Preghiera a Gesù Maestro per l'apprendimento dei Giovani tirocinanti
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O Gesù, Maestro buono, mi rivolgo a Te con il cuore colmo di fiducia e amore, in questa preghiera personale che sgorga dall'anima.
Oggi desidero affidarti, Signore, tutti quei giovani volenterosi che stanno intraprendendo un percorso di apprendistato, coloro che con dedizione e speranza si stanno impegnando per imparare un mestiere. Sono i tuoi figli, Signore, che cercano di dare forma al loro futuro attraverso il lavoro delle mani e l'ingegno della mente, mettendo i primi passi in un cammino che richiede disciplina e visione.
Ti prego, Signore, perché Tu infonda in ciascuno di essi il dono prezioso della Sapienza. Dona loro una mente aperta, capace di accogliere nuove idee, di comprendere meccanismi complessi e di adattarsi con flessibilità alle sfide che incontreranno. Che non si fermino alla superficie, ma cerchino la profondità della conoscenza e l'essenza di ogni arte, imparando a discernere il meglio e a migliorarsi costantemente.
Insegnagli l'umiltà di imparare, la disponibilità a riconoscere i propri limiti e a chiedere aiuto, a ricevere consigli e correzioni con gratitudine e senza scoraggiarsi. Che non siano mai presuntuosi, ma sempre desiderosi di crescere e di affinare le proprie capacità, sapendo che la vera maestria nasce dalla pratica e dall'ascolto attento dei più esperti.
Concedi loro, o Gesù, la costanza nell'impegno. Quando le difficoltà si faranno sentire, quando la fatica sembrerà sopraffarli o la frustrazione li scoraggerà, sii Tu la loro forza e la loro ispirazione. Aiutali a perseverare, a non arrendersi di fronte agli ostacoli, a coltivare la tenacia e la pazienza necessarie per vedere fiorire i frutti del loro lavoro e della loro dedizione.
E non dimentico, o Maestro, di pregare anche per i loro "maestri" di lavoro. Ti chiedo per loro la pazienza nel guidare, nell'attendere i tempi di ciascuno, nel ripetere con calma ciò che è stato già spiegato. Dona loro la generosità nell'insegnare, il desiderio di condividere non solo le tecniche e i segreti del mestiere, ma anche la passione e l'amore per il proprio lavoro, trasmettendo non solo il "come", ma anche il "perché" dell'eccellenza. Che siano per questi giovani non solo istruttori, ma veri testimoni di etica professionale e di umanità.
Infine, o Spirito di Sapienza, vieni su di noi e su tutti questi giovani apprendisti. Illumina le loro menti, guida le loro mani e fortifica i loro cuori. Che ogni lavoro svolto, ogni lezione appresa, sia un inno alla Tua gloria e un contributo significativo al bene comune. Amen.
Spiegazione della Preghiera
1. Il Contesto Spirituale e Dottrinale della Preghiera
Questa preghiera, che si rivolge a Gesù come "Maestro buono" e allo "Spirito di Sapienza", è profondamente radicata nella tradizione spirituale e dottrinale cristiana, toccando temi fondamentali della fede e della vita quotidiana. La sua essenza si concentra sulla dignità del lavoro umano, sulla formazione integrale della persona e sull'invocazione della Sapienza divina come guida e forza.
Il titolo di "Maestro buono" per Gesù evoca immediatamente i Vangeli, in particolare il passo in cui un giovane si rivolge a Lui con queste parole (cfr. Marco 10,17-18). Gesù è riconosciuto come l'unico vero Maestro, colui che insegna non solo con le parole ma con l'esempio della Sua vita, incarnando la verità e la via (cfr. Giovanni 14,6). La Sua stessa figura di falegname prima del ministero pubblico (cfr. Marco 6,3) eleva il lavoro manuale a dignità sacra, dimostrando come l'attività quotidiana possa essere santificata e vissuta in unione con Dio. Questo aspetto è cruciale: il lavoro non è una mera fatica, ma un mezzo per esprimere la propria umanità e collaborare alla creazione divina. Già nel Libro della Genesi (2,15) Dio affida all'uomo il compito di "coltivare e custodire" il giardino, indicando il lavoro come parte integrante della sua vocazione originaria, un atto di collaborazione con il Creatore.
