesso alle verità che Tu hai rivelato e che la Santa Madre Chiesa ci propone a credere.

Ti preghiamo, santa Elisabetta, ottienici dal Signore il dono di una fede più forte, che non vacilli di fronte alle difficoltà, ai dubbi, alle prove del cammino. Aiutaci a vivere ogni giorno con gioiosa fedeltà al Vangelo, come Tu stessa hai fatto nelle fatiche e nelle scelte audaci della tua vita.

Accresci in noi il coraggio di testimoniare apertamente la nostra conversione, la costanza nell’Eucaristia, la passione per la carità e il desiderio di camminare sempre in comunione con la Chiesa.

Per tua intercessione chiediamo la grazia della perseveranza: conserva i nostri cuori saldi nella fede, pieni di umiltà, animati dalla speranza e sempre pronti ad amare.

Santa Elisabetta Anna Seton, prega per noi, perché possiamo rinnovare ogni giorno la nostra adesione a Cristo e alla Sua Chiesa, e perseverare sino alla fine nella gioia del Suo amore. Amen.

Spiegazione della Preghiera

1. Il contesto spirituale e dottrinale della preghiera

L’Atto di Fede per Amici convertiti si colloca in un contesto profondamente spirituale e teologico, incentrato sul mistero della fede cattolica, la conversione e il cammino di perseveranza. Questa preghiera è ispirata alle esperienze dei convertiti che, dopo aver incontrato Cristo e abbracciato la comunione con la Chiesa Cattolica, desiderano rafforzare quotidianamente la loro adesione alle verità di fede.
L’invocazione a Santa Elisabetta Anna Seton non è casuale: essa fu la prima cittadina statunitense canonizzata, convertita dall’episcopalismo al cattolicesimo in un contesto ostile, fondatrice delle prime scuole cattoliche negli USA e delle “Sisters of Charity”. La sua vicenda personale diventa quindi modello e garanzia di intercessione per i fedeli che hanno vissuto o stanno vivendo un cammino simile, segnato da entusiasmo, difficoltà, e desiderio di autenticità.
Sul piano dottrinale, la preghiera si ispira alla chiamata di Cristo a professare pubblicamente la fede (“chiunque mi riconoscerà davanti agli uomini, anch’io lo riconoscerò davanti al Padre mio” Mt 10,32), alla necessità della perseveranza (“Chi avrà perseverato fino alla fine sarà salvato” Mt 24,13), e riprende l’importanza della fede viva, che “opera mediante la carità” (Gal 5,6), donata dallo Spirito Santo ma anche frutto della collaborazione libera e responsabile dell’uomo.

2. I destinatari a cui è rivolta e perché

L’Atto di Fede si rivolge principalmente a coloro che hanno intrapreso un percorso di conversione al Cattolicesimo, in particolare ex-protestanti, adulti battezzati e cresimati dopo una maturata scelta di fede, oppure persone che, cresciute in ambienti secolarizzati o ostili alla fede, hanno scoperto la luce della verità nella Chiesa. Vengono inclusi anche i cosiddetti “ri-convertiti”: chi, dopo un tempo di lontananza dalla fede o dall’appartenenza ecclesiale, vive il rinnovato entusiasmo dell’incontro con Cristo attraverso la Chiesa.
La scelta di Santa Elisabetta Anna Seton come “patrona” di questa preghiera è altamente significativa: la sua storia offre ai convertiti un punto di riferimento concreto, una madre spirituale che comprende le difficoltà, le gioie e le sfide legate al cambiare radicalmente vita, ai conflitti familiari e ambientali, alla necessità di identificarsi apertamente con la Chiesa.
In seconda istanza, la preghiera può essere usata anche da amici, familiari, padrini e madrine di convertiti che desiderano accompagnarli spiritualmente con la supplica e l’intercessione.

3. I beneficiari per cui intercede e i bisogni spirituali/fisici che affronta

I beneficiari diretti della preghiera sono tutti i convertiti e, più in generale, tutti i fedeli che desiderano rinvigorire la propria fede e la costanza nel cammino cristiano. La supplica intercede in particolare per:

  • Perseveranza nella fede: il pericolo di “ritorni indietro”, sfiducia o stanchezza spirituale è reale, soprattutto nei momenti di prova o quando emergono dubbi o pressioni dall’ambiente.
  • Coraggio della testimonianza: la paura di mostrarsi apertamente cattolici, specie dopo una conversione, può scoraggiare; la preghiera chiede il dono di una testimonianza gioiosa e franca.
  • Fedeltà all’Eucaristia e vita sacramentale: per affrontare la tentazione di tiepidezza, solitudine spirituale o dispersione religiosa.
  • Passione per la carità: per evitare il rischioso isolamento spirituale dopo la conversione e sviluppare uno stile di vita evangelico e servizio agli altri.
  • Unità con la Chiesa: aiuta a superare remore e incomprensioni, alimentando amore e comunione concreta all’interno della comunità ecclesiale.
  • Grazia della perseveranza finale: domandata come dono supremo; nella tradizione cristiana, senza la perseveranza fino alla morte, la fede rischia di essere vana (cfr. CCC 162).

