Offerta del giorno a Dio per i diritti umani sul posto di lavoro
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Offerta del giorno per i Neonati, a Dio, per i Diritti umani
Caro Dio,
Ti offriamo questa giornata per i neonati di tutto il mondo, simboli di innocenza e di futuro. Ti preghiamo affinché su ciascuno di loro si posi la tua benedizione, e sia riconosciuta e protetta la loro dignità come esseri umani sin dal primo respiro.
Fa’ che le loro voci silenziose ispirino nei cuori degli adulti e dei lavoratori il rispetto per ogni vita, e che i loro diritti fondamentali siano sempre tutelati da chi li accoglie e li protegge.
Che questo nuovo giorno sia per noi occasione di impegno concreto nella difesa dei diritti umani, e che ogni fatica di chi lavora sia sempre accompagnata dal rispetto per la sacralità e la dignità di ogni bambino che nasce.
Affidiamo a Te, Dio di misericordia e giustizia, i neonati e tutti coloro che si impegnano perché i diritti e la dignità di ogni essere umano non siano mai traditi.
Amen.
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Spiegazione della Preghiera
1. Il contesto spirituale e dottrinale della preghiera
La "Offerta del giorno per i Neonati, a Dio, per i Diritti umani" si inserisce in un contesto spirituale profondamente radicato nella tradizione cristiana, in particolare nel riconoscimento della sacralità della vita e della dignità umana sin dal concepimento. Nel pensiero cattolico e in quello ecumenico, ogni vita umana è creata a immagine e somiglianza di Dio (Imago Dei, cf. Genesi 1:27) e pertanto inviolabile, degna di rispetto, tutela e amore indipendentemente dallo stato, dall’età o dalle condizioni sociali.
Dal punto di vista dottrinale, la preghiera si ispira a due grandi pilastri:
- L'insegnamento biblico sulla vita: La Scrittura proclama il dono della vita come benedizione divina (Salmo 127:3: "Ecco, dono del Signore sono i figli") e affida all’uomo la responsabilità di custodire i più piccoli, i deboli e i minimi (Matteo 25:40).
- Il magistero e la Dottrina Sociale della Chiesa: Documenti come la "Carta dei Diritti della Famiglia" e le encicliche di Papa Giovanni Paolo II ("Evangelium Vitae") e di Papa Francesco ("Fratelli Tutti") ribadiscono la centralità del rispetto della vita e dei diritti fondamentali, con particolare attenzione agli indifesi, tra cui i neonati.
Inoltre, l’orizzonte è universale e attento ai segni dei tempi: la crescente sensibilità e urgenza, anche a livello laico e internazionale (vedi la Dichiarazione Universale dei Diritti Umani), per la tutela dei diritti dei bambini e dei neonati. La preghiera si dispone così come risposta spirituale e morale alle sfide della contemporaneità, con una particolare attenzione alla vocazione della Chiesa di essere "madre dei viventi" e voce profetica per gli ultimi.
2. I destinatari a cui è rivolta e perché
Il destinatario diretto della preghiera è Dio, come si evince dai frequenti riferimenti ("Caro Dio", "Affidiamo a Te"). La preghiera si configura dunque come una supplica e offerta rivolta al Creatore, riconosciuto come fonte di ogni benedizione, giustizia e misericordia.
Tuttavia, in senso più ampio, la preghiera interpella anche gli adulti, le istituzioni e i lavoratori che hanno nelle loro mani — direttamente o indirettamente — la responsabilità della tutela dei neonati e dei loro diritti. La menzione ai cuori degli adulti e all'opera di chi lavora pone questi soggetti davanti a Dio, come interpellati da una chiamata alla responsabilità e alla conversione del cuore: si chiede infatti a Dio che le voci silenziose dei neonati possano ispirare negli adulti il rispetto per la vita e il senso della sacralità.
Infine — tramite la dimensione ecclesiale — c’è un destinatario comunitario: la comunità dei credenti viene chiamata a farsi portavoce di questa preghiera, testimoniando nella prassi quotidiana l’impegno a favore della vita e dei diritti umani.
3. I beneficiari per cui intercede e i bisogni spirituali/fisici che affronta
La preghiera intercede innanzitutto per i neonati di tutto il mondo. Essi vengono riconosciuti come simboli di innocenza e di futuro, ma anche come soggetti particolarmente vulnerabili, spesso privi di voce e di strumenti di difesa. I bisogni per cui si supplica sono sia fisici che spirituali:
- Bisogni fisici: Tutela della vita, protezione dalla violenza, dalla fame, dall’abbandono e da ogni forma di indigenza o sfruttamento. Si domanda a Dio che sia riconosciuta e protetta la loro dignità "sin dal primo respiro", a sottolineare l’importanza del rispetto e della cura fin dai primi istanti di vita.
