Supplica a San Pietro, Principe degli Apostoli, per la fortezza del Santo Padre
O Glorioso San Pietro, roccia salda su cui Cristo ha edificato la Sua Chiesa, a Te oggi rivolgiamo la nostra umile supplica. Tu, primo tra gli Apostoli, custode delle chiavi del Regno dei Cieli, Ti affidiamo il tuo successore, il nostro amato Santo Padre, che guida il gregge di Dio in tempi di crescenti sfide e oscurità.
Imploriamo la tua potente intercessione. Chiedi al Signore che il Santo Padre sia sempre custodito nella fede, una fede incrollabile che lo sorregga in ogni tempesta spirituale e materiale. Concedigli, per tua grazia, quella forza invincibile nei giorni di difficoltà e prova, quando il peso delle responsabilità e le avversità del mondo sembrano schiacciarlo. Che la tua roccia sia il suo fondamento, rendendolo saldo contro ogni insidia e fragilità umana.
Guidalo, o Pietro, affinché sia saggio nel governo della Santa Chiesa, ispirato dallo Spirito Santo in ogni sua decisione pastorale, affinché le sue parole e le sue azioni riflettano sempre la Verità divina. E rendilo coraggioso nella testimonianza, un faro luminoso che non teme di proclamare il Vangelo, anche a costo di grandi sacrifici e in mezzo alle persecuzioni.
Estendi su di lui la tua paternale protezione, o Principe degli Apostoli. Difendilo dagli assalti del maligno, dagli inganni del mondo e dalle fragilità umane. Che sia sempre avvolto dal tuo manto di fedeltà e amore, affinché possa condurre il popolo di Dio con perseveranza e santità.
Concludiamo questa preghiera, chiedendo che, uniti in spirito, preghiamo un Padre Nostro, un'Ave Maria e un Gloria al Padre, secondo le sante intenzioni del nostro Pontefice. Amen.
Spiegazione della Preghiera
1. Il contesto spirituale e dottrinale della preghiera
La preghiera in esame si radica profondamente nel cuore della dottrina cattolica, in particolare nel mistero della Chiesa e nel ruolo unico del successore di Pietro. Il suo incipit, "O Glorioso San Pietro, roccia salda su cui Cristo ha edificato la Sua Chiesa", riprende direttamente le parole di Gesù Cristo a Simone, come narrato nel Vangelo di Matteo:
«Tu sei Pietro e su questa pietra edificherò la mia Chiesa e le porte degli inferi non prevarranno contro di essa. A te darò le chiavi del regno dei cieli: tutto ciò che legherai sulla terra sarà legato nei cieli, e tutto ciò che scioglierai sulla terra sarà sciolto nei cieli» (Matteo 16,18-19).
Questo passaggio biblico costituisce il fondamento del Primato Petrino, ovvero la supremazia e la giurisdizione universale del Vescovo di Roma, successore di Pietro, sull'intera Chiesa. Pietro è la "roccia" (in greco petra, da cui Petros) sulla quale Cristo ha scelto di costruire la sua comunità, garantendone l'indefettibilità contro le forze del male. La "consegna delle chiavi" simboleggia l'autorità di governo e il potere di sciogliere e legare, ovvero di prendere decisioni vincolanti in materia di fede e morale, che hanno effetto sia sulla terra che in cielo.
La preghiera riconosce Pietro come "primo tra gli Apostoli" e "custode delle chiavi del Regno dei Cieli", attestando la sua posizione preminente e la sua autorità conferitagli divinamente. Questo ruolo non è solo storico, ma si perpetua attraverso i suoi successori, i Papi. Ogni Pontefice è, in un senso profondo, un altro Pietro, che esercita il medesimo ministero di unità e di guida. Pregare San Pietro per il suo successore è, quindi, un atto di fede nella continuità apostolica e nella presenza vivificante di Cristo nella Sua Chiesa attraverso il ministero petrino. La Chiesa, come corpo mistico di Cristo, è unita al suo Capo invisibile, Gesù, e al suo Capo visibile, il Papa, e trova in Pietro e nei suoi successori il principio e il fondamento perpetuo e visibile dell'unità dei vescovi e della moltitudine dei fedeli, come insegna il Concilio Vaticano II nella Lumen Gentium (LG 23).
