Intercessione a San Barnaba Apostolo, 'figlio della consolazione', per i Benefattori
O Glorioso San Barnaba, figlio della consolazione, tu che con cuore magnanimo e spirito generoso vendesti i tuoi beni per metterli a completa disposizione della nascente comunità cristiana, ispirando un esempio di autentica carità e condivisione fraterna.
A te, che comprendesti profondamente il valore della condivisione, eleviamo la nostra umile preghiera per tutti i benefattori della Chiesa e di ogni opera di carità. Ti imploriamo di intercedere presso il Padre Celeste affinché ricompensi abbondantemente la loro generosità e il loro impegno nel sostenere chi è nel bisogno.
Guarda, o Santo, coloro che con sacrificio aprono le mani e il cuore per alleviare le sofferenze dei più poveri, dei malati, degli emarginati. Chiediamo che Dio, nella Sua infinita bontà, li benedica, donando loro pace, gioia e prosperità spirituale e materiale, secondo la Sua santa volontà.
Fa' che il loro luminoso esempio di altruismo e disponibilità non resti inosservato, ma spinga molti altri a seguire le loro orme, a condividere i propri talenti e i propri beni con i più bisognosi, creando una catena ininterrotta di solidarietà e amore. Che la loro fede operosa sia faro per chi è ancora titubante nel donarsi.
Infine, ti ringraziamo, o Padre, per il dono inestimabile della Provvidenza, che attraverso mani generose non cessa mai di manifestare la Tua amorevole cura per ogni creatura. Per Cristo Nostro Signore. Amen.
Spiegazione della Preghiera
1. Il contesto spirituale e dottrinale della preghiera
La preghiera a San Barnaba, “figlio della consolazione”, si inserisce in un tessuto spirituale e dottrinale profondamente radicato nella tradizione cristiana, mettendo al centro la virtù della carità e il mistero della Provvidenza divina. Al suo cuore pulsa l'ideale della caritas cristiana, intesa non solo come sentimento di benevolenza, ma come amore operoso e concreto verso il prossimo, sull'esempio di Cristo stesso.
Il fondamento teologico risiede nel grande comandamento dell'amore – amare Dio sopra ogni cosa e il prossimo come se stessi (Matteo 22:37-39). Questo amore si traduce in opere di misericordia e condivisione, come testimoniato fin dalle origini della Chiesa. Gli Atti degli Apostoli, infatti, descrivono una comunità dove "la moltitudine di coloro che avevano creduto era un cuore solo e un'anima sola; nessuno diceva sua proprietà quello che gli apparteneva, ma ogni cosa era fra loro comune" (Atti 4:32). È proprio in questo contesto che emerge la figura di Barnaba, la cui vendita dei beni per la comunità diventa un esempio luminoso e fondante di questa carità autentica.
La preghiera riflette anche la dottrina della Provvidenza divina, riconoscendo che Dio, nella sua infinita bontà, si prende cura di ogni creatura, spesso operando attraverso le mani e i cuori generosi degli uomini. La carità umana diventa così un canale attraverso cui la Provvidenza di Dio si manifesta concretamente nel mondo, alleviando sofferenze e nutrendo speranza. Il ringraziamento finale a Dio per il "dono inestimabile della Provvidenza" sottolinea questa consapevolezza teologica profonda.
Un altro pilastro è la Comunione dei Santi. Rivolgersi a San Barnaba implica la fede che i santi in cielo, uniti a Cristo, possono intercedere per noi presso Dio. Essi non sono solo modelli da imitare, ma anche potenti avvocati e amici nel cammino della fede, come espresso nel Catechismo della Chiesa Cattolica:
«La nostra preghiera di intercessione si unisce a quella di Gesù. Nel cenacolo, Egli è il nostro unico intercessore presso il Padre. La preghiera della Chiesa è anch'essa intercessione, per i peccatori, per il mondo intero, per i fedeli vivi e defunti, per tutti coloro che sono nel bisogno» (CCC 2634).Barnaba, con la sua santità e il suo gesto di amore radicale, è considerato un intercessore privilegiato per coloro che praticano la carità.
