Atto di Fede nella Santissima Trinità per l'unità dei Cristiani

Destinatari:  Santissima Trinità
Beneficiari:  Cristiani
Tipologie:  Atto di fede
Atto di Fede nella Santissima Trinità per l'unità dei Cristiani

O Santissima Trinità, Padre, Figlio e Spirito Santo,

noi proclamiamo con fede incrollabile la tua eterna e perfetta comunione. Crediamo in Te, unico Dio vero, mistero d'amore che è unità nella diversità. Tu, Padre, sei l'origine di ogni essere; Tu, Figlio, sei la Parola eterna e il Redentore; Tu, Spirito Santo, sei il legame d'amore che unisce Padre e Figlio e santifica la Chiesa.

Sulla base di questa tua ineffabile unità, che è il fondamento e il modello di ogni vera comunione, osiamo elevare la nostra supplica per l'unità di tutti i cristiani. Ti preghiamo, Signore, affinché, come Tu, Padre, sei nel Figlio e il Figlio è in Te, così tutti i tuoi discepoli possano essere uno in Te.

Conferma in noi, o Dio Trino, la vocazione ecumenica della tua Chiesa. Donaci la grazia di superare le divisioni, i pregiudizi e ogni ostacolo che impedisce la piena e visibile comunione. Rimuovi le barriere, sana le ferite e ispira cuori e menti a cercare l'unità nella verità e nella carità. Rendi la nostra testimonia al mondo più potente e credibile, affinché tutti possano riconoscere il tuo amore attraverso l'armonia dei tuoi figli.

Guidaci, Spirito Santo, nel cammino verso una unità sempre più profonda, che rifletta la tua stessa gloria e permetta al mondo di credere. Fa' che, come Gesù ha pregato, anche noi possiamo essere una cosa sola, affinché il mondo creda che Tu lo hai mandato.

Amen.

Spiegazione della Preghiera

1. Il contesto spirituale e dottrinale della preghiera

La preghiera proposta si inserisce profondamente nel cuore della spiritualità cristiana e della dottrina cattolica, rispecchiando un desiderio ardente e una consapevolezza teologica maturata nel corso dei secoli, ma con un'enfasi particolare negli ultimi decenni. Al suo centro vi è il mistero della Santissima Trinità, che non è solo oggetto di fede, ma anche modello e fondamento di ogni vera comunione.

Dal punto di vista spirituale, la preghiera riflette la nostalgia per l'unità perduta tra i cristiani, un dolore che affonda le radici nella divisione storica delle confessioni cristiane. È un grido che riprende l'anelito di Gesù stesso, espresso nella sua preghiera sacerdotale riportata nel Vangelo di Giovanni: "che tutti siano uno, come tu, Padre, sei in me e io in te, perché anch'essi siano in noi, e il mondo creda che tu mi hai mandato" (Gv 17,21). Questo versetto è esplicitamente citato e ripreso nella preghiera, rivelando la sua profonda ispirazione biblica e cristologica. La spiritualità ecumenica, che questa preghiera incarna, non è un'opzione secondaria, ma una dimensione intrinseca della vita cristiana, una conversione del cuore che riconosce il peccato della divisione e si impegna per la riconciliazione.

Sul piano dottrinale, la preghiera è una ricapitolazione concisa ma potente dei dogmi fondamentali. Inizia con una solida professione di fede trinitaria: "O Santissima Trinità, Padre, Figlio e Spirito Santo, noi proclamiamo con fede incrollabile la tua eterna e perfetta comunione. Crediamo in Te, unico Dio vero, mistero d'amore che è unità nella diversità." Questa affermazione non è meramente introduttiva, ma costituisce il pilastro su cui si erge l'intera supplica. La Trinità – Padre come origine, Figlio come Parola e Redentore, Spirito Santo come legame d'amore e santificatore – è presentata non solo come verità rivelata, ma come archetipo della comunione perfetta. La dottrina della Trinità diventa così non un concetto astratto, ma un modello dinamico per la Chiesa e per l'intera umanità.