La supplica evidenzia anche la natura della Chiesa come "gregge di Dio", guidato dal Papa, il "pastore" supremo che ha il compito di pascere le pecore e gli agnelli di Cristo (Gv 21,15-17). In un mondo caratterizzato da "crescenti sfide e oscurità", la figura del Santo Padre assume un'importanza cruciale come guida spirituale e morale, punto di riferimento per milioni di fedeli e voce profetica per l'umanità intera. La preghiera riflette la consapevolezza che il ministero petrino, pur essendo divino nella sua istituzione, è esercitato da un uomo, con le sue fragilità e i suoi bisogni di sostegno spirituale e divino.
2. I destinatari a cui è rivolta e perché
La preghiera è chiaramente e direttamente rivolta a "Glorioso San Pietro", il Principe degli Apostoli. Questo atto di preghiera ai santi, e specificamente a San Pietro, si inserisce nella ricca e consolidata tradizione cattolica della
Rivolgersi a San Pietro non significa adorarlo, poiché l'adorazione (latria) è dovuta solo a Dio. Significa piuttosto venerarlo e implorare la sua potente intercessione presso Dio. I santi in cielo, avendo raggiunto la pienezza della salvezza, sono più vicini a Dio e partecipano della sua gloria. La loro preghiera è particolarmente efficace perché è pura e totalmente orientata alla volontà divina. Come afferma il Catechismo della Chiesa Cattolica (CCC 956): "L'intercessione dei santi non è un'impedimento, bensì un aiuto maggiore alla nostra debolezza."
La scelta di San Pietro come destinatario è tutt'altro che casuale; è profondamente significativa e teologicamente fondata:
- La sua autorità e il suo ruolo di "roccia": Avendo ricevuto direttamente da Cristo il mandato di "pasci le mie pecore" e le "chiavi del Regno", Pietro è il patrono e il protettore per eccellenza del ministero papale. È la roccia primordiale su cui la Chiesa è edificata, e dunque il più adatto a sostenere e proteggere la roccia presente, il suo successore.
- La sua esperienza: Pietro fu il primo Papa e conobbe in prima persona le difficoltà, le gioie, le responsabilità e le sfide di quel ministero. Sperimentò la propria fragilità umana (il rinnegamento) e la grazia divina che lo rialzò, facendone un testimone coraggioso fino al martirio. Questa esperienza lo rende un intercessore particolarmente empatico e potente per il suo successore.
- La sua posizione nella Gerarchia Celeste: Come "Principe degli Apostoli", gode di una posizione unica e privilegiata nella corte celeste, il che rende la sua intercessione di grande peso.
Pertanto, pregare San Pietro per il Santo Padre è un atto di filiale fiducia nella Comunione dei Santi, un riconoscimento della sua autorità eterna e un'espressione di speranza che il suo patrocinio celeste possa rafforzare e guidare colui che oggi occupa la Cattedra di Pietro. Non si tratta di bypassare Dio, ma di unirsi alla schiera dei santi che, incessantemente, intercedono per la Chiesa e per l'umanità. È un atto che rafforza il legame tra la Chiesa celeste e quella terrena, tra il passato glorioso della fede e il presente sfidante.
3. I beneficiari per cui intercede e i bisogni spirituali/fisici che affronta
Il beneficiario principale e chiaramente identificato di questa preghiera è "il tuo successore, il nostro amato Santo Padre, che guida il gregge di Dio". La preghiera è intercessoria per la persona del Pontefice regnante, riconoscendo l'immensa responsabilità e le molteplici sfide che il suo ufficio comporta. I bisogni per cui si intercede sono molteplici e toccano sia la sfera spirituale che quella, indirettamente, fisica e morale del Papa e, di riflesso, dell'intera Chiesa.
