Intercessione a San Giovanni di Dio per gli ospiti e gli operatori delle Case di riposo

Destinatari:  San Giovanni di Dio
Beneficiari:  Case riposo
Tipologie:  Intercessione
Intercessione a San Giovanni di Dio per gli ospiti e gli operatori delle Case di riposo
Ascolta la Preghiera

O Glorioso San Giovanni di Dio, apostolo dei malati e dei poveri, a te eleviamo la nostra umile supplica.

Con fiducia filiale, affidiamo alla tua amorevole protezione tutte le Case di riposo, luoghi dove la vita compie il suo lento e prezioso cammino, e dove molti anziani dimorano nel crepuscolo della loro esistenza.

Intercedi, ti preghiamo, per ogni uomo e donna che vi abita. Concedi loro, o Santo della Carità, di trovare una pace profonda anche nella solitudine, che non sia un vuoto desolante, ma un sereno spazio di incontro interiore con Te, Signore, e con i ricordi più belli.

Fa’ che si sentano amati, apprezzati e mai dimenticati. Che ogni giorno sia intessuto di dignità, di gesti di amore e di paziente ascolto. Allontana da loro la malinconia e il senso di abbandono, riempi i loro cuori di speranza e di serena accettazione, donando loro la grazia di vivere ogni momento con serenità.

Preghiamo anche per tutto il personale che con dedizione e sacrificio opera in questi luoghi. Illumina i loro cuori, o San Giovanni, affinché in ogni anziano possano riconoscere il volto sofferente e glorioso di Cristo stesso, servendolo con infinita pazienza, compassione e un amore instancabile che non conosce stanchezza. Dona loro forza, saggezza e la grazia di una carità che non si spegne mai.

Infine, o Padre misericordioso, per l'intercessione di San Giovanni di Dio, ti supplichiamo: Aiutaci a edificare una società dove nessuna vita sia considerata uno "scarto", dove la vecchiaia sia onorata come un tesoro di saggezza e dove ogni persona, dal concepimento al suo tramonto, sia riconosciuta nella sua inestimabile dignità. Libera i nostri cuori dall'indifferenza e apri le nostre menti alla solidarietà e alla cura reciproca.

Amen.

Spiegazione della Preghiera

1. Il Contesto Spirituale e Dottrinale della Preghiera

La preghiera qui presentata si inserisce profondamente nel cuore della tradizione spirituale e dottrinale cattolica, attingendo a pilastri fondamentali della fede come la comunione dei santi, la dignità intrinseca della persona umana e il primato della carità. Rivolta a San Giovanni di Dio, essa è un chiaro esempio di come i fedeli si rivolgano ai santi per la loro intercessione, riconoscendoli come potenti avvocati presso Dio e modelli di virtù cristiana.

Al centro di questa supplica vi è la figura di San Giovanni di Dio, un santo la cui vita fu una radicale testimonianza di amore per i malati, i poveri e gli emarginati. Fondatore dei Fatebenefratelli, la sua esistenza è indissolubilmente legata alla pratica dell'ospitalità e della cura dei più vulnerabili. La sua appellazione di "apostolo dei malati e dei poveri" non è un mero titolo onorifico, ma il riconoscimento di una missione evangelica vissuta con eroica fedeltà. Invocare San Giovanni significa non solo chiedere la sua intercessione, ma anche richiamare il suo spirito di dedizione incondizionata, facendo proprio il suo carisma di servizio.

Dottrinalmente, la preghiera affonda le radici nel concetto di Comunione dei Santi, che unisce i fedeli sulla terra, le anime del Purgatorio e i beati in Cielo in un unico corpo mistico con Cristo come capo. I santi in Cielo, avendo raggiunto la pienezza della vita in Dio, non sono distanti da noi, ma partecipano attivamente alla vita della Chiesa intercedendo per le nostre necessità. Essi sono "grandi intercessori", la cui preghiera è "più efficace della nostra" perché sono "santi davanti a Dio" (Catechismo della Chiesa Cattolica, n. 2683).

Un altro principio cardine è la Dignità della Persona Umana, creata a immagine e somiglianza di Dio (Gen 1,27). Questa dignità è inestimabile e intrinseca, non dipende dall'età, dalla salute, dalla produttività o da qualsiasi condizione sociale. La preghiera, ponendo l'attenzione sugli anziani e sulla loro vulnerabilità, riafferma con forza che ogni vita, dal concepimento al suo tramonto naturale, merita rispetto, amore e cura. Questo si collega direttamente alla Dottrina Sociale della Chiesa, che incessantemente richiama alla cura dei più deboli e al rifiuto di quella che Papa Francesco definisce la "cultura dello scarto", dove chi non è più "utile" rischia di essere emarginato o dimenticato.

