Intercessione di San Giuseppe Benedetto Cottolengo per i Bambini disabili
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O San Giuseppe Benedetto Cottolengo, santo della Divina Provvidenza, che con cuore magnanimo hai accolto ogni "scarto" della società, trasformando la miseria in speranza e l'abbandono in amore, oggi eleviamo a te la nostra supplica.
Con profonda fiducia ti invochiamo, affinché tu estenda la tua potente intercessione sui nostri amati bambini con disabilità. Essi, con la loro pura innocenza, affrontano ogni giorno sfide che mettono alla prova la loro forza interiore. Chiediamo a te, che hai saputo vedere il volto di Cristo in ogni creatura sofferente, di implorare per loro dal Padre Celeste quella forza incrollabile di cui hanno bisogno nei giorni di maggiore difficoltà e scoraggiamento.
Prega, o Santo, perché siano sempre circondati da amore vero e incondizionato, un amore che non giudica ma accoglie in ogni circostanza; perché ricevano cure adeguate, compassionevoli e competenti, che ne rispettino la dignità intrinseca e ne favoriscano ogni possibile sviluppo fisico, emotivo e spirituale. Concedi loro una vita piena di dignità, dove ogni loro capacità sia valorizzata, ogni piccolo progresso celebrato e ogni sorriso ricambiato con tenerezza infinita.
Non dimenticarti, te ne preghiamo, delle loro famiglie: madri, padri, fratelli e sorelle che con dedizione instancabile affrontano una missione spesso ardua e logorante. Sostienili nella loro difficile prova quotidiana, illumina i loro passi con la speranza, dona loro pazienza, resilienza e la consolante certezza di non essere mai soli. Fa' che trovino sempre aiuto concreto, comprensione sincera e un adeguato supporto dalla comunità e dalle istituzioni, alleviando così il loro fardello.
O San Cottolengo, protettore degli ultimi e degli indifesi, custodisci nel tuo cuore questi fiori più belli e preziosi del giardino di Dio, gemme uniche che riflettono la Sua gloria e la Sua incommensurabile bellezza. Concedi loro la gioia profonda di sentirsi amati e preziosi, e a noi tutti la grazia di amarli con la stessa purezza e abnegazione che hanno caratterizzato il tuo cuore. Amen.
Spiegazione della Preghiera
1. Contesto Spirituale e Dottrinale della Preghiera
La preghiera a San Giuseppe Benedetto Cottolengo si inserisce profondamente nella ricca tradizione spirituale e dottrinale della Chiesa Cattolica, fungendo da ponte tra la fede personale e la dottrina sociale cristiana. San Giuseppe Benedetto Cottolengo (1786-1842), sacerdote torinese, è una figura emblematica della carità radicale e della fiducia incondizionata nella Divina Provvidenza. Il suo contesto storico, l'Italia del XIX secolo, era caratterizzato da profonde disuguaglianze sociali, povertà dilagante e una quasi totale assenza di welfare statale per gli ammalati, i disabili e gli emarginati. Fu in questo scenario che il Cottolengo fondò la "Piccola Casa della Divina Provvidenza", un'opera che accoglieva chiunque fosse rifiutato dalla società: malati mentali, anziani abbandonati, bambini con disabilità, orfani. La sua opera non fu solo un atto di beneficenza, ma un programma di vita ispirato dalla certezza che Dio provvede a chi si affida a Lui.
A livello dottrinale, la preghiera poggia su diversi pilastri: innanzitutto, la dottrina della Divina Provvidenza, che riconosce Dio come il Signore della storia e della creazione, il quale guida con amore e sapienza l'intero universo e ogni singola esistenza. Il Cottolengo ne fu un testimone vivente, compiendo opere straordinarie senza fondi certi, ma con la fede incrollabile nel sostegno divino. La preghiera stessa lo definisce "santo della Divina Provvidenza", sottolineando questo aspetto cruciale della sua spiritualità e del suo messaggio.