Il fulcro dottrinale della preghiera è l'invocazione della Sapienza. Nella tradizione biblica e teologica, la Sapienza non è solo conoscenza intellettuale, ma una profonda intelligenza del cuore, un discernimento morale e pratico che guida le scelte e le azioni. È un dono dello Spirito Santo, uno dei sette doni descritti nella tradizione patristica e nel Catechismo della Chiesa Cattolica. San Paolo afferma che Cristo stesso è la sapienza di Dio (cfr. 1 Corinzi 1,24), e dunque chiedere sapienza a Gesù significa chiedere di partecipare alla Sua mente, alla Sua visione. Questa sapienza si manifesta come una "mente aperta", capacità di comprensione, flessibilità e una costante ricerca della profondità, che trascende la mera acquisizione di tecniche per abbracciare l'essenza stessa di un'arte o di un mestiere.
Un altro pilastro è l'umiltà. L'"umiltà di imparare" è una virtù evangelica fondamentale. Gesù stesso ha insegnato:
"Se non vi convertirete e non diventerete come i bambini, non entrerete nel regno dei cieli."L'umiltà qui non è passività, ma la consapevolezza dei propri limiti, la disponibilità a ricevere insegnamenti e correzioni, la fame di crescere. È l'antidoto alla presunzione e la via maestra per la vera maestria, come insegna la tradizione monastica e spirituale.
Infine, la preghiera si chiude con l'invocazione dello Spirito di Sapienza, sottolineando la dimensione trinitaria della fede cristiana. Lo Spirito Santo è il principio vitale che illumina le menti, guida le mani e fortifica i cuori, assicurando che ogni opera sia non solo un successo umano, ma un "inno alla Tua gloria e un contributo significativo al bene comune". Questo eleva il lavoro da semplice attività economica a vocazione trascendente, un mezzo per la santificazione personale e il servizio alla comunità, in linea con l'insegnamento sociale della Chiesa.
2. I Destinatari a Cui è Rivolta e Perché
La preghiera è rivolta principalmente a due Persone della Santissima Trinità, con un'enfasi specifica sulle loro attribuzioni e sul perché siano gli interlocutori ideali per le richieste espresse.
Il destinatario primario è Gesù Cristo, chiamato esplicitamente "Maestro buono". La scelta di questo appellativo non è casuale, ma è ricca di significato teologico e spirituale:
- Gesù come Maestro per eccellenza: Egli è la Parola di Dio fatta carne, la Sapienza stessa di Dio rivelata all'umanità. In Lui si trovano la pienezza della verità e la guida perfetta per ogni aspetto della vita umana, inclusa la formazione professionale e morale. La sua pedagogia è fatta di insegnamento, di esempio e di amore incondizionato.
- Gesù, il falegname: Prima di iniziare il suo ministero pubblico, Gesù stesso ha lavorato come falegname (cfr. Marco 6,3). Questo lo rende non solo un Maestro divino, ma anche profondamente umano, che ha conosciuto la fatica del lavoro manuale, la disciplina richiesta per apprendere un mestiere e la dignità intrinseca all'operare con le proprie mani. Questa esperienza personale lo rende particolarmente sensibile alle richieste dei giovani apprendisti e dei loro maestri.
- Gesù, fonte di grazia e virtù: Essendo Dio, Gesù ha il potere di infondere le virtù e i doni dello Spirito Santo, come la sapienza, l'umiltà, la costanza e la pazienza, essenziali per il successo non solo professionale ma anche spirituale dei beneficiari.
In un secondo momento, la preghiera invoca lo "Spirito di Sapienza". Questa invocazione finale sottolinea la dimensione trinitaria della preghiera cristiana e il ruolo specifico dello Spirito Santo:
- Lo Spirito Santo, Donatore di Sapienza: Lo Spirito è il principio di ogni dono e carisma, e in particolare è il Donatore del dono della Sapienza, che va oltre la semplice intelligenza umana per dare una comprensione profonda delle cose divine e umane alla luce di Dio (cfr. Isaia 11,2, dove la sapienza è uno dei doni messianici). È lo Spirito che illumina la mente, guida le mani e fortifica i cuori, rendendo possibile l'eccellenza nel lavoro e nella vita.