Infine, la preghiera si radica nella speranza cristiana, illuminata dal Mistero Pasquale di Cristo. La sofferenza, la vecchiaia e il declino fisico non sono visti come un vicolo cieco, ma come momenti preziosi in cui, uniti a Cristo sofferente, si può trovare una "pace profonda" e un "incontro interiore con Te, Signore". È un invito a vedere al di là della fragilità, riconoscendo il valore redentivo della sofferenza e la promessa della vita eterna.

2. I Destinatari a Cui è Rivolta e Perché

La preghiera si articola in una duplice direzione di destinatari, seguendo la logica dell'intercessione tipica della spiritualità cattolica.

Il destinatario primario e immediato a cui si eleva la "umile supplica" è San Giovanni di Dio. È a lui che ci si rivolge direttamente, riconoscendo la sua gloria e il suo ruolo di "apostolo dei malati e dei poveri". L'invocazione "O Glorioso San Giovanni di Dio" stabilisce subito un rapporto di fiducia e venerazione. La scelta di rivolgersi a questo specifico santo non è casuale, ma profondamente motivata dalla sua biografia e dal suo carisma:

  • La sua vita esemplare: San Giovanni di Dio ha incarnato l'amore di Cristo per i sofferenti in modo radicale, trasformando la sua stessa vita in un'offerta di servizio. La sua storia di conversione e di dedizione totale lo rende un modello ispiratore e un intercessore privilegiato per chiunque si occupi dei malati e degli anziani.
  • Il suo patrocinio specifico: Egli è universalmente riconosciuto come patrono degli ospedali, degli infermieri, dei malati e di coloro che assistono i bisognosi. Questa preghiera si concentra precisamente sulle "Case di riposo" e sul loro "personale", luoghi e persone che ricadono pienamente sotto il suo ambito di protezione e ispirazione.
  • Il suo potere d'intercessione: Crediamo che i santi in Cielo, vicini a Dio, possano presentare le nostre suppliche con maggiore efficacia. La preghiera è un atto di fiducia nella sua capacità di mediare grazia e sostegno.

Tuttavia, il destinatario ultimo e fondamentale della preghiera è sempre Dio Padre misericordioso. Sebbene la supplica inizi rivolgendosi a San Giovanni, essa culmina con un'invocazione diretta a Dio: "Infine, o Padre misericordioso, per l'intercessione di San Giovanni di Dio, ti supplichiamo: Aiutaci a edificare una società...". Questo passaggio è cruciale e chiarisce la dottrina cattolica sull'intercessione dei santi: essi non sono la fonte della grazia, ma canali attraverso cui la grazia di Dio ci raggiunge. Ogni benedizione, ogni forza, ogni ispirazione proviene in ultima analisi da Dio. San Giovanni di Dio è il ponte, il mediatore, colui che porta le nostre preghiere al trono della Grazia divina.

Ci si rivolge a Dio Padre perché:

  • È la fonte di ogni bene: Solo Dio può concedere la pace interiore, la speranza, la dignità, la forza ai cuori e la trasformazione della società.
  • È il Padre della misericordia: Il suo attributo di "misericordioso" è fondamentale, poiché le richieste della preghiera sono di fronte a situazioni di fragilità, bisogno e vulnerabilità, che solo la sua infinita compassione può soccorrere.
  • È l'artefice della salvezza: Solo Lui può "liberare i nostri cuori dall'indifferenza" e aprire le "nostre menti alla solidarietà e alla cura reciproca", operando una vera conversione dei cuori e un rinnovamento sociale.

In sintesi, la preghiera è un dialogo strutturato: si invoca il santo, si espongono a lui le intenzioni, e lui, come "apostolo" e amico di Dio, le presenta al Padre, confidando nella Sua infinita bontà.

