Invocazione a San Pinito per il dialogo tra fede e ragione degli studiosi
Ascolta la Preghiera
O San Pinito di Cnosso, luminoso esempio di sapienza e santità,
a te eleviamo la nostra umile preghiera per tutti i teologi e studiosi della fede.
Tu che nella tua vita terrena hai cercato la verità con ardore e integrità,
intercedi per coloro che oggi dedicano la loro esistenza alla profonda comprensione dei misteri divini.
Concedi loro, per tua intercessione, una saggezza illuminata,
affinché possano unire con equilibrio e armonia il rigore della ragione con la profondità della fede.
Inspira in loro un cuore umile e aperto alla ricerca instancabile,
libero da ogni presunzione e sempre pronto ad accogliere nuove luci dallo Spirito.
Che il loro studio non sia mai una sterile speculazione,
ma un vero e proprio dialogo fecondo tra la Rivelazione e le sfide del mondo contemporaneo.
Guidali, o San Pinito, a essere ponti, non muri,
costruttori di comprensione e non seminatori di divisione,
affinché la loro opera possa glorificare Dio
e illuminare il cammino di quanti cercano risposte nel loro percorso spirituale.
Sostienili nel compito di presentare la verità eterna in modi nuovi e accessibili,
sempre fedeli al Magistero e alla Tradizione, ma con uno sguardo coraggioso e innovativo.
Che la loro ricerca sia sempre animata dall'amore per Cristo e per la Chiesa,
e che possano essere guide sicure nel grande dialogo tra fede e ragione,
mostrando come esse siano due ali con cui lo spirito umano si eleva alla contemplazione della verità.
Amen.
Spiegazione e Significato
1. Il contesto spirituale e dottrinale della seguente preghiera.
La preghiera qui proposta si inserisce profondamente nel cuore della tradizione spirituale e dottrinale cattolica, riflettendo pilastri fondamentali della fede quali la Comunione dei Santi, l'importanza della ragione illuminata dalla fede e il valore intrinseco della ricerca teologica. Essa è un atto di supplica che, pur rivolgendosi a un santo specifico, San Pinito di Cnosso, manifesta una comprensione matura della preghiera cristiana come dialogo non solo con Dio, ma anche attraverso l'intercessione di coloro che già godono della Sua visione beatifica.
Il contesto spirituale è quello di una Chiesa che vive la sua missione nel mondo, consapevole delle sfide intellettuali e morali del tempo presente. La preghiera non è un mero esercizio individuale, ma un'espressione della Chiesa che prega per sé stessa, in particolare per coloro che sono chiamati a essere guide intellettuali e spirituali: i teologi e gli studiosi della fede. Questo evidenzia una visione organica del Corpo di Cristo, dove ogni membro, e in questo caso i teologi, contribuisce al bene comune attraverso il proprio carisma e il proprio servizio.
Dal punto di vista dottrinale, la preghiera presuppone la dottrina della Comunione dei Santi, affermata nel Credo e sviluppata nel Catechismo della Chiesa Cattolica. I santi, pur avendo concluso il loro pellegrinaggio terreno, continuano a intercedere per noi presso Dio. La loro vita, segnata dalla virtù e dalla fedeltà, diviene un "luminoso esempio" e un modello da seguire. Rivolgersi a San Pinito, descritto come "esempio di sapienza e santità" e come colui che "ha cercato la verità con ardore e integrità", è un riconoscimento della sua unione con Cristo e della sua capacità di presentare a Dio le nostre suppliche con particolare efficacia. Non si tratta di adorare il santo, ma di venerarlo e di chiedere la sua intercessione, riconoscendo che la sua santità lo rende un potente avvocato.
Inoltre, la preghiera riflette una profonda comprensione del ruolo della teologia nella vita della Chiesa. La teologia non è vista come una disciplina accademica isolata, ma come un servizio vitale, essenziale per la "profonda comprensione dei misteri divini" e per la presentazione della "verità eterna in modi nuovi e accessibili". Questo contesto dottrinale sottolinea la necessità di una teologia che sia al contempo fedele alla Rivelazione e rilevante per il mondo contemporaneo, animata dall'amore e guidata dallo Spirito Santo.
