Atto di affidamento a Dio nei momenti di aridità spirituale quaresimale

Destinatari:  Dio
Beneficiari:  Persone con poca Fede
Temi:  Silenzio di Dio
Tipologie:  Atto di fede
Atto di affidamento a Dio nei momenti di aridità spirituale quaresimale
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Atto di fede nel silenzio di Dio

Dio Onnipotente, a Te ci rivolgiamo nei momenti in cui tutto sembra vuoto e la Tua voce tace.
Nel deserto interiore, dove la speranza si affievolisce e il cuore vacilla, riconosciamo la nostra debolezza; ma ora, davanti al Tuo mistero, scegliamo di affidarci ancora.

Signore, anche se il silenzio ci spaventa e la Tua presenza ci appare distante, crediamo che sei vicino a chi Ti cerca con cuore sincero.
Aiutaci a non dubitare, ma a rinnovare la fiducia in Te, soprattutto quando non sentiamo il Tuo conforto.

Insegnaci ad accogliere il silenzio come un invito a fidarci ciecamente del Tuo amore, anche se il Tuo operare è nascosto ai nostri occhi.
Fa’ che, nell’aridità del cammino, il ricordo delle Tue promesse ci dia forza, e la certezza della Tua fedeltà ci sostenga.

Crediamo, Signore: aumenta la nostra fede. Sia il silenzio che viviamo un terreno dove può germogliare una speranza nuova. In Te ci rifugiamo, nella certezza che anche il silenzio è abbraccio e presenza.

Spiegazione della Preghiera

1. Contesto spirituale e dottrinale della preghiera

L’«Atto di fede nel silenzio di Dio» nasce all’interno di una lunga tradizione spirituale cristiana in cui il silenzio di Dio – la percezione della Sua assenza, specialmente nei momenti di crisi o “deserto interiore” – è riconosciuto come esperienza comune a molti credenti. Questa preghiera si radica nell’orizzonte biblico dei Salmi (es. Salmo 22:2, «Dio mio, Dio mio, perché mi hai abbandonato?»), della “notte oscura” descritta da San Giovanni della Croce e nella teologia della fede matura che trova senso e crescita proprio nel sentirsi privati della consolazione sensibile.

Dal punto di vista dottrinale, l’atto di abbandonarsi a Dio nel silenzio richiama la distinzione fra fede sensibile e fede purificata: la prima si basa su sentimenti e percezioni di vicinanza divina, mentre la seconda si fonda sulla fiducia nuda, sull’adesione della volontà e dell’intelletto anche in assenza di conforto. Il Catechismo della Chiesa Cattolica (n. 164-165) ricorda infatti che “la fede è spesso vissuta nell’oscurità”, poiché Dio a volte sembra “tacere e restare assente”. Questa tensione tra la ricerca di Dio e la Sua apparente assenza diventa palestra di spiritualità, luogo in cui la fede si purifica, cresce e si radica profondamente.

2. Destinatari a cui è rivolta e perché

La preghiera è rivolta a Dio Padre Onnipotente, secondo la più antica tradizione cristiana di preghiere che si indirizzano direttamente a Lui (ad esempio il “Padre nostro”). La scelta di evocare Dio come “Onnipotente” sottolinea la fede nella Sua assoluta sovranità anche e soprattutto nei momenti di prova, ribadendo che nulla Gli sfugge e che anche il silenzio, apparentemente inspiegabile, ha un posto nella Sua sapienza.

Il testo si rivolge a Dio nella consapevolezza della propria fragilità e allo stesso tempo con un atto di affidamento e fiducia. Il credente si presenta davanti a Dio chiedendo risposta ma, soprattutto, chiedendo la grazia di credere e sperare anche quando la risposta sembra mancare.

Questa impostazione la rende adatta a tutti i battezzati che attraversano tempi di aridità, ma anche a chiunque senta il desiderio di perseverare nella fede anche in assenza di consolazioni interiori.

3. Beneficiari per cui intercede e i bisogni spirituali/fisici che affronta

La preghiera, pur essendo principalmente personale («a Te ci rivolgiamo»), assume facilmente anche una dimensione comunitaria (noi, aiutaci, fa’ che). I beneficiari immediati sono:

  • I credenti che attraversano periodi di aridità spirituale e apparentemente non sentono la presenza o la voce di Dio.
  • Coloro che vacillano nella speranza e nella fiducia a causa di eventi dolorosi, dubbio, crisi personali o prove esistenziali.
  • Tutti coloro che sperimentano il deserto interiore – una stagione di silenzio, solitudine, incertezza o sofferenza, sia spirituale che psicologica.