3. I Beneficiari per Cui Intercede e i Bisogni Spirituali/Fisici Che Affronta

Questa preghiera è un'ampia intercessione che abbraccia diverse categorie di beneficiari, focalizzandosi su bisogni specifici che toccano la sfera spirituale, emotiva, psicologica e sociale. I destinatari della grazia richiesta sono principalmente tre gruppi:

1. Gli Anziani che Risiedono nelle Case di Riposo:

Sono il primo e più dettagliato gruppo di beneficiari. La preghiera li identifica come coloro "dove la vita compie il suo lento e prezioso cammino, e dove molti anziani dimorano nel crepuscolo della loro esistenza". Questo linguaggio poetico ed evocativo riconosce la sacralità della loro fase di vita.
I bisogni affrontati sono molteplici:

  • Bisogno di Pace Interiore e Spiritualità: "Concedi loro... di trovare una pace profonda anche nella solitudine, che non sia un vuoto desolante, ma un sereno spazio di incontro interiore con Te, Signore, e con i ricordi più belli." Si riconosce la solitudine come una realtà della vecchiaia, ma si chiede che essa sia trasformata in un'opportunità di comunione con Dio e di serena riflessione sul proprio vissuto.
  • Bisogno di Amore, Riconoscimento e Dignità: "Fa’ che si sentano amati, apprezzati e mai dimenticati. Che ogni giorno sia intessuto di dignità, di gesti di amore e di paziente ascolto." Si intercede contro il rischio dell'anonimato e del sentirsi un peso, chiedendo che sia garantito il loro valore intrinseco come persone.
  • Bisogno di Speranza e Serena Accettazione: "Allontana da loro la malinconia e il senso di abbandono, riempi i loro cuori di speranza e di serena accettazione, donando loro la grazia di vivere ogni momento con serenità." Si prega per superare la depressione e la rassegnazione, affinché possano affrontare l'ultima fase della vita con fiducia e serenità, accettando le proprie limitazioni fisiche ma non perdendo la gioia di vivere.

2. Il Personale che Opera nelle Case di Riposo:

La preghiera non dimentica coloro che, con dedizione e sacrificio, si prendono cura degli anziani. Essi sono visti come strumenti dell'amore di Dio.
I bisogni affrontati per il personale sono:

  • Bisogno di Riconoscimento Spirituale di Cristo nel Prossimo: "Illumina i loro cuori... affinché in ogni anziano possano riconoscere il volto sofferente e glorioso di Cristo stesso, servendolo con infinita pazienza, compassione e un amore instancabile che non conosce stanchezza." Questo è un punto cardine, che trasforma il lavoro in missione e servizio cristiano, elevando la cura fisica a cura dell'anima.
  • Bisogno di Virtù Teologali e Cardinali: "Dona loro forza, saggezza e la grazia di una carità che non si spegne mai." Si chiede il sostegno divino per affrontare la fatica fisica ed emotiva, la saggezza per prendere decisioni giuste e la perseveranza nella carità, evitando il burnout e la disillusione.

3. La Società nel Suo Insieme:

La preghiera allarga lo sguardo oltre le mura delle case di riposo, coinvolgendo l'intera comunità umana. Questo dimostra una visione olistica della carità che non si limita all'individuo ma aspira a una trasformazione sociale.
I bisogni affrontati sono:

  • Bisogno di Giustizia Sociale e Riconoscimento della Dignità di Ogni Vita: "Aiutaci a edificare una società dove nessuna vita sia considerata uno "scarto", dove la vecchiaia sia onorata come un tesoro di saggezza e dove ogni persona, dal concepimento al suo tramonto, sia riconosciuta nella sua inestimabile dignità." È una chiara condanna della "cultura dello scarto" e un'invocazione per una "cultura della vita" e dell'accoglienza, che valorizzi ogni fase dell'esistenza.
  • Bisogno di Superare l'Indifferenza e Promuovere la Solidarietà: "Libera i nostri cuori dall'indifferenza e apri le nostre menti alla solidarietà e alla cura reciproca." Si prega per una conversione dei cuori, affinché l'egoismo e l'apatia siano sostituiti da un genuino senso di responsabilità comunitaria e di amore fraterno.

In sintesi, la preghiera non solo chiede un sollievo dai bisogni contingenti, ma invoca una profonda trasformazione spirituale e morale sia per gli individui che per la società.