Ecco un'analisi dei bisogni specifici e dei loro significati più profondi:
- "Custodito nella fede, una fede incrollabile che lo sorregga in ogni tempesta spirituale e materiale": Questo è il bisogno fondamentale. La fede del Papa è la fede di Pietro, il fondamento su cui poggia l'unità dottrinale della Chiesa. In un'epoca di relativismo, indifferentismo e attacchi alla verità, è cruciale che il Santo Padre mantenga una fede pura, salda e senza esitazioni. Questa "custodia" implica non solo la sua personale adesione alla verità rivelata, ma anche la sua capacità di insegnarla e difenderla con chiarezza, fungendo da criterio di ortodossia per tutti i fedeli. La menzione di "tempesta spirituale e materiale" suggerisce che il Papa è chiamato a navigare sia le crisi interne alla Chiesa (dubbi, divisioni, scandali) sia le pressioni e le avversità provenienti dal mondo esterno (persecuzioni, critiche, ostilità culturali).
- "Forza invincibile nei giorni di difficoltà e prova, quando il peso delle responsabilità e le avversità del mondo sembrano schiacciarlo": Il ministero petrino è un peso enorme. Il Papa deve affrontare decisioni complesse, dolori indicibili, opposizioni interne ed esterne, e la solitudine del suo ruolo. La "forza invincibile" non è una forza umana, ma una grazia divina che gli permette di perseverare e di non soccombere allo scoraggiamento o alla disperazione, mantenendo la sua integrità personale e la sua capacità di guidare. Questa forza è essenziale per la sua resistenza fisica e psicologica di fronte a un calendario spesso estenuante e a minacce reali alla sua persona.
- "Saggio nel governo della Santa Chiesa, ispirato dallo Spirito Santo in ogni sua decisione pastorale": Il Papa è il supremo legislatore, giudice e pastore della Chiesa universale. Le sue decisioni pastorali hanno un impatto su miliardi di persone e sulla direzione futura della Chiesa. La saggezza richiesta non è meramente intellettuale, ma una saggezza soprannaturale, un dono dello Spirito Santo (Isaia 11,2). Questa ispirazione è fondamentale per garantire che le sue azioni e i suoi insegnamenti siano conformi alla volontà divina e promuovano il vero bene delle anime e l'edificazione del Regno di Dio.
- "Coraggioso nella testimonianza, un faro luminoso che non teme di proclamare il Vangelo, anche a costo di grandi sacrifici e in mezzo alle persecuzioni": In un mondo che spesso rigetta o è ostile al messaggio cristiano, il Papa è chiamato a essere il primo e più autorevole evangelizzatore. Il coraggio è necessario per non diluire la verità del Vangelo, per denunciare l'ingiustizia, per difendere i poveri e gli oppressi, e per testimoniare Cristo con la parola e con la vita, anche a fronte di minacce alla sua persona o alla sua reputazione, o di "grandi sacrifici" che possono arrivare fino al martirio. Egli deve essere un "faro luminoso" che irradia la luce di Cristo in ogni angolo del mondo.
- "Paternale protezione... Difendilo dagli assalti del maligno, dagli inganni del mondo e dalle fragilità umane": Questa richiesta di protezione evidenzia la consapevolezza della costante battaglia spirituale in cui è immerso il Papa. Gli "assalti del maligno" (il diavolo) mirano a minare la Chiesa attraverso il suo capo. Gli "inganni del mondo" si riferiscono alle ideologie secolari, alle tentazioni del potere, della ricchezza o della fama che possono corrompere. Le "fragilità umane" riconoscono che il Papa è un uomo con i suoi limiti, i suoi difetti e le sue debolezze, e che necessita della grazia divina per non cadere in errore o in peccato. Questa protezione mira a garantire non solo la sua sicurezza fisica, ma soprattutto la sua integrità morale e spirituale, affinché possa "condurre il popolo di Dio con perseveranza e santità."
In sintesi, la preghiera non intercede solo per il benessere personale del Papa, ma soprattutto per la sua capacità di esercitare fedelmente e santamente il suo ministero, a beneficio di tutta la Chiesa e del mondo. Il suo bene è intrinsecamente legato al bene di tutti i fedeli.