Attraverso l’invocazione della fede e della speranza, la preghiera affronta bisogni sia spirituali (mancanza di consolazione, dubbio, tentazione allo scoraggiamento) che psicologici (paura del silenzio, sentimento di abbandono, ricerca di senso). Il testo non menziona specifici bisogni materiali o fisici, ma le sue parole raccolgono anche le sofferenze della vita concreta che possono condurre a questa esperienza di “vuoto”: malattia, lutto, insuccesso, perdita del lavoro, solitudine.

4. Temi teologici principali, con citazioni bibliche e patristiche

Numerosi e profondi sono i temi teologici toccati dalla preghiera:

  • Fede nel silenzio e nell’apparente assenza di Dio:
    La richiesta «Crediamo, Signore: aumenta la nostra fede» richiama il grido del padre del ragazzo indemoniato in Mc 9,24:
    «Credo; aiutami nella mia incredulità!»
    La fede autentica si misura non tanto nei momenti di luce quanto nell’oscurità, come insegnava anche Santa Teresa di Calcutta nei suoi scritti personali, dove affrontava la prova della “notte della fede”.
  • Il silenzio come via di purificazione:
    Il deserto biblico è luogo di prova ma anche di incontro con Dio (cfr. Osea 2,14). San Giovanni della Croce descrive la “notte oscura dell’anima” come il momento in cui Dio sembra assente, in realtà è più vicino e lavora in profondità:
    «Quando l’anima cammina nelle tenebre e non trova via di uscita, è segno che Dio la conduce per vie misteriose alla piena conformità a Lui.»
  • Le promesse e la fedeltà di Dio:
    Malgrado il silenzio, il testo fa appello alla memoria delle promesse divine («il ricordo delle Tue promesse ci dia forza») e alla fedeltà di Dio (cf. Lamentazioni 3,22-23:
    «Le tue misericordie non sono finite, sono nuove ogni mattina; grande è la tua fedeltà.»
  • L’esperienza del rifugio e dell’abbraccio di Dio anche nel silenzio:
    L’ultima espressione («anche il silenzio è abbraccio e presenza») suggerisce la trasformazione spirituale: imparare a scorgere Dio proprio là dove il cuore umano vorrebbe fuggire.
    In tal senso, Sant’Agostino insegna:
    «Dio è più intimo a me di me stesso.» (Confessioni, III,6,11)
    Anche quando non sentiamo nulla, Egli continua ad abbracciarci e sostenerci.

5. Genere di preghiera e collocazione nella tradizione liturgica

Questa preghiera è innanzitutto atto di fede, che però racchiude in sé elementi di:

  • Lode: per la fedeltà e la presenza misteriosa di Dio (anche nel silenzio).
  • Intercessione: per la crescita della propria e altrui fede, speranza, fiducia.
  • Penitenza e riconoscimento della propria debolezza: si confessa l’aridità e il vacillare del cuore.
  • Supplica: l’invocazione dell’aiuto divino per perseverare nella fede.

Nel panorama liturgico, simili testi trovano posto nei tempi di prova, ritiri spirituali, momenti di silenzio prolungato, Adorazione Eucaristica o celebrazioni penitenziali. Possono inserirsi anche nei “Tempi Forti” (Quaresima, Avvento) e nelle Lodi notturne (Ufficio delle Letture), quando la Chiesa fa memoria del combattimento spirituale nel silenzio della notte.

6. Indicazioni pratiche: uso nella preghiera personale, comunitaria e tempi dell’anno liturgico

Per la sua intensità e profondità, l’«Atto di fede nel silenzio di Dio» si presta a diversi usi concreti:

  • Preghiera personale:
    Può essere pregato lentamente in momenti di prostrazione, aridità spirituale, prove personali o durante esercizi spirituali o ritiri per sostenere la perseveranza e la speranza.
  • Preghiera comunitaria:
    Può essere inserito in celebrazioni penitenziali, veglie di preghiera, adorazioni eucaristiche o momenti di silenzio condiviso, permettendo alla comunità di sostenere insieme la fede anche nei tempi difficili.
  • Tempi liturgici adatti:
    Particolarmente indicata durante la Quaresima (tempo di deserto, prova e rinnovata fiducia), Avvento, o in occasione di giorni di lutto, anniversari di morte o commemorazioni, quando il sentimento di assenza di Dio si fa acuto.
  • Momenti di discernimento:
    Può accompagnare scelte importanti o difficili, quando il credente cerca la volontà di Dio senza riceverne apparente risposta.
  • Come meditazione biblica:
    Può essere affiancata alla lettura dei Salmi del deserto (Salmo 22, Salmo 42, Salmo 88) o di pagine sulla notte spirituale nella Scrittura o nei padri.

Consiglio pratico: per un approfondimento personale, recitare questa preghiera in silenzio, magari davanti al Santissimo Sacramento o accanto a una Croce, lasciando che le sue parole scendano nel cuore e diventino eco della propria esperienza. Nella preghiera comunitaria, può essere letta a più voci, inserita dopo una lettura biblica o come risposta ai Salmi.

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