L'ecclesiologia, la dottrina sulla Chiesa, è un altro pilastro fondamentale. La preghiera riconosce la "vocazione ecumenica" della Chiesa, un concetto che ha ricevuto un impulso decisivo con il Concilio Vaticano II. Il Decreto sull'ecumenismo, Unitatis Redintegratio, afferma che la promozione dell'unità di tutti i cristiani è uno dei fini principali del Concilio (UR 1). La preghiera si allinea perfettamente con questa visione, riconoscendo che la divisione non è la volontà di Dio e che la ricerca dell'unità è un imperativo evangelico. È un richiamo alla responsabilità di ogni credente nel contribuire a superare "divisioni, pregiudizi e ogni ostacolo" per giungere a una "piena e visibile comunione". In sintesi, la preghiera è un compendio di fede trinitaria, cristocentrismo e una ecclesiologia profondamente radicata nell'aspirazione all'unità.

2. I destinatari a cui è rivolta e perché

La preghiera si rivolge esplicitamente e inequivocabilmente alla Santissima Trinità: Padre, Figlio e Spirito Santo. Questo indirizzo non è una mera formalità, ma è intriso di un profondo significato teologico e spirituale, che giustifica pienamente il "perché" di tale destinazione.

Innanzitutto, la preghiera invoca il Padre come "l'origine di ogni essere". Rivolgersi al Padre significa riconoscere in Lui la fonte ultima di tutta la creazione e, per estensione, l'origine dell'unità stessa. Egli è il punto di partenza, il principio senza principio, da cui scaturisce ogni dono e ogni bene. Chiedere l'unità al Padre significa riconoscere che solo da Lui può venire una riconciliazione così profonda e universale, una riconfigurazione dell'armonia che la sua paternità universale ha originariamente stabilito.

Poi, la preghiera si rivolge al Figlio, Gesù Cristo, descritto come "la Parola eterna e il Redentore". L'invocazione al Figlio è cruciale perché è Cristo stesso ad aver pregato per l'unità dei suoi discepoli. La preghiera cita direttamente le parole di Gesù: "affinché, come Tu, Padre, sei nel Figlio e il Figlio è in Te, così tutti i tuoi discepoli possano essere uno in Te." Questo rende Gesù non solo il modello dell'unità, ma anche l'avvocato e l'intercessore per eccellenza. Il Redentore che ha sacrificato se stesso per ricondurre l'umanità a Dio e tra di essa è l'unico che può risanare le ferite delle divisioni. La preghiera al Figlio è un atto di fede nella sua mediazione e nel suo potere salvifico di riunire ciò che è disperso.

Infine, la preghiera invoca lo Spirito Santo, definito come "il legame d'amore che unisce Padre e Figlio e santifica la Chiesa". Lo Spirito è il principio di unità per eccellenza all'interno della Trinità e nella Chiesa. È Lui che, effondendosi a Pentecoste, ha riunito persone di lingue diverse in un'unica fede. È lo Spirito che infonde la carità, che è il vincolo della perfezione (Col 3,14), e che guida la Chiesa "nel cammino verso una unità sempre più profonda". Senza l'azione dello Spirito, ogni sforzo umano verso l'unità sarebbe vano, ridotto a mera negoziazione diplomatica. L'invocazione allo Spirito Santo è, dunque, una richiesta di grazia, ispirazione e forza interiore per superare le barriere umane e i pregiudizi.

In sintesi, la preghiera è rivolta alla Santissima Trinità perché l'unità dei cristiani non è un progetto umano, ma un dono divino, radicato nel mistero stesso di Dio. Solo Colui che è Uno e Trino, mistero d'amore e comunione perfetta, può concedere una grazia così grande e trasformare i cuori per accoglierla e viverla.

3. I beneficiari per cui intercede e i bisogni spirituali/fisici che affronta

La preghiera è un'intercessione potente e focalizzata, i cui beneficiari e i bisogni affrontati sono chiaramente delineati, riflettendo la natura profonda della missione ecumenica.

I principali beneficiari diretti di questa preghiera sono, senza dubbio, "tutti i cristiani". La supplica è esplicitamente per "l'unità di tutti i cristiani" e si riferisce a "tutti i tuoi discepoli". Questo include cattolici, ortodossi, protestanti e tutti coloro che si identificano con il nome di Cristo. La preghiera intende superare le divisioni confessionali, storiche e dottrinali che hanno frammentato la Chiesa di Cristo. Indirettamente, un altro beneficiario è la Chiesa stessa in quanto corpo di Cristo. La preghiera chiede che la sua "vocazione ecumenica" sia confermata e che la sua testimonianza al mondo diventi "più potente e credibile". L'unità non è un fine a sé stante, ma un mezzo essenziale per la missione della Chiesa nel mondo.