In secondo luogo, si fonda sulla dottrina della Comunione dei Santi, che afferma l'esistenza di un legame spirituale profondo tra i fedeli pellegrini sulla terra, le anime purificate in Purgatorio e i santi glorificati in Cielo. I santi, avendo raggiunto la pienezza della vita con Dio, sono in grado di intercedere per noi presso il Padre. La preghiera, rivolgendosi direttamente a San Cottolengo per implorare la sua "potente intercessione", è una chiara espressione di questa fede. Questo concetto trova eco in passaggi come Ebrei 12,1:
"Anche noi dunque, circondati da un così gran numero di testimoni, deposto ogni peso e il peccato che ci sta sempre attorno, corriamo con perseveranza nella gara che ci è proposta".I santi sono questi "testimoni" che ci precedono e ci sostengono.
Infine, la preghiera riflette la dottrina della dignità intrinseca della persona umana, creata a immagine e somiglianza di Dio (Imago Dei), e l'opzione preferenziale per i poveri e gli emarginati. Il Cottolengo ha visto in ogni "scarto" della società il volto di Cristo sofferente, anticipando di fatto un pilastro della moderna dottrina sociale della Chiesa. Il suo approccio radicale all'accoglienza e alla cura è un'eco profonda dell'insegnamento evangelico che ci invita a identificare Cristo negli "ultimi" (cfr. Matteo 25,40:
"In verità vi dico: ogni volta che avete fatto queste cose a uno solo di questi miei fratelli più piccoli, l'avete fatto a me").
2. I Destinatari a Cui è Rivolta la Preghiera e Perché
La preghiera è rivolta direttamente e con profonda fiducia a San Giuseppe Benedetto Cottolengo. La scelta di indirizzare la supplica a lui non è casuale, ma è intrinsecamente legata alla sua vita, alla sua opera e al suo carisma spirituale. Viene invocato come "santo della Divina Provvidenza" e "protettore degli ultimi e degli indifesi", qualifiche che riassumono perfettamente il motivo della sua intercessione specifica.
Il "perché" di questa particolare dedicazione è multiforme:
- Esperienza di Vita e Carisma: San Cottolengo ha dedicato la sua intera esistenza all'accoglienza e alla cura degli emarginati, dei malati e dei disabili. Il testo della preghiera lo riconosce esplicitamente: "che con cuore magnanimo hai accolto ogni 'scarto' della società, trasformando la miseria in speranza e l'abbandono in amore". Non è solo un santo canonizzato, ma un modello vivente e un intercessore privilegiato per le persone con disabilità e le loro famiglie, avendo egli stesso "saputo vedere il volto di Cristo in ogni creatura sofferente". La sua santità è stata plasmata dalla carità verso coloro per cui la preghiera chiede ora intercessione.
- Potenza di Intercessione: Nella fede cattolica, i santi in Cielo godono di una particolare vicinanza a Dio e, per la loro vita virtuosa e la loro unione con Cristo, le loro preghiere sono ritenute particolarmente efficaci. La preghiera, infatti, invoca la sua "potente intercessione", confidando nella sua capacità di presentare le nostre necessità al "Padre Celeste". Questa fiducia non diminuisce il ruolo di Cristo come unico mediatore (1 Timoteo 2,5), ma riconosce la solidarietà dei santi nel Corpo Mistico di Cristo.
- Identificazione e Modello: Per coloro che si trovano a fronteggiare le sfide della disabilità, sia personalmente che come familiari, San Cottolengo non è solo un intercessore, ma anche un modello e una fonte di ispirazione. La sua vita di totale affidamento alla Provvidenza divina e il suo amore incondizionato offrono un esempio concreto di come affrontare la sofferenza e la marginalizzazione con fede e dignità. Preghiamo a lui perché impariamo anche da lui ad amare e ad affidarci.
Sebbene la preghiera sia rivolta a San Cottolengo, il fine ultimo dell'intercessione è sempre Dio Padre, come chiaramente indicato: "implorare per loro dal Padre Celeste quella forza incrollabile". San Cottolengo è quindi il nostro avvocato celeste, colui che porta le nostre suppliche davanti al trono della Grazia divina, forte della sua esperienza terrena di amore e servizio agli ultimi.
