Grido a Dio con il Beato Oscar Romero per l'equità sociale a favore dei Magistrati

Ascolta la Preghiera
Dio della Giustizia, ascolta il nostro grido angosciato. Guardaci mentre invochiamo il tuo aiuto per i magistrati, chiamati ogni giorno a giudicare tra il potente e il debole, tra chi ha voce e chi grida in silenzio.
O Beato Oscar Romero, martire della giustizia, tu che hai pagato con la vita la tua fedeltà ai poveri, intercedi presso Dio per tutti coloro che detengono il potere del giudizio.
Signore, dona coraggio ai giudici: che non abbassino mai lo sguardo di fronte agli oppressi, che non facciano distinzione tra chi è ricco e chi è povero. Spezza le catene della paura che possono paralizzare chi è chiamato a fare giustizia, e riempi i loro cuori di vera equità.
Noi ti supplichiamo, o Dio, perché la legge sia scudo e rifugio per chi non ha voce. Fa’ che i magistrati sentano nelle loro coscienze il grido dei poveri e non voltino mai le spalle alla verità.
O Beato Romero, accompagna i giudici nella loro missione difficile, fa’ che siano testimoni intrepidi e operatori di giustizia sociale, perché in ogni sentenza si rifletta la tua misericordia e il tuo amore per gli ultimi.
Signore, rispondi al nostro grido: rendi i magistrati strumenti coraggiosi della tua equità, così che sorga sulla terra una giustizia che libera e una pace che non conosce fine.
Spiegazione della Preghiera
1. Il contesto spirituale e dottrinale della preghiera
Questa preghiera si inserisce nel solco della tradizione cristiana che esalta la dimensione della giustizia come valore centrale nella vita personale e sociale. Nella dottrina sociale della Chiesa, la giustizia non rappresenta soltanto l’amministrazione legale corretta, ma la realizzazione concreta dell’ordine voluto da Dio, in cui ogni persona vede riconosciuta la propria dignità. La preghiera invoca Dio come “Dio della Giustizia”, richiamando sia l’Antico che il Nuovo Testamento, dove Dio è il Giusto per eccellenza (cfr. Salmo 7,12: “Dio è giudice giusto”).
Nell’invocazione al Beato Oscar Romero, martire della giustizia, la preghiera si connette anche con la dimensione della testimonianza cristiana fino al dono della vita, ricordando figure che hanno incarnato il Vangelo nella difesa degli ultimi e dei poveri. Risponde così all’insegnamento di Cristo che invita a schierarsi dalla parte degli oppressi (“Avevo fame e mi avete dato da mangiare...”, Mt 25,35-40).
L’orizzonte dottrinale è dunque duplice: da un lato, la consapevolezza che giudicare con giustizia è una partecipazione all’opera stessa di Dio; dall’altro, che l’esempio dei santi e dei martiri mostra la possibilità concreta di vivere le Beatitudini anche in ambiti civili e pubblici, come l’amministrazione della giustizia.
2. I destinatari a cui è rivolta e perché
La preghiera si rivolge innanzitutto a Dio, invocandolo come fonte della giustizia e dell’equità. Tuttavia, si distingue anche una supplica rivolta al Beato Oscar Romero, intercessore e modello di fedeltà evangelica. Attraverso queste invocazioni, il testo sottolinea la dimensione teandrica della preghiera cristiana: è dialogo verticale con Dio e comunione con i santi.
Al tempo stesso, la preghiera “parla” a nome della comunità dei fedeli, che si presenta davanti a Dio per implorare aiuto e luce non solo per sé, ma per una categoria precisa di persone nella società: i magistrati, ossia coloro che hanno il compito, spesso arduo, di giudicare in modo imparziale e giusto.
In questo senso, la preghiera risponde all’invito biblico e tradizionale di pregare per “tutti coloro che stanno al potere” (cfr. 1 Tm 2,1-2), estendendo la supplica a un gruppo spesso dimenticato: chi deve amministrare la giustizia in nome della collettività.
3. I beneficiari per cui intercede e i bisogni spirituali/fisici che affronta
I principali beneficiari dell’intercessione sono i magistrati e, indirettamente, tutti coloro che si trovano coinvolti nei meccanismi della giustizia umana: gli oppressi, i poveri, i deboli e ogni persona che rischia di non ricevere tutela o ascolto.
La preghiera affronta diversi bisogni spirituali e persino fisici:
- Per i magistrati: si invoca coraggio (“dona coraggio ai giudici”), equità di cuore, libertà dalla paura (“spezza le catene della paura”), e capacità di ascolto del “grido dei poveri”.
