Preghiera comunitaria ai Santi Daniele e compagni per la missione cristiana

Preghiera comunitaria ai Santi Daniele e compagni per la missione cristiana
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O Santi Daniele e compagni martiri di Ceuta, voi che con la vostra vita avete testimoniato la fedeltà a Cristo fino all'estremo sacrificio,

noi, qui riuniti in preghiera, ci rivolgiamo a voi, modelli di coraggio e amore incondizionato. Ricordiamo il vostro esempio non come invito alla contesa, ma come ispirazione a vivere con autenticità la nostra fede, nel rispetto di ogni persona e di ogni credo.

Intercedete per le nostre Comunità Missionarie sparse in ogni angolo della terra. Donaci, Signore, per la loro intercessione, uno spirito di unità profonda, affinché possano essere un solo cuore e una sola anima nel portare la Buona Novella.

Insegnateci l'arte del servizio umile e generoso, che si china sulle ferite dell'umanità, senza distinzione alcuna. Fa' che i nostri missionari siano sempre pronti all'ascolto attento e compassionevole: ascolto della Parola che illumina, ascolto dei popoli con le loro gioie e i loro dolori, le loro culture e le loro domande più intime.

Guidaci, o Signore, a un annuncio del Vangelo che sia sempre testimonianza di vita, offerta di speranza e proposta di amore, mai coercizione o imposizione. Che ogni parola e ogni gesto riflettano la tua infinita misericordia e il tuo profondo rispetto per la libertà di ogni coscienza.

Concedi loro la saggezza di seminare pace e giustizia, la forza di perseverare nelle difficoltà e la gioia di vedere fiorire la fede attraverso il loro impegno silenzioso e la loro luminosa testimonianza.

Che le nostre Comunità Missionarie siano fari di luce, ponti di dialogo e strumenti della tua pace nel mondo.

Amen.

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Spiegazione e Significato

1. Il contesto spirituale e dottrinale della seguente preghiera.

Questa preghiera si inserisce profondamente nel cuore della spiritualità e della dottrina cattolica, attingendo a pilastri fondamentali della fede. Il suo contesto è multiforme, abbracciando la teologia della Comunione dei Santi, l'importanza del martirio come testimonianza suprema, la natura missionaria intrinseca della Chiesa e l'impegno per il dialogo e il rispetto interreligioso, elementi particolarmente accentuati nel magistero contemporaneo.

Al centro vi è la dottrina della Comunione dei Santi, che afferma l'unità mistica di tutti i membri della Chiesa, sia quelli che sono ancora in cammino sulla terra (Chiesa militante), sia quelli che si stanno purificando in Purgatorio (Chiesa sofferente), sia quelli che godono già della visione beatifica in Cielo (Chiesa trionfante). I Santi Daniele e compagni martiri, avendo raggiunto la gloria celeste, non sono separati da noi, ma continuano ad essere parte viva del Corpo di Cristo. Essi possono intercedere per noi presso Dio, non come divinità a cui ci si rivolge direttamente per ottenere grazie, ma come amici di Dio e nostri fratelli maggiori nella fede, la cui preghiera è potente e gradita al Signore. Il Catechismo della Chiesa Cattolica (CCC) afferma chiaramente:

"La comunione con i santi defunti non è affatto interrotta, anzi, secondo la fede perenne della Chiesa, è consolidata dalla comunicazione dei beni spirituali" (CCC 955).

La preghiera celebra il martirio come la forma più alta di testimonianza della fede ("fino all'estremo sacrificio"). I martiri sono coloro che, imitando Cristo, hanno dato la vita per amore di Lui e del Vangelo. Il loro esempio non è solo un ricordo storico, ma una fonte perenne di ispirazione, un richiamo alla radicalità della sequela di Cristo. Essi incarnano il "coraggio e amore incondizionato", virtù che la preghiera desidera infondere nei fedeli e nelle comunità missionarie.

Il focus sulle Comunità Missionarie rivela la natura essenzialmente missionaria della Chiesa. Fin dalle parole di Gesù agli apostoli ("Andate in tutto il mondo e predicate il vangelo ad ogni creatura" - Marco 16,15), la Chiesa è consapevole di essere inviata a portare la Buona Novella. La preghiera riflette questa consapevolezza, chiedendo sostegno e guida per coloro che sono in prima linea nell'annuncio del Vangelo.