3. I Beneficiari per Cui Intercede e i Bisogni che Affronta
La preghiera delinea con chiarezza due categorie principali di beneficiari per cui San Cottolengo è chiamato a intercedere, affrontando un'ampia gamma di bisogni spirituali, emotivi e materiali.
3.1. I Bambini con Disabilità
Sono i primi e principali destinatari della preghiera, chiamati affettuosamente "i nostri amati bambini con disabilità" e successivamente "fiori più belli e preziosi del giardino di Dio". Per loro si invoca:
- Forza Interiore e Resilienza: Il testo riconosce che essi "affrontano ogni giorno sfide che mettono alla prova la loro forza interiore". Si chiede a San Cottolengo di implorare "quella forza incrollabile di cui hanno bisogno nei giorni di maggiore difficoltà e scoraggiamento". Questo bisogno è sia spirituale che emotivo, essenziale per perseverare e trovare speranza nonostante le avversità fisiche o cognitive.
- Amore Vero e Incondizionato: La preghiera invoca che siano "sempre circondati da amore vero e incondizionato, un amore che non giudica ma accoglie in ogni circostanza". Questo è un bisogno fondamentale per ogni essere umano, ma ancor più cruciale per chi può sentirsi stigmatizzato o diverso. L'amore incondizionato è il fondamento della dignità.
- Cure Adeguate e Compassionevoli: Si chiede che ricevano "cure adeguate, compassionevoli e competenti, che ne rispettino la dignità intrinseca e ne favoriscano ogni possibile sviluppo fisico, emotivo e spirituale". Questo sottolinea l'importanza di un'assistenza olistica che vada oltre la mera sopravvivenza, promuovendo il benessere integrale della persona.
- Vita Piena di Dignità e Valorizzazione: Il desiderio è che abbiano una "vita piena di dignità, dove ogni loro capacità sia valorizzata, ogni piccolo progresso celebrato e ogni sorriso ricambiato con tenerezza infinita". Questo riflette la visione cristiana della persona come sacra e degna di rispetto, valorizzazione e celebrazione, riconoscendo il valore unico di ogni contributo, per quanto piccolo possa apparire agli occhi del mondo. Si invoca la "gioia profonda di sentirsi amati e preziosi".
3.2. Le Loro Famiglie
La preghiera non dimentica coloro che sono i primi e più costanti custodi di questi bambini: le loro "famiglie: madri, padri, fratelli e sorelle che con dedizione instancabile affrontano una missione spesso ardua e logorante". Per loro si implora:
- Sostegno nella Prova Quotidiana: Si chiede che siano "sostenuti nella loro difficile prova quotidiana", riconoscendo il peso emotivo, fisico e spesso economico che l'accudimento di una persona con disabilità comporta.
- Speranza, Pazienza e Resilienza: La preghiera invoca: "illumina i loro passi con la speranza, dona loro pazienza, resilienza e la consolante certezza di non essere mai soli". Questi sono bisogni spirituali ed emotivi cruciali per affrontare le lunghe e complesse sfide senza soccombere allo scoraggiamento o all'esaurimento. La certezza di non essere soli è un balsamo contro l'isolamento.
- Aiuto Concreto e Supporto Comunitario: Si chiede che "trovino sempre aiuto concreto, comprensione sincera e un adeguato supporto dalla comunità e dalle istituzioni, alleviando così il loro fardello". Questo è un richiamo all'azione sociale e alla responsabilità collettiva, affinché la comunità intera (parrocchie, associazioni, servizi sociali) si faccia carico delle necessità di queste famiglie, incarnando i principi di solidarietà e sussidiarietà della dottrina sociale della Chiesa.
In sintesi, la preghiera abbraccia una visione integrale del benessere, chiedendo per i bambini dignità, amore, cura e forza, e per le loro famiglie sostegno, speranza e solidarietà, il tutto per mezzo dell'intercessione di un santo che ha fatto della carità il fulcro della sua vita.
4. I Temi Teologici Principali
La preghiera a San Cottolengo è un denso intreccio di temi teologici fondamentali che risuonano con il cuore del messaggio evangelico e con la tradizione viva della Chiesa.
