Preghiera comunitaria per la resilienza e l'unità delle Comunità terremotate
Preghiera Comunitaria per le Comunità Terremotate
O Santissima Trinità, Padre, Figlio e Spirito Santo, modello sublime di perfetta comunione e amore infinito, noi, tuoi figli radunati qui, eleviamo a Te il nostro cuore.
In questo tempo di prova e dolore, i nostri pensieri e le nostre preghiere si rivolgono alle comunità colpite dal terremoto, a coloro che hanno perso case, affetti, sicurezze. Il loro grido di aiuto risuona in noi, e con esso la nostra supplica a Te, fonte di ogni consolazione.
Ti preghiamo, Signore, per ogni famiglia che oggi vive nella precarietà e nella paura. Aiutala a ritrovarsi, a stringersi ancora di più nell'amore, a essere roccia l'una per l'altra. Che l'affetto reciproco sia il loro rifugio più sicuro, la loro forza incrollabile, e che la fede in Te li sorregga nei momenti di maggiore sconforto.
Infondi in tutte le comunità terremotate lo spirito di unità e solidarietà. Che possano ritrovare la forza di aiutarsi a vicenda, di ricostruire insieme non solo le case e le infrastrutture, ma anche il tessuto sociale, le relazioni, la speranza. Che nessuno si senta solo o abbandonato, ma tutti parte di una grande famiglia umana, unita nel dolore e nella speranza di rinascita.
Trasforma, o Signore, questa immane tragedia in un'occasione di più profonda fraternità. Che il dolore condiviso diventi lievito per un amore più grande, per una consapevolezza nuova della nostra interdipendenza e del valore inestimabile di ogni vita e di ogni legame. Fa' che dalle macerie sorga una comunità più forte, più coesa, più umana, a immagine della Tua perfetta comunione.
E benedisci, o Dio di misericordia, tutti i volontari e i soccorritori. Sostieni le loro mani che operano senza sosta, illumina le loro menti nelle decisioni difficili, rafforza i loro cuori stanchi. Che la loro dedizione e il loro coraggio siano testimonianza luminosa del tuo amore che si fa prossimo e compassionevole.
Te lo chiediamo per Cristo nostro Signore, nell'unità dello Spirito Santo che tutto rinnova. Amen.
Spiegazione della Preghiera
1. Il Contesto Spirituale e Dottrinale della Preghiera
La preghiera, intitolata "Preghiera Comunitaria per le Comunità Terremotate", si inserisce profondamente nel cuore della spiritualità cristiana e della dottrina cattolica. Essa si apre con un'invocazione alla Santissima Trinità, riconosciuta come "modello sublime di perfetta comunione e amore infinito". Questo incipit non è casuale, ma fonda l'intera supplica sulla natura stessa di Dio, che non è solitudine, ma relazione perfetta e dinamica tra Padre, Figlio e Spirito Santo. In un contesto di profonda frammentazione e perdita causato da un terremoto, richiamare la Trinità significa elevare lo sguardo verso la fonte ultima di ogni unità, stabilità e amore autentico.
Teologicamente, la Trinità è il mistero centrale della fede cristiana, rivelando un Dio che è amore intrinseco (1 Giovanni 4:8). Se Dio è comunione, allora l'uomo, creato a Sua immagine e somiglianza (Genesi 1:26-27), è chiamato anch'esso alla comunione e alla relazione. Questa dottrina fornisce la base per comprendere il bisogno e il desiderio di unità e solidarietà che permeano la preghiera. La rottura delle relazioni e del tessuto sociale, tipica delle tragedie, trova il suo ideale di ricomposizione nel modello divino.
Il testo affronta il tema della sofferenza e del dolore umano, riconoscendo la realtà della prova che colpisce intere comunità. La fede cristiana non ignora il dolore, ma lo accoglie e lo porta davanti a Dio, fonte di ogni consolazione. Questo è un richiamo alla compassione divina e alla solidarietà di Cristo stesso, che ha condiviso la condizione umana fino alla sofferenza della croce (Ebrei 4:15). L'idea che il "loro grido di aiuto risuona in noi" evoca l'immagine del popolo di Israele che grida a Dio nell'esodo (Esodo 3:7) e la sollecitudine di Dio che risponde.