Infine, il linguaggio adoperato ("nel rispetto di ogni persona e di ogni credo," "mai coercizione o imposizione," "ponti di dialogo") colloca questa preghiera saldamente nel contesto del magistero post-conciliare, in particolare del Concilio Vaticano II. Documenti come la *Dignitatis Humanae* sulla libertà religiosa e la *Nostra Aetate* sulle relazioni con le religioni non cristiane hanno sottolineato l'importanza del dialogo, del rispetto della coscienza e del rifiuto di ogni forma di proselitismo aggressivo o impositivo. L'annuncio del Vangelo è inteso come "testimonianza di vita, offerta di speranza e proposta di amore," un approccio che rispecchia l'infinita misericordia di Dio e il Suo profondo rispetto per la libertà umana.

2. I destinatari a cui è rivolta e perché.

La preghiera si rivolge a due categorie principali di destinatari, in un ordine che riflette la dottrina cattolica sulla mediazione e l'intercessione:

Il primo destinatario esplicito è Dio stesso, invocato con appellativi come "Signore" e "o Signore". Questo è evidente in frasi come "Donaci, Signore, per la loro intercessione...", "Insegnateci l'arte...", "Fa' che i nostri missionari siano...", "Guidaci, o Signore...", e "Concedi loro la saggezza...". Tutte le grazie e i doni invocati – l'unità, lo spirito di servizio, l'ascolto, la saggezza, la forza, la gioia – provengono ultimamente da Dio. Egli è la fonte di ogni bene, il creatore e sostenitore di ogni vita, colui che solo può esaudire le suppliche più profonde. La preghiera cattolica è sempre, in ultima analisi, teocentrica, rivolta al Padre per mezzo di Cristo nello Spirito Santo. Anche quando si invoca l'intercessione dei santi, il fine ultimo è sempre rivolgersi a Dio, la cui volontà è la sorgente di ogni grazia e benedizione.

Il secondo destinatario, e punto di partenza della preghiera, sono i Santi Daniele e compagni martiri di Ceuta. Essi sono invocati all'inizio: "O Santi Daniele e compagni martiri di Ceuta, voi che con la vostra vita avete testimoniato la fedeltà a Cristo... noi... ci rivolgiamo a voi... Intercedete per le nostre Comunità Missionarie...". I santi non sono adorati né considerati divinità; la loro invocazione si basa sulla fede nella Comunione dei Santi, secondo cui coloro che sono in Cielo godono della visione di Dio e possono pregare per noi. Essi sono "modelli di coraggio e amore incondizionato", e la loro vicinanza a Dio rende le loro preghiere particolarmente efficaci. La preghiera chiede a loro di "intercedere", ovvero di presentare le nostre suppliche a Dio. Questo non sminuisce il ruolo di Cristo come unico mediatore tra Dio e gli uomini (1 Timoteo 2,5), ma lo esalta, poiché l'intercessione dei santi è una partecipazione alla mediazione di Cristo stesso, unita alla sua perfetta intercessione.

L'atto di rivolgersi ai martiri ha un duplice scopo: primo, chiedere la loro intercessione, affinché le loro preghiere si uniscano alle nostre e ottengano da Dio le grazie richieste per le Comunità Missionarie. Secondo, riconoscere il loro esempio come fonte di ispirazione. Essi sono "modelli" da cui apprendere come vivere la fede con autenticità, coraggio e amore. La loro vita, culminata nel sacrificio, diventa una catechesi vivente, insegnando che la vera fede si manifesta nella fedeltà a Cristo, anche di fronte alle sfide più estreme.

In sintesi, la preghiera opera su due livelli: un'invocazione ai santi per la loro intercessione e un'invocazione diretta a Dio, la fonte ultima di ogni grazia, le cui benedizioni vengono richieste per intercessione dei santi. Questo approccio riflette la ricchezza della tradizione cattolica, che valorizza sia la preghiera diretta a Dio che il sostegno della "nube di testimoni" che ci precede nel Regno.

