Adorazione Eucaristica con Sant'Agostino
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Preghiera di Adorazione Eucaristica
O glorioso Sant’Agostino, maestro della ricerca di Dio e della verità, tu che hai scrutato le profondità del Mistero, guidaci, umili fedeli Cristiani, nell’adorazione del Santissimo Sacramento.
Signore Gesù, presenza viva e vera nell’Eucarestia, accogli il nostro cuore pieno di lode e di meraviglia. Facci comprendere, con lo sguardo di Sant’Agostino, che “Nessuno mangia questa carne senza prima adorarla”. Rendici degni, umilmente inginocchiati, di riconoscerti nel Pane consacrato, dove Tu ci visiti con il Tuo amore.
O maestro dell’Amore, che instancabilmente hai cercato Cristo, ottienici una fede ardente, una sete insaziabile della Parola fatta Carne, e insegnaci a desiderare la comunione con Te sopra ogni bene terreno. Fa’ che il nostro cuore, come il tuo, sia inquieto finché non riposi nella dolcezza dell’Eucarestia.
Sant’Agostino, intercedi per noi: che nel silenzio dell’adorazione sappiamo ascoltare la voce del Signore, donandoci a Lui che si dona a noi. Che possiamo sperimentare la gioia e la pace del sacramento, nutrimento di vita eterna e fonte dell’Amore che trasforma il mondo.
O Gesù Eucaristia, con gratitudine e stupore, ti adoriamo con il cuore umile e ti chiediamo, per l’esempio e la preghiera di Sant’Agostino, di farci crescere nell’amore e nel desiderio di Te, oggi e per sempre. Amen.
Spiegazione della Preghiera
1. Il contesto spirituale e dottrinale della preghiera
Questa “Preghiera di Adorazione Eucaristica” si colloca profondamente nella tradizione cattolica, intrecciando due grandi pilastri: la devozione eucaristica e la spiritualità di Sant’Agostino d’Ippona. Il contesto spirituale è quello dell’adorazione del Santissimo Sacramento, momento in cui i fedeli sostano adoranti davanti all’Eucaristia esposta, riconoscendo la presenza reale di Gesù Cristo sotto le specie del pane consacrato. L’Eucaristia, per la dottrina cattolica, è il mistero centrale della fede e della vita della Chiesa: Cristo stesso, vero Dio e vero Uomo, continua a rendersi presente per la salvezza degli uomini.
Fondamentale è la citazione agostiniana: “Nessuno mangia questa carne senza prima adorarla”, che riflette due capisaldi del pensiero dottrinale:
- La presenza reale di Cristo nell’Eucaristia, dogma proclamato autorevolmente dal Concilio di Trento e basato sulle stesse parole di Gesù: “Questo è il mio corpo” (Lc 22,19).
- L’atto dell’adorazione quale risposta necessaria davanti al mistero della presenza divina. Prima di ricevere il Corpo di Cristo, si deve adorare, riconoscendo con umiltà il dono “incommensurabile” ricevuto.
La preghiera pone inoltre al centro la ricerca inquieta e ardente di Dio, tipica della spiritualità agostiniana, la quale trascina il fedele a desiderare la comunione più intima con il Signore, trovando nella presenza eucaristica il pieno compimento delle aspirazioni più profonde dell’uomo.
2. I destinatari a cui è rivolta e perché
La preghiera si rivolge in modo duplice: anzitutto a Sant’Agostino, Maestro della ricerca di Dio, visto come intercessore, guida spirituale e modello di adorazione, e contemporaneamente a Gesù Eucaristia, quale centro e termine della preghiera stessa.
- Sant’Agostino viene invocato come “maestro”, “intercessore” e “testimone dello spirito inquieto”, ossia colui che può ottenere ai fedeli una fede viva e ardente, la sete della verità e il desiderio di Dio. Si chiede a lui di accompagnare e formare il cuore del credente nell’adorazione eucaristica.
- La preghiera vera e propria è rivolta a Gesù presente nell’Eucaristia: a Lui si offre la lode (“accogli il nostro cuore pieno di lode e di meraviglia”), l’umiltà (“inginocchiati”), la domanda di comprensione del mistero (“facci comprendere…”), il desiderio di comunione e di trasformazione interiore.
I fedeli cristiani sono coinvolti in prima persona: ci si propone come “umili fedeli cristiani” e si chiede una guida concreta al cammino spirituale dell’adorazione.
3. I beneficiari per cui intercede e i bisogni spirituali/fisici che affronta
La preghiera intercede innanzitutto per i credenti raccolti nell’adorazione eucaristica (“guidaci”, “ottienici”, “rendici degni”, “fa’ che il nostro cuore…”), ma implicitamente per l’intera comunità cristiana, perché il mistero eucaristico appartiene a tutto il Corpo della Chiesa.
I bisogni espressi sono prevalentemente spirituali:
- Fede viva e ardente: si chiede di rafforzare la fede e il desiderio autentico di Dio e della Sua Parola, una fede che non sia solo conoscenza intellettuale ma desiderio del cuore.