La preghiera si sviluppa come un atto di ecclesiologia comunitaria. Il "noi, tuoi figli radunati qui" non è un semplice pronome, ma l'espressione di una Chiesa che prega in solidarietà, una comunità di credenti che si fa voce del dolore altrui. Questa è l'incarnazione del comandamento dell'amore reciproco (Giovanni 13:34-35) e del principio che se un membro soffre, tutti i membri soffrono con lui (1 Corinzi 12:26). L'intercessione per gli altri è un pilastro della vita cristiana, radicata nella convinzione che tutti siamo "parte di una grande famiglia umana", unita non solo dal dolore ma anche dalla speranza di rinascita, grazie all'azione dello Spirito Santo che "tutto rinnova", donando forza, unità e consolazione (Giovanni 14:26).
2. I Destinatari a Cui è Rivolta e Perché
La preghiera è rivolta in modo esplicito e solenne alla Santissima Trinità: Padre, Figlio e Spirito Santo. Questa scelta non è meramente formale, ma intrinsecamente legata alla natura delle richieste formulate e alla profondità del bisogno che si intende affrontare.
Innanzitutto, si invoca la Trinità come "modello sublime di perfetta comunione e amore infinito". Questa definizione chiarisce il perché di tale destinazione. Le comunità colpite dal terremoto sono state lacerate nella loro comunione, nei loro legami affettivi e sociali, e hanno sperimentato una dolorosa assenza di "sicurezze". Rivolgersi alla Trinità significa rivolgersi alla fonte originaria e perfetta di ciò che si è perso e che si desidera ardentemente ricostruire. Solo un Dio che è esso stesso relazione e amore perfetto può infondere negli uomini la capacità di ricostruire la comunione e l'amore tra loro.
- Il Padre, come creatore e fonte di vita, è il rifugio ultimo e la provvidenza amorosa in tempi di smarrimento e distruzione. È a Lui che ci si affida con la fiducia di figli.
- Il Figlio, Gesù Cristo, è colui attraverso il quale Dio si è reso prossimo all'umanità, condividendone il dolore e la sofferenza. La preghiera si conclude esplicitamente "per Cristo nostro Signore", riconoscendo Lui come il mediatore e l'intercessore per eccellenza, colui che ha promesso di essere con noi fino alla fine dei tempi (Matteo 28:20) e che si identifica con i più piccoli e sofferenti (Matteo 25:40).
- Lo Spirito Santo è invocato come colui che "tutto rinnova", il Consolatore, la forza che unifica e ispira la carità. In un contesto di macerie e disperazione, lo Spirito è colui che può infondere nuova vita, speranza e la capacità di ricostruzione interiore ed esteriore. È lo Spirito che anima la solidarietà e la fraternità.
In sintesi, la preghiera si rivolge alla Trinità perché è il Dio della comunione, dell'amore, della consolazione e della rinascita, attributi necessari per affrontare la devastazione causata dal terremoto. È un atto di fede profondo nella capacità di Dio di trasformare il dolore in grazia, le macerie in opportunità di una più profonda fraternità.
I destinatari umani della preghiera, cioè coloro che la recitano, sono implicitamente identificati come "noi, tuoi figli radunati qui". Questo indica un contesto di preghiera comunitaria. L'uso del plurale sottolinea l'importanza della solidarietà e dell'intercessione collettiva. Non è una preghiera individuale, ma la voce di una comunità di fede che si unisce nel dolore e nella supplica per altre comunità. Questo atto di preghiera comune è esso stesso un segno della comunione che si invoca per gli altri, mostrando come la Chiesa, il corpo di Cristo, si stringa attorno ai suoi membri sofferenti.
3. I Beneficiari per Cui Intercede e i Bisogni Affrontati
La preghiera è un vibrante atto di intercessione, rivolto a Dio in favore di una molteplicità di beneficiari e per una vasta gamma di bisogni, che spaziano dal materiale allo spirituale, dall'individuale al comunitario.
I beneficiari principali sono chiaramente identificati:
- Le comunità colpite dal terremoto in senso lato, e in modo più specifico: "coloro che hanno perso case, affetti, sicurezze".
