Ora Sesta a San Paolo della Croce per la forza nella sofferenza di chi ha perso un figlio

Destinatari:  San Paolo della Croce
Beneficiari:  Sorelle
Tipologie:  Ora Sesta
Ora Sesta a San Paolo della Croce per la forza nella sofferenza di chi ha perso un figlio
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Ora Sesta

O glorioso San Paolo della Croce,

in questa ora di mezzogiorno, mentre il sole raggiunge il suo culmine e la croce di Cristo brilla nel silenzio del dolore, ci rivolgiamo a te con i cuori affranti.

Tu, che hai contemplato e abbracciato la Passione del Signore, accogli la sofferenza di noi genitori che abbiamo perduto un figlio. Il peso di questa croce sembra spezzare la nostra speranza, eppure, come tu insegnavi, in essa può nascere una nuova forza.

Aiutaci, San Paolo della Croce, a non fuggire dal nostro dolore, ma a unirlo al sacrificio di Gesù. Donaci la grazia di sentire la Sua presenza accanto a noi in ogni lacrima; trasforma la nostra piaga in sorgente di coraggio, e la nostra disperazione in silenziosa attesa della risurrezione.

Fa’ che anche nella prova più buia possiamo sollevare lo sguardo verso la croce e trovare in essa la Forza nella Sofferenza. Sostienici, perché sappiamo portare il nostro dolore con amore, e diventare segno vivo della speranza che fiorisce dal sacrificio di Cristo.

San Paolo della Croce, prega per noi.

Spiegazione della Preghiera

1. Il contesto spirituale e dottrinale della preghiera

Questa preghiera, dedicata a San Paolo della Croce, si colloca nell’ambito della devozione cristiana alla Passione di Cristo, cuore della spiritualità cattolica. L’Ora Sesta (mezzogiorno) nella tradizione liturgica richiama la memoria dell’ora in cui Cristo fu crocifisso ("Era verso mezzogiorno quando il sole si eclissò e si fece buio su tutta la terra fino alle tre del pomeriggio" — Lc 23,44). Questo momento invita i credenti a unirsi spiritualmente alla sofferenza di Gesù sulla croce.

San Paolo della Croce, fondatore dei Passionisti, ha fatto della meditazione sulla Passione il nucleo della propria vita spirituale e apostolica. La sua dottrina sottolinea come il dolore umano, se offerto insieme alla sofferenza di Cristo, non sia vano, ma diventi fonte di grazia, di consolazione e di redenzione.

La preghiera affonda quindi le sue radici nella teologia della partecipazione alla croce di Cristo come via di trasformazione del dolore. Il Catechismo della Chiesa Cattolica insegna: “Uniti a Gesù, possiamo portare la nostra croce prendendo parte, secondo il grado di ciascuno, alla Sua opera redentrice” (CCC 618). In questa prospettiva, il dolore più grande, come quello della perdita di un figlio, può unirsi al sacrificio divino ed essere redento.

2. I destinatari a cui è rivolta e perché

La preghiera è indirizzata a San Paolo della Croce come intercessore privilegiato presso Dio, capace di comprendere e sostenere chi soffre. Ma concretamente, nella sua formulazione, i destinatari principali sono i genitori che hanno perduto un figlio. Costoro si riconoscono in chi procura “cuori affranti” e vive il “peso di questa croce”.

Il motivo centrale di questa dedica a San Paolo della Croce risiede nella sua esperienza di consolatore dei sofferenti: egli, uomo che ha contemplato intensamente i dolori di Cristo, è ora invocato come modello e sostegno per quanti attraversano una situazione di perdita lancinante e sembrano sopraffatti dalla disperazione. Egli è presentato come intercessore, maestro spirituale e consolatore: “Tu, che hai contemplato e abbracciato la Passione del Signore, accogli la sofferenza di noi genitori…”

3. I beneficiari per cui intercede e i bisogni spirituali/fisici che affronta

La preghiera intercede esplicitamente per i genitori in lutto per la perdita di un figlio. Non si augura ingenuamente una fuga dal dolore, ma chiede l’aiuto sovrannaturale per affrontarlo e trasfigurarlo. Questi sono i bisogni affrontati:

  • Sostegno nella prova della sofferenza: Lacerati dalla perdita, i genitori si sentono “spezzare la speranza”.
  • Grazia di non fuggire dal dolore: Si domanda la forza di “non fuggire dal nostro dolore, ma unirlo al sacrificio di Gesù”.
  • Consolazione nella solitudine e nel pianto: Si chiede di “sentire la Sua presenza accanto a noi in ogni lacrima”.
  • Trasformazione del dolore in coraggio e speranza: Il grido è che la “piaga” diventi “sorgente di coraggio”, e la “disperazione in silenziosa attesa della risurrezione”.
  • Capacità di testimoniare la sofferenza redenta: Che il dolore sia portato “con amore”, diventando “segno vivo della speranza che fiorisce dal sacrificio di Cristo”.