Infine, la preghiera evoca il concetto biblico di stewardship (amministrazione), cioè la consapevolezza che tutti i beni materiali e spirituali di cui disponiamo ci sono affidati da Dio per essere gestiti responsabilmente e messi a servizio del suo Regno e del prossimo. Il gesto di Barnaba di vendere i suoi beni e deporne il ricavato ai piedi degli apostoli è l'espressione massima di questa amministrazione fiduciosa e generosa.
2. I destinatari a cui è rivolta e perché
La preghiera in esame si rivolge principalmente a due destinatari, con un'interazione dinamica che riflette la struttura della preghiera cristiana di intercessione.
- San Barnaba, "Figlio della Consolazione": È il destinatario diretto dell'invocazione. La preghiera inizia con "O Glorioso San Barnaba" e continua con una serie di richieste rivolte a lui affinché interceda.
- Dio Padre: È il destinatario ultimo di ogni grazia e benedizione. La preghiera chiede a Barnaba di "intercedere presso il Padre Celeste affinché ricompensi abbondantemente" e si conclude con un ringraziamento diretto a "o Padre".
La scelta di San Barnaba come intercessore non è casuale, ma profondamente motivata dalla sua figura e dalle sue azioni narrate negli Atti degli Apostoli. Barnaba (Giuseppe di Cipro) fu soprannominato "figlio della consolazione" (in greco, huios paraklēseōs) dagli apostoli stessi (Atti 4:36). Questo appellativo già lo qualifica come un intermediario ideale per chi cerca conforto e sostegno. Ma è l'episodio immediatamente successivo a renderlo il patrono perfetto per questa preghiera:
«Giuseppe, soprannominato dagli apostoli Barnaba (che significa "figlio dell'esortazione" o "figlio della consolazione"), un levita originario di Cipro, poiché possedeva un campo, lo vendette e ne depose il ricavato ai piedi degli apostoli» (Atti 4:36-37).
Questo gesto di generosità radicale e disinteressata, fatto per sostenere la nascente comunità cristiana e i suoi bisogni, lo rende l'esempio per eccellenza di carità pratica e condivisione dei beni. Rivolgersi a lui significa invocare l'intercessione di colui che ha incarnato in modo esemplare lo spirito di altruismo e di messa a disposizione delle proprie risorse per il bene comune. Egli è il testimone della fede operosa che non esita a sacrificare il proprio per il prossimo.
La preghiera, quindi, si affida alla potenza intercessoria dei santi, una pratica consolidata nella Chiesa cattolica. Si crede che i santi, avendo raggiunto la gloria celeste, siano vicini a Dio e possano presentare le nostre suppliche con maggiore efficacia. Non si tratta di adorare il santo, ma di venerarlo e di chiedere la sua preghiera, in un'ottica di comunione spirituale. L'intercessione di San Barnaba è vista come un ponte tra la nostra preghiera terrena e la misericordia di Dio.
Il Padre Celeste è il destinatario ultimo perché è la fonte di ogni bene. È Lui che "ricompensa abbondantemente", "benedice" e "dona pace, gioia e prosperità". L'intercessione di Barnaba è finalizzata a ottenere queste grazie da Dio. La preghiera si conclude, infatti, con una dossologia che riconosce la sovranità e la bontà di Dio: "Infine, ti ringraziamo, o Padre, per il dono inestimabile della Provvidenza [...] Per Cristo Nostro Signore. Amen." Questo ribadisce che, sebbene ci si rivolga al santo, l'adorazione e la fonte finale di ogni grazia rimangono in Dio.
3. I beneficiari per cui intercede e i bisogni spirituali/fisici che affronta
Questa preghiera, intessuta di carità e solidarietà, si rivolge a San Barnaba per intercedere in favore di specifici beneficiari, mirando a soddisfare una pluralità di bisogni sia spirituali che materiali.
I beneficiari diretti dell'intercessione sono chiaramente identificati nel testo:
- "Tutti i benefattori della Chiesa e di ogni opera di carità": Questo è il gruppo principale. Sono coloro che con la loro generosità sostengono finanziariamente, materialmente o con il loro tempo (volontariato) le attività caritative e apostoliche della Chiesa e di altre organizzazioni di beneficenza.