4. I temi teologici principali, con eventuali citazioni bibliche o patristiche pertinenti
Questa preghiera, pur nella sua concisione, condensa diversi temi teologici centrali della fede cattolica. Li analizziamo in dettaglio:
a. Il Primato Petrino e la Successione Apostolica
Il tema più evidente è il Primato Petrino, fondamento biblico e dottrinale dell'ufficio papale. La preghiera si riferisce a San Pietro come "roccia salda su cui Cristo ha edificato la Sua Chiesa" e "custode delle chiavi del Regno dei Cieli". Questo linguaggio è direttamente tratto da Matteo 16,18-19, dove Gesù conferisce a Pietro un'autorità unica e fondazionale. La continuità di questo ufficio attraverso i Vescovi di Roma è la dottrina della Successione Apostolica, che assicura che l'autorità e la missione degli Apostoli siano trasmesse ininterrottamente fino alla fine dei tempi. La preghiera implicitamente afferma questa continuità appellandosi a Pietro per il suo "successore".
«Il Signore ha costituito il solo Simone come pietra della sua Chiesa; a lui ha affidato le sue chiavi e lo ha costituito pastore di tutto il suo gregge» (CCC 881).
b. La Comunione dei Santi
Rivolgere una supplica a San Pietro per intercedere per il Santo Padre è un'espressione concreta della fede nella Comunione dei Santi. Crediamo che i santi in cielo non siano distaccati dalle vicende terrene, ma continuino a intercedere per noi presso Dio. Essi sono nostri fratelli e sorelle maggiori nella fede, che hanno raggiunto la meta e possono aiutarci nel nostro cammino. Questa preghiera mostra un legame vivo tra la Chiesa trionfante (San Pietro) e la Chiesa militante (il Papa e i fedeli).
«Non è perché i santi sono assenti che non possono aiutarci. Se non possiamo vederli, è perché sono in un luogo superiore a noi, dove possono vederci meglio di quanto noi possiamo vedere loro.» (San Giovanni Crisostomo, Homiliae in Epistulam ad Hebraeos 24,1).
c. L'Azione dello Spirito Santo
La preghiera chiede che il Santo Padre sia "ispirato dallo Spirito Santo in ogni sua decisione pastorale". Questo riconosce il ruolo essenziale dello Spirito Santo nella guida della Chiesa. Gesù stesso promise lo Spirito Santo agli Apostoli per guidarli nella verità (Gv 14,26; 16,13). L'assistenza dello Spirito Santo è fondamentale per il ministero papale, garantendo che le decisioni e gli insegnamenti del Pontefice siano conformi alla volontà divina e al deposito della fede, specialmente nell'esercizio del suo magistero.
«Ma quando verrà lui, lo Spirito della verità, vi guiderà a tutta la verità» (Giovanni 16,13).
d. La Lotta Spirituale e la Necessità della Protezione Divina
La preghiera menziona "tempi di crescenti sfide e oscurità", "assalti del maligno", "inganni del mondo" e "fragilità umane". Questo rivela una profonda consapevolezza della realtà della lotta spirituale che la Chiesa, e in particolare il suo Pastore, deve affrontare. La protezione richiesta è sia contro forze esterne (il male e il secolarismo) sia contro debolezze interne. Questo tema è perenne nella Scrittura e nella tradizione patristica, che spesso descrivono la vita cristiana come una battaglia.
«Rivestitevi dell'armatura di Dio, per poter resistere alle insidie del diavolo» (Efesini 6,11).