- L'azione dello Spirito nell'uomo: È lo Spirito che infonde la tenacia, la pazienza e la capacità di perseverare nelle difficoltà, qualità indispensabili sia per gli apprendisti che per i loro maestri. La sua azione trasforma il lavoro in un atto di amore e in un contributo al bene comune, elevandolo a dimensione spirituale.
La preghiera è rivolta a Gesù e allo Spirito Santo perché entrambi sono, a diversi livelli e nella pienezza della loro natura divina, le fonti ultime di ciò che viene chiesto: sapienza, guida, forza, umiltà e la capacità di operare per la gloria di Dio e il bene dell'umanità. Si tratta di un'invocazione che cerca di attingere direttamente alla fonte della Grazia e della Verità divina per sostenere le aspirazioni e le fatiche umane nel campo del lavoro e della formazione.
3. I Beneficiari per Cui Intercede e i Bisogni che Affronta
Questa preghiera è una potente intercessione che abbraccia due categorie principali di beneficiari, riconoscendo i loro specifici bisogni spirituali, intellettuali, emotivi e fisici legati al mondo del lavoro e della formazione.
3.1. I Giovani Apprendisti
I primi e principali beneficiari sono tutti quei giovani volenterosi che stanno intraprendendo un percorso di apprendistato, coloro che con dedizione e speranza si stanno impegnando per imparare un mestiere
. Per questi giovani, la preghiera affronta una vasta gamma di bisogni:
- Bisogni Spirituali e Morali:
- Sapienza: Non solo conoscenza tecnica, ma la capacità di discernere il meglio, di comprendere l'essenza dell'arte, di orientare il proprio lavoro verso il bene comune e la gloria di Dio. È la sapienza che unisce cuore e mente.
- Umiltà di imparare: La disponibilità a riconoscere i propri limiti, a chiedere aiuto, ad accettare consigli e correzioni con gratitudine, senza presunzione. Questa è una virtù fondamentale per la crescita personale e professionale.
- Costanza nell'impegno: La tenacia e la perseveranza di fronte a difficoltà, fatica e frustrazione. È la forza morale di non arrendersi, di coltivare la pazienza necessaria per vedere i frutti del proprio lavoro.
- Bisogni Intellettuali e Mentali:
- Mente aperta: La capacità di accogliere nuove idee, di comprendere meccanismi complessi e di adattarsi con flessibilità alle sfide e ai cambiamenti. Questo è cruciale in un mondo in rapida evoluzione.
- Profondità della conoscenza: La ricerca di non fermarsi alla superficie, ma di andare oltre, di comprendere il "perché" oltre il "come" di ogni arte o mestiere.
- Bisogni Emotivi e Psichici:
- Superamento dello scoraggiamento: Essere forti quando le difficoltà si fanno sentire, trovando ispirazione per perseverare.
- Pazienza: Per affrontare i lunghi tempi dell'apprendimento e della pratica.
- Bisogni Esistenziali e Vocazionali:
- Dare forma al loro futuro: Il lavoro come strumento per realizzare la propria vocazione e contribuire alla società.
- Dignità del lavoro: Riconoscere il valore del "lavoro delle mani e l'ingegno della mente".
3.2. I Maestri di Lavoro
La preghiera intercede anche per i "maestri" di lavoro
, coloro che hanno il compito di guidare e formare i giovani. Per loro, i bisogni affrontati sono altrettanto specifici e cruciali per un'efficace trasmissione del sapere e dei valori:
- Pazienza nel guidare: La capacità di attendere i tempi di ciascun apprendista, di ripetere le spiegazioni con calma, di comprendere le difficoltà individuali.
- Generosità nell'insegnare: Il desiderio di condividere non solo le tecniche e i "segreti del mestiere", ma anche la passione, l'amore e l'etica professionale che animano il proprio lavoro. È la generosità di trasmettere l'essenza, non solo la forma.
- Essere testimoni: Che siano non solo istruttori tecnici, ma veri esempi di etica professionale, di umanità e di dedizione, trasmettendo i valori intrinseci al lavoro ben fatto.
In sintesi, la preghiera affronta i bisogni olistici legati alla formazione professionale, riconoscendo che l'apprendimento di un mestiere non è solo una questione di acquisizione di competenze, ma un percorso di crescita umana e spirituale che coinvolge sia chi impara sia chi insegna, finalizzato alla gloria di Dio e al bene comune.