- "Coloro che con sacrificio aprono le mani e il cuore per alleviare le sofferenze dei più poveri, dei malati, degli emarginati": Una specificazione del gruppo precedente, che enfatizza l'aspetto sacrificale del loro dono e l'impegno verso le categorie più vulnerabili della società.
Per questi benefattori, la preghiera affronta una serie di bisogni e auspica delle benedizioni:
- Ricompensa e riconoscimento della generosità: La preghiera chiede al Padre Celeste di "ricompensare abbondantemente la loro generosità". Questo desiderio trova eco in diverse promesse bibliche, come in Proverbi 11:25: "L'anima generosa sarà arricchita, e chi annaffia sarà egli stesso annaffiato." O in Luca 6:38: "Date, e vi sarà dato; una buona misura, pigiata, scossa, traboccante vi sarà versata nel grembo". Non si tratta solo di una ricompensa materiale, ma di un riconoscimento del merito spirituale del loro agire.
- Benedizioni olistiche: Si invoca su di essi "pace, gioia e prosperità spirituale e materiale, secondo la Sua santa volontà". La preghiera non si limita a chiedere beni terreni, ma abbraccia l'intera dimensione dell'esistenza umana, desiderando un benessere completo che include la serenità interiore (pace), la felicità (gioia) e un'adeguata condizione di vita, sempre in accordo con il disegno divino.
- Ispirazione e moltiplicazione dell'esempio: Un bisogno cruciale affrontato è quello della continuità e crescita della carità. La preghiera chiede che il "luminoso esempio di altruismo e disponibilità non resti inosservato, ma spinga molti altri a seguire le loro orme". Si auspica la creazione di una "catena ininterrotta di solidarietà e amore", un vero e proprio movimento di conversione alla generosità. Questo risponde al bisogno che la Chiesa e la società hanno di vedere sempre più persone impegnate nella condivisione e nel servizio.
- Guida spirituale: "Che la loro fede operosa sia faro per chi è ancora titubante nel donarsi." Qui si affronta un bisogno spirituale profondo: aiutare coloro che esitano o non hanno ancora scoperto la gioia e il valore del dono, guidandoli attraverso l'esempio tangibile di una fede che si traduce in opere.
Indirettamente, i beneficiari ultimi dell'intercessione sono:
- I poveri, i malati, gli emarginati: Le persone che direttamente ricevono aiuto e consolazione grazie all'impegno dei benefattori. La preghiera, assicurando il sostegno spirituale ai donatori, garantisce indirettamente anche il flusso di risorse e attenzioni verso chi è nel bisogno.
- La Chiesa e l'intera comunità umana: Una Chiesa vivace nella carità è una testimonianza credibile del Vangelo. Una società permeata di solidarietà è più giusta e umana.
In sintesi, la preghiera mira a sostenere spiritualmente chi sostiene gli altri, garantendo che la loro generosità non sia vana e che il loro esempio ispiri una rinnovata ondata di carità, per il bene di tutti, in linea con l'esortazione di San Paolo:
«Ciascuno dia secondo quanto ha deciso nel suo cuore, non di malavoglia né per forza, perché Dio ama chi dona con gioia» (2 Corinzi 9:7).
4. I temi teologici principali, con eventuali citazioni bibliche o patristiche pertinenti
La preghiera a San Barnaba è un ricco concentrato di temi teologici fondamentali che risuonano con la dottrina e la spiritualità cristiana. Analizziamo i principali:
A. La Carità (Agape) come virtù teologale
È il tema centrale e la forza motrice della preghiera. La carità è qui intesa non come semplice filantropia, ma come amore soprannaturale per Dio e per il prossimo, radicato nel mistero della Trinità. L'atto di San Barnaba di vendere i suoi beni è l'epitome di questa carità radicale. Gesù stesso ha insegnato:
«Amerai il Signore tuo Dio con tutto il tuo cuore, con tutta la tua anima e con tutta la tua mente. Questo è il grande e primo comandamento. Il secondo poi è simile a questo: Amerai il tuo prossimo come te stesso» (Matteo 22:37-39).San Paolo la eleva a virtù superiore:
«Ora dunque rimangono queste tre cose: fede, speranza, carità; ma la più grande di tutte è la carità» (1 Corinzi 13:13).Sant'Agostino, nel suo Commento al Vangelo di Giovanni, afferma:
«Chi non ama il fratello che vede, come può amare Dio che non vede?» (Omelia 17, 8).