«Perché non abbiamo a lottare contro la carne e il sangue, ma contro i principati e le potenze, contro i dominatori di questo mondo di tenebra, contro gli spiriti del male che abitano nelle regioni celesti» (Efesini 6,12).
e. La Missione Evangelizzatrice e la Testimonianza
La richiesta che il Papa sia "coraggioso nella testimonianza, un faro luminoso che non teme di proclamare il Vangelo", sottolinea la missione evangelizzatrice della Chiesa. Il Papa, in quanto successore di Pietro, è il primo testimone e predicatore del Vangelo al mondo intero, seguendo il mandato missionario di Cristo (Mt 28,19-20). Il coraggio è essenziale per questa missione, soprattutto in contesti ostili o indifferenti, e può comportare "grandi sacrifici e persecuzioni", richiamando l'esperienza degli Apostoli e dei martiri.
«Andate dunque e fate discepoli tutti i popi, battezzandoli nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo, insegnando loro a osservare tutto ciò che vi ho comandato. Ed ecco, io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo» (Matteo 28,19-20).
Questi temi teologici sono intrinsecamente legati e manifestano una visione olistica della Chiesa e del ministero petrino, fondata sulla Parola di Dio e sulla tradizione secolare.
5. Il genere di preghiera e la sua collocazione nella tradizione liturgica
Questa preghiera appartiene principalmente al genere della intercessione o supplica. È una preghiera rivolta a un santo (San Pietro) per chiedere un favore o una grazia a beneficio di un'altra persona o istituzione (il Santo Padre e, per estensione, la Chiesa). Sebbene contenga un implicito atto di venerazione per San Pietro e una dichiarazione di fiducia nella sua autorità, la sua finalità primaria è quella di chiedere a lui di intercedere presso Dio per le intenzioni espresse.
Caratteristiche che la definiscono come intercessoria:
- L'uso di verbi come "rivolgiamo la nostra umile supplica", "Imploriamo la tua potente intercessione", "Chiedi al Signore", "Concedigli", "Guidalo", "Difendilo".
- Il focus non è su lode diretta a Dio per i suoi attributi, né sul ringraziamento per benefici ricevuti, né sulla penitenza per i propri peccati, ma sulla richiesta di aiuto per qualcun altro.
La sua collocazione nella tradizione liturgica cattolica è versatile e significativa:
- Preghiera personale e devozionale: È una preghiera ideale per la recita individuale, riflettendo il desiderio del fedele di sostenere il proprio Pastore universale. Molti cattolici, infatti, includono regolarmente nelle loro preghiere quotidiane un'intenzione per il Papa.
- Preghiera comunitaria non liturgica: È perfettamente adatta per essere recitata in contesti comunitari come gruppi di preghiera, recite del Rosario, adorazioni eucaristiche, incontri di catechesi o momenti di ritiro spirituale, dove i fedeli si riuniscono per elevare preghiere comuni.
- Preghiera quasi-liturgica o extra-liturgica: Sebbene non sia una preghiera contenuta nei libri liturgici ufficiali per la Messa o la Liturgia delle Ore, può essere integrata in momenti di preghiera pubblica che precedono o seguono atti liturgici. Ad esempio, potrebbe essere recitata prima o dopo la Messa, durante le preghiere dei fedeli (come intercessione specifica) o come conclusione di un Angelus o Regina Coeli comunitario, soprattutto in occasioni speciali.
- In sintonia con le "intenzioni del Sommo Pontefice": La conclusione della preghiera con la richiesta di recitare un "Padre Nostro, un'Ave Maria e un Gloria al Padre, secondo le sante intenzioni del nostro Pontefice" è un elemento distintivo della devozione cattolica. Queste preghiere, recitate secondo le intenzioni del Papa, sono tradizionalmente associate all'ottenimento di indulgenze e rafforzano ulteriormente il legame di preghiera con il successore di Pietro. Questa pratica è molto diffusa e testimonia la centralità del Papa nella vita spirituale dei fedeli.
La preghiera per il Papa è una costante nella Chiesa, radicata nella consapevolezza della sua funzione insostituibile. Come dice San Paolo: "Pregate in ogni occasione con ogni sorta di preghiere e di suppliche nello Spirito" (Ef 6,18). Questa supplica per il Papa è un esempio eccellente di come la Chiesa prega incessantemente per i suoi pastori e per la sua missione.
