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0Preghiere su Forza nelle difficoltà di tipo Mattutina
TipologieLa preghiera mattutina si recita all’inizio della giornata per lodare Dio, affidargli le proprie attività e chiedere luce e forza. Nella Liturgia delle Ore trova la sua collocazione nelle Lodi mattutine, una delle due ore principali della preghiera quotidiana della Chiesa.
Preghiera del mattino a Gesù per trovare la forza di ricominciare
Preghiera del mattino a Gesù per affrontare una giornata difficile
La preghiera mattutina: iniziare il giorno davanti a Dio
La preghiera mattutina è l’insieme delle forme di preghiera con cui, al risveglio o nelle prime ore del giorno, si affida a Dio la giornata che comincia. Può essere una breve invocazione personale, una preghiera recitata in famiglia oppure una celebrazione comunitaria. Nella tradizione cattolica trova la sua espressione liturgica principale nelle Lodi mattutine, una delle due «ore principali» della Liturgia delle Ore, insieme ai Vespri.
Non ogni preghiera fatta al mattino è però una celebrazione liturgica: le Lodi appartengono alla preghiera ufficiale della Chiesa, mentre formule come il Ti adoro appartengono ordinariamente alla pietà personale e popolare. Le due forme sono distinte, ma possono sostenersi a vicenda.
Una preghiera di lode, affidamento e intercessione
La nota dominante della preghiera mattutina è la lode: il credente riconosce il dono della vita, ringrazia per la notte trascorsa e accoglie il nuovo giorno come tempo favorevole per amare e servire. Nelle Lodi cristiane, la luce dell’alba richiama anche Cristo risorto, luce che vince le tenebre.
Accanto alla lode trovano posto l’offerta delle attività quotidiane, la domanda di aiuto e l’intercessione per la Chiesa, il mondo e le persone incontrate. Può esserci anche un atteggiamento penitenziale: chiedere perdono e conversione aiuta a iniziare la giornata con sincerità. La preghiera del mattino, tuttavia, non coincide con una preghiera penitenziale: il suo orientamento fondamentale è accogliere il giorno con fiducia e gratitudine.
Collocazione nella storia della liturgia e della pietà popolare
L’abitudine di pregare all’inizio della giornata ha radici antiche. Già nella tradizione biblica il mattino è tempo di ricerca di Dio e di fiduciosa attesa. La preghiera ebraica quotidiana comprende una preghiera del mattino; anche le prime comunità cristiane ereditarono e svilupparono l’uso di pregare in momenti determinati, accompagnando il trascorrere delle ore con salmi e suppliche.
Nei primi secoli la preghiera dell’alba assunse progressivamente forme comunitarie, sia nelle chiese cittadine sia negli ambienti monastici. Nella tradizione occidentale si consolidarono le Lodi, caratterizzate da salmi di lode e dal riferimento alla risurrezione. Nelle Chiese di tradizione bizantina, l’Orthros è il principale ufficio del mattino, con una struttura propria: non va semplicemente identificato con le Lodi romane.
È utile distinguere la preghiera mattutina dall’antico Mattutino. Nel rito romano, nonostante il nome, il Mattutino era un ufficio tradizionalmente legato alla notte o alle prime ore, distinto dalle Lodi. Nell’attuale Liturgia delle Ore romana gli corrisponde, con una struttura rinnovata, l’Ufficio delle letture, che può essere celebrato anche in altri momenti della giornata.
La riforma liturgica successiva al Concilio Vaticano II ha riaffermato il posto centrale di Lodi e Vespri. La costituzione Sacrosanctum Concilium li presenta come i due cardini dell’ufficio quotidiano e ne incoraggia la celebrazione comunitaria. Accanto alla liturgia è rimasta viva la pietà popolare: il segno della croce al risveglio, le preghiere imparate in famiglia e l’offerta della giornata hanno aiutato generazioni di fedeli a collegare la fede alla vita ordinaria.