- Ogni famiglia che "oggi vive nella precarietà e nella paura".
- I volontari e i soccorritori che operano instancabilmente.
Per ciascuno di questi gruppi, la preghiera affronta bisogni specifici e interconnessi:
Per le Comunità e le Famiglie Colpite:
- Bisogni Materiali e di Sicurezza: La perdita di "case" e "sicurezze" è il punto di partenza della sofferenza. Sebbene la preghiera non chieda direttamente la ricostruzione fisica, essa invoca la forza e lo spirito di unità per "ricostruire insieme non solo le case e le infrastrutture", ma anche il tessuto sociale. Questo sottintende il bisogno fondamentale di un luogo sicuro e stabile dove vivere e di una protezione dalle minacce future.
- Bisogni Psicologici ed Emotivi: La "precarietà e la paura", il "dolore", lo "sconforto" sono stati emotivi profondi. La preghiera chiede che le famiglie possano "ritrovarsi, a stringersi ancora di più nell'amore", che l'affetto reciproco sia il loro "rifugio più sicuro, la loro forza incrollabile". Questo risponde al bisogno di consolazione, resilienza e speranza di fronte alla devastazione emotiva e psicologica. "Che nessuno si senta solo o abbandonato" è una chiara invocazione contro il senso di isolamento che spesso accompagna le tragedie.
- Bisogni Relazionali e Sociali: La perdita di "affetti" e la distruzione del "tessuto sociale" sono drammatiche. La preghiera invoca lo "spirito di unità e solidarietà" affinché le comunità possano "aiutarsi a vicenda", ricostruendo "le relazioni, la speranza". Si chiede che la tragedia diventi "occasione di più profonda fraternità" e che "il dolore condiviso diventi lievito per un amore più grande", portando a una "consapevolezza nuova della nostra interdipendenza e del valore inestimabile di ogni vita e di ogni legame". Questo è un appello profondo alla ricostruzione della comunità umana in senso lato, fondata sull'amore reciproco e sulla cura dell'altro.
- Bisogni Spirituali: La fede in Dio è presentata come un supporto essenziale: "che la fede in Te li sorregga nei momenti di maggiore sconforto". In tempi di crisi, la fede può vacillare; la preghiera chiede che essa sia rafforzata e diventi ancora più salda, offrendo un senso e una speranza che trascendono la sofferenza immediata.
Per i Volontari e i Soccorritori:
La preghiera non dimentica coloro che sono in prima linea nell'aiuto pratico:
- Bisogni di Forza e Guida: I volontari e soccorritori operano "senza sosta" e affrontano "decisioni difficili", con "cuori stanchi". La preghiera chiede a Dio di "sostenere le loro mani", "illuminare le loro menti" e "rafforzare i loro cuori". Questo è un riconoscimento dello sforzo fisico ed emotivo immenso che devono sostenere e un'invocazione per la loro protezione, saggezza e perseveranza.
- Bisogni di Riconoscimento e Ispirazione: La loro dedizione e il loro coraggio sono visti come "testimonianza luminosa del tuo amore che si fa prossimo e compassionevole". Si chiede che il loro servizio sia un faro di speranza, un'espressione tangibile dell'amore divino che opera attraverso mani umane.
In sintesi, la preghiera copre un panorama completo di bisogni, riconoscendo che la sofferenza causata da un terremoto non è solo distruzione materiale, ma anche lacerazione interiore, relazionale e spirituale, per la quale solo Dio può offrire la piena consolazione e la vera speranza di rinascita.
4. I Temi Teologici Principali, con Eventuali Citazioni Bibliche o Patristiche Pertinenti
Questa preghiera è ricca di temi teologici che riflettono il cuore della fede cristiana, applicandoli alla realtà drammatica di una catastrofe naturale.
1. La Trinità come Modello di Comunione e Amore: Il tema più evidente è l'invocazione iniziale alla Trinità quale "modello sublime di perfetta comunione e amore infinito". Questo fonda la comprensione della comunità umana e il suo ideale. Se Dio è relazione perfetta di amore, allora l'umanità, creata a Sua immagine, è chiamata a vivere in comunione. La rottura di tale comunione a causa del terremoto è vista come un'offesa a questo disegno divino, e la preghiera chiede il ristabilimento di questo ideale.