4.1. La Divina Provvidenza
Il tema più evidente e centrale è la Divina Provvidenza. San Cottolengo è invocato come "santo della Divina Provvidenza", non solo per il suo nome, ma per la sua intera esistenza. Egli visse una fede radicale nell'azione provvidenziale di Dio, fondando e mantenendo le sue opere di carità senza fondi prefissati, ma confidando che "Dio provvederà". Questa preghiera riafferma questa fede: chiedendo a San Cottolengo di intercedere per "forza incrollabile" e "aiuto concreto", si crede che Dio, attraverso i Suoi santi, continuerà a manifestare la Sua premura. La Sacra Scrittura è ricca di riferimenti alla provvidenza divina, come in Matteo 6,26-30, dove Gesù invita a non affannarsi per il domani:
"Guardate gli uccelli del cielo: non seminano e non mietono e non raccolgono nei granai; eppure il Padre vostro celeste li nutre. Non valete forse più di loro? [...] Il Padre vostro celeste sa che avete bisogno di tutte queste cose."Il Catechismo della Chiesa Cattolica (CCC 302-308) illustra come la Provvidenza divina sia la disposizione con cui Dio guida le sue creature alla perfezione finale, realizzando il suo disegno, anche attraverso la libera cooperazione umana.
4.2. La Dignità della Persona Umana e l'Imago Dei
Un tema potente è la dignità intrinseca di ogni persona umana, particolarmente enfatizzata nel riferimento ai bambini con disabilità come "fiori più belli e preziosi del giardino di Dio, gemme uniche che riflettono la Sua gloria e la Sua incommensurabile bellezza". Questa affermazione attinge direttamente alla dottrina dell'Imago Dei (immagine di Dio), secondo cui ogni essere umano, indipendentemente dalle sue capacità o condizioni, è creato a immagine e somiglianza di Dio (Genesi 1,27:
"Dio creò l'uomo a sua immagine; a immagine di Dio lo creò; maschio e femmina li creò"). Questa dignità è inalienabile e fondamentale, richiedendo rispetto, amore e valorizzazione. La preghiera sottolinea la necessità di "cure adeguate, compassionevoli e competenti, che ne rispettino la dignità intrinseca" e di una "vita piena di dignità, dove ogni loro capacità sia valorizzata".
4.3. La Carità Cristiana (Agape) e l'Opzione Preferenziale per i Poveri
La preghiera è un vibrante inno alla carità cristiana, intesa come amore disinteressato (agape). L'invocazione di "amore vero e incondizionato" per i bambini e il desiderio che "a noi tutti la grazia di amarli con la stessa purezza e abnegazione che hanno caratterizzato il tuo cuore" riflettono il comandamento dell'amore di Cristo (Giovanni 13,34-35). Questo amore si manifesta concretamente nell'opzione preferenziale per i poveri e gli emarginati. San Cottolengo ha incarnato questa opzione, e la preghiera continua a renderla attuale, ponendo al centro della richiesta d'intercessione proprio coloro che la società tende a scartare o dimenticare. Questo eco evangelico è forte in Matteo 25,34-40, dove Cristo si identifica con i più piccoli e sofferenti:
"Ogni volta che avete fatto queste cose a uno solo di questi miei fratelli più piccoli, l'avete fatto a me."Anche Giacomo 1,27 definisce la vera religione:
"La religione pura e senza macchia davanti a Dio Padre è questa: soccorrere gli orfani e le vedove nelle loro afflizioni e conservarsi immacolati dal mondo."La cura dei bambini con disabilità e delle loro famiglie è una forma contemporanea di questo "soccorso".
4.4. La Comunità e la Solidarietà
Infine, la preghiera evidenzia il tema della comunità e della solidarietà. Non si chiede solo un aiuto divino, ma anche che le famiglie trovino "aiuto concreto, comprensione sincera e un adeguato supporto dalla comunità e dalle istituzioni". Questo riflette la dottrina sociale della Chiesa, che riconosce il ruolo essenziale della comunità nel sostenere e proteggere i suoi membri più vulnerabili. La solidarietà (CCC 1939-1942) e la sussidiarietà sono principi chiave che chiamano ogni individuo e ogni livello della società a contribuire al bene comune, portando i "pesi gli uni degli altri" (Galati 6,2).