4. I Temi Teologici Principali, con Eventuali Citazioni Bibliche o Patristiche Pertinenti

La preghiera è densa di richiami teologici che ne costituiscono la struttura portante. Ecco i temi principali:

1. La Carità Cristiana (Agape) come Virtù Suprema:

Questo è il tema centrale e pervasivo. Tutta la preghiera è un'esemplificazione e un'invocazione della carità, intesa come amore disinteressato e operoso per il prossimo, specialmente per i più vulnerabili. San Giovanni di Dio ne è il modello per eccellenza, e il personale delle case di riposo è chiamato a esercitarla con "infinita pazienza, compassione e un amore instancabile".
Il fondamento biblico è chiaro:

"Vi do un comandamento nuovo: che vi amiate gli uni gli altri. Come io ho amato voi, così amatevi anche voi gli uni gli altri. Da questo tutti sapranno che siete miei discepoli: se avete amore gli uni per gli altri." (Gv 13,34-35)
E ancora, la parabola del Buon Samaritano (Lc 10,25-37) e il giudizio finale dove Cristo si identifica con i bisognosi:
"In verità vi dico: ogni volta che avete fatto queste cose a uno solo di questi miei fratelli più piccoli, l'avete fatto a me." (Mt 25,40)
Questo è il cuore della richiesta al personale: "riconoscere il volto sofferente e glorioso di Cristo stesso" in ogni anziano.

2. La Dignità Inalienabile della Persona Umana:

La preghiera pone un'enfasi fortissima sul valore intrinseco di ogni persona, a prescindere dall'età o dalle condizioni fisiche. La richiesta che "nessuna vita sia considerata uno "scarto"" e che "ogni persona, dal concepimento al suo tramonto, sia riconosciuta nella sua inestimabile dignità" è un richiamo esplicito alla Imago Dei.
La base è l'Antico Testamento:

"Dio creò l'uomo a sua immagine; a immagine di Dio lo creò; maschio e femmina li creò." (Gen 1,27)
E la Dottrina Sociale della Chiesa, in particolare la Gaudium et Spes del Concilio Vaticano II e l'enciclica Evangelium Vitae di San Giovanni Paolo II, che difendono la sacralità di ogni vita umana.

3. L'Intercessione dei Santi e la Comunione dei Santi:

Come già accennato, la preghiera è una dimostrazione pratica della fede nell'intercessione dei santi. San Giovanni di Dio non è solo un esempio da emulare, ma un amico di Dio a cui ci si rivolge per ottenere grazie. Questo tema si fonda sull'unità della Chiesa in Cristo, che trascende la morte.

"Pertanto, anche noi, avendo intorno a noi una così grande schiera di testimoni, deposto ogni peso e il peccato che ci assedia, corriamo con perseveranza nella corsa che ci è proposta, fissando lo sguardo su Gesù, colui che dà origine alla fede e la porta a compimento." (Ebrei 12,1-2)
I santi in cielo, avendo completato la loro corsa, continuano a sostenerci con la loro preghiera.

4. Il Mistero della Sofferenza e della Vecchiaia nella Luce Cristiana:

La preghiera non ignora le difficoltà della vecchiaia – la solitudine, la malinconia, il senso di abbandono – ma cerca di redimerle, vedendole come opportunità di "incontro interiore con Te, Signore". La vecchiaia è presentata come un "tesoro di saggezza", una prospettiva biblica.

"Il diadema degli anziani sono i figli dei figli, e decoro dei figli i loro padri." (Proverbi 17,6)
"I capelli bianchi sono una corona di gloria, che si trova sulla via della giustizia." (Proverbi 16,31)
La sofferenza, inoltre, può essere unita a quella di Cristo, trovando significato e speranza:
"Non ci scoraggiamo, anzi, se anche il nostro uomo esteriore si va disfacendo, quello interiore si rinnova di giorno in giorno." (2 Cor 4,16)
La preghiera chiede una "serena accettazione" della condizione, non una rassegnazione passiva, ma una fiducia attiva nella provvidenza divina.

5. La Lode della Carità e la Condanna dell'Indifferenza:

La preghiera si chiude con una potente invocazione a liberarci dall'indifferenza e ad aprirci alla solidarietà. Questo si allinea perfettamente con l'insegnamento di Papa Francesco contro la "globalizzazione dell'indifferenza" e per la costruzione di una "cultura dell'incontro".

"Chi ha beni di questo mondo e vede il suo fratello nel bisogno, ma gli chiude il cuore, come dimora in lui l'amore di Dio?" (1 Gv 3,17)
L'indifferenza non è solo una mancanza di azione, ma una chiusura del cuore all'amore di Dio e del prossimo, una grave carenza di carità.