2. I destinatari a cui è rivolta e perché.
La preghiera è rivolta direttamente a "San Pinito di Cnosso". Sebbene non vi sia una figura storica universalmente riconosciuta con questo nome e luogo nella tradizione liturgica cattolica (il che suggerisce che possa essere un nome simbolico o un'invocazione specifica creata per questa intenzione), la preghiera lo qualifica in modo chiaro e significativo: "luminoso esempio di sapienza e santità". Queste qualifiche sono fondamentali per capire perché a lui sia rivolta questa supplica.
In primo luogo, il destinatario è un santo. Nella teologia cattolica, i santi sono coloro che, avendo vissuto una vita di fede e virtù sulla terra, ora godono della visione beatifica di Dio in Cielo. Essi sono parte della "Chiesa trionfante" e, nella Comunione dei Santi, continuano a intercedere per i fedeli sulla terra, la "Chiesa militante". La loro intercessione non diminuisce l'unica mediazione di Cristo, ma ne è un'estensione e una partecipazione, come illustrato nel Catechismo della Chiesa Cattolica:
"La Chiesa orante in unione con i Santi e con la Vergine Maria. La Chiesa pellegrina, fin dai primi tempi del Cristianesimo, ha venerato con grande pietà la memoria dei martiri e degli altri Santi, che, avendo raggiunto la perfezione con la grazia di Dio, già possiedono la salvezza eterna e intercedono per noi." (CCC 956)
In secondo luogo, le qualità attribuite a San Pinito – "sapienza e santità" – lo rendono il patrono ideale per l'intenzione specifica della preghiera. La sua vita terrena, in cui "ha cercato la verità con ardore e integrità", lo rende un modello e un intercessore privilegiato per coloro che oggi si dedicano alla stessa ricerca. Si chiede a lui di intercedere perché i teologi e gli studiosi possano emulare la sua dedizione alla verità, la sua integrità morale e la sua saggezza spirituale. La santità è la condizione per una vera sapienza teologica, poiché la comprensione dei misteri divini richiede non solo l'intelletto, ma un cuore purificato e un'anima in grazia.
Rivolgersi a un santo con queste caratteristiche serve a rafforzare la convinzione che la teologia non è solo un esercizio intellettuale, ma una vocazione spirituale che richiede virtù, umiltà e una profonda relazione con Dio. San Pinito, in quanto "luminoso esempio", incarna l'ideale del teologo santo, colui che unisce la ricerca intellettuale alla vita spirituale, rendendolo un intercessore perfetto per i bisogni espressi nella preghiera.
3. I beneficiari per cui intercede e i bisogni spirituali/fisici che affronta.
I beneficiari primari per cui questa preghiera intercede sono "tutti i teologi e studiosi della fede". Questa categoria include sacerdoti, religiosi, religiose e laici che dedicano la loro vita all'approfondimento, all'insegnamento e alla diffusione della dottrina cattolica, sia in ambito accademico che pastorale o personale. Essi sono le menti e i cuori che la Chiesa affida al compito di scrutare i misteri divini e di articolarne il significato per i fedeli e per il mondo.
La preghiera affronta una serie di bisogni prevalentemente spirituali, intellettuali e pastorali, che sono intrinseci alla vocazione del teologo. Non si menzionano bisogni fisici o materiali, poiché l'attenzione è interamente rivolta alla qualità e all'orientamento del loro lavoro e della loro vita spirituale:
- Saggezza illuminata: Questo è il bisogno fondamentale. La teologia non è solo accumulo di conoscenza, ma una comprensione sapienziale che permette di vedere le cose nella luce di Dio. Si chiede una saggezza che trascenda la mera erudizione, capace di penetrare il senso profondo della Rivelazione.
- Equilibrio tra ragione e fede: Un bisogno cruciale è l'armonizzazione del "rigore della ragione" con la "profondità della fede". La preghiera riconosce che entrambe sono necessarie e che la loro corretta integrazione è essenziale per una teologia autentica, evitando sia il razionalismo arido che il fideismo irrazionale.
- Cuore umile e aperto alla ricerca instancabile: La teologia richiede umiltà, riconoscendo i limiti della ragione umana di fronte al mistero divino, e apertura allo Spirito Santo, fonte di "nuove luci". Si prega per la libertà da ogni presunzione, che potrebbe ostacolare la vera ricerca e l'accoglienza della verità.
