Atto di Fede nella Chiesa Una, Santa, Cattolica e Apostolica con San Damaso I
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Atto di Fede per l'Unità della Chiesa
O glorioso San Damaso I, difensore della fede, guida saggia e Pastore fedele, tu che hai custodito con instancabile amore l’unità della Chiesa fondata sulla roccia di Pietro, volgi il tuo sguardo misericordioso su noi, fedeli cristiani, sparsi nel mondo.
Guidati dal tuo esempio e illuminati dal tuo spirito, proclamiamo con fermezza il nostro Credo: Credo in un solo Dio, Padre onnipotente… Credo la Chiesa, una, santa, cattolica e apostolica…
O San Damaso, intercedi per noi presso il Signore perché possiamo ricevere la grazia di una fede incrollabile nella Chiesa di Cristo, fondata sull’Apostolo Pietro e custodita nel vincolo della carità. Rafforzaci nella comunione fraterna, dona pace ai nostri cuori, e allontana ogni divisione, perché il mondo riconosca in noi un solo popolo riunito nella verità e nell’amore.
Rendici testimoni fedeli del Tuo Vangelo, perché, sorretti dalla preghiera e dalla tua protezione, camminiamo sempre nell’unità e nella fedeltà alla Chiesa.
San Damaso I, prega per noi e ottienici il dono della perfetta unità.
Amen.
Spiegazione della Preghiera
1. Il contesto spirituale e dottrinale della preghiera
L’“Atto di Fede per l’Unità della Chiesa” è una preghiera fortemente radicata nella tradizione cattolica, nata in risposta al continuo e mutevole bisogno di salvaguardare l’unità ecclesiale: una delle passioni e delle missioni principali della Chiesa, fin dalle sue origini. Il contesto spirituale di questa preghiera si inserisce in quella tensione teologica e pastorale che anima la Chiesa universale, chiamata a essere nel mondo “segno e strumento dell’intima unione con Dio e dell’unità di tutto il genere umano” (Lumen gentium, 1).
La figura di San Damaso I, papa e difensore della fede del IV secolo, viene evocata come intercessore e modello di amore verso la Chiesa una e indivisibile. Questo si riflette nella supplica per la “fede incrollabile nella Chiesa di Cristo, fondata sull’Apostolo Pietro.” Nel periodo storico di Damaso il cristianesimo era attraversato da scismi e controversie dottrinali (come l’arianesimo): per questo la sua opera ha rivestito un’enorme importanza nel fissare i canoni della fede e nell’affermare l’integrità della dottrina apostolica.
Il testo della preghiera mostra una profonda sintonia con il Credo niceno-costantinopolitano (“Credo la Chiesa, una, santa, cattolica e apostolica”), la pietra angolare dell’identità cristiana e della comunione tra i membri della Chiesa universale. La preghiera si configura dunque come un atto di pubblica professione e di riaffermazione della fede in quel mistero di unità affidato dal Cristo agli apostoli, trasmesso e custodito nei secoli dal Magistero petrino.
2. I destinatari a cui è rivolta e perché
Il destinatario principale di questa preghiera è San Damaso I, venerato come “difensore della fede, guida saggia e pastore fedele”. Ci si rivolge a lui come intercessore speciale presso Dio per la causa dell’unità della Chiesa, riconoscendo la sua storica missione di mantenimento della purezza dottrinale e della comunione ecclesiale.
San Damaso non è scelto a caso: la liturgia cattolica assegna spesso santi specifici a determinati bisogni, secondo il loro vissuto e la loro testimonianza. Damaso, in particolare, fu sostenitore della primazia della sede romana, risolutore di scismi, promotore del culto delle reliquie e sostenitore della Vulgata (la prima traduzione latina completa delle Scritture). La preghiera, quindi, lo invoca non solo come modello, ma come “patrono” dell’unità contro le divisioni, le discordie e i pericoli per la fede.
A un livello più sottile, la preghiera si dipana anche come invocazione al Signore Gesù tramite la mediazione di San Damaso, secondo la prassi cattolica dell’intercessione dei santi, parte integrante della comunione dei santi professata nel “Credo”.
3. I beneficiari per cui intercede e i bisogni spirituali/fisici che affronta
Il testo mette a fuoco i fedeli cristiani sparsi nel mondo come principali beneficiari. Sono le membra della Chiesa, universale e locale al tempo stesso, soggette a tentazioni di divisione interna, incomprensioni e, spesso, persecuzioni esterne. La preghiera invoca esplicitamente su di loro grazie quali:
- Fede incrollabile nella Chiesa di Cristo e nella sua fondazione petrina;
- Rafforzamento della comunione fraterna tra i fedeli;
- Pace interiore e allontanamento delle divisioni;
- Il dono della perfetta unità come risposta alle lacerazioni che affliggono il corpo ecclesiale.
