Invocazione a San Juan Diego per essere messaggeri di speranza
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O San Juan Diego Cuauhtlatoatzin,
a te, umile messaggero della Buona Novella e evangelizzatore fedele, rivolgiamo la nostra supplica: accompagna, con la tua presenza silenziosa e la tua obbedienza all’Amore, tutti coloro che annunciano il Vangelo oggi.
Tu che hai custodito nel tuo petto un cuore pacificato anche nei giorni della prova e del timore, ottieni a noi evangelizzatori la grazia di vivere ogni incontro nella serenità e nella fiducia, irradiando quella pace che nasce dall’incontro con la Madonna e Cristo Suo Figlio.
Insegnaci la dolcezza dello sguardo, la forza umile della verità, la speranza che non delude; guida i nostri passi sulle vie del servizio, affinché possiamo generare, accogliere e custodire il frutto di una fede mite, segno vivo del tuo stesso cuore.
San Juan Diego, intercedi per noi, perché possiamo essere strumenti di riconciliazione e portatori di pace tra le nazioni, nelle nostre comunità e nelle nostre famiglie.
Regalaci un cuore pacificato, saldo e umile, ad immagine del tuo.
Amen.
Spiegazione della Preghiera
1. Il contesto spirituale e dottrinale della preghiera
Questa preghiera a San Juan Diego Cuauhtlatoatzin si colloca all’interno di una ricca tradizione spirituale e dottrinale che abbraccia sia la storia delle apparizioni mariane, sia il percorso di inculturazione della fede cristiana nelle Americhe. Juan Diego, canonizzato nel 2002, è venerato come il veggente della Madonna di Guadalupe e primo indigeno americano riconosciuto santo dalla Chiesa cattolica.
Sul piano dottrinale, la preghiera mette in risalto valori chiave della spiritualità cristiana: l’umiltà, l’obbedienza alla volontà di Dio, la pace del cuore, il servizio agli altri e l’impegno a evangelizzare. Questi temi sono profondamente radicati negli insegnamenti evangelici e nella tradizione del magistero della Chiesa cattolica. La fiducia nella intercessione dei santi — che possono presentare a Dio le nostre suppliche — è un cardine della devozione cattolica e trova piena espressione nell’invocazione a San Juan Diego.
Inoltre, il richiamo alla “serenità che nasce dall’incontro con la Madonna e Cristo suo Figlio” richiama la centralità di Maria come madre degli evangelizzatori e modello di ascolto, umiltà ed abbandono alla volontà divina, caratteristiche che la Chiesa invita a meditare, soprattutto nel cammino di fede personale e comunitaria.
2. I destinatari a cui è rivolta e perché
La preghiera si rivolge innanzitutto a San Juan Diego, chiamato “umile messaggero della Buona Novella e evangelizzatore fedele”. L’appellativo “Cuauhtlatoatzin”, “colui che parla come un’aquila” nella lingua nahuatl, ne sottolinea sia la radice culturale originaria sia la missione profetica e di annunciatore.
Juan Diego viene invocato non solo come esempio di santità personale, ma come modello e protettore degli evangelizzatori, di coloro cioè che — oggi come allora — si fanno strumenti di Cristo annunciando la Buona Notizia nel mondo. La preghiera dunque è profondamente cristocentrica e mariana insieme: si interpella un santo che si è lasciato trasformare dall’incontro personale con la Madre di Dio, affinché possa sostenere chi opera oggi nella stessa missione.
3. I beneficiari per cui intercede e i bisogni spirituali/fisici che affronta
I principali beneficiari dell’intercessione di San Juan Diego, come espresso nel testo, sono gli evangelizzatori — sacerdoti, religiosi, laici impegnati nell’annuncio del Vangelo, catechisti, operatori pastorali e missionari — ma anche ogni fedele chiamato a testimoniare, con la vita e la parola, la fede cristiana.
Le richieste spirituali contenute nella preghiera riguardano:
- Pace e serenità interiore nei momenti di prova e timore.
- Grazia di vivere ogni incontro con fiducia, come segno della presenza di Gesù e Maria.
- Dolcezza, verità e speranza nei rapporti con gli altri (si chiede di “insegnarci la dolcezza dello sguardo, la forza umile della verità, la speranza che non delude”).
- Capacità di generare, accogliere e custodire una fede mite, ossia vissuta con mansuetudine e umiltà.
- Essere strumenti di riconciliazione e portatori di pace tra le nazioni, le comunità e le famiglie, indicando un orizzonte sia personale che sociale della preghiera.
