Supplica a Santa Bakhita per le vittime di tratta e di schiavitù moderna

Destinatari:  Santa Bakhita
Beneficiari:  Vittime di violenza
Tipologie:  Supplica
Supplica a Santa Bakhita per le vittime di tratta e di schiavitù moderna

O Santa Bakhita, sorella e testimone della più crudele delle sofferenze, tu che sulla tua stessa pelle hai conosciuto l'umiliazione e la brutalità della schiavitù, ascolta la nostra umile supplica.

A te ci rivolgiamo con il cuore gonfio di dolore per tutte le vittime di violenza e sfruttamento. Intercedi, ti preghiamo, per coloro che sono intrappolati nella tratta di esseri umani, per chi è costretto al lavoro forzato e per tutti coloro che subiscono ogni nuova e subdola forma di schiavitù nel nostro mondo.

Con la tua potente intercessione, chiedi a Dio Padre di concedere loro la liberazione fisica da ogni catena e la guarigione profonda dalle ferite invisibili e laceranti che dilaniano le loro anime e i loro spiriti. Fa' che trovino pace e dignità.

Prega, o Santa Bakhita, anche per la conversione dei cuori di coloro che, accecati dall'avidità e dalla crudeltà, sfruttano i loro fratelli e sorelle, negando loro la libertà e la gioia di vivere. Illumina le loro menti affinché riconoscano il valore sacro di ogni persona.

Infine, ti supplichiamo di pregare incessantemente per l'avvento di una società dove regni la giustizia e l'amore, una società libera da ogni forma di oppressione e dove lo sfruttamento sia solo un triste ricordo, per sempre bandito. Che ogni essere umano possa vivere nella dignità e nella pienezza della sua vocazione divina.

Amen.

Spiegazione della Preghiera

1. Il contesto spirituale e dottrinale della seguente preghiera

La preghiera a Santa Bakhita affonda le sue radici profonde nella dottrina cattolica della dignità intrinseca di ogni persona umana e nella comunione dei santi. Santa Giuseppina Bakhita, una donna del Sudan nata nel 1869, visse un'esperienza drammatica di rapimento, brutalità e schiavitù fin dalla giovane età. Venduta e rivenduta più volte, subì indicibili sofferenze fisiche e morali, perdendo persino il ricordo del suo nome di battesimo, che le venne imposto dai suoi aguzzini ("Bakhita" significa "fortunata"). La sua liberazione avvenne in Italia, dove conobbe la fede cristiana e, abbracciandola, trovò la vera libertà in Cristo. Divenne suora Canossiana, dedicando la sua vita al servizio e alla testimonianza dell'amore di Dio, arrivando persino a perdonare i suoi oppressori.

Il contesto dot

Commenti

I commenti saranno disponibili a breve.