- Dialogo fecondo con il mondo contemporaneo: I teologi sono chiamati a essere interpreti della Rivelazione in un mondo in continua evoluzione. Il bisogno è che il loro studio non sia una "sterile speculazione", ma un "dialogo fecondo" che renda la fede comprensibile e rilevante per le "sfide del mondo contemporaneo", trasformando la teologia in un ponte tra il sacro e il secolare.
- Costruttori di comprensione e unità: In un mondo spesso frammentato, i teologi sono chiamati a essere "ponti, non muri", e "costruttori di comprensione e non seminatori di divisione". Questo bisogno sottolinea la dimensione ecumenica e dialogica della teologia, che deve promuovere l'unità e la carità all'interno della Chiesa e con il mondo.
- Glorificazione di Dio e illuminazione degli altri: Il fine ultimo della teologia non è l'autoaffermazione, ma la gloria di Dio e il servizio al popolo di Dio. Si chiede che la loro opera possa "illuminare il cammino di quanti cercano risposte nel loro percorso spirituale", rendendo la fede più accessibile e attraente.
- Fedeltà e innovazione: Un delicato equilibrio tra "fedeltà al Magistero e alla Tradizione" e uno "sguardo coraggioso e innovativo" è un bisogno costante. I teologi devono presentare la "verità eterna in modi nuovi e accessibili" senza compromettere l'integrità della fede.
- Amore per Cristo e per la Chiesa: La ricerca teologica deve essere animata dall'amore. Questo è il fondamento spirituale che garantisce che la teologia sia sempre al servizio della persona di Cristo e del suo Corpo Mistico, la Chiesa, e non di interessi personali o ideologici.
- Guide sicure nel dialogo fede-ragione: Infine, si chiede che i teologi siano "guide sicure" in questo dialogo fondamentale, mostrando come fede e ragione siano "due ali con cui lo spirito umano si eleva alla contemplazione della verità". Questo è un compito di immensa responsabilità e richiede una grazia speciale.
In sintesi, la preghiera identifica i teologi come una categoria vitale per la Chiesa e intercede per loro affinché possano adempiere al loro compito con sapienza, umiltà, fedeltà, carità e coraggio, a beneficio di tutta la comunità ecclesiale e del mondo intero.
4. I temi teologici principali, con eventuali citazioni bibliche o patristiche pertinenti.
Questa preghiera è ricca di temi teologici fondamentali che risuonano con insegnamenti biblici, patristici e magisteriali. Ecco i principali:
a) La Comunione dei Santi e l'Intercessione:
Il primo e più evidente tema è la fede nella Comunione dei Santi. La preghiera si rivolge a San Pinito di Cnosso, chiedendo la sua intercessione. Questo riflette la dottrina cattolica secondo cui i santi in cielo, uniti a Cristo, continuano a preoccuparsi per i loro fratelli e sorelle sulla terra e possono presentare le loro preghiere a Dio.
Riferimento biblico:
Riferimento patristico/magisteriale:"Perciò anche noi, avendo intorno a noi un sì gran numero di testimoni, deposto ogni peso e il peccato che ci sta sempre attorno, corriamo con perseveranza la gara che ci è proposta" (Ebrei 12,1). I "testimoni" sono i santi che ci hanno preceduto.
"I ventiquattro anziani si prostrarono davanti all'Agnello, avendo ciascuno una cetra e coppe d'oro piene di profumi, che sono le preghiere dei santi." (Apocalisse 5,8). Questo versetto è spesso interpretato come un'immagine dell'intercessione dei santi.
San Giovanni Crisostomo: "Quando vuoi chiedere qualcosa a Dio, chiedi l'aiuto dei santi. Essi sono amici di Dio, e la loro preghiera ha grande potere."
Catechismo della Chiesa Cattolica (CCC 956): "La Chiesa pellegrina, fin dai primi tempi del Cristianesimo, ha venerato con grande pietà la memoria dei martiri e degli altri Santi, che, avendo raggiunto la perfezione con la grazia di Dio, già possiedono la salvezza eterna e intercedono per noi."
b) Fede e Ragione:
Questo è il tema centrale e più elaborato della preghiera. Si chiede che i teologi possano "unire con equilibrio e armonia il rigore della ragione con la profondità della fede". La preghiera culmina con la citazione quasi letterale di San Giovanni Paolo II: "mostrando come esse siano due ali con cui lo spirito umano si eleva alla contemplazione della verità."