I Padri della Chiesa, come Sant'Agostino, hanno approfondito il mistero della Trinità come perenne dinamica di amore, un modello per la carità intra-ecclesiale e inter-umana."Affinché siano tutti uno; come tu, Padre, sei in me e io in te, siano anch'essi in noi, perché il mondo creda che tu mi hai mandato." (Giovanni 17:21)
2. La Sofferenza e la Presenza di Dio: La preghiera riconosce esplicitamente il "tempo di prova e dolore" e il "grido di aiuto" delle comunità colpite. La teologia cristiana non propone una facile risposta al problema del male e della sofferenza (teodicea), ma afferma la presenza compassionevole di Dio in mezzo ad essa. Dio non è distante, ma vicino a coloro che soffrono.
La croce di Cristo è il simbolo supremo dell'amore di Dio che si immerge nella sofferenza umana, non per rimuoverla magicamente, ma per redimerla e darle senso. "Dio che tutto rinnova" non è solo nell'aldilà, ma opera nel presente per trasformare il dolore."Il Signore è vicino a chi ha il cuore spezzato, egli salva gli spiriti affranti." (Salmo 34:18)
3. La Solidarietà e la Carità Cristiana: Il testo invoca lo "spirito di unità e solidarietà" e chiede che la tragedia diventi "occasione di più profonda fraternità". Questo è il cuore dell'etica cristiana, basata sul comandamento dell'amore verso il prossimo (Marco 12:31). La preghiera va oltre un semplice "sentire" per gli altri, trasformando il dolore condiviso in "lievito per un amore più grande" e in azione concreta, come testimoniato dall'intercessione per volontari e soccorritori.
Questa dimensione di carità attiva è un riflesso dell'amore di Dio che si fa concreto attraverso le mani umane."Amatevi gli uni gli altri come io ho amato voi." (Giovanni 15:12)
"In verità vi dico: ogni volta che avete fatto queste cose a uno solo di questi miei fratelli più piccoli, l'avete fatto a me." (Matteo 25:40)
"La fede, se non ha le opere, è morta in se stessa." (Giacomo 2:17)
4. Speranza e Rinascita: Nonostante la desolazione, la preghiera è intrisa di una profonda speranza. Si parla di "speranza di rinascita" e della visione che "dalle macerie sorga una comunità più forte, più coesa, più umana". Questa speranza non è ottimismo ingenuo, ma una virtù teologale radicata nella promessa di Dio che rende nuove tutte le cose. Lo Spirito Santo, che "tutto rinnova", è la garanzia di questa trasformazione.
La fede nella resurrezione di Cristo è il fondamento ultimo di questa speranza di rinascita anche nelle situazioni più disperate."Il Dio della speranza vi riempia di ogni gioia e pace nella fede, perché abbondiate nella speranza per la potenza dello Spirito Santo." (Romani 15:13)
"Ecco, io faccio nuove tutte le cose." (Apocalisse 21:5)
5. Il Ruolo dello Spirito Santo: Lo Spirito è invocato come forza unificante e rinnovatrice. È Lui che infonde lo "spirito di unità e solidarietà", che sostiene i cuori stanchi e illumina le menti. È la terza persona della Trinità che rende operativa la grazia di Dio nel mondo.
Lo Spirito è il Paraclito, il Consolatore, la cui azione è essenziale per la guarigione e la ricostruzione, non solo fisica ma anche spirituale e comunitaria."Lo Spirito viene in aiuto alla nostra debolezza; non sappiamo infatti che cosa chiedere per pregare in maniera conveniente, ma lo Spirito stesso intercede con gemiti inesprimibili." (Romani 8:26)
5. Il Genere di Preghiera e la Sua Collocazione nella Tradizione Liturgica
La "Preghiera Comunitaria per le Comunità Terremotate" si configura primariamente come una preghiera di intercessione o supplica. Il suo scopo principale è quello di chiedere a Dio un intervento di grazia e aiuto per conto di altri, specificamente le vittime e i soccorritori di un terremoto. Si articola attraverso una serie di richieste dirette a Dio ("Ti preghiamo, Signore", "Aiutala", "Infondi", "Trasforma", "Fa' che", "Benedisci", "Sostieni", "illumina", "rafforza"). Questo genere di preghiera è una delle forme più antiche e costanti nella tradizione ebraico-cristiana, fondata sulla convinzione che la preghiera fraterna sia potente e gradita a Dio.