Un beneficiario più ampio, sebbene indiretto, è il mondo intero. La preghiera culmina con la frase: "affinché il mondo creda che Tu lo hai mandato", che è una citazione diretta di Gv 17,21. L'unità dei cristiani non è solo un affare interno della Chiesa, ma ha una dimensione evangelizzatrice fondamentale. Un cristianesimo diviso non riesce a presentare un messaggio coerente e convincente al mondo, mentre l'armonia tra i suoi figli sarebbe un segno tangibile e irresistibile dell'amore di Dio.

I bisogni spirituali affrontati dalla preghiera sono molteplici e complessi:

  1. Superamento delle Divisioni e dei Pregiudizi: La preghiera implora la grazia di "superare le divisioni, i pregiudizi e ogni ostacolo che impedisce la piena e visibile comunione". Questi ostacoli non sono solo di natura teologica o strutturale, ma anche psicologica e spirituale: diffidenza, incomprensioni reciproche, ferite storiche non sanate, settarismo, orgoglio confessionale.
  2. Risanamento delle Ferite: Chiedere di "rimuovere le barriere, sana le ferite" implica riconoscere il dolore e il danno causato dalle divisioni secolari. Questo include ferite teologiche, sacramentali, disciplinari e persino emotive.
  3. Ispirazione e Conversione dei Cuori: La preghiera chiede a Dio di "ispirare cuori e menti a cercare l'unità nella verità e nella carità". L'unità non può essere imposta dall'esterno, ma deve sorgere da una conversione interiore, da un desiderio sincero e da un impegno basato sulla verità della fede e sull'amore reciproco.
  4. Potenziamento della Testimonianza: La richiesta di rendere la testimonianza "più potente e credibile" evidenzia il bisogno di una Chiesa che sia un segno eloquente del Regno di Dio nel mondo, libera dalle contro-testimonianze delle divisioni.
  5. Guida dello Spirito Santo: L'intera supplica è per un "cammino verso una unità sempre più profonda" guidato dallo Spirito, riconoscendo che l'unità è un processo continuo e non un risultato statico.

Sebbene la preghiera non nomini esplicitamente bisogni fisici o materiali, è implicito che una Chiesa unita sarebbe molto più efficace nell'affrontare le sofferenze del mondo. La frammentazione dei cristiani spesso porta a una frammentazione degli sforzi nell'affrontare la povertà, l'ingiustizia, la guerra e le malattie. Una "armonia dei tuoi figli" e una "testimonia al mondo più potente e credibile" si tradurrebbero inevitabilmente in un'azione più coordinata, più forte e più efficace nel promuovere la giustizia sociale, la pace e l'assistenza umanitaria a livello globale. L'unità spirituale ha dunque un impatto diretto anche sulla capacità della Chiesa di servire concretamente il prossimo.

4. I temi teologici principali, con eventuali citazioni bibliche o patristiche pertinenti

Questa preghiera è un denso tessuto di temi teologici fondamentali, interconnessi in un'unica supplica per l'unità. Al centro vi è la Trinità, che funge da modello e fonte di ogni comunione.

La Santissima Trinità come modello di Unità

Il tema predominante è la Santissima Trinità. La preghiera non si limita a invocarla, ma ne proclama la natura più intima: "eterna e perfetta comunione", "mistero d'amore che è unità nella diversità". Questa è la verità centrale del cristianesimo. Il Padre è l'origine (fons et origo), il Figlio è la Parola eterna e il Redentore, lo Spirito Santo è il legame d'amore. La preghiera riconosce esplicitamente che questa unità divina è il "fondamento e il modello di ogni vera comunione".
"La grazia del Signore Gesù Cristo, l'amore di Dio e la comunione dello Spirito Santo siano con tutti voi." (2 Cor 13,14)
I Padri Cappadoci (Basilio, Gregorio di Nazianzo, Gregorio di Nissa) hanno esplorato in profondità l'unità nell'essenza divina (ousia) e la distinzione delle Persone (hypostaseis). Sant'Agostino, nel suo De Trinitate, ha descritto Dio come l'Amore stesso, dove l'Amore è Spirito Santo, il Padre è l'Amante e il Figlio l'Amato, o viceversa, in una perfetta circolarità di donazione e ricezione.