4. I Temi Teologici Principali, con Citazioni Bibliche o Patristiche
Questa preghiera, sebbene semplice nella sua espressione, si fonda su pilastri teologici robusti che ne arricchiscono il significato e la profondità. I temi principali sono interconnessi e riflettono una visione cristiana dell'uomo, del lavoro e della relazione con Dio.
4.1. Cristo come Maestro, Sapienza e Modello di Lavoro
Il modo in cui la preghiera si rivolge a Gesù come "Maestro buono" è centrale. Questo titolo non solo lo riconosce come colui che insegna la verità divina, ma anche come la Sapienza personificata. San Paolo scrive ai Corinzi:
"per quelli invece che sono chiamati, sia Giudei che Greci, Cristo è potenza di Dio e sapienza di Dio."In quanto falegname (cfr. Marco 6,3), Gesù santifica il lavoro manuale, elevandolo a dignità intrinseca. La sua vita ci mostra che ogni lavoro onesto, se vissuto con dedizione e amore, può essere un cammino di santificazione e un'offerta a Dio. San Giuseppe, suo padre putativo e anch'egli falegname, è il patrono dei lavoratori e un esempio luminoso di come la vita quotidiana e il lavoro umile possano essere vissuti in profonda unione con Dio. La Chiesa, attraverso encicliche come la Laborem Exercens di Giovanni Paolo II, ha ampiamente sviluppato la teologia del lavoro, sottolineando la sua dignità e il suo ruolo nella realizzazione umana e nella partecipazione all'opera creatrice di Dio.
4.2. La Dignità del Lavoro Umano e la Co-creazione
Il tema della dignità del lavoro è implicito nella preghiera che valorizza l'apprendistato e lo sforzo di imparare un mestiere. Fin dalla Genesi, all'uomo è stato affidato il compito di "coltivare e custodire" il creato (Genesi 2,15), partecipando all'opera creatrice di Dio. Il lavoro non è una maledizione, ma una vocazione. Ogni lavoro svolto con cura e passione è un contributo all'ordine divino e al bene comune. L'invocazione perché il lavoro sia un "inno alla Tua gloria e un contributo significativo al bene comune" riassume questa prospettiva.
"Qualunque cosa facciate, fatela di buon animo, come per il Signore e non per gli uomini."(Colossesi 3,23) Questa visione trasforma il mestiere in un ministero, la fatica in un atto di amore.
4.3. La Sapienza come Dono dello Spirito Santo
La richiesta della Sapienza è un punto cardinale. Non si tratta di mera intelligenza, ma della Sapienza come uno dei sette doni dello Spirito Santo, che ci permette di vedere la realtà con gli occhi di Dio e di agire secondo la Sua volontà. Il Libro dei Proverbi è una miniera di insegnamenti su questo dono:
"Il timore del Signore è il principio della sapienza, e la conoscenza del Santo è intelligenza."L'invocazione finale allo "Spirito di Sapienza" rende esplicito questo legame. San Giacomo esorta:
"Se qualcuno di voi manca di sapienza, la chieda a Dio, che a tutti dona generosamente e senza rinfacciare, e gli sarà data."Questa Sapienza si manifesta nella "mente aperta", nella capacità di discernere il meglio e nell'umiltà di imparare, virtù che rendono l'individuo non solo competente, ma anche moralmente integro e spiritualmente maturo.
4.4. Umiltà, Perseveranza e Generosità Virtù Cristiane nel Lavoro
L'"umiltà di imparare" è una virtù cristiana essenziale. Gesù stesso ha insegnato l'umiltà come via per il Regno (cfr. Matteo 18,3). Questa umiltà si traduce nella docilità, nella disponibilità a ricevere e nella fame di crescita, riconoscendo che la vera maestria nasce dalla pratica e dall'ascolto. La costanza nell'impegno e la pazienza richiamano un altro tema biblico fondamentale: la necessità di perseverare nonostante le difficoltà.
"Sappiamo che la tribolazione produce pazienza, la pazienza virtù provata e la virtù provata speranza."(Romani 5,3-4). Anche la generosità nell'insegnare ai maestri è una virtù teologale, un atto di carità che riflette l'amore di Cristo, il quale si è donato interamente per insegnare e salvare.