B. La Condivisione e la Generosità
Direttamente collegato alla carità è il tema della condivisione dei beni e della generosità. La preghiera loda San Barnaba per aver "venduto i tuoi beni per metterli a completa disposizione della nascente comunità cristiana". Questo riflette la pratica della Chiesa primitiva:
«La moltitudine di coloro che avevano creduto era un solo cuore e un'anima sola; nessuno diceva sua proprietà quello che possedeva, ma ogni cosa era fra loro comune» (Atti 4:32),un versetto che precede immediatamente la menzione di Barnaba. La generosità è presentata come un atto di fede che attira la benedizione divina:
«Date, e vi sarà dato; una buona misura, pigiata, scossa, traboccante vi sarà versata nel grembo, perché con la misura con cui misurate, sarà rimisurato a voi» (Luca 6:38).
C. La Provvidenza Divina
Il ringraziamento finale a Dio per il "dono inestimabile della Provvidenza" sottolinea la fede nell'intervento divino nella storia e nella vita di ogni persona. Dio non è un osservatore passivo, ma si prende cura del suo creato, spesso attraverso strumenti umani. Gesù rassicura i discepoli sulla cura di Dio:
«Non preoccupatevi dunque dicendo: Che cosa mangeremo? Che cosa berremo? Che cosa indosseremo? Di tutte queste cose si preoccupano i pagani; il Padre vostro celeste infatti sa che ne avete bisogno» (Matteo 6:31-32).La preghiera riconosce che le "mani generose" sono i canali attraverso cui la Provvidenza si manifesta.
D. La Comunione dei Santi e l'Intercessione
Rivolgersi a San Barnaba per chiedere la sua intercessione è un'espressione della dottrina della Comunione dei Santi, che unisce tutti i membri della Chiesa, sia sulla terra che in cielo. I santi, essendo con Dio, possono presentare le nostre richieste.
«Pregate gli uni per gli altri, affinché siate guariti; molto può la preghiera del giusto fatta con efficacia» (Giacomo 5:16).Questo principio si estende ai santi in cielo, come affermato da San Girolamo:
«Se gli apostoli e i martiri quando sono nel corpo possono pregare per gli altri, quanto più lo faranno dopo aver ricevuto le corone, le vittorie e i trionfi!» (Lettera 109, 1).
E. L'Esempio e l'Imitazione
La preghiera non solo chiede intercessione, ma invoca anche che l'esempio dei benefattori e di San Barnaba ispiri altri: "Fa' che il loro luminoso esempio... spinga molti altri a seguire le loro orme". Questo riflette l'importanza dell'imitazione dei santi e di Cristo stesso:
«Siate imitatori di me, come io lo sono di Cristo» (1 Corinzi 11:1).L'esempio vivente è una potente forma di evangelizzazione e di stimolo alla crescita spirituale e morale.
F. La Giustizia Sociale e l'Opzione Preferenziale per i Poveri
La preghiera invoca la benedizione per coloro che alleviano le sofferenze "dei più poveri, dei malati, degli emarginati". Questo riflette l'insegnamento biblico sulla cura dei bisognosi, un pilastro della dottrina sociale della Chiesa. Gesù identifica se stesso con i poveri:
«In verità vi dico: ogni volta che avete fatto queste cose a uno solo di questi miei fratelli più piccoli, l'avete fatto a me» (Matteo 25:40).La carità verso i poveri è quindi un atto di amore verso Cristo stesso.
Questi temi si intrecciano, mostrando come la preghiera sia un'espressione ricca e completa della fede cattolica, che unisce la devozione ai santi, la fiducia nella Provvidenza e l'impegno concreto per la carità.
5. Il genere di preghiera e la sua collocazione nella tradizione liturgica
La preghiera a San Barnaba si presenta come un esempio eloquente della ricchezza e della multifunzionalità della preghiera cristiana, combinando diversi generi che ne arricchiscono il significato e l'efficacia spirituale.