5. Il Genere di Preghiera e la Sua Collocazione nella Tradizione Liturgica
La preghiera a San Giuseppe Benedetto Cottolengo rientra prevalentemente nel genere della preghiera di intercessione (o supplica). In essa, si invoca un santo, in questo caso San Cottolengo, affinché interceda presso Dio per le necessità di altri. La richiesta è chiara e diretta: "oggi eleviamo a te la nostra supplica" e "Con profonda fiducia ti invochiamo, affinché tu estenda la tua potente intercessione". Questa forma di preghiera è profondamente radicata nella tradizione cattolica, che riconosce la solidarietà tra la Chiesa terrena e la Chiesa celeste nella "Comunione dei Santi".
Pur essendo primariamente intercessoria, la preghiera contiene anche elementi di altri generi:
- Lode/Venerazione implicita: Pur non essendo una lode diretta a Dio, la preghiera riconosce e celebra le virtù di San Cottolengo ("santo della Divina Provvidenza", "cuore magnanimo", "ha saputo vedere il volto di Cristo"). Questa venerazione dei santi è sempre, in ultima analisi, una lode a Dio per le meraviglie compiute nei Suoi fedeli, riflettendo la Sua grazia e santità.
- Petizione: Le richieste concrete per i bambini con disabilità e le loro famiglie ("forza incrollabile", "amore vero", "cure adeguate", "sostienili", "illumina i loro passi") sono chiare petizioni per bisogni specifici, sia materiali che spirituali.
Per quanto riguarda la sua collocazione nella tradizione liturgica, questa preghiera è tipicamente una forma di devozione popolare o privata, piuttosto che un testo della liturgia ufficiale della Messa. Tuttavia, la sua rilevanza nella vita della Chiesa è significativa:
- Preghiera Personale e Familiare: È ideale per la recita individuale o in famiglia, specialmente per coloro che sono direttamente coinvolti con la disabilità, offrendo un momento di fiducia e abbandono alla Provvidenza divina attraverso l'intercessione di San Cottolengo.
- Preghiera Comunitaria e Para-liturgica: Può essere utilizzata in contesti comunitari specifici, come gruppi di preghiera, associazioni di fedeli dedicate all'assistenza dei disabili, o nelle comunità legate all'opera del Cottolengo (la Piccola Casa della Divina Provvidenza e le sue ramificazioni in Italia e nel mondo). È adatta a novene, tridui o veglie di preghiera dedicate a San Cottolengo o a temi di solidarietà e cura dei più deboli. Non è raro inserirla nelle preghiere dei fedeli durante la Messa in occasioni particolari, come la sua festa o giornate dedicate alla disabilità, come una preghiera di intercessione più specifica.
- Festa del Santo: La preghiera trova la sua collocazione più naturale e significativa nel giorno della festa liturgica di San Giuseppe Benedetto Cottolengo, che ricorre il 30 aprile. In questa data, i fedeli sono invitati a ricordare la sua santità, a riflettere sulla sua eredità di carità e a chiedere la sua intercessione.
La sua semplicità e la sua specificità la rendono facilmente accessibile e significativa per un pubblico ampio, pur mantenendo una profonda risonanza teologica e spirituale. Essa testimonia come la Chiesa, attraverso le sue preghiere, continui a prendersi cura e a intercedere per i suoi figli più vulnerabili, seguendo l'esempio di Cristo e dei suoi santi.
6. Indicazioni Pratiche: Come Usarla nella Preghiera Personale o Comunitaria e nei Tempi dell'Anno Liturgico
La preghiera a San Giuseppe Benedetto Cottolengo è un testo ricco di significato e di grande attualità, la cui forza risiede nella sua capacità di connettere la fede personale con le sfide concrete della vita. Il suo utilizzo può arricchire la preghiera sia a livello individuale che comunitario.