3. I beneficiari per cui intercede e i bisogni spirituali/fisici che affronta.

I principali beneficiari di questa preghiera sono le Comunità Missionarie, specificamente menzionate come "sparse in ogni angolo della terra". Questo include non solo i sacerdoti e le religiose, ma anche i laici missionari, le famiglie missionarie, e tutte le persone e le strutture che contribuiscono all'evangelizzazione e al servizio nel mondo. Indirettamente, la preghiera beneficia anche le comunità cristiane di origine che sostengono l'opera missionaria, e in ultima analisi, l'umanità intera, poiché la missione è rivolta alla salvezza e al bene di tutti.

La preghiera affronta una vasta gamma di bisogni, prevalentemente spirituali, ma con chiare implicazioni fisiche e sociali:

  1. Unità profonda: "Donaci... uno spirito di unità profonda, affinché possano essere un solo cuore e una sola anima nel portare la Buona Novella." L'unità è essenziale per la credibilità e l'efficacia della missione (cfr. Giovanni 17,21: "Perché tutti siano uno... affinché il mondo creda"). La disunione tra i cristiani è uno scandalo che ostacola l'annuncio.
  2. Spirito di servizio umile e generoso: "Insegnateci l'arte del servizio umile e generoso, che si china sulle ferite dell'umanità, senza distinzione alcuna." Questo bisogno è cruciale per i missionari, chiamati a imitare Cristo servo (cfr. Filippesi 2,7). Si riferisce non solo al servizio spirituale, ma anche all'impegno concreto per alleviare le sofferenze fisiche e sociali, curando le "ferite dell'umanità" come povertà, ingiustizia, malattie.
  3. Ascolto attento e compassionevole: Questo si articola in due dimensioni:
    • Ascolto della Parola: "ascolto della Parola che illumina." Fondamentale per nutrire la propria fede e guidare l'azione missionaria.
    • Ascolto dei popoli: "ascolto dei popoli con le loro gioie e i loro dolori, le loro culture e le loro domande più intime." Questo è un bisogno profondo per un'evangelizzazione inculturata e rispettosa, che non impone ma dialoga e comprende.
  4. Annuncio del Vangelo come testimonianza e proposta: "Guidaci... a un annuncio del Vangelo che sia sempre testimonianza di vita, offerta di speranza e proposta di amore, mai coercizione o imposizione." Questo bisogno teologico e pastorale è centrale. Riguarda la modalità dell'annuncio: non con la forza, ma con l'esempio, la carità e il rispetto della libertà di coscienza.
  5. Saggezza per seminare pace e giustizia: "Concedi loro la saggezza di seminare pace e giustizia." La missione non è solo annuncio verbale, ma anche impegno per la trasformazione sociale, lavorando per un mondo più giusto e pacifico, frutti del Regno di Dio. Questo ha dirette implicazioni per i bisogni fisici e strutturali delle comunità.
  6. Forza di perseverare nelle difficoltà: "la forza di perseverare nelle difficoltà." Il lavoro missionario è spesso arduo, segnato da opposizioni, fallimenti, isolamento e pericoli. La preghiera chiede la grazia della perseveranza.
  7. Gioia di vedere fiorire la fede: "la gioia di vedere fiorire la fede attraverso il loro impegno silenzioso e la loro luminosa testimonianza." È il bisogno di vedere il frutto del proprio lavoro, una gioia che sostiene e incoraggia, riconoscendo la mano di Dio che opera attraverso i missionari.

In sintesi, la preghiera abbraccia i bisogni fondamentali per un'efficace e autentica missione cristiana nel mondo contemporaneo, ponendo l'accento sull'interiorità spirituale, l'agire caritatevole e l'approccio dialogico e rispettoso.

4. I temi teologici principali, con eventuali citazioni bibliche o patristiche pertinenti.

Questa preghiera è un ricco tessuto di temi teologici fondamentali, che spaziano dalla cristologia all'ecclesiologia, dalla pneumatologia all'etica missionaria. Ecco i principali:

  • La Comunione dei Santi e l'Intercessione: Questo è il tema portante all'inizio della preghiera. Si invoca l'aiuto dei Santi Daniele e compagni, riconoscendoli come parte della Chiesa trionfante.
    "O Santi Daniele e compagni martiri di Ceuta... Intercedete per le nostre Comunità Missionarie."
    Questo riflette la dottrina che i santi in cielo, essendo uniti a Cristo, continuano a intercedere per noi.