Struttura e caratteristiche formali
Le Lodi mattutine del rito romano seguono una struttura comune, adattata al giorno e al tempo liturgico. Normalmente comprendono:
- il versetto iniziale e l’inno, che introduce il carattere della celebrazione;
- la salmodia: un salmo, un cantico dell’Antico Testamento e un altro salmo, accompagnati dalle rispettive antifone;
- una lettura biblica breve, seguita dal responsorio;
- il cantico evangelico di Zaccaria, il Benedictus;
- le invocazioni, il Padre nostro e l’orazione conclusiva.
Se le Lodi sono la prima preghiera dell’Ufficio nella giornata, possono essere precedute dall’Invitatorio, secondo le norme liturgiche. Nella celebrazione comunitaria si possono alternare le voci, osservare pause di silenzio e cantare alcuni elementi. La ripetizione regolare dei salmi non elimina la varietà: il loro senso si illumina diversamente secondo la domenica, le feste e i tempi dell’anno.
Una preghiera personale, invece, non richiede uno schema fisso. Può articolarsi in un breve silenzio, un ringraziamento, l’ascolto di un versetto biblico, alcune intenzioni e un gesto di affidamento. La semplicità non la rende meno autentica: conta che le parole favoriscano un incontro attento e sincero.
Alcuni esempi significativi
Il Benedictus, tratto dal Vangelo di Luca, è il cantico che caratterizza ogni giorno le Lodi romane. Comincia con le parole: «Benedetto il Signore, Dio d’Israele, perché ha visitato e redento il suo popolo». La sua immagine del «sole che sorge» esprime bene la speranza cristiana affidata alla luce del mattino.
Tra i salmi associati alla preghiera dell’alba, il Salmo 62, secondo la numerazione greco-latina, esprime il desiderio di Dio: «O Dio, tu sei il mio Dio, dall’aurora io ti cerco». Il Salmo 50, presente nelle Lodi in determinati giorni, dà invece voce alla domanda di perdono e di rinnovamento interiore.
Nella devozione popolare italiana è molto noto il Ti adoro, che nella sua forma mattutina ringrazia Dio, tra l’altro, per aver custodito chi prega durante la notte. Diffusa è anche l’offerta della giornata, presente in diverse formulazioni: con essa si affidano a Dio preghiere, lavoro, gioie e difficoltà, spesso unendoli alle intenzioni della Chiesa. Queste formule non sostituiscono necessariamente le Lodi, ma possono costituire un accessibile primo passo alla preghiera quotidiana.
Valore pastorale e pedagogico
Pregare al mattino educa a non considerare il tempo soltanto come una successione di impegni. Il ringraziamento favorisce uno sguardo capace di riconoscere i doni; l’intercessione allarga l’attenzione oltre i propri bisogni; l’offerta invita a vivere responsabilmente il lavoro, lo studio e le relazioni.
Sul piano pastorale, la preghiera mattutina può creare comunione tra persone di età e condizioni diverse. In famiglia permette di trasmettere parole e gesti della fede senza separarli dalla vita quotidiana; in parrocchia o in una comunità religiosa rende visibile la dimensione comune della lode. I salmi, inoltre, insegnano a pregare anche quando mancano parole spontanee, dando voce alla gioia, alla fatica e alla speranza.
Come praticarla personalmente e in comunità
Per iniziare, è utile scegliere un momento realistico e un luogo sufficientemente tranquillo. Anche pochi minuti possono bastare: un segno della croce, un breve passo della Scrittura, il ringraziamento per un dono ricevuto e una preghiera per qualcuno. Chi desidera recitare le Lodi può servirsi di un testo approvato della Liturgia delle Ore, imparandone gradualmente la struttura.
In comunità conviene preparare i testi, distribuire con chiarezza le parti e lasciare spazio al silenzio, evitando sia la fretta sia un’eccessiva complessità. Con bambini o gruppi non abituati alla salmodia si può proporre una preghiera del mattino più semplice, distinguendola dalle Lodi celebrate secondo i libri liturgici. La costanza, più della quantità di parole, aiuta a fare della preghiera un orientamento concreto per tutta la giornata.