- Capacità di riconoscere Cristo nella presenza eucaristica, con l’umiltà e lo stupore di fronte al Mistero.
- Conversione interiore: diventare degni, purificare il cuore per donarsi totalmente al Signore, imparare a “riposare nella dolcezza dell’Eucaristia”.
- Desiderio di comunione e trasformazione (“fonte dell’amore che trasforma il mondo”): che l’Eucaristia tocchi e rinnovi la vita personale e comunitaria, portando gioia, pace, amore e rinnovamento.
Non vengono esplicitati richieste materiali o fisiche, ma il nutrimento dell’anima (“nutrimento di vita eterna”) si riflette nella pace e nella gioia che coinvolgono tutta la persona, anche nella sua dimensione terrena.
4. I temi teologici principali, con citazioni bibliche e patristiche
Questa preghiera racchiude alcuni nuclei teologici fondamentali:
-
Mistero della presenza reale di Cristo nell’Eucaristia (Transustanziazione). Fondamento biblico in Luca 22,19:
“Questo è il mio corpo che è dato per voi; fate questo in memoria di me”
. - Adorazione eucaristica: “Nessuno mangia questa carne senza prima adorarla”, formula di Sant’Agostino (Enarrationes in Psalmos 98,9), richiamando il rispetto e lo stupore di fronte al Dio nascosto nel pane.
-
Sete di Dio e inquietudine del cuore, tipica di Agostino:
“Ci hai fatti per Te e inquieto è il nostro cuore finché non riposa in Te”
(Confessioni, I.1.1). Questa inquietudine trova pace solo nella comunione eucaristica. - Eucaristia come source di trasformazione e carità: la comunione con Cristo produce amore che “trasforma il mondo” (cfr. Giovanni 6,56-58: “Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue rimane in me e io in lui…”).
- L’ascolto nel silenzio: il silenzio dell’adorazione come luogo in cui accogliere la voce di Dio (cfr. Salmo 46,10: “Fermatevi e sappiate che io sono Dio”).
La centralità dell’adorazione prima della comunione è ribadita dalla tradizione patristica e dalla stessa liturgia. Sant’Agostino, oltre alla citazione contenuta nella preghiera, sottolinea nella Lettera 187 che la vera partecipazione all’Eucaristia è frutto di fede profonda e di amore ardente.
5. Il genere di preghiera e la sua collocazione nella tradizione liturgica
Il testo rientra tipicamente nella preghiera di adorazione, ma contiene anche elementi di intercessione (invocazione a Sant’Agostino), lode (“accogli il nostro cuore pieno di lode e meraviglia”), supplica (“Fa’ che il nostro cuore…”, “ottienici…”), e ringraziamento (“con gratitudine e stupore, ti adoriamo…”).
Nella tradizione liturgica cattolica, questa preghiera si colloca:
- Nello spazio extra-liturgico dell’Adorazione eucaristica, cioè durante l’esposizione del Santissimo Sacramento per il culto pubblico o privato.
- Potenzialmente, nella Liturgia delle Ore durante momenti di meditazione sul Mistero Eucaristico, o in celebrazioni particolari legate alla memoria di Sant’Agostino (28 agosto).
- Nei tempi forti dell’anno liturgico (Corpus Domini, Triduo Pasquale, Quarantore), come approfondimento spirituale e teologico del significato dell’Eucaristia.
6. Indicazioni pratiche per l’uso personale e comunitario e nei tempi liturgici
Questa preghiera può essere utilizzata:
- Nella preghiera personale durante le visite al Santissimo Sacramento: leggere la preghiera lentamente, soffermandosi sulle espressioni più significative (per esempio l’invocazione a Sant’Agostino e le parole di lode a Gesù Eucaristia) e lasciando spazio alla meditazione silenziosa.
- In momenti comunitari di Adorazione Eucaristica, come testo guida all’inizio, alla fine, o nel momento centrale della sosta orante. Può essere letta da un fedele, da un sacerdote o proposta come risposta corale alternata.
- Durante l’annuale memoria di Sant’Agostino (28 agosto), oppure in occasione di ritiri, catechesi o incontri formativi sul tema dell’Eucaristia secondo la spiritualità agostiniana.
- In tempi forti quali Quaresima e Pasqua, o nella solennità del Corpo e Sangue di Cristo (Corpus Domini), per intensificare la preparazione spirituale alla comunione e alla contemplazione del Mistero.
Per un uso più fruttuoso: si consiglia di accompagnare la recita della preghiera con brevi momenti di silenzio, brevi letture agostiniane o bibliche (vedi citazioni sopra), e, se in gruppo, lasciar precedere la preghiera da un breve scambio sulle esperienze di fede vissute davanti all’Eucaristia. Può essere anche trascritta o stampata per essere conservata nel libro delle preghiere personali, rileggendola spesso per alimentare il desiderio di Dio, secondo la lezione di Sant’Agostino: “Cerca Colui che cerchi, e cerca sempre di più, perché è sempre più grande di quanto tu possa comprendere.”
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