    Riferimenti biblici:
    Ebrei 12,1: "Anche noi dunque, circondati da un sì gran numero di testimoni, deposto ogni peso e il peccato che ci sta attorno, corriamo con perseveranza nella corsa che ci è proposta."
    Apocalisse 5,8: Descrive i ventiquattro anziani che hanno "coppe d'oro piene di profumi, che sono le preghiere dei santi."
    Catechismo della Chiesa Cattolica 956: "L'intercessione dei santi non è un ostacolo, bensì un aiuto più potente alla nostra debolezza."

  • Il Martirio come Testimonianza (Martyria): I santi sono celebrati per la loro fedeltà "fino all'estremo sacrificio". Il martirio è la forma più alta di testimonianza a Cristo.
    "voi che con la vostra vita avete testimoniato la fedeltà a Cristo fino all'estremo sacrificio, ...modelli di coraggio e amore incondizionato."

    Riferimenti biblici:
    Giovanni 15,13: "Nessuno ha un amore più grande di questo: dare la propria vita per i propri amici."
    Apocalisse 7,14: "Questi sono quelli che vengono dalla grande tribolazione e che hanno lavato le loro vesti e le hanno imbiancate nel sangue dell'Agnello."
    Tertulliano: "Il sangue dei martiri è seme di nuovi cristiani."

  • La Missione Evangelizzatrice della Chiesa (Missio): Il cuore della preghiera è rivolto alle "Comunità Missionarie" e al loro compito di "portare la Buona Novella" e "annuncio del Vangelo".
    "Intercedete per le nostre Comunità Missionarie sparse in ogni angolo della terra... nel portare la Buona Novella... un annuncio del Vangelo."

    Riferimenti biblici:
    Matteo 28,19-20 (Mandato missionario): "Andate dunque e fate discepoli tutti i popoli, battezzandoli nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo, insegnando loro ad osservare tutto ciò che vi ho comandato."
    Marco 16,15: "Andate in tutto il mondo e predicate il vangelo ad ogni creatura."
    Paolo VI, Evangelii Nuntiandi 14: "L'evangelizzazione è la grazia e la vocazione propria della Chiesa, la sua identità più profonda. Essa esiste per evangelizzare."

  • Unità dei Cristiani (Ecumenismo): La richiesta di "unità profonda" è un anelito ecumenico fondamentale per la missione.
    "Donaci, Signore, per la loro intercessione, uno spirito di unità profonda, affinché possano essere un solo cuore e una sola anima nel portare la Buona Novella."

    Riferimenti biblici:
    Giovanni 17,21: "Perché tutti siano uno; come tu, Padre, sei in me e io in te, anch'essi siano in noi, affinché il mondo creda che tu mi hai mandato."
    Atti 4,32: "La moltitudine di coloro che avevano creduto era un solo cuore e un'anima sola."

  • Servizio e Carità (Diakonia): L'enfasi sul "servizio umile e generoso" e il "chinarsi sulle ferite dell'umanità" riflette la dimensione diaconale della Chiesa.
    "Insegnateci l'arte del servizio umile e generoso, che si china sulle ferite dell'umanità, senza distinzione alcuna."

    Riferimenti biblici:
    Marco 10,45: "Poiché anche il Figlio dell'uomo non è venuto per essere servito, ma per servire e per dare la sua vita come riscatto per molti."
    Matteo 25,31-46 (Il giudizio finale): "Tutto ciò che avete fatto a uno solo di questi miei fratelli più piccoli, l'avete fatto a me."

  • Rispetto della Libertà e Dialogo Interreligioso: Un tema cruciale per l'evangelizzazione contemporanea, che rifiuta ogni imposizione e promuove il rispetto.
    "nel rispetto di ogni persona e di ogni credo... mai coercizione o imposizione. Che ogni parola e ogni gesto riflettano la tua infinita misericordia e il tuo profondo rispetto per la libertà di ogni coscienza."

    Riferimenti magisteriali:
    Concilio Vaticano II, Dignitatis Humanae 10: "La verità non si impone se non in forza della stessa verità, la quale si diffonde soavemente e insieme con forza nell'animo."
    Concilio Vaticano II, Nostra Aetate: Promuove il dialogo e la collaborazione con le altre religioni.
    Papa Francesco, Evangelii Gaudium 14: "La Chiesa non cresce per proselitismo ma 'per attrazione'."

