Atto di Fede nel giorno del Battesimo di un adulto
Santissima Trinità, Mistero d’amore e di comunione perfetta, a Te volgiamo la nostra preghiera.
Noi, catecumeni in cammino verso il Battesimo, insieme ai nostri colleghi e compagni di viaggio, professiamo la fede nel Dio Padre, Figlio e Spirito Santo, unico Dio in tre Persone, sorgente di ogni fraternità.
A Te affidiamo il nostro percorso, Signore, riconoscendo la Tua presenza nei volti e nei cuori dei nostri colleghi, con cui condividiamo lavoro, gioie e fatiche. Fa’ che la luce del tuo amore guidi le nostre relazioni, perché, sostenendoci a vicenda, possiamo testimoniare la nuova vita in Cristo.
Rinunciamo al male, alle divisioni e all’indifferenza, affidandoci totalmente alla tua grazia per essere strumenti di pace e comunione tra tutti coloro che ci sono accanto ogni giorno.
Santissima Trinità, rafforza la nostra fede, sostienici nell’esempio, nell’ascolto e nel servizio verso i nostri colleghi, così che, rinnovati nel Battesimo, possiamo celebrare nel mondo la tua gloria e la tua unità.
Amen.
Spiegazione della Preghiera
1. Il contesto spirituale e dottrinale della preghiera
La preghiera proposta è immersa nel cuore della dottrina cristiana più profonda: il mistero trinitario. Essa si apre rivolgendosi alla Santissima Trinità, riconosciuta come “Mistero d’amore e di comunione perfetta”. Questo è il mistero centrale della fede e della vita cristiana: un solo Dio in tre Persone: Padre, Figlio e Spirito Santo. Il Catechismo della Chiesa Cattolica afferma: “Il mistero della Santissima Trinità è il mistero centrale della fede e della vita cristiana” (CCC 234).
Il contesto spirituale specifico emerge appena dopo: la preghiera è formulata da catecumeni, cioè da coloro che stanno camminando verso il Battesimo, il sacramento che introduce alla vita cristiana rendendo partecipi del mistero pasquale di Cristo e incorporando nell’unico Corpo. La preghiera non è solo personale ma include i “colleghi e compagni di viaggio”, collegando così la dimensione individuale a quella comunitaria. Il riferimento al lavoro e alle relazioni quotidiane suggerisce il desiderio di vivere la fede nella concretezza della vita comune, riconoscendo che anche le situazioni ordinarie possono essere attraversate dalla luce della Trinità.
Dottrinalmente, la preghiera si inserisce nella tradizione della professione di fede e della rinuncia al male (cfr. rito della Veglia Pasquale e dei Scrutini del cammino catecumenale), dove i candidati rinunciano al peccato e professano la fede nella Trinità. Torna presente anche il tema biblico della comunione, dell’unità e della pace, perché “Dio è amore” (1 Gv 4,8).
2. I destinatari a cui è rivolta e perché
Il destinatario della preghiera è la Santissima Trinità, richiamata sia all’inizio sia al termine della formula. Si riconosce il mistero d’amore “a cui volgiamo la nostra preghiera” non solo come semplice invocazione, ma come immersione del proprio essere nel cuore del Dio cristiano, fonte della vita e della comunione. La Trinità è pregata proprio perché è modello e sorgente di unità, comunione, amore reciproco, realtà che i catecumeni desiderano vivere tra loro, con i colleghi e con ogni persona incontrata.
Il motivo di tale invocazione risiede sia nella natura del cammino catecumenale—che tende alla configurazione sempre più profonda al mistero di Cristo—sia nella chiamata a riflettere nei rapporti umani la stessa comunione che esiste tra Padre, Figlio e Spirito Santo (cfr. Gv 17,21: “Che tutti siano una cosa sola; come tu, Padre, sei in me e io in te, siano anch’essi in noi… Perché il mondo creda che tu mi hai mandato”).
Pregare la Trinità rende chi prega partecipe di quell’amore che sta all’origine e al compimento di ogni cammino di fede autentico.
3. I beneficiari per cui intercede e i bisogni spirituali/fisici che affronta
La preghiera intercede primariamente per:
- I catecumeni stessi, in cammino verso il Battesimo: chiedono sostegno, luce, grazia e robustezza nelle loro scelte e nelle relazioni.
- I compagni e colleghi di lavoro e di cammino: tutti coloro che, condividendo gioie e fatiche quotidiane, diventano occasione di testimonianza e di mutuo aiuto.
I bisogni spirituali emergenti nella preghiera sono:
- Il desiderio di fede intensa e perseverante nella preparazione al battesimo.
- La volontà di superare il male, le divisioni e l’indifferenza, sia personali che relazionali, grazie alla grazia divina.
- La richiesta di essere illuminati e guidati dall’amore trinitario nelle relazioni quotidiane, affinché la fraternità sia veramente vissuta.