6.1. Nella Preghiera Personale
- Momenti di Difficoltà: Recitare questa preghiera è particolarmente utile quando si affrontano personalmente o in famiglia momenti di difficoltà, scoraggiamento o stanchezza legati alla cura di un bambino con disabilità. Offre consolazione, speranza e un senso di non essere soli.
- Riflessione e Impegno: Può essere un punto di partenza per una meditazione sulla Divina Provvidenza, sulla dignità umana e sulla propria chiamata alla carità. Prima di prendere decisioni importanti riguardo alla cura, all'educazione o all'integrazione di persone con disabilità, può aiutare a chiedere guida spirituale e saggezza.
- Gratitudine: Anche nei momenti di gioia e piccoli progressi, recitarla con gratitudine può rafforzare la fede nell'opera della Provvidenza e nell'amore di Dio che si manifesta attraverso le cure e l'affetto.
- Preghiera Quotidiana: Includerla nella preghiera quotidiana, magari come parte del mattutino o serale, per mantenere viva l'intenzione di sostenere i bambini con disabilità e le loro famiglie.
6.2. Nella Preghiera Comunitaria
- Durante le Messe: Può essere inserita nelle preghiere dei fedeli, specialmente in parrocchie dove vi siano famiglie con membri disabili. È un modo per la comunità di esprimere solidarietà e intercedere congiuntamente.
- Gruppi di Preghiera e Associazioni: È particolarmente indicata per gruppi di preghiera, associazioni di volontariato, o enti assistenziali che operano nel campo della disabilità. Può essere recitata all'inizio o alla fine degli incontri, rafforzando lo spirito di servizio e la fiducia nella Provvidenza.
- Novene e Tridui: Costituisce un ottimo testo per novene o tridui dedicati a San Cottolengo o per prepararsi a eventi legati alla promozione della dignità delle persone con disabilità.
- Istituzioni Religiose: Nelle case religiose della Piccola Casa della Divina Provvidenza e in altre congregazioni che seguono l'esempio del Cottolengo, è una preghiera fondamentale per richiamare il carisma fondante.
6.3. Nei Tempi dell'Anno Liturgico
La preghiera a San Cottolengo si presta a essere usata in diversi momenti dell'anno liturgico, arricchendone il significato:
- 30 Aprile (Festa di San Giuseppe Benedetto Cottolengo): Questo è il giorno più appropriato per recitare questa preghiera, onorando il Santo e invocando la sua intercessione in modo specifico.
- Tempo Ordinario: Durante il Tempo Ordinario, la preghiera può essere un promemoria costante della chiamata alla carità e all'attenzione verso i più deboli, integrando la vita di fede con l'impegno sociale.
- Avvento e Natale: In questi tempi, che celebrano l'Incarnazione e la venuta di Cristo nella nostra carne, la preghiera può sottolineare l'importanza di accogliere Cristo nei "piccoli" e nei vulnerabili, come il Bambino Gesù accolto in povertà.
- Quaresima e Settimana Santa: Il focus quaresimale sulla penitenza, la carità e il sacrificio trova un'eco nella dedizione e abnegazione di San Cottolengo e nella sofferenza dei bambini con disabilità. Identificarsi con Cristo sofferente nei malati è un atto di profonda carità quaresimale.
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Giornate Tematiche:
- 11 Febbraio (Giornata Mondiale del Malato): In concomitanza con la festa della Madonna di Lourdes, la preghiera è particolarmente pertinente per tutti coloro che soffrono di malattie e disabilità.
- 3 Dicembre (Giornata Internazionale delle Persone con Disabilità): Questa data civile offre un'opportunità privilegiata per la comunità cristiana di unirsi nella preghiera e nell'azione, sensibilizzando sulla dignità e sui diritti delle persone con disabilità.
- Mesi o Settimane Dedicate alla Vita o alla Dignità Umana: Periodi in cui la Chiesa riflette su questi temi vitali sono contesti ideali per questa preghiera.
Utilizzando questa preghiera con intenzione e fede, i credenti possono non solo sostenere i bambini con disabilità e le loro famiglie, ma anche approfondire la propria comprensione della Divina Provvidenza e rafforzare il proprio impegno nella carità cristiana, seguendo l'esempio luminoso di San Cottolengo.
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