Riferimento biblico:
Riferimento patristico/magisteriale:"Cercate anzitutto il regno di Dio e la sua giustizia, e tutte queste cose vi saranno date in aggiunta." (Matteo 6,33) – Sebbene non diretto, implica che la ricerca della verità è intrinseca al Regno.
"In lui infatti viviamo, ci muoviamo ed esistiamo" (Atti 17,28) – La verità su Dio è accessibile in vari modi.
Sant'Agostino: "Crede ut intelligas, intellige ut credas" (Credi per comprendere, comprendi per credere). Questa massima riassume la mutua relazione tra fede e ragione.
San Tommaso d'Aquino: Ha dedicato la sua vita a dimostrare la compatibilità e la mutua utilità di fede e ragione, vedendo la ragione come un "ancella della teologia" (ancilla theologiae).
San Giovanni Paolo II, Enciclica Fides et Ratio (1998), n. 1: "La fede e la ragione sono come le due ali con le quali lo spirito umano s'innalza verso la contemplazione della verità." La preghiera riprende fedelmente questa immagine iconica.
c) Il Ruolo della Teologia e del Teologo:
La preghiera delinea chiaramente la funzione essenziale della teologia nella Chiesa e nel mondo. Non è una "sterile speculazione", ma un "dialogo fecondo" tra Rivelazione e le sfide del mondo. I teologi sono chiamati a essere "ponti, non muri", "costruttori di comprensione" e a "presentare la verità eterna in modi nuovi e accessibili".
Riferimento biblico:
Riferimento magisteriale:"Siate sempre pronti a render conto della speranza che è in voi a tutti quelli che vi chiedono spiegazioni." (1 Pietro 3,15) – Questo è un mandato per ogni cristiano, ma in particolare per i teologi.
"Andate dunque e fate discepoli tutti i popoli, battezzandoli nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo, insegnando loro ad osservare tutto ciò che vi ho comandato." (Matteo 28,19-20) – Il mandato missionario include l'insegnamento e la trasmissione della fede, che la teologia serve.
Concilio Vaticano II, Costituzione Dogmatica Dei Verbum (1965), n. 24: "La sacra teologia si fonda sulla parola di Dio scritta, insieme con la sacra Tradizione, come su un fondamento perenne, e in essa si consolida con forza e da essa ringiovanisce incessantemente, scrutando alla luce della fede ogni verità racchiusa nel mistero di Cristo."
Papa Benedetto XVI, Discorso all'Università di Ratisbona (2006): Sottolinea l'importanza del dialogo tra fede e ragione e la necessità di una teologia che non sia separata dalla vita.
d) Umiltà e Apertura allo Spirito Santo:
La preghiera enfatizza la necessità di un cuore "umile e aperto alla ricerca instancabile", "libero da ogni presunzione e sempre pronto ad accogliere nuove luci dallo Spirito". Questo è cruciale per evitare l'orgoglio intellettuale e per garantire che la ricerca della verità sia autenticamente spirituale.
Riferimento biblico:
Riferimento patristico:"Lo Spirito Santo, che il Padre manderà nel mio nome, vi insegnerà ogni cosa e vi ricorderà tutto ciò che vi ho detto." (Giovanni 14,26)
"Lo Spirito scruta ogni cosa, anche le profondità di Dio." (1 Corinzi 2,10) – Lo Spirito è la guida nella comprensione dei misteri divini.
"Dio resiste ai superbi, ma dà grazia agli umili." (Giacomo 4,6; 1 Pietro 5,5)
Sant'Agostino: "L'umiltà è la madre di tutte le virtù, perché è la madre della carità." Per la teologia, l'umiltà è la madre della vera sapienza.
e) Amore per Cristo e per la Chiesa:
La motivazione ultima della ricerca teologica deve essere l'amore: "Che la loro ricerca sia sempre animata dall'amore per Cristo e per la Chiesa". Questo garantisce che la teologia sia un servizio e non un fine in sé.