Questi temi teologici convergono nell'idea che il lavoro, lungi dall'essere una sfera separata dalla fede, è un luogo privilegiato di incontro con Dio, di esercizio delle virtù cristiane e di contributo alla costruzione del Suo Regno sulla terra.
5. Il Genere di Preghiera e la Sua Collocazione nella Tradizione Liturgica
Questa preghiera si inserisce chiaramente in specifici generi di preghiera e trova una naturale collocazione all'interno della ricca tradizione liturgica e devozionale della Chiesa.
5.1. Il Genere di Preghiera
Analizzando il testo, possiamo identificare diversi generi di preghiera:
- Preghiera di Intercessione: Questo è il genere predominante. La preghiera è quasi interamente dedicata a chiedere a Dio favori e grazie specifiche per altri. La formula
"Oggi desidero affidarti, Signore, tutti quei giovani volenterosi..."
e"Ti prego, Signore, perché Tu infonda in ciascuno di essi..."
lo rende esplicito. Si intercede per i giovani apprendisti e per i loro maestri. - Preghiera di Petizione/Supplica: Strettamente legata all'intercessione, è la richiesta di doni specifici: Sapienza, mente aperta, umiltà, costanza, pazienza, generosità. Si supplica Dio di agire e infondere queste virtù nei beneficiari.
- Preghiera di Adorazione e Lode (implicita): Sebbene non sia una lode esplicita, l'invocazione di Gesù come "Maestro buono" e dello "Spirito di Sapienza" implica un atto di riconoscimento della Sua bontà, della Sua autorità e dei Suoi attributi divini, che sono forme di adorazione. L'aspirazione che
"ogni lavoro svolto... sia un inno alla Tua gloria"
è un'intrinseca espressione di lode. - Preghiera Personale/Spontanea: L'incipit
"in questa preghiera personale che sgorga dall'anima"
definisce chiaramente la sua origine e natura. È una preghiera sentita, non una formula predefinita, sebbene i temi siano universali.
5.2. La Collocazione nella Tradizione Liturgica
Sebbene la preghiera sia descritta come personale, i suoi contenuti la rendono altamente adattabile e in linea con diversi contesti liturgici e devozionali della Chiesa:
- Preghiera Personale e Famigliare: È ideale per la preghiera quotidiana di individui, specialmente genitori, nonni, educatori o chiunque abbia a cuore la formazione dei giovani e il mondo del lavoro. Può essere recitata in famiglia per i membri che studiano o lavorano.
- Preghiere dei Fedeli (Messa): I suoi intenti specifici la rendono perfetta per essere inclusa come una delle invocazioni universali durante la Messa, in particolare in contesti che celebrano il lavoro, l'educazione, le vocazioni o la gioventù.
- Liturgie per il Mondo del Lavoro o l'Educazione: Può essere utilizzata in celebrazioni eucaristiche o della Parola dedicate a specifici eventi lavorativi, all'inizio dell'anno scolastico o formativo, in occasione di diplomi o inaugurazioni di scuole professionali.
- Novene e Tridui: Potrebbe essere inserita in novene o tridui dedicati a San Giuseppe lavoratore, a Maria Ausiliatrice (patrona dei lavoratori) o ad altri santi patroni di mestieri e professioni.
- Movimenti e Associazioni: È particolarmente adatta per gruppi di giovani, associazioni professionali cattoliche, movimenti per la dignità del lavoro, o scuole e centri di formazione ispirati ai valori cristiani.
- Vespri e Lodi: I temi della santificazione del lavoro e della richiesta di sapienza si armonizzano bene con lo spirito delle Ore, che benedicono Dio per le attività della giornata o chiedono la Sua guida per quelle future.
La preghiera riflette una dimensione essenziale della spiritualità cattolica: la santificazione della vita quotidiana e del lavoro. Non relega la fede a momenti specifici di culto, ma la integra nella concretezza dell'esistenza umana, in un mondo che sempre più necessita di professionisti competenti, etici e animati da valori profondi.
6. Indicazioni Pratiche: Come Usarla nella Preghiera Personale o Comunitaria e nei Tempi dell’Anno Liturgico
Questa preghiera, nella sua autenticità e semplicità, offre molteplici possibilità di utilizzo, sia a livello personale che comunitario, e si adatta a diversi momenti dell'anno liturgico, arricchendo la spiritualità legata al lavoro e alla formazione.