L'Ecclesiologia dell'Unità e la Preghiera di Cristo

Strettamente legato alla Trinità è il tema dell'Ecclesiologia dell'Unità. La Chiesa, corpo di Cristo e tempio dello Spirito Santo, è per sua natura chiamata all'unità. La preghiera ricorda la "vocazione ecumenica" della Chiesa. La fonte di questa vocazione è la stessa preghiera di Gesù: "Ti preghiamo, Signore, affinché, come Tu, Padre, sei nel Figlio e il Figlio è in Te, così tutti i tuoi discepoli possano essere uno in Te." Questa è una citazione quasi letterale di Gv 17,21, il cuore della preghiera sacerdotale di Gesù.
"Non prego solo per questi, ma anche per coloro che per la loro parola crederanno in me; perché tutti siano una cosa sola; come tu, Padre, sei in me e io in te, siano anch'essi in noi, perché il mondo creda che tu mi hai mandato." (Gv 17,20-21)
Questa intercessione di Cristo è il mandato fondamentale per ogni sforzo ecumenico. Il Concilio Vaticano II, in Lumen Gentium e specialmente in Unitatis Redintegratio, ha riaffermato che l'unità è un dono di Dio e un compito della Chiesa. Il Catechismo della Chiesa Cattolica (CCC 813) afferma: "L'unità della Chiesa è assicurata dalla presenza dello Spirito Santo".

La Verità nella Carità

La preghiera non invoca un'unità superficiale, ma un'unità "nella verità e nella carità". Questo tema è cruciale per un ecumenismo autentico. L'unità non può essere raggiunta a scapito della verità rivelata, né la verità può essere proclamata senza la carità. Entrambi sono indispensabili. La carità senza verità può portare a un sincretismo vuoto, mentre la verità senza carità può sfociare in rigidità e settarismo.
"Vivendo secondo la verità nella carità, cresciamo in ogni cosa verso di lui, che è il capo, Cristo." (Ef 4,15)
San Giovanni Paolo II, nell'enciclica Ut Unum Sint (1995), ha sottolineato che il dialogo ecumenico è un dialogo di verità e carità, in cui le differenze non devono essere nascoste, ma affrontate con amore e rispetto.

Il Ruolo dello Spirito Santo

Lo Spirito Santo è presentato come l'agente divino che opera l'unità. È "il legame d'amore che unisce Padre e Figlio" e santifica la Chiesa. È Lui che guida la Chiesa "nel cammino verso una unità sempre più profonda". Senza la sua azione, il superamento delle divisioni e il risanamento delle ferite sarebbero impossibili.
"Vi esorto dunque, io, il prigioniero nel Signore, a comportarvi in maniera degna della vocazione che avete ricevuto, con ogni umiltà e dolcezza, con pazienza, sopportandovi a vicenda con amore, cercando di conservare l'unità dello Spirito per mezzo del vincolo della pace. C'è un solo corpo e un solo Spirito, come una sola è la speranza della vostra vocazione; un solo Signore, una sola fede, un solo battesimo. Un solo Dio e Padre di tutti, che è al di sopra di tutti, opera per mezzo di tutti ed è in tutti." (Ef 4,1-6)
Lo Spirito Santo è la forza dinamica che permette ai credenti di vivere come un solo corpo.

La Testimonianza al Mondo

Infine, la preghiera sottolinea la dimensione missionaria dell'unità. L'armonia tra i cristiani non è solo un bene in sé, ma è anche un potente strumento di evangelizzazione: "Rendi la nostra testimonia al mondo più potente e credibile, affinché tutti possano riconoscere il tuo amore attraverso l'armonia dei tuoi figli." E ancora: "affinché il mondo creda che Tu lo hai mandato." La divisione è un ostacolo alla missione, mentre l'unità rende la Chiesa un segno credibile dell'amore di Dio nel mondo. Sant'Ignazio di Antiochia, già nel II secolo, scriveva che l'unità dei cristiani è un segno della presenza di Cristo e un mezzo per convertire i pagani.

5. Il genere di preghiera e la sua collocazione nella tradizione liturgica

La preghiera in esame si distingue per essere un ibrido ben equilibrato di diversi generi di preghiera, ciascuno contribuendo alla sua ricchezza e profondità. La sua collocazione nella tradizione liturgica è chiara, pur non essendo un testo antico del Messale o del Breviario, essa si inserisce perfettamente nel rinnovato spirito ecumenico.