  • Pace e Giustizia: L'impegno per "seminare pace e giustizia" è parte integrante della missione cristiana e del messaggio del Regno di Dio.
    "Concedi loro la saggezza di seminare pace e giustizia."

    Riferimenti biblici:
    Matteo 5,9: "Beati gli operatori di pace, perché saranno chiamati figli di Dio."
    Isaia 32,17: "Il frutto della giustizia sarà la pace e l'effetto della giustizia, quiete e sicurezza per sempre."

Questi temi mostrano come la preghiera sia profondamente radicata nella tradizione teologica e pastorale della Chiesa, offrendo una visione completa dell'identità e della missione cristiana nel mondo.

5. Il genere di preghiera (lode, intercessione, ringraziamento, penitenza, ecc.) e la sua collocazione nella tradizione liturgica.

Questa preghiera si classifica primariamente come una preghiera di intercessione (o supplica), con elementi di venerazione e invocazione. Il suo scopo principale è chiedere a Dio, attraverso l'intercessione dei Santi Daniele e compagni, specifiche grazie e doni per le Comunità Missionarie e per il loro operato.

  • Intercessione: Il carattere intercessorio è evidente fin dall'inizio con la richiesta ai santi ("Intercedete per le nostre Comunità Missionarie") e prosegue con le numerose suppliche dirette a Dio: "Donaci, Signore...", "Insegnateci...", "Fa' che i nostri missionari siano...", "Guidaci, o Signore...", "Concedi loro...". Tutte queste espressioni mirano a ottenere un beneficio per altri, in questo caso i missionari, e indirettamente per coloro a cui portano la Buona Novella.
  • Venerazione/Commemorazione: L'invocazione iniziale "O Santi Daniele e compagni martiri di Ceuta, voi che con la vostra vita avete testimoniato la fedeltà a Cristo fino all'estremo sacrificio" è un atto di venerazione. Si riconosce la santità dei martiri e il valore esemplare della loro vita, presentandoli come "modelli di coraggio e amore incondizionato". Non è una lode diretta a Dio, ma un riconoscimento del dono che Dio ha fatto alla Chiesa attraverso questi santi.
  • Supplica/Petizione: Sebbene strettamente legata all'intercessione, la preghiera contiene anche specifiche petizioni per ottenere virtù e capacità: unità, spirito di servizio, ascolto, saggezza, forza, gioia. Queste sono richieste concrete per affrontare le sfide della missione.

La sua collocazione nella tradizione liturgica è versatile e si adatta a diversi contesti della vita di preghiera della Chiesa:

  • Preghiera dei Fedeli: La sua struttura, con l'invocazione iniziale e una serie di petizioni per intenzioni specifiche della Chiesa universale (le missioni), la rende perfettamente idonea ad essere utilizzata come parte della Preghiera dei Fedeli durante la Santa Messa, specialmente in occasioni legate alla missione o alla festa dei martiri.
  • Litanie: Sebbene non sia una litania completa, l'invocazione dei santi seguita da una serie di richieste ricorda la forma delle litanie, dove si invoca l'intercessione dei santi prima di rivolgere suppliche a Dio.
  • Preghiera per le Missioni: È una preghiera esemplare per essere recitata in contesti specifici dedicati all'animazione missionaria, come incontri di gruppi missionari, veglie di preghiera per le missioni, o durante l'Ottobre Missionario.
  • Devozioni Comunitarie e Personali: Può essere facilmente integrata in momenti di preghiera comunitaria (es. Rosario, Adorazione Eucaristica) o nella preghiera personale, come meditazione sui temi della missione, del martirio e del servizio.
  • Ufficio Divino: Potrebbe essere usata come orazione finale nelle Lodi o nei Vespri, specialmente in giorni dedicati ai martiri o con intenzioni missionarie.

La preghiera non contiene elementi espliciti di lode diretta a Dio per i suoi attributi, né di ringraziamento per grazie ricevute, né di penitenza per i peccati. Il suo focus è chiaramente proiettato verso il futuro e verso il sostegno dell'opera missionaria, rendendola un potente strumento di intercessione per la Chiesa nel mondo.