I bisogni spirituali sono accompagnati anche da disagi psicologici e fisici (paure, isolamento, difficoltà materiali), che spesso accompagnano chi rompe i legami con l’ambiente di origine per seguire Cristo. La preghiera li raccoglie, affidandoli all’intercessione di chi ha già condiviso e vinto tali prove.

4. I temi teologici principali, con citazioni bibliche o patristiche

La preghiera presenta alcuni temi teologici centrali:

  • Fede personale ed ecclesiale: “Credo in Te, Signore, e nella Tua Chiesa”: l’adesione a Cristo comporta sempre un’adesione alla Chiesa, Sposa di Cristo e custode della Verità rivelata (“Chi ascolta voi ascolta me”, Lc 10,16).
  • Conversione continua: la preghiera non si limita all’evento passato della conversione, ma domanda la grazia di “rinnovare ogni giorno” l’adesione a Cristo. Sant’Agostino afferma:
    “Convertitur autem quotidie quisquis proficit; non enim fit conversio nisi a malo ad bonum, et quisquis hodie melior est quam heri, convertitur.” (Sermone 19,2)
  • Perseveranza come grazia e impegno: “Chi avrà perseverato sino alla fine sarà salvato” (Mt 24,13); tale perseveranza è dono di Dio e frutto della collaborazione umana.
  • Eucaristia e carità: la preghiera insiste sulla centralità dell’Eucaristia (“costanza nell’Eucaristia”) e sulla carità (“passione per la carità”), in linea con il Magistero della Chiesa (Lumen Gentium 11; cfr. Gv 13,34-35).
  • Testimonianza pubblica: “Coraggio di testimoniare apertamente la nostra conversione”. Il cristiano è chiamato a non vergognarsi di Cristo e della Chiesa (cfr. Rm 1,16; 2Tm 1,8).
  • Spirito di umiltà e speranza: virtù essenziali del credente (“cuori saldi nella fede, pieni di umiltà, animati dalla speranza”), ben presenti nella teologia paolina (Rm 5,1-5).

In sintesi, la preghiera mette insieme i tre grandi pilastri della vita cristiana: fede, speranza e carità (1Cor 13,13), chiedendo di viverli nelle circostanze concrete dei nuovi membri della Chiesa.

5. Il genere di preghiera e la sua collocazione nella tradizione liturgica

Questa supplica è principalmente una preghiera di intercessione, ma contiene elementi di ringraziamento (“con cuore riconoscente”) e di rinnovo dei voti battesimali (Atto di fede personale ed ecclesiale).
Dal punto di vista liturgico, la preghiera non fa parte di un formulario ufficiale (come il Credo o le preghiere eucaristiche), ma si ispira agli atti di fede e alle invocazioni dei santi, spesso utilizzate nei momenti di transizione spirituale (rito di accoglienza, battesimo degli adulti, cresima, anniversari della conversione, liturgie penitenziali e momenti di preghiera comunitaria o personale).
La sua struttura e i riferimenti biblico-dottrinali la rendono adatta sia a contesti liturgici informali (novene, veglie di preghiera per i catecumeni, incontri di pastorale per convertiti), sia a uso personale come preghiera quotidiana di rinnovamento e ringraziamento.

6. Indicazioni pratiche: come usarla nella preghiera personale o comunitaria e nei tempi dell’anno liturgico

Come utilizzare questa preghiera?

  1. Preghiera personale: Può essere recitata ogni giorno, soprattutto al mattino, come “rinnovo dell’adesione a Cristo”; oppure nei momenti di crisi, scoraggiamento, dubbio o fatica spirituale legati alla propria condizione di convertito.
  2. Preghiera comunitaria: È suggerita la recita all’interno di gruppi di neofiti/catecumeni, in parrocchie che accolgono adulti convertiti, durante incontri con padrini e madrine, o celebrazioni che ricordano battesimi, cresime o anniversari di conversione.
  3. Nell’anno liturgico:
    • Durante la Quaresima e il Tempo Pasquale, come preparazione e ringraziamento per i Sacramenti dell’Iniziazione cristiana.
    • Il 4 gennaio, memoria liturgica di Santa Elisabetta Anna Seton.
    • Nella Domenica del Battesimo del Signore, riprendendo il tema della rinascita e dell’adesione a Cristo.
    • In novene o tridui di ringraziamento dopo la ricezione dei sacramenti dell’iniziazione.
  4. Adattamenti: Può essere preceduta da un salmo (es. Sal 26: “Il Signore è mia luce e mia salvezza”) oppure accompagnata da litanie ai santi per i convertiti.

Infine, la recita di questa supplica può essere personalizzata: attraverso un piccolo diario spirituale, i fedeli sono invitati a riscrivere, rinnovare e interiorizzare periodicamente il proprio “atto di fede”, riconoscendo la Grazia di Dio nella loro storia e affidando le proprie fragilità e desideri all’intercessione di Santa Elisabetta Anna Seton e alla maternità della Chiesa.

Commenti

I commenti saranno disponibili a breve.