Generi di Preghiera

  1. Adorazione e Lode (Dossologia Iniziale): La preghiera inizia con un atto solenne di adorazione e lode. "O Santissima Trinità, Padre, Figlio e Spirito Santo, noi proclamiamo con fede incrollabile la tua eterna e perfetta comunione. Crediamo in Te, unico Dio vero, mistero d'amore che è unità nella diversità." Questa apertura non è una semplice introduzione, ma un riconoscimento reverente della grandezza e della natura di Dio. Si loda la Trinità per la sua intrinseca unità e per essere il modello di ogni comunione.
  2. Affermazione di Fede (Credo): Integrata nell'adorazione, c'è una chiara affermazione dottrinale, un mini-credo sulla Santissima Trinità e sui ruoli distinti di ogni Persona divina. "Tu, Padre, sei l'origine di ogni essere; Tu, Figlio, sei la Parola eterna e il Redentore; Tu, Spirito Santo, sei il legame d'amore che unisce Padre e Figlio e santifica la Chiesa." Questo stabilisce il fondamento teologico su cui si basa l'intera supplica.
  3. Supplica e Intercessione: Questo è il genere predominante della preghiera. Dopo aver posto il fondamento dottrinale, il testo eleva una supplica ardente per "l'unità di tutti i cristiani". Si intercede per i discepoli di Cristo, chiedendo di superare divisioni, pregiudizi e ostacoli, di sanare ferite e di ispirare all'unità nella verità e nella carità. Questo è il cuore pulsante della preghiera, la sua richiesta più pressante.
  4. Implorazione della Grazia Divina: La preghiera non chiede solo l'unità, ma anche la grazia necessaria per raggiungerla: "Conferma in noi, o Dio Trino, la vocazione ecumenica della tua Chiesa. Donaci la grazia di superare le divisioni..." Si riconosce che l'unità è un dono di Dio, non un mero risultato dello sforzo umano.
  5. Invocaizione dello Spirito Santo: La preghiera si conclude con un'invocazione specifica e potente allo Spirito Santo, l'agente divino dell'unità e della santificazione. "Guidaci, Spirito Santo, nel cammino verso una unità sempre più profonda..." Questo enfatizza il ruolo essenziale della Terza Persona della Trinità nel compimento del desiderio di Cristo.

Collocazione nella Tradizione Liturgica

Questa preghiera, pur non essendo un testo canonico con secoli di storia liturgica, si colloca perfettamente nel contesto del movimento ecumenico post-Concilio Vaticano II.
  1. Preghiere per l'Unità dei Cristiani: Il suo ambiente naturale è quello delle preghiere specificamente dedicate all'unità. È particolarmente adatta per la celebrazione della Settimana di Preghiera per l'Unità dei Cristiani (dal 18 al 25 gennaio), un evento annuale in cui cristiani di diverse confessioni si riuniscono per pregare insieme.
  2. Liturgie Ecumeniche: Può servire come preghiera di apertura, di chiusura o come parte delle intercessioni nelle celebrazioni liturgiche che coinvolgono diverse denominazioni cristiane, come ad esempio i Vespri ecumenici o i servizi di preghiera congiunti.
  3. Messe Votive per l'Unità della Chiesa: Nel Messale Romano esistono Messe votive dedicate a specifiche intenzioni; una per l'unità della Chiesa sarebbe un contesto ideale per l'uso di questa preghiera, sia come orazione dei fedeli che come preghiera conclusiva.
  4. Preghiera Personale e Comunitaria: Al di fuori della liturgia formale, la preghiera è eccellente per la devozione personale di chi ha a cuore l'ecumenismo e per l'uso in gruppi di preghiera, incontri biblici o riunioni parrocchiali che desiderano approfondire il tema dell'unità.
  5. Riflesso del Magistero Ecumenico: La preghiera incarna lo spirito e gli insegnamenti di documenti come Unitatis Redintegratio del Concilio Vaticano II e l'enciclica Ut Unum Sint di San Giovanni Paolo II, che sottolineano l'imperativo dell'unità e la centralità della preghiera in questo cammino.
La sua struttura chiara, la sua profonda teologia e il suo scopo specifico la rendono un esempio paradigmatico di preghiera ecumenica contemporanea, radicata nella tradizione ma proiettata verso il futuro della Chiesa unita.