Non vi è una richiesta esplicita per beni materiali o fisici, ma il benessere interiore e comunitario (“un cuore pacificato, saldo e umile”) è il presupposto per affrontare con spirito evangelico anche le difficoltà materiali, la paura, lo scoraggiamento e i conflitti quotidiani.
4. I temi teologici principali, con citazioni bibliche e patristiche pertinenti
La preghiera sviluppa diverse tematiche teologiche centrali:
- La scelta dei piccoli e degli umili: come recita Maria nel Magnificat, “ha innalzato gli umili” (Lc 1,52). Juan Diego è il povero indigeno scelto dalla Vergine Maria per portare il suo messaggio di amore e riconciliazione.
- L’obbedienza alla volontà divina: “la tua obbedienza all’Amore” richiama il cammino di fede biblico (cfr. Gen 22,1-18; Lc 1,38).
- La pace interiore come frutto dell’incontro con il Signore: Gesù stesso afferma “Vi lascio la pace, vi do la mia pace” (Gv 14,27), e Paolo incoraggia a essere “ministri della riconciliazione” (2 Cor 5,18).
- Evangelizzazione come testimonianza e servizio: “annunciare il Vangelo... vivere ogni incontro nella serenità e nella fiducia” richiama il mandato missionario di Cristo (Mt 28,19-20), ma anche l’indicazione di “essere miti come le colombe e prudenti come i serpenti” (Mt 10,16).
- Spirito di riconciliazione: è il cuore del Vangelo stesso (Ef 2,14-18: Cristo è la nostra pace, Colui che ha abbattuto ogni muro di separazione), e inseguito dai Padri come “segno distintivo dei veri discepoli di Cristo”.
Anche la mistica della dolcezza e della mitezza trova radici bibliche (“Imparate da me che sono mite e umile di cuore”, Mt 11,29) e patristiche: Sant’Agostino invita i cristiani ad “essere docili e accogliere con mitezza la parola che salva” (In Iohannis Evangelium, Tractatus 45).
5. Il genere di preghiera e la sua collocazione nella tradizione liturgica
Questa preghiera rientra nel genere dell’intercessione, perché si chiede a San Juan Diego di pregare per gli evangelizzatori e di ottenere grazie spirituali particolari. Essa contiene però anche accenti di lode ed esemplarità (“umile messaggero della Buona Novella”), di invocazione (“accompagna... guida i nostri passi”) e di supplica (“ottieni a noi... insegnaci... regalaci un cuore pacificato”).
Nella tradizione liturgica, preghiere di questo tipo vengono utilizzate sia in modo privato sia comunitario, specialmente:
- Durante memorie o feste di San Juan Diego (9 dicembre),
- Nel tempo dell’Avvento e in prossimità delle celebrazioni guadalupane (12 dicembre),
- In occasioni dedicate alla missione e all’evangelizzazione,
- O all’interno di incontri pastorali o mariani.
La sua struttura la rende adatta anche come orazione conclusiva nella Liturgia delle Ore, in rosari mariani, veglie, o tempi di adorazione eucaristica a tema missionario.
6. Indicazioni pratiche: uso nella preghiera personale o comunitaria e nei tempi dell’anno liturgico
Per una preghiera personale, il fedele può recitare questo testo nei momenti di meditazione, chiedendo di incarnare anche nella vita quotidiana quelle virtù di mitezza, serenità e testimonianza di fede così ben incarnate da San Juan Diego. Può essere utile soprattutto nei periodi di difficoltà spirituale, quando si sperimenta timore o si vive una situazione di conflitto nel proprio ambiente.
Nella preghiera comunitaria, la preghiera può essere inserita:
- Al termine di incontri di formazione o consigli pastorali, specie dedicati all’evangelizzazione o all’iniziazione cristiana.
- Durante giornate di ritiro spirituale per catechisti, missionari, animatori e operatori di pastorale.
- Come parte di momenti mariani o processioni in preparazione o celebrazione della festa di Nostra Signora di Guadalupe (12 dicembre).
Durante l’anno liturgico, è particolarmente opportuna:
- Nel tempo di Avvento, poiché richiama la preparazione spirituale attraverso Maria.
- Il 9 dicembre, memoria liturgica di San Juan Diego.
- Il 12 dicembre, dunque nella Novena e nella Festa della Guadalupana.
- Ogni volta che la comunità prega per l’efficacia della missione evangelizzatrice o per la pace familiare e sociale.
In sintesi, questa preghiera è uno strumento prezioso per coltivare una fede umile, viva e missionaria sulle orme di San Juan Diego, affidando a lui i desideri di riconciliazione, pace e unità di ogni battezzato.
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