Riferimento biblico:
Questi temi, intrecciati nella preghiera, formano una visione completa e profonda della vocazione teologica nella Chiesa cattolica."Se anche avessi il dono della profezia e conoscessi tutti i misteri e tutta la scienza, e avessi tutta la fede da trasportare le montagne, ma non avessi la carità, non sarei nulla." (1 Corinzi 13,2) – La carità è il fondamento di ogni conoscenza spirituale.
"Pietro, mi ami tu?" (Giovanni 21,15-17) – L'amore per Cristo è la condizione per pascere il suo gregge, e quindi per servirlo anche attraverso la teologia.
5. Il genere di preghiera (lode, intercessione, ringraziamento, penitenza, ecc.) e la sua collocazione nella tradizione liturgica.
Questa preghiera appartiene principalmente al genere della preghiera di intercessione (o supplica). La sua struttura è chiaramente orientata a chiedere, attraverso l'intercessione di San Pinito, delle grazie specifiche per un gruppo particolare di persone: i teologi e gli studiosi della fede.
Sebbene l'intercessione sia il genere dominante, la preghiera contiene anche elementi di:
- Lode/Venerazione: L'invocazione iniziale "O San Pinito di Cnosso, luminoso esempio di sapienza e santità" è una forma di lode e venerazione verso il santo, riconoscendo le sue virtù e la sua posizione gloriosa in cielo. Questa lode non è fine a sé stessa, ma serve a motivare e rafforzare la richiesta di intercessione, basandosi sul merito e sull'esempio del santo.
- Domanda/Petizione: Ogni richiesta specifica (saggezza illuminata, unione di ragione e fede, umiltà, ecc.) rientra nel genere della petizione.
La preghiera di intercessione è una componente essenziale della vita cristiana e della tradizione liturgica cattolica. Il Catechismo della Chiesa Cattolica afferma:
"L'intercessione è una preghiera di domanda che ci conforma strettamente alla preghiera di Gesù. Egli è l'unico grande intercessore presso il Padre per tutti gli uomini, specialmente per i peccatori. La preghiera cristiana di intercessione è una partecipazione a questa preghiera di Cristo." (CCC 2634)
La sua collocazione nella tradizione liturgica può essere intesa in diversi modi:
- Preghiera personale o di devozione: È perfettamente adatta per la preghiera privata di chiunque senta il desiderio di sostenere i teologi della Chiesa. Un sacerdote, uno studente di teologia, un catechista o un fedele laico possono recitarla individualmente.
- Preghiera comunitaria non liturgica: Può essere utilizzata in contesti comunitari come incontri di gruppi di studio biblico, circoli teologici, associazioni laicali che si dedicano all'approfondimento della fede, ritiri spirituali o momenti di riflessione.
- Adattamento per la Preghiera Universale (Preghiera dei Fedeli) nella Messa: Le intenzioni espresse in questa preghiera potrebbero essere riformulate e inserite tra le intenzioni della Preghiera dei Fedeli durante la Santa Messa, specialmente in occasioni significative per la vita accademica o teologica (es. inizio/fine dell'anno accademico in seminari o facoltà teologiche, ordinazioni, conferenze teologiche). Un esempio potrebbe essere: "Preghiamo per tutti i teologi e gli studiosi della fede, affinché, illuminati dallo Spirito Santo, uniscano il rigore della ragione alla profondità della fede, siano ponti di comprensione e servitori della verità eterna. Preghiamo."
- Preghiera in contesti specifici: Sarebbe particolarmente appropriata in seminari, università pontificie, istituti di scienze religiose, case di formazione religiosa, prima di lezioni, esami o sessioni di studio teologico.
- Parte di Litanìe o Novene: L'invocazione a San Pinito potrebbe essere integrata in litanie dei santi o in novene dedicate alla ricerca della sapienza o alla vocazione teologica, soprattutto se San Pinito fosse riconosciuto come patrono dei teologi o degli studiosi.
La preghiera non è una formula sacramentale o una preghiera liturgica codificata nel senso stretto (come una Colletta della Messa), ma rientra pienamente nella ricca tradizione della preghiera ecclesiale che supporta le diverse vocazioni e necessità del Popolo di Dio. La sua enfasi sull'intercessione per una categoria specifica di fedeli ne sottolinea la natura di preghiera di domanda, volta a sostenere una missione cruciale per la vita della Chiesa.