6. Indicazioni pratiche: come usarla nella preghiera personale o comunitaria e nei tempi dell’anno liturgico
Questa preghiera per il Santo Padre, indirizzata a San Pietro, è uno strumento potente per la crescita spirituale personale e comunitaria, e può essere integrata in diversi momenti della vita di fede. La sua struttura chiara e il suo contenuto ricco la rendono adatta a molteplici contesti.
Nella Preghiera Personale:
- Quotidianamente: Rendila parte della tua routine di preghiera mattutina o serale. Dedicare qualche minuto ogni giorno a pregare per il Papa rafforza il tuo legame con la Chiesa universale e il tuo senso di appartenenza.
- In tempi di prova: Quando il Papa affronta particolari sfide, attacchi, o decisioni difficili, questa preghiera acquista un'intensità particolare. Sentirsi uniti al Pontefice in questi momenti è un segno di solidarietà ecclesiale.
- Prima o dopo la Messa: Recitarla come preparazione spirituale alla celebrazione eucaristica o come ringraziamento, rafforzando la consapevolezza dell'unità della Chiesa che si manifesta nel Sacrificio di Cristo.
- Durante l'Adorazione Eucaristica: In presenza del Santissimo Sacramento, intercedere per il successore di Pietro è un atto di profonda fede nel Corpo di Cristo.
- Per intenzioni particolari: Ogni volta che si prega "secondo le intenzioni del Sommo Pontefice", come per ottenere un'indulgenza, questa preghiera prepara il cuore a comprendere meglio e a partecipare a quelle intenzioni.
Nella Preghiera Comunitaria:
- Nei gruppi di preghiera: È ideale per i gruppi del Rosario, i cenacoli mariani, i gruppi di Lectio Divina o altri incontri di preghiera. Può essere recitata all'inizio, a metà o alla fine dell'incontro.
- Durante le Preghiere dei Fedeli in Messa: Sebbene la liturgia preveda già un'intenzione per il Papa, questa preghiera potrebbe essere usata in celebrazioni particolari o come preghiera di chiusura non liturgica.
- Vespri Solenni o Adorazioni Comunitarie: In occasioni speciali, come la festa dei Santi Pietro e Paolo o un anniversario papale, questa preghiera può essere inserita in un contesto più ampio di preghiera comune.
- Nelle Scuole Cattoliche o nelle Comunità Religiose: Può essere un'ottima pratica per educare i giovani e i membri alla fedeltà al Papa e alla Chiesa.
Nei Tempi dell’Anno Liturgico:
- Festa dei Santi Pietro e Paolo (29 Giugno): Questa è l'occasione più ovvia e solenne. La preghiera assume un significato speciale in questo giorno, celebrando il martirio e il primato dei due Principi degli Apostoli.
- Anniversario dell'elezione o dell'inizio del Pontificato del Papa: Sono date significative per rinnovare la preghiera e l'affetto per il Santo Padre.
- Quaresima e Avvento: Questi tempi di conversione e attesa sono propizi per intensificare la preghiera per il Papa, affinché possa guidare la Chiesa in un cammino di rinnovamento e vigilanza. Le "sfide e oscurità" menzionate nella preghiera richiamano il discernimento richiesto in questi tempi.
- Giornate Mondiali o Internazionali: Ad esempio, la Giornata Mondiale delle Vocazioni, la Giornata Missionaria Mondiale, o altre giornate indette dal Papa per particolari intenzioni. Pregare per lui in questi contesti significa sostenere il suo ruolo di promotore di queste iniziative.
- Tempi di crisi o persecuzione per la Chiesa: In periodi storici di difficoltà per la Chiesa universale o per specifiche Chiese locali, la preghiera per il Papa diventa un faro di speranza e un'espressione di unità.
In sintesi, l'uso di questa preghiera non è meramente formale, ma un atto di amore e di fede nel ministero che Cristo ha voluto per la sua Chiesa. Sostenere il Papa con la preghiera è un dovere di ogni cattolico, unendo la propria voce a quella di San Pietro per implorare la grazia e la protezione divina su colui che guida il popolo di Dio verso la salvezza.
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