Non sono esclusi anche bisogni umani e materiali: le “gioie e fatiche” del lavoro sono presentate come parte dell’offerta quotidiana, chiedendo a Dio di rendere tutto luogo di comunione, conversione e testimonianza. In questo modo la preghiera abbraccia tutte le sfere dell’esistenza.
4. I temi teologici principali, con eventuali citazioni bibliche o patristiche pertinenti
Sono numerosi i temi portanti che attraversano la preghiera:
- Mistero trinitario: la preghiera si rivolge esplicitamente al Padre, al Figlio e allo Spirito, ricalcando la formula battesimale di Mt 28,19: “Andate dunque e ammaestrate tutte le nazioni, battezzandole nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo”.
- Comunità e comunione: la Trinità è principio di unità e fraternità che i cristiani sono chiamati a riflettere nella loro vita; si richiama la visione giovannea: “Che siano uno…” (Gv 17,21).
- Battesimo come nuova vita: “Rinnovati nel Battesimo possiamo celebrare nel mondo la tua gloria e la tua unità”. Come afferma san Paolo, “quanti siamo stati battezzati in Cristo Gesù, siamo stati immersi nella sua morte… per una vita nuova” (Rm 6,3-4).
- Rinuncia al male: un elemento chiave dei riti prebattesimali (Scrutini). “Rinunciamo al male, alle divisioni e all’indifferenza…”: segno di conversione radicale, come richiesto da Efesini 4,22-24 (“deponete l’uomo vecchio…”) e dal rito della Veglia pasquale.
- Testimonianza e servizio: “Sostienici nell’esempio, nell’ascolto e nel servizio verso i nostri colleghi”, rispecchiando la carità evangelica e il mandato del servizio vicendevole (cfr. Gv 13,14-15: lavanda dei piedi).
“Se vedi la carità, vedi la Trinità.” (De Trinitate, VIII,8,12)p perché chi vive la comunione e la pace tra i fratelli diventa raggio visibile dell’amore trinitario.
5. Il genere di preghiera e la sua collocazione nella tradizione liturgica
Si tratta di una preghiera mista, che combina diversi generi:
- Lode e adorazione: all’inizio (“Mistero d’amore e di comunione perfetta, a Te volgiamo la nostra preghiera”)
- Professione di fede: “professiamo la fede nel Dio Padre, Figlio e Spirito Santo…”
- Affidamento/intercessione: “A Te affidiamo il nostro percorso”, “rafforza la nostra fede, sostienici…”
- Penitenza e rinuncia: professione esplicita di rinuncia al male e alle divisioni.
- Supplica Spirituale: richiesta di luce, di forza e di comunione.
Nella tradizione liturgica, una formula simile trova collocazione in vari momenti:
- Riti prebattesimali (scrutini, unzioni, professione di fede durante la Quaresima)
- Celebrazioni catecumenali (incontri di preghiera comunitari, Veglia Pasquale)
- Liturgia delle Ore, in particolare nelle solennità della Trinità, o come invocazione all’inizio della giornata lavorativa
6. Indicazioni pratiche: come usarla nella preghiera personale o comunitaria e nei tempi dell’anno liturgico
La preghiera può essere utilizzata in diversi modi:
- Nel cammino catecumenale personale, come preghiera quotidiana di affidamento della propria crescita nella fede e della preparazione al Battesimo;
- In momenti comunitari di catechesi o ritiro spirituale tra catecumeni, animatori e compagni di fede, soprattutto nella Quaresima e in prossimità della Veglia Pasquale;
- All’inizio o alla fine di riunioni di lavoro o incontri fraterni, specie in ambienti cristiani o dove si desidera infondere uno spirito di comunione e pace;
- All’interno di celebrazioni liturgiche dedicate alla Santissima Trinità (Solennità della SS. Trinità, domenica successiva a Pentecoste), oppure in giornate mondiali della fraternità o della pace nel mondo del lavoro o nella società;
- Come preghiera meditativa nei momenti in cui si avverte divisione, indifferenza o difficoltà relazionali; si può sostare su ogni parte, lasciando emergere nomi concreti di persone e intenzioni;
- Per animare e rafforzare la fede condivisa, specialmente tra chi vive esperienze comuni di fatica, lavoro o cammino spirituale.
Nei tempi forti dell’anno liturgico (Quaresima, Veglia Pasquale, Solennità della Trinità) può essere valorizzata come parte della preparazione o riflessione, rendendo tangibile il legame tra liturgia e vita concreta. È adatta, però, anche come preghiera mattutina per affidare la propria giornata, come pure nelle assemblee cristiane in ogni tempo, per invocare comunione e testimonianza evangelica.
Può essere pregata interamente o suddivisa a gruppi, con possibilità di integrare brevi silenzi o risonanze personali, favorendo l’interiorizzazione e la consapevolezza della propria vocazione battesimale e missionaria.
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