Questi temi teologici sono intrinsecamente legati e si rafforzano a vicenda, trasformando la preghiera da una semplice richiesta a un profondo atto di fede e di impegno cristiano.

5. Il Genere di Preghiera e la Sua Collocazione nella Tradizione Liturgica

Analizzando la struttura e il contenuto, la preghiera a San Giovanni di Dio può essere classificata principalmente come una preghiera di intercessione (o supplica), con significative sfumature di affidamento e, in maniera implicita, di lode.

Genere di Preghiera:

  1. Intercessione/Supplica: È il genere predominante. L'intera preghiera è una serie di richieste rivolte a San Giovanni di Dio (e attraverso lui a Dio Padre) per conto di altri – gli anziani, il personale delle case di riposo, e la società tutta. Termini come "eleviamo la nostra umile supplica", "intercedi, ti preghiamo", "concedi loro", "fa' che", "preghiamo anche per", "ti supplichiamo: Aiutaci" sono chiari indicatori di questo genere. Si chiedono grazie specifiche per bisogni spirituali, emotivi e sociali.
  2. Affidamento: L'affermazione "Con fiducia filiale, affidiamo alla tua amorevole protezione tutte le Case di riposo" è un atto di affidamento. Si depongono nelle mani del santo (e di Dio) le preoccupazioni per un particolare gruppo di persone e i luoghi dove risiedono, confidando nella loro cura e protezione.
  3. Lode (implicita): Anche se non è una lode esplicita a Dio, l'invocazione "O Glorioso San Giovanni di Dio" contiene un elemento di lode al santo per la sua santità e per il suo ruolo di "apostolo dei malati e dei poveri". Riconoscere la gloria dei santi è in sé un modo per glorificare Dio, fonte di ogni santità. Inoltre, il finale, chiedendo una società che onori la vita, è un'aspirazione a un ordine che riflette la gloria divina.

La preghiera non rientra nei generi di ringraziamento (non esprime gratitudine per favori ricevuti) o di penitenza (non chiede perdono per i peccati personali, sebbene si preghi per liberarsi da atteggiamenti negativi come l'indifferenza, che è una forma di pentimento sociale).

Collocazione nella Tradizione Liturgica:

Questa preghiera non è un testo liturgico standardizzato presente nel Messale Romano o nella Liturgia delle Ore, ma il suo spirito e il suo contenuto la rendono perfettamente compatibile e adattabile a diverse occasioni liturgiche e devozionali.

  • Preghiera Personale e Devozionale: È ideale per la preghiera individuale, specialmente per coloro che sono direttamente coinvolti nella cura degli anziani (familiari, volontari, operatori sanitari) o per gli anziani stessi. Può essere recitata quotidianamente, come parte di una novena o di un triduo in preparazione alla festa di San Giovanni di Dio (8 marzo), o in qualsiasi momento di necessità e riflessione sulla dignità della vita.
  • Preghiera Comunitaria:
    • Nella Preghiera dei Fedeli (o Intercessioni) durante la Messa: Il suo contenuto è perfettamente idoneo a essere adattato e inserito nelle preghiere dei fedeli, specialmente in occasioni che riguardano la vita, la famiglia, la malattia, l'anzianità, o la carità.
    • Nella Liturgia delle Ore: Le sue invocazioni possono ispirare le suppliche (le preghiere d'intercessione) delle Lodi Mattutine o dei Vespri, in particolare nel giorno della memoria del santo o in giorni dedicati ai malati.
    • Gruppi di Preghiera e Movimenti: È molto appropriata per gruppi parrocchiali, associazioni di volontariato, movimenti che operano nel settore socio-sanitario, ospedali o case di riposo. Può essere usata in momenti di preghiera specifici, ritiri, o incontri di formazione.
    • Adorazione Eucaristica: Può essere un'ottima preghiera da recitare o meditare durante l'adorazione eucaristica, come espressione di intercessione per i più bisognosi davanti al Santissimo Sacramento.
  • Contesti Specifici: La preghiera è particolarmente significativa in contesti come ospedali, strutture di lunga degenza, ospizi, o durante celebrazioni dedicate a San Giovanni di Dio o ai Fatebenefratelli.

La sua formulazione, pur essendo specifica, ha un respiro universale che la rende preziosa per un'ampia gamma di contesti ecclesiali e personali, rafforzando la sensibilità della comunità cristiana verso la cura e il rispetto degli anziani e dei sofferenti.