6. Indicazioni pratiche: come usarla nella preghiera personale o comunitaria e nei tempi dell’anno liturgico.

Questa preghiera, ricca di significato teologico e pastorale, offre molteplici opportunità per l'uso sia nella preghiera personale che in quella comunitaria, e può essere valorizzata in diversi tempi dell'anno liturgico.

Nella preghiera personale:

  • Meditazione e Ispirazione: Leggere la preghiera lentamente, meditando sul coraggio dei martiri, sull'amore incondizionato, sull'importanza del servizio e dell'ascolto. Chiedersi come questi valori possano informare la propria vita quotidiana.
  • Intenzione Missionaria Quotidiana: Iniziare la giornata o un momento di preghiera offrendo questa preghiera per un missionario specifico che si conosce, per una comunità missionaria particolare, o per le intenzioni missionarie della Chiesa universale.
  • Esame di Coscienza: Le richieste della preghiera possono fungere da guida per un esame di coscienza. Ad esempio: "Sono un modello di coraggio nella mia fede?", "Vivo con autenticità, nel rispetto di ogni persona e di ogni credo?", "Sono pronto all'ascolto attento e compassionevole?", "Il mio annuncio del Vangelo è testimonianza di vita o coercizione?".
  • Richiesta di Virtù: Utilizzare la preghiera per chiedere a Dio, per intercessione dei martiri, le virtù necessarie per la propria vita cristiana: unità, spirito di servizio umile, capacità di ascolto, saggezza, forza nella perseveranza e gioia nella testimonianza.

Nella preghiera comunitaria:

  • Preghiera dei Fedeli: La preghiera si presta magnificamente ad essere inserita come intenzione universale nella Preghiera dei Fedeli durante la Messa, specialmente in domeniche missionarie, feste di martiri o in celebrazioni con un focus sull'evangelizzazione.
  • Adorazione Eucaristica: Durante un'ora di adorazione, questa preghiera può essere recitata in comune, seguita da un tempo di silenzio per la riflessione personale, o come introduzione a meditazioni sul tema della missione.
  • Incontri di Gruppi Missionari: È un testo ideale per aprire o concludere riunioni di gruppi parrocchiali, associazioni o movimenti con un carisma missionario, per rafforzare l'identità e l'impegno dei membri.
  • Veglie di Preghiera: Può essere il fulcro di veglie di preghiera dedicate alle vocazioni missionarie, alla pace nel mondo, o in memoria dei cristiani perseguitati.
  • Lodi e Vespri: Può essere usata come orazione conclusiva, specialmente nei giorni in cui le intenzioni della Liturgia delle Ore sono rivolte alla missione o alla venerazione dei martiri.

Nei tempi dell’anno liturgico:

  • Ottobre Missionario: Questo è il tempo più ovvio per l'uso di questa preghiera. Durante tutto il mese di ottobre, e in particolare nella Giornata Missionaria Mondiale (penultima domenica di ottobre), la preghiera può essere recitata in tutte le comunità per sostenere e celebrare l'opera missionaria.
  • Quaresima: Il tempo quaresimale, con il suo richiamo alla conversione, al sacrificio e alla testimonianza, trova risonanza nell'esempio dei martiri e nell'invito a vivere la fede con autenticità. La preghiera può ispirare un impegno più profondo nel servizio e nell'ascolto.
  • Tempo Pasquale e Pentecoste: Dopo la Pasqua, la Chiesa celebra la risurrezione di Cristo che invia i suoi discepoli in missione. La Pentecoste, con la discesa dello Spirito Santo, è il momento della nascita della missione universale della Chiesa. La preghiera per l'unità e la forza nello Spirito è particolarmente pertinente.
  • Feste dei Martiri: Ogni volta che si celebra la memoria di un martire o di un gruppo di martiri, questa preghiera può essere adattata o usata nella sua forma originale per onorare il loro sacrificio e chiedere la loro intercessione per la missione.
  • Giornata Mondiale della Pace (1 Gennaio): I temi della pace, della giustizia e del dialogo presenti nella preghiera la rendono appropriata anche per questa occasione, collegando la missione evangelizzatrice all'impegno per un mondo più pacifico e giusto.

In ogni contesto, l'importante è recitare questa preghiera con consapevolezza e fede, permettendo che le sue parole ispirino non solo la supplica ma anche l'azione e la trasformazione personale e comunitaria in linea con la missione di Cristo.

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