Oltre alla sua natura intercessoria, la preghiera contiene anche elementi di lode e adorazione. L'apertura, "O Santissima Trinità, Padre, Figlio e Spirito Santo, modello sublime di perfetta comunione e amore infinito", è un atto di glorificazione di Dio per la sua essenza trinitaria. Riconoscere la natura di Dio come comunione e amore è di per sé un atto di lode, che precede e motiva la supplica. C'è anche un implicito elemento di ringraziamento nella preghiera per i volontari e soccorritori, chiedendo per loro benedizione e sostegno, il che è un riconoscimento del loro prezioso servizio.
Infine, la preghiera veicola un forte senso di comunione e solidarietà. L'espressione "noi, tuoi figli radunati qui, eleviamo a Te il nostro cuore" non solo identifica chi prega, ma anche la modalità: una comunità che si unisce. La frase "il loro grido di aiuto risuona in noi" manifesta una profonda empatia e identificazione con il dolore degli altri, rendendo la preghiera un atto di carità attiva e vicinanza fraterna. Questo aspetto rafforza la sua dimensione comunitaria.
Collocazione nella Tradizione Liturgica:
Dato il suo carattere e contenuto, questa preghiera si inserisce perfettamente in diversi contesti liturgici e paraliturgici della Chiesa Cattolica:
- Preghiera dei Fedeli (Orazione Universale) durante la Messa: È il luogo più naturale per questa preghiera. Dopo la Liturgia della Parola, la comunità riunita presenta a Dio le proprie intenzioni e quelle del mondo. Questa preghiera potrebbe essere letta integralmente come intenzione specifica per le vittime di un disastro, o parti di essa potrebbero essere adattate nelle intenzioni più generiche per i sofferenti, per la giustizia e la pace, o per i defunti.
- Veglie di Preghiera e Adorazione Eucaristica: La natura profonda e meditativa del testo la rende ideale per veglie di preghiera speciali organizzate in risposta a calamità. Può essere recitata coralmente o utilizzata come base per la meditazione personale e comunitaria in presenza del Santissimo Sacramento, intensificando il senso di comunione e intercessione.
- Liturgia delle Ore: Potrebbe essere usata come una delle intercessioni nelle Lodi mattutine o nei Vespri, specialmente in giorni di particolare commemorazione o solidarietà con le vittime di disastri.
- Celebrazioni Particolari per i Defunti o per la Consolazione: In occasione di Messe di suffragio per le vittime di un terremoto o in celebrazioni della Parola dedicate alla consolazione, questa preghiera sarebbe estremamente appropriata per esprimere il cordoglio della comunità e invocare la pace per i defunti e la speranza per i vivi.
- Incontri di Gruppo e Catechesi: Al di fuori della liturgia formale, può essere utilizzata in riunioni di gruppi parrocchiali, associazioni cattoliche, scuole, o in momenti di catechesi per riflettere sulla risposta cristiana alla sofferenza e sull'importanza della solidarietà.
Essendo esplicitamente una "Preghiera Comunitaria", essa è concepita per rafforzare i legami tra i fedeli che la recitano, unendoli in un unico cuore e una sola voce di fronte a Dio per i loro fratelli e sorelle nel bisogno.
6. Indicazioni Pratiche: Come Usarla nella Preghiera Personale o Comunitaria e nei Tempi dell’Anno Liturgico
Questa preghiera, intrisa di compassione e speranza, offre molteplici opportunità per essere integrata nella vita di preghiera, sia a livello personale che comunitario, e può risuonare in modo particolare in specifici tempi liturgici.
Uso nella Preghiera Personale:
Anche se designata come "Comunitaria", la preghiera può essere un potente strumento per la preghiera personale:
- Cultivare l'Empatia e la Solidarietà: Recitarla personalmente può aiutare a interiorizzare il dolore altrui e a generare un autentico spirito di solidarietà. È un modo per "fare proprio" il grido di aiuto delle comunità colpite.