6. Indicazioni Pratiche: Come Usarla nella Preghiera Personale o Comunitaria e nei Tempi dell’Anno Liturgico

Questa profonda preghiera, ispirata alla figura di San Giovanni di Dio, offre un ricco spunto per la pratica della fede sia a livello individuale che comunitario. La sua versatilità permette di integrarla efficacemente in diversi momenti dell'anno liturgico e in specifiche circostanze.

Nella Preghiera Personale:

  1. Meditazione Quotidiana: Per chiunque abbia un anziano in famiglia, lavori in ambito sanitario o si senta chiamato alla carità verso i più fragili, recitare questa preghiera ogni giorno può essere un potente promemoria e un sostegno spirituale. Può precedere o seguire la visita a un parente anziano o una giornata di lavoro.
  2. Momenti di Difficoltà: Se un anziano (o un suo familiare) si sente solo, abbandonato o scoraggiato, questa preghiera offre parole di speranza e la possibilità di affidarsi alla protezione di San Giovanni di Dio e alla misericordia divina.
  3. Riflessione sulla Dignità: Utilizzarla come punto di partenza per una riflessione personale sulla dignità della vita, sulla propria chiamata alla solidarietà e su come combattere l'indifferenza nel proprio contesto.
  4. Preparazione al Servizio: Per chi si appresta a svolgere un servizio di volontariato o professionale nelle case di riposo, recitarla può aiutare a interiorizzare il significato spirituale del proprio lavoro, riconoscendo Cristo nei malati.

Nella Preghiera Comunitaria:

  1. Preghiera dei Fedeli (Messa): La preghiera può essere adattata e inserita come intenzione universale durante la Messa. Ad esempio, si possono estrapolare le richieste per gli anziani, per il personale e per la società, formulandole come invocazioni specifiche dopo l'omelia.
  2. Gruppi di Preghiera: Particolarmente adatta per gruppi parrocchiali, associazioni di volontariato (come Caritas, Sant'Egidio, Vincenziani) o movimenti ecclesiali che si occupano di assistenza agli anziani e ai malati. Può essere recitata all'inizio o alla fine degli incontri, o durante momenti di Adorazione Eucaristica.
  3. Celebrazioni nelle Strutture Sanitarie: In ospedali, cliniche, case di riposo, la preghiera può essere un elemento centrale di momenti di culto, celebrazioni della Parola o della Messa, coinvolgendo residenti, personale e familiari.
  4. Novene e Tridui: Può essere la preghiera conclusiva di una novena o di un triduo in onore di San Giovanni di Dio, specialmente in vista della sua festa.

Nei Tempi dell’Anno Liturgico:

  1. Festa di San Giovanni di Dio (8 Marzo): Questo è il giorno più ovvio e appropriato per utilizzare questa preghiera, sia a livello personale che comunitario, per onorare il santo patrono e chiedere la sua intercessione.
  2. Giornata Mondiale del Malato (11 Febbraio): La preghiera si allinea perfettamente con il messaggio di questa giornata, focalizzata sulla dignità del malato, sul ruolo dei caregiver e sulla carità evangelica.
  3. Giornata Mondiale dei Nonni e degli Anziani (Quarta domenica di luglio): Un'occasione ideale per recitare questa preghiera, che valorizza la saggezza degli anziani e denuncia la cultura dello scarto.
  4. Quaresima: Il tempo di Quaresima, con il suo richiamo alla conversione, alla carità e alla solidarietà, rende questa preghiera particolarmente pertinente. Le richieste di liberazione dall'indifferenza e di apertura del cuore alla cura reciproca risuonano con forza.
  5. Avvento: Durante l'Avvento, mentre si attende la venuta di Cristo che si è fatto povero e ultimo, la preghiera può servire a preparare i cuori a riconoscere e servire il Signore nei fratelli e nelle sorelle più bisognose.
  6. Tempo Ordinario: Come costante richiamo all'esercizio della carità e all'attenzione verso i vulnerabili, può essere recitata regolarmente in qualsiasi momento del Tempo Ordinario, mantenendo viva la sensibilità cristiana.

Utilizzare questa preghiera in modo consapevole e partecipato contribuisce non solo alla crescita spirituale individuale, ma anche alla formazione di una comunità cristiana più attenta, solidale e fedele al comandamento dell'amore.

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