6. Indicazioni pratiche: come usarla nella preghiera personale o comunitaria e nei tempi dell’anno liturgico

Questa preghiera, per la sua ricchezza teologica e la sua chiara finalità, si presta a molteplici usi, sia nella preghiera personale che in quella comunitaria, e può essere inserita in vari momenti dell'anno liturgico per amplificarne il significato.

Uso nella Preghiera Personale

  1. Meditazione Quotidiana: Può essere recitata quotidianamente come parte della propria routine di preghiera, in particolare per coloro che sentono una chiamata speciale a intercedere per l'unità dei cristiani. Le sue frasi, come "mistero d'amore che è unità nella diversità" o "superare le divisioni, i pregiudizi e ogni ostacolo", offrono spunti profondi per la riflessione personale.
  2. Preghiera di Esame di Coscienza Ecumenico: Prima di partecipare a incontri ecumenici o a dialoghi interreligiosi, questa preghiera può aiutare a preparare il cuore e la mente, purificando eventuali pregiudizi e aprendosi alla grazia dello Spirito Santo.
  3. Digiuno e Offerta: Accompagnare la recita di questa preghiera con un piccolo sacrificio o un atto di digiuno può rafforzare l'intensità dell'intercessione per una causa così fondamentale.
  4. Durante la Lettura della Parola: Può essere recitata dopo aver meditato sui brani evangelici che parlano dell'unità dei discepoli o dell'amore fraterno, come il capitolo 17 del Vangelo di Giovanni o le lettere paoline (es. Ef 4).

Uso nella Preghiera Comunitaria

  1. Settimana di Preghiera per l'Unità dei Cristiani (18-25 gennaio): Questo è il momento più ovvio e appropriato per l'uso di questa preghiera. Può essere il testo centrale di un servizio di preghiera congiunto tra diverse denominazioni, o può essere utilizzata come preghiera dei fedeli nelle celebrazioni eucaristiche o della Liturgia delle Ore durante quella settimana.
  2. Liturgie Ecumeniche: Nelle celebrazioni di Vespri, Lodi o altri momenti di preghiera che vedono la partecipazione di cristiani di diverse confessioni, può fungere da preghiera di apertura per invocare lo Spirito Santo, o come preghiera conclusiva per riaffermare l'impegno comune all'unità.
  3. Preghiera dei Fedeli: La preghiera può essere facilmente adattata per una delle intenzioni della Preghiera dei Fedeli durante la Messa domenicale o feriale, offrendo una sintesi potente per l'unità.
  4. Gruppi di Preghiera e Incontri Parrocchiali: In riunioni di catechesi, gruppi biblici o consigli pastorali, può essere recitata per richiamare la comunità alla sua responsabilità ecumenica e per chiedere la grazia di superare le divisioni interne e relazionali.
  5. Celebrazioni Speciali: In occasione di anniversari significativi di scismi o di momenti storici di riconciliazione, può essere un forte richiamo all'impegno continuo per l'unità.

Tempi dell’Anno Liturgico

  1. Settimana di Preghiera per l'Unità dei Cristiani (18-25 gennaio): Come già menzionato, è il periodo ideale per questa preghiera.
  2. Solennità della Santissima Trinità: In questa festa, che celebra il mistero di Dio come comunione perfetta, la preghiera può essere usata per sottolineare come la Trinità sia il fondamento e il modello dell'unità ecclesiale.
  3. Pentecoste: La discesa dello Spirito Santo, che a Pentecoste unì popoli di diverse lingue in un'unica Chiesa, è un momento propizio per invocare lo Spirito affinché continui la sua opera di unificazione.
  4. Tempo Pasquale e Ascensione: Dopo la Risurrezione, Gesù appare ai suoi discepoli, preparandoli alla missione. La sua preghiera sacerdotale per l'unità (Gv 17) risuona con forza in questo tempo. L'Ascensione, in cui Cristo sale al Padre lasciando ai discepoli il compito di testimoniare, può essere un momento per pregare affinché tale testimonianza sia data in unità.
  5. Tempo Ordinario: Come una preghiera di base, può essere usata regolarmente durante il Tempo Ordinario per mantenere viva la consapevolezza della vocazione ecumenica della Chiesa e per sostenere con la preghiera i passi verso una maggiore unità.
L'uso di questa preghiera in questi contesti non solo eleva a Dio una supplica sincera, ma educa anche i fedeli all'importanza dell'ecumenismo, radicando la speranza dell'unità nel mistero ineffabile della Santissima Trinità.

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