6.1. Nella Preghiera Personale
La preghiera nasce come "personale che sgorga dall'anima"
ed è in questo contesto che trova la sua prima applicazione:
- Offerta Quotidiana del Lavoro/Studio: Recitarla all'inizio della giornata lavorativa o di studio, o prima di un compito impegnativo, per affidare a Gesù le proprie fatiche e quelle di tutti gli apprendisti e maestri.
- Intercessione Specifica: Pregare per figli, nipoti, amici o conoscenti che stanno intraprendendo percorsi di apprendistato o che sono impegnati nella formazione professionale. Nominare mentalmente o ad alta voce le persone per cui si prega ne rafforza l'efficacia.
- Momenti di Discernimento: Utile per chiunque stia riflettendo sul proprio percorso professionale, sulla scelta di un mestiere, o su come integrare la fede nella propria attività lavorativa. Aiuta a chiedere la Sapienza per decisioni importanti.
- Richiesta di Virtù: Usarla per coltivare personalmente le virtù richieste: sapienza, umiltà, costanza, pazienza e generosità, riconoscendole come essenziali per ogni aspetto della vita.
6.2. Nella Preghiera Comunitaria
La preghiera può essere facilmente adattata e introdotta in contesti di gruppo:
- Preghiere dei Fedeli: In parrocchia, durante la Messa domenicale, può essere riformulata come intenzione per i giovani che cercano un futuro nel lavoro, per gli educatori, per il mondo del lavoro. Ad esempio: "Preghiamo per tutti i giovani apprendisti e per i loro maestri, perché il Signore doni loro sapienza, umiltà e costanza, e il loro lavoro contribuisca al bene comune. Preghiamo."
- Gruppi Giovanili e Scout: Incontri di catechesi sul lavoro, la vocazione, l'etica professionale, o come preghiera di apertura/chiusura per attività manuali o progetti di servizio.
- Scuole e Istituti Professionali: Utilizzata nelle preghiere mattutine, in momenti di riflessione spirituale, o in celebrazioni specifiche (es. inizio anno scolastico, consegna diplomi).
- Associazioni e Movimenti del Lavoro: Come preghiera comune per i membri, i loro apprendisti e i loro collaboratori, rinforzando la dimensione spirituale della loro attività.
- Benedizioni di Attività/Laboratori: In occasioni speciali, come la benedizione di un nuovo laboratorio, l'inaugurazione di un'attività o l'inizio di un corso.
6.3. Nei Tempi dell’Anno Liturgico
La preghiera può essere particolarmente significativa in specifici periodi o celebrazioni:
- Festa di San Giuseppe Lavoratore (1° Maggio): Questo è il momento più ovvio e appropriato. La preghiera si armonizza perfettamente con il significato di questa festa, che celebra la dignità del lavoro e la figura di San Giuseppe come modello.
- Festa di San Giuseppe (19 Marzo): Come patrono universale della Chiesa, padre putativo di Gesù e falegname, San Giuseppe è un modello di umiltà e dedizione al lavoro, rendendo la preghiera molto pertinente.
- Domenica delle Vocazioni: Sebbene questa domenica sia spesso associata alle vocazioni sacerdotali e alla vita consacrata, la Chiesa ha una visione ampia di vocazione, includendo quella laicale nel mondo. Questa preghiera può ricordare la vocazione al lavoro come via di santità.
- Pentecoste: L'invocazione dello "Spirito di Sapienza" la rende particolarmente adatta in questo tempo in cui si celebra la discesa dello Spirito Santo e i suoi doni.
- Tempo Ordinario: Durante questo lungo periodo dell'anno, la Chiesa riflette sulla vita quotidiana del cristiano, sulla sua missione nel mondo e sulla santificazione delle attività ordinarie. La preghiera si inserisce perfettamente in questa prospettiva, ricordando che ogni lavoro può essere un mezzo di lode a Dio.
- Inizio dell'Anno Scolastico/Accademico/Lavorativo: Come preghiera propiziatoria per studenti, insegnanti, apprendisti e tutti coloro che iniziano un nuovo ciclo di impegni.
Utilizzare questa preghiera in questi contesti non solo ne amplifica il valore spirituale, ma contribuisce anche a creare una cultura che riconosce e valorizza la dignità del lavoro, l'importanza della formazione e la presenza santificante di Dio in ogni aspetto della vita umana.
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