- Bisogni spirituali: Benedizione divina, riconoscimento della loro dignità, affetto e accoglienza da parte della società. C’è anche una richiesta perché i loro diritti siano sempre tutelati e che la comunità umana sia guidata alla conversione della mente e del cuore, per diventare più sensibile alle esigenze dei neonati e dei piccoli.
La preghiera si estende anche a tutti coloro che lavorano per la difesa dei diritti umani dei bambini: "tutti coloro che si impegnano perché i diritti e la dignità di ogni essere umano non siano mai traditi". Quindi si intercede per chi opera nella sanità, nell’educazione, nel sociale, ma anche per i genitori, gli amministratori, i volontari e i legislatori.
4. I temi teologici principali, con citazioni bibliche o patristiche
La preghiera richiama diversi temi teologici di rilievo. Ecco i principali, corredati da riferimenti biblici e patristici:
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La sacralità della vita umana: Ogni essere umano, fin dal primo istante, è amato da Dio.
"Dio creò l’uomo a sua immagine; a immagine di Dio lo creò: maschio e femmina li creò." (Genesi 1,27)
I Padri della Chiesa, come Tertulliano e Agostino, sottolineavano l’inviolabilità della vita umana, e San Giovanni Paolo II ribadisce: "La vita umana è sacra perché, sin dal suo inizio, comporta 'l’azione creatrice di Dio'." (Evangelium Vitae, 53). -
La dignità e i diritti dei piccoli: Gesù pone i bambini al centro e li propone come modello nel Regno dei cieli (Matteo 18:3-5), affidando agli adulti la responsabilità di accoglierli.
"Chi accoglie uno solo di questi piccoli nel mio nome, accoglie me." (Matteo 18,5)
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L’impegno concreto per la giustizia e i diritti umani: La fede autentica si traduce in impegno per la giustizia sociale (Isaia 1:17; Giacomo 2:14-17).
"Imparate a fare il bene, cercate la giustizia, soccorrete l’oppresso." (Isaia 1,17)
- La misericordia e la giustizia di Dio: La preghiera si conclude con un’affidamento a "Dio di misericordia e giustizia", ricordando la tensione tra l’amorevolezza paterna di Dio e la sua chiamata a una società giusta.
Sono quindi evidenti i riferimenti sia alla tradizione biblica che al Magistero e alla riflessione teologica della Chiesa, integrandosi anche col respiro universale dei diritti umani.
5. Il genere di preghiera e la sua collocazione nella tradizione liturgica
La "Offerta del giorno per i Neonati, a Dio, per i Diritti umani" può essere classificata principalmente come preghiera di intercessione e offerta. Vi sono anche elementi di affidamento e invocazione di benedizione.
- Intercessione: Si chiede a Dio di intervenire in favore dei neonati e di chi si adopera per i loro diritti.
- Offerta: Si offre l’intera giornata per questa intenzione, riconoscendo nella vita quotidiana un’opportunità di testimonianza e impegno.
- Lode implicita: La preghiera riconosce a Dio la sovranità e la bontà, affidandogli tutta l’umanità.
Nella tradizione liturgica, questa preghiera non fa parte dei formulari ufficiali, ma può trovare spazio:
- Nella Liturgia delle Ore come intenzione tra le preghiere dei fedeli.
- All’interno di celebrazioni per la vita (Giornata per la vita, Battesimi, Giornate dei Diritti dell’Infanzia).
- Come spunto per momenti di preghiera comunitaria, incontri di formazione e catechesi.
6. Indicazioni pratiche: uso personale, comunitario e nei tempi liturgici
Questa preghiera può essere usata in diversi contesti; si propone di seguito una guida pratica:
- Nella preghiera personale: Può essere recitata al mattino, come offerta della giornata, per accrescere l’attenzione spirituale e morale verso i più piccoli. Utile per genitori, educatori, operatori sanitari e chiunque senta la vocazione alla difesa della vita.
- Nella preghiera comunitaria: Può essere inserita tra le preghiere dei fedeli durante la Messa, il Rosario, l’Adorazione eucaristica o liturgie penitenziali, soprattutto in significative ricorrenze (Giornata per la vita, 20 novembre - Giornata internazionale dei diritti dell’infanzia).
- Nei tempi dell’anno liturgico: Particolarmente indicata nei tempi forti (Avvento e Natale, in cui la liturgia celebra la venuta di Dio come Bambino), ma anche nelle settimane attorno alla "Giornata della vita" (febbraio in Italia) o in occasione della festa della Santa Famiglia.
- In occasioni speciali: Durante i battesimi, le benedizioni dei neonati, o nei momenti di sensibilizzazione civile e religiosa a favore dei diritti umani e dei minori.
Si raccomanda, inoltre, di accompagnarne la recita con gesti di carità concreta: sostegno alle famiglie vulnerabili, volontariato, promozione della cultura della vita, partecipazione a iniziative di sensibilizzazione e formazione.
Unendo così la supplica a Dio all’azione responsabile, la preghiera diventa davvero fermento evangelico nella società.
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