- Meditazione Quotidiana: Può essere inclusa nelle preghiere del mattino o della sera, specialmente in periodi in cui le notizie di calamità naturali sono frequenti o quando si conoscono persone direttamente colpite. Ogni strofa offre spunti per una riflessione sui vari bisogni (famiglia, comunità, soccorritori) e sulla risposta cristiana.
- Riflessione Teologica: I temi della Trinità come modello di comunione, della speranza nella sofferenza, e della carità attiva possono essere oggetto di meditazione, approfondendo la propria comprensione della fede.
- Supporto all'Azione: La preghiera può motivare all'azione concreta. Dopo averla recitata, si può riflettere su come si può personalmente contribuire (donazioni, volontariato, sensibilizzazione) a lenire la sofferenza delle comunità terremotate.
Uso nella Preghiera Comunitaria:
Essendo esplicitamente una "Preghiera Comunitaria", il suo impiego trova massima risonanza in contesti di gruppo:
- Durante la Santa Messa: Come suggerito, è perfetta per la Preghiera dei Fedeli. Può essere recitata dal lettore, o divisa in più intenzioni. Ad esempio, dopo una calamità naturale, l'intera comunità parrocchiale potrebbe recitarla insieme dopo l'omelia o prima della Comunione.
- Veglie di Preghiera e Adorazioni Eucaristiche: È ideale per veglie speciali dedicate alle vittime di disastri. Può essere letta in modo responsoriale, o alternata a canti e momenti di silenzio. Durante l'Adorazione Eucaristica, la preghiera può guidare l'intercessione silenziosa o le preghiere vocali della comunità.
- Incontri di Gruppo e Formazione: Nei gruppi di preghiera, movimenti, associazioni cattoliche o incontri di catechesi, la preghiera può aprire o chiudere l'incontro, orientando i partecipanti alla solidarietà e all'azione.
- Scuole e Istituzioni Cattoliche: Nelle scuole cattoliche, può essere recitata in momenti di preghiera comune, insegnando agli studenti il valore dell'intercessione e della compassione per chi soffre.
- Processioni o Momenti di Raccoglimento Pubblico: In occasione di anniversari di tragedie o per esprimere solidarietà nazionale/locale, la preghiera può essere un elemento centrale di eventi pubblici di raccoglimento.
Uso nei Tempi dell'Anno Liturgico:
La preghiera può essere particolarmente significativa in diversi momenti del calendario liturgico:
- Tempo Ordinario: Naturalmente, può essere usata in qualsiasi momento dell'Anno Liturgico, specialmente quando un terremoto o altra calamità colpisce.
- Quaresima: Questo tempo di penitenza, digiuno e carità è estremamente propizio. La preghiera invita alla conversione del cuore verso una maggiore solidarietà e alla condivisione della sofferenza di Cristo attraverso la sofferenza dei fratelli. È un'occasione per riflettere sul significato del dolore e sulla chiamata alla fratellanza.
- Tempo Pasquale: Nonostante il tema della sofferenza, la preghiera culmina nella "speranza di rinascita" e nell'azione dello "Spirito Santo che tutto rinnova". Questo la rende adatta al Tempo Pasquale, che celebra la vittoria della vita sulla morte e la promessa di una nuova creazione. Il dolore può essere trasfigurato dalla speranza pasquale.
- Avvento: Il tempo di preparazione alla venuta di Cristo è anche un tempo di vigilanza e di attesa della piena realizzazione del Regno. La preghiera può essere un modo per chiedere che il Signore venga a consolare il suo popolo e a ristabilire la giustizia e la pace nelle comunità ferite, preparandole a ricevere il Salvatore con un cuore più compassionevole.
- Festività Mariane o Giornate Particolari: In giornate dedicate alla Madonna (es. Madonna Addolorata) o in specifiche giornate mondiali/nazionali di preghiera per la pace, i poveri, le vittime di disastri, questa preghiera assume un ulteriore significato, invocando l'intercessione materna di Maria e unendosi all'intenzione universale della Chiesa.
L'adattabilità e la profondità di questa preghiera la rendono una risorsa preziosa per ogni credente e ogni comunità che desideri esprimere solidarietà e speranza di fronte alle sfide e ai dolori del mondo.
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