A. Generi di Preghiera Presenti:
- Intercessione (Predominante): Il genere principale di questa preghiera è l'intercessione. La sua struttura si concentra sul chiedere a San Barnaba di "intercedere presso il Padre Celeste" a favore di specifici gruppi di persone (i benefattori) e per specifiche intenzioni (ricompensa della generosità, benedizioni, ispirazione per altri). È una preghiera che si eleva a Dio attraverso un mediatore, il santo, per il bene di terzi. Il Catechismo della Chiesa Cattolica definisce l'intercessione come "una richiesta in favore di un altro" (CCC 2634).
- Supplica: Strettamente correlata all'intercessione, la supplica è una richiesta umile e fiduciosa di aiuto o di grazia a Dio. In questo caso, le richieste sono molteplici: che Dio ricompensi la generosità, che benedica con pace, gioia e prosperità, e che l'esempio dei benefattori spinga altri.
- Lode (Implicita): Sebbene non sia una preghiera di lode nel senso stretto, l'invocazione iniziale "O Glorioso San Barnaba, figlio della consolazione" contiene un elemento di lode e venerazione per la persona e le virtù del santo. Riconoscere la sua "magnanimità" e il suo "spirito generoso" è già un atto di apprezzamento e celebrazione della sua santità.
- Ringraziamento: La preghiera culmina in un esplicito atto di ringraziamento. L'ultima strofa, "Infine, ti ringraziamo, o Padre, per il dono inestimabile della Provvidenza...", è una preghiera di gratitudine a Dio per la sua continua cura e per come essa si manifesta attraverso la generosità umana. Questo la eleva oltre la mera richiesta, riconoscendo la fonte ultima di ogni bene.
B. Collocazione nella Tradizione Liturgica:
Questa preghiera, sebbene non sia parte integrante del Messale Romano o della Liturgia delle Ore in forma prescritta, si inserisce perfettamente nella più ampia tradizione della devozione popolare e della spiritualità cattolica.
- Devozione ai Santi: La preghiera riflette la venerazione dei santi, incoraggiata dalla Chiesa come mezzo per avvicinarsi a Dio e ottenere la sua grazia attraverso l'intercessione dei beati. Questo genere di preghiera è comune nelle novene, tridui, litanie e pratiche devozionali private o comunitarie dedicate a un santo specifico.
- Preghiera Personale e Comunitaria: È una preghiera versatile, adatta sia alla recita individuale, per meditare sulla carità o pregare per i benefattori che ci sostengono, sia alla preghiera comunitaria, ad esempio in gruppi caritativi, consigli parrocchiali, o durante incontri di preghiera focalizzati sulla missione e l'opera della Chiesa.
- Integrazione nelle Liturgie Ufficiali: Sebbene non predefinita, questa preghiera può facilmente ispirare o arricchire le Preghiere dei Fedeli durante la Messa, specialmente in occasioni che celebrano la carità, l'evangelizzazione o il contributo dei laici. Una sua versione più breve o un'intenzione ispirata ai suoi temi potrebbe essere inserita. Ad esempio, una delle intenzioni potrebbe essere: "Per tutti i benefattori della Chiesa e di ogni opera di carità, affinché il Signore li ricompensi e il loro esempio ispiri molti altri alla generosità, preghiamo."
- Contesto di Opere di Carità: Trova la sua collocazione naturale in contesti legati ad opere di carità, raccolte fondi, inaugurazioni di centri di aiuto, o celebrazioni per i volontari e i donatori. È una preghiera che dà voce al bisogno di sostenere coloro che sostengono la missione della Chiesa.
In sintesi, questa preghiera è un bellissimo esempio di come la fede si esprime attraverso la richiesta di intercessione, la lode e il ringraziamento, trovando il suo posto sia nella pietà popolare che come ispirazione e complemento per le celebrazioni liturgiche ufficiali, sempre con lo sguardo rivolto a Dio, fonte di ogni bene.
6. Indicazioni pratiche: come usarla nella preghiera personale o comunitaria e nei tempi dell’anno liturgico
Questa preghiera a San Barnaba è una risorsa spirituale preziosa che può arricchire la vita di fede a livello personale e comunitario, trovando una collocazione significativa in diversi momenti dell'anno liturgico. La sua forza risiede nella focalizzazione sulla carità, sulla gratitudine per i benefattori e sull'invocazione di nuove vocazioni al dono di sé.