Questi bisogni spirituali si intrecciano con dimensioni più concrete e quotidiane: mantenere la pace del cuore tra le tribolazioni, resistere al disfattismo interno alle comunità, rispondere con amore e unità alle sfide della società secolarizzata o a crisi interne alla Chiesa stessa. Il desiderio è quello di essere riconosciuti come “un solo popolo riunito nella verità e nell’amore”, testimoni del Vangelo con la coerenza della vita comunitaria.
4. I temi teologici principali e riferimenti biblici/patristici
Diversi sono i grandi temi dottrinali che attraversano la preghiera:
- Unità della Chiesa: È uno dei quattro attributi principali della Chiesa (“una, santa, cattolica e apostolica”), espressi nel Credo niceno. Gesù stesso prega “perché siano una cosa sola” (Gv 17,21).
- Primato petrino: Il riferimento alla “Chiesa fondata sulla roccia di Pietro” richiama Mt 16,18 (“Tu sei Pietro e su questa pietra edificherò la mia Chiesa”).
- Intercessione dei santi: Il ricorso a San Damaso mostra la convinzione che i santi uniti a Dio intercedano per la Chiesa militante (Cfr. Ap 5,8; Concilio di Trento).
- Carità e comunione fraterna: “Il vincolo della carità” richiama Col 3,14 (“Al di sopra di tutto vi sia la carità, che è il vincolo della perfezione”).
- Testimonianza evangelica: “Rendici testimoni fedeli del Tuo Vangelo”: Paolo esorta la Chiesa a vivere “in maniera degna della vocazione che avete ricevuto... conservando l’unità dello Spirito per mezzo del vincolo della pace” (Ef 4,1-3).
«Poiché, come il corpo è uno e ha molte membra... così anche Cristo.» (1Cor 12,12)
Anche i Padri della Chiesa hanno esortato senza sosta all’unità: Sant’Ignazio di Antiochia insegnava che “dove c’è il vescovo ivi sia la comunità, come dove c’è Cristo, ivi è la Chiesa cattolica” (Lettera agli Smiresesi). San Damaso, come pastore e dottore, si inserisce in questa grande corrente.
5. Il genere di preghiera e la collocazione nella tradizione liturgica
La preghiera appartiene principalmente al genere dell’intercessione: i fedeli si affidano a un santo per ottenere un dono particolare da Dio, in questo caso la perfetta unità della Chiesa. Vi sono, però, elementi anche di lode (San Damaso è esaltato per il suo zelo e la sua sapienza) e di professione di fede (proclamazione del Credo).
Nella tradizione liturgica, simili atti di intercessione sono frequenti in momenti critici della storia ecclesiale, durante le preghiere dei fedeli nelle Messe solenni, nei momenti di crisi pastorale, nei Sinodi e nelle liturgie ecumeniche. La memoria di San Damaso (11 dicembre) è un’occasione privilegiata per questa supplica, ma la sua attualità permane viva nelle preghiere per l’unità visibile dei cristiani (ottavario dell’unità, Concili ecumenici, giubilei).
6. Indicazioni pratiche: uso nella preghiera personale, comunitaria e liturgica
Questa preghiera può essere utilizzata in molteplici contesti:
- Preghiera personale: Nei momenti di scoraggiamento, di tentazione allo scoraggiamento o alla divisione, oppure come parte della devozione a San Damaso o del Rosario.
- Preghiera comunitaria: Durante ritiri parrocchiali, incontri di formazione, assemblee sinodali parrocchiali o diocesane, o riunioni di consigli pastorali; può precedere la recita del Credo nella liturgia della parola o essere inserita tra le preghiere dei fedeli.
- Nell’anno liturgico: In modo particolare durante:
- La settimana di preghiera per l’unità dei cristiani (18-25 gennaio);
- La memoria liturgica di San Damaso (11 dicembre);
- Momenti di crisi ecclesiale o dopo episodi di divisione nella comunità.
È consigliato recitare questa preghiera insieme al Credo o dopo la preghiera per il Papa, come segno tangibile di comunione con la Chiesa universale. Nella preghiera personale, può essere inserita all’inizio del giorno, per chiedere di vivere l’unità in tutte le relazioni, o alla sera come esame di coscienza sulla fedeltà al comandamento dell’amore.
Infine, la sua recita con fede sincera contribuisce a “rafforzare la comunione fraterna” e a dare attuazione visibile all’appello di Cristo: “da questo tutti sapranno che siete miei discepoli: se avete amore gli uni per gli altri” (Gv 13,35).
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