6. Indicazioni pratiche: come usarla nella preghiera personale o comunitaria e nei tempi dell’anno liturgico.
Questa preghiera, per la sua profondità e specificità, offre molteplici opportunità di utilizzo sia nella preghiera personale che in quella comunitaria, e può trovare una risonanza particolare in diversi momenti dell'anno liturgico.
Uso nella Preghiera Personale:
- Per i teologi e gli studiosi: È una preghiera ideale da recitare quotidianamente, o prima di iniziare sessioni di studio, scrittura o insegnamento. Può essere un momento per chiedere l'illuminazione divina, l'umiltà e la capacità di integrare fede e ragione. È un promemoria costante della dimensione spirituale e di servizio della propria vocazione intellettuale.
- Per chiunque sia coinvolto nell'evangelizzazione o nella catechesi: Pastori, catechisti, formatori possono usarla per chiedere grazia per i teologi, ma anche per sé stessi, affinché possano attingere alla sapienza teologica per presentare la fede in modo chiaro e profondo.
- Per chiunque cerchi risposte spirituali: I fedeli che si trovano in un percorso di ricerca spirituale o che affrontano domande complesse sulla fede possono recitarla, chiedendo che i teologi siano guide sicure e che la loro opera possa illuminare il loro cammino.
- In momenti di discernimento: Se si sta considerando una vocazione allo studio teologico o a un ministero che richiede una profonda comprensione della fede, questa preghiera può essere un valido aiuto nel discernimento.
Uso nella Preghiera Comunitaria:
- In seminari e facoltà teologiche: Questa preghiera è estremamente pertinente per la recita comune all'inizio dell'anno accademico, prima di importanti lezioni o esami, o durante le celebrazioni eucaristiche per la comunità accademica. Può essere inserita nella Preghiera dei Fedeli.
- In comunità religiose o gruppi di studio: Gruppi che si dedicano all'approfondimento della fede, alla lectio divina o allo studio della dottrina sociale della Chiesa possono usarla per invocare la grazia sui teologi che alimentano la loro riflessione.
- In assemblee parrocchiali o diocesane: In occasioni in cui si affrontano temi dottrinali o pastorali complessi, o in preparazione a sinodi e convegni, la preghiera può essere recitata per chiedere saggezza e unità.
- Durante la Preghiera Universale (Preghiera dei Fedeli) nella Messa: Come suggerito in precedenza, una versione adattata può essere inclusa nelle intenzioni, specialmente in domeniche in cui si medita sull'importanza della sapienza, della verità o del ruolo dei maestri nella Chiesa.
Nei Tempi dell’Anno Liturgico:
- Tempo Ordinario: Può essere usata regolarmente, specialmente nei periodi dedicati all'approfondimento della Parola di Dio e all'insegnamento della Chiesa.
- Avvento e Quaresima: Questi tempi di preparazione e penitenza sono propizi per una preghiera che chiede umiltà e apertura alle "nuove luci dallo Spirito", fondamentali per una vera conversione e comprensione dei misteri.
- Pentecoste e Tempo Pasquale: Dopo la celebrazione della discesa dello Spirito Santo, che illumina e guida la Chiesa "a tutta la verità" (Gv 16,13), questa preghiera acquista un significato particolare, invocando lo Spirito sui teologi. Il tempo pasquale, con la riscoperta della verità della Risurrezione, è un momento opportuno per chiedere una più profonda comprensione dei misteri divini.
- Feste dei Dottori della Chiesa: In particolare, nelle solennità o memorie di grandi Dottori della Chiesa (es. San Tommaso d'Aquino, Sant'Agostino, San Gregorio Magno, Santa Teresa d'Avila, Santa Caterina da Siena), che sono stati "luminosi esempi di sapienza e santità" e hanno unito "rigore della ragione" e "profondità della fede", questa preghiera è estremamente appropriata.
- Giornate mondiali o nazionali dedicate alla cultura cattolica o all'università: Queste occasioni sono ideali per recitare questa preghiera, sottolineando il contributo della fede al sapere e il ruolo della teologia nel dialogo con la cultura contemporanea.
L'uso di questa preghiera, quindi, non solo supporta i teologi nel loro compito, ma educa anche tutta la comunità ecclesiale all'importanza della ricerca della verità, all'integrazione di fede e ragione e al valore dell'umiltà e dell'amore nella vita intellettuale e spirituale.
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