Questi bisogni riaffermano che la fede cristiana non esclude la sofferenza, ma la abbraccia e la trasforma dal di dentro, nel mistero pasquale di morte e risurrezione.

4. I temi teologici principali, con citazioni bibliche o patristiche

La preghiera sviluppa alcuni temi teologici di grande rilievo:

  • Partecipazione alla Croce di Cristo: L’essenza della spiritualità di Paolo della Croce. Come insegna San Paolo Apostolo:
    “Sono stato crocifisso con Cristo, e non vivo più io, ma Cristo vive in me” (Gal 2,20).
  • Valore redentivo della sofferenza: Il dolore, se unito a quello di Cristo, acquista un nuovo senso:
    “Completo nella mia carne quello che manca ai patimenti di Cristo, a favore del suo corpo che è la Chiesa” (Col 1,24).
  • Speranza nella Risurrezione: La preghiera si conclude con una richiesta di poter “attendere la risurrezione”, il che richiama la promessa pasquale di Cristo:
    “Io sono la risurrezione e la vita; chi crede in me, anche se muore, vivrà” (Gv 11,25).
  • Forza nella sofferenza: Attraverso il dolore, il cristiano può essere trasformato e reso forte nella fede:
    “La nostra fortezza deriva dalla contemplazione assidua dei dolori del nostro divino Salvatore” (San Paolo della Croce, Lettere).
  • Testimonianza della speranza cristiana: Il portare il dolore con amore mostra al mondo la logica paradossale del Vangelo, quella della "forza nella debolezza" (2 Cor 12,9).

In sintesi, la preghiera si radica nella tradizione biblica e patristica di accogliere e trasfigurare le prove unendole al mistero della Croce, cuore del cristianesimo.

5. Il genere di preghiera e la sua collocazione nella tradizione liturgica

Questa preghiera appartiene principalmente al genere dell’intercessione e della supplica, con accenti di consolazione e di offerta della sofferenza. Inoltre, contiene elementi di riflessione e di accettazione del mistero della croce.

La preghiera si collega anche alla struttura della cosiddetta "Preghiera delle Ore", in particolare l’Ora Sesta (mezzogiorno), che la liturgia cristiana consacra a una memoria della Passione del Signore e della sua agonia sulla croce.

Pur non essendo parte di preghiere ufficiali del breviario liturgico, si inserisce nella grande tradizione delle suppliche private e delle preghiere di devozione, spesso recitate durante l’Adorazione Eucaristica, nei momenti di dolore personale o nei riti di suffragio. Può essere utilizzata anche durante ritiri spirituali, momenti comunitari di lutto o nelle celebrazioni in onore di San Paolo della Croce (19 ottobre).

6. Indicazioni pratiche: uso nella preghiera personale/comunitaria e nell’anno liturgico

Uso personale:

  • Recitare questa preghiera quotidianamente, soprattutto all’ora di mezzogiorno, per unirsi spiritualmente alla Passione di Cristo nei momenti più dolorosi.
  • Usarla come meditazione nei momenti di lutto, difficoltà o nelle ricorrenze legate al ricordo di figli defunti.
  • Portarla con sé come sostegno nelle giornate in cui la sofferenza sembra insopportabile.

Uso comunitario:

  • Pregarla insieme ad altri genitori colpiti da lutti durante incontri di sostegno spirituale.
  • Utilizzarla in parrocchia o nelle comunità religiose nei momenti di raccolta per la preghiera delle ore, specialmente nell’Ora Sesta.
  • Inserirla nella liturgia funebre o nelle Messe per i defunti, come momento di riflessione e intercessione per le famiglie colpite dalla perdita.

Momenti liturgici opportuni:

  • Nel Venerdì Santo e durante la Settimana Santa, quando la Chiesa medita più intensamente la Passione di Cristo.
  • Durante la novena a San Paolo della Croce (11-19 ottobre) o nella sua memoria liturgica.
  • Nei momenti di lutto comunitario o in occasione della commemorazione dei defunti (2 novembre).

Questa preghiera, dunque, può diventare un prezioso strumento pastorale e personale per affrontare la sofferenza con fede, trasformando il dolore in occasione d’incontro con Cristo Crocifisso e Risorto — secondo la ricca eredità spirituale di San Paolo della Croce.

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