- Per gli oppressi e chi è senza voce: la preghiera chiede che la legge diventi veramente “scudo e rifugio”, perché nessuno sia privo di difesa.
- Per la società: il testo allude a una dimensione di “giustizia che libera” e di “pace che non conosce fine”, dunque a un vero benessere anche fisico e sociale, frutto di sentenze rette e di magistrati giusti.
Emergono qui i rischi reali della funzione giudiziaria: la paura delle pressioni, il rischio di corruzione, la tentazione di cedere ai potenti o di ignorare i poveri. Il testo chiede soccorso perché chi amministra la giustizia possa resistere a queste derive, operando con integrità e misericordia.
4. I temi teologici principali, con citazioni bibliche o patristiche
Tra i temi teologici che emergono, possiamo individuare:
- Giustizia divina e umana: Il parallelismo tra la giustizia di Dio e quella richiesta all’uomo. “Siate misericordiosi come il Padre vostro è misericordioso” (Lc 6,36).
- Misericordia verso gli ultimi: In linea con la preferenza biblica per i poveri (“Il Signore rende giustizia agli oppressi”, Sal 146,7).
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Coraggio nella testimonianza: L’invocazione al Beato Romero rimanda al tema del martirio inteso come suprema testimonianza della fede. Sant’Ambrogio ricorda:
“Nessuno può essere giusto, se non chi è pronto a sopportare l’ingiustizia per la giustizia.”
- Intercessione dei santi: La Chiesa, secondo la Lumen Gentium, insegna che i santi “non cessano di intercedere per noi presso il Padre”.
- La legge come strumento di bene: Paolino, nella Lettera ai Romani (13,1-4), dice che “chi esercita l’autorità è ministro di Dio per il tuo bene”.
Questi temi radicano la preghiera sia nella Scrittura sia nella Tradizione patristica e liturgica, inserendo la figura di Romero come erede dei profeti e amici dei poveri invocati nella Bibbia.
5. Il genere di preghiera e la collocazione nella tradizione liturgica
La preghiera presenta una struttura tipicamente cristiana che fonde diversi generi:
- Invocazione e lode: A Dio quale “Dio della Giustizia”.
- Intercessione: Sia presso Dio (“ascolta il nostro grido... per i magistrati”) che attraverso un santo martire.
- Supplica: Perché la legge diventi realmente protezione per i deboli.
- Impegno e penitenza implicita: Il riconoscimento dei limiti umani e la richiesta di conversione continua (“non voltino mai le spalle alla verità”).
Nella tradizione liturgica, questa preghiera si colloca tra le preghiere dei fedeli (o “preghiera universale”), particolarmente idonea nelle celebrazioni che ricordano la giustizia sociale, le vittime delle ingiustizie, o nella memoria di santi martiri come Romero.
Può anche essere utilizzata nelle adorazioni e nei momenti di ritiro rivolti a magistrati, operatori del diritto o comunità impegnate nel servizio pubblico.
6. Indicazioni pratiche: uso personale/comunitario e tempi liturgici
Nel contesto personale, questa preghiera può essere recitata come parte dell’orazione del mattino o della sera, da chi lavora nell’ambito giudiziario o da chi intende accompagnare spiritualmente tali figure. Offre anche uno spunto per esame interiore sulla giustizia e il coraggio nei rapporti quotidiani.
Nel contesto comunitario, trova posto:
- Durante la preghiera dei fedeli nella Messa, in particolare nelle feste dei santi della giustizia, nella memoria liturgica di Oscar Romero (24 marzo), o in giornate dedicate alla giustizia sociale.
- Nei momenti di formazione per laici impegnati nella politica, nell’amministrazione pubblica o nel servizio legale.
- Come parte di veglie o marce per la pace e la giustizia.
Nei tempi dell’anno liturgico, la preghiera è particolarmente adatta:
- Nel Tempo Ordinario, in modo ricorrente come richiamo alla giustizia quotidiana.
- Durante la Quaresima, quale invocazione penitenziale e di conversione sociale.
- In occasione di eventi civili che riguardano la giustizia (giornate della legalità, anniversari di vittime di ingiustizie, ecc.).
Suggerimento pratico: Nel contesto comunitario, la preghiera può essere letta con pause dopo ogni invocazione, seguita da un momento di silenzio o di interventi spontanei. Integrarla con un salmo di giustizia (come il Salmo 72 o il Salmo 146) può favorire una partecipazione più profonda e biblica.
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