Uso nella Preghiera Personale:
- Riflessione e Esame di Coscienza: Recitare questa preghiera può essere un'opportunità per meditare sul proprio livello di generosità e disponibilità. Ci spinge a chiederci: "Sono anch'io un 'figlio della consolazione' per chi mi sta intorno? Come metto a disposizione i miei 'beni' (tempo, talenti, risorse) per la comunità o per i bisognosi?".
- Intercessione Specificata: Dopo averla recitata, si può aggiungere un momento di preghiera silenziosa per specifici benefattori che si conoscono, per le opere di carità che si sostengono o che si desidera sostenere, e per le persone bisognose che esse raggiungono.
- Atto di Gratitudine: Quando si riceve aiuto o sostegno (materiale, spirituale, di volontariato), questa preghiera diventa un modo concreto per ringraziare Dio e pregare per chi ci ha soccorso, ricompensando spiritualmente la loro generosità.
- Preparazione al Dono: Prima di fare una donazione, di impegnarsi in un servizio di volontariato, o di assumere un ruolo di responsabilità in un'opera caritativa, recitarla può purificare le intenzioni e chiedere che il proprio contributo sia fecondo e ispirato dalla carità di Cristo.
Uso nella Preghiera Comunitaria:
- Preghiera dei Fedeli: La sua essenza può essere integrata nelle intenzioni della Preghiera dei Fedeli durante la Messa. Si può formulare un'intenzione per i benefattori della Chiesa universale e locale, per le opere di carità, e per coloro che sono ispirati a donarsi.
- Incontri di Gruppi Caritativi: È ideale per aprire o concludere le riunioni di gruppi come Caritas, San Vincenzo de' Paoli, gruppi missionari, o associazioni di volontariato. Aiuta a focalizzare la missione, a ringraziare per i doni ricevuti e a invocare la benedizione e l'ispirazione divina.
- Celebrazioni Specifiche: Può essere recitata in occasioni particolari come l'inizio di una campagna di raccolta fondi, l'inaugurazione di una nuova opera caritativa, o in celebrazioni di ringraziamento per i volontari e i donatori.
- Novene e Tridui: Particolarmente indicata durante una novena o un triduo in preparazione alla festa di San Barnaba (11 giugno), o in periodi dedicati alla riflessione sulla carità e la giustizia sociale.
Uso nei Tempi dell'Anno Liturgico:
- Tempo Ordinario: Essendo la carità un esercizio quotidiano della vita cristiana, la preghiera è adatta in ogni momento del Tempo Ordinario, per sostenere l'impegno costante della Chiesa e dei fedeli nel servizio.
- Quaresima: Questo è un periodo privilegiato per la preghiera, il digiuno e l'elemosina. La preghiera a San Barnaba si allinea perfettamente con lo spirito quaresimale, incoraggiando il sacrificio personale e la condivisione dei beni con i più bisognosi. Può essere recitata come parte delle devozioni quaresimali.
- Avvento: Tempo di preparazione al Natale, che invita all'attesa vigilante e all'apertura al prossimo, specialmente ai poveri e agli emarginati, in vista della venuta di Cristo che si è fatto povero per noi. La preghiera incoraggia questa attitudine di solidarietà.
- Festa di San Barnaba (11 giugno): È il giorno più appropriato per recitare questa preghiera, onorando il santo e chiedendo la sua intercessione in modo specifico, riflettendo sul suo esempio di carità e consolazione.
- Giornate Dedicate: Può essere utilizzata durante giornate o domeniche dedicate a temi sociali e caritativi, come la Giornata Mondiale dei Poveri, la Giornata del Malato, la Giornata per la Caritas, o in occasione di raccolte straordinarie per le missioni.
- Domeniche della Parola: In quelle domeniche in cui le letture liturgiche affrontano i temi della giustizia, della carità, della condivisione o della provvidenza di Dio, questa preghiera può servire da meditazione e applicazione pratica della Parola ascoltata.
Adottare questa preghiera significa non solo chiedere benedizioni per i generosi, ma anche impegnarsi a diventare noi stessi più generosi, seguendo l'esempio luminoso di San Barnaba e contribuendo a costruire quella "catena ininterrotta di solidarietà e amore" che trasforma il mondo secondo il cuore di Dio.
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