Intercessione di San Giuseppe per il Perdono tra fratelli in famiglia
Ascolta la Preghiera
O Glorioso San Giuseppe, custode della pace di Nazareth e fedele sposo della Vergine Maria, a te innalziamo la nostra umile preghiera in questo momento di bisogno.
Con cuore affranto, ti affidiamo tutte quelle famiglie dove i fratelli, un tempo uniti da vincoli sacri, ora sono divisi da rancori e incomprensioni, dove le parole hanno ferito più delle spade e i silenzi hanno scavato abissi di dolore.
Per la tua potente intercessione, ti supplichiamo, o San Giuseppe, di ottenere per loro la grazia del perdono reciproco. Fa' che i loro cuori si aprano alla riconciliazione, che ogni muro di orgoglio e risentimento cada, e che la luce della comprensione possa dissipare le ombre della diffidenza che li tengono lontani.
Prega affinché l'amore fraterno, dono prezioso di Dio e riflesso del suo stesso amore, possa prevalere su ogni ferita, su ogni torto subito o inflitto, e che la misericordia divina possa guarire le lacerazioni più profonde dell'anima.
Tu che vegliasti con amore sul Bambino Gesù e sulla sua Santa Famiglia, sii custode e pacificatore in ogni focolare, affinché la gioia della ritrovata unione e della fraternità possa fiorire e portare frutti di pace duratura. Amen.
Sacra Famiglia di Nazareth, Gesù, Maria e Giuseppe, modello sublime di amore, armonia e perdono, vi preghiamo di benedire e custodire ogni famiglia sulla terra. Aiutateci a vivere la carità fraterna, a perdonare e a chiedere perdono, affinché le nostre case siano santuari di pace, di amore e di vera comunione, a immagine della vostra Santa Casa. Amen.
Spiegazione della Preghiera
1. Contesto Spirituale e Dottrinale della Preghiera
La preghiera che ci è stata affidata si inserisce profondamente nella ricca tradizione spirituale e dottrinale della Chiesa Cattolica, evidenziando due pilastri fondamentali della fede: la devozione a San Giuseppe e la venerazione della Sacra Famiglia. San Giuseppe è una figura di inestimabile valore, riconosciuto come Patrono della Chiesa universale, custode della Santa Famiglia e modello di virtù come la fede silenziosa, l'obbedienza alla volontà divina, la paternità putativa verso Gesù e l'onestà del lavoro.
La dottrina cattolica eleva Giuseppe a un ruolo unico: pur non essendo il padre biologico di Gesù, ha esercitato una paternità amorevole e protettiva, garantendo sicurezza e stabilità al Bambino e a Maria. Questa sua funzione di "custode della pace di Nazareth" è la base su cui si invoca la sua intercessione per la pace in ogni focolare. Egli incarna la provvidenza di Dio, che agisce attraverso uomini umili e giusti per portare a compimento il suo piano di salvezza. La sua figura ci ricorda che la vera forza risiede nell'umiltà, nel servizio e nell'abbandono fiducioso a Dio.
Accanto a San Giuseppe, la preghiera invoca la Sacra Famiglia di Nazareth – Gesù, Maria e Giuseppe – che la Chiesa propone come "modello sublime di amore, armonia e perdono". La famiglia, secondo la dottrina cattolica, è la "chiesa domestica", il luogo primario di trasmissione della fede e della virtù, il santuario della vita. Essa è la cellula fondamentale della società e della Chiesa stessa, e la sua salute è cruciale per il benessere dell'intera comunità umana. La preghiera riflette la convinzione che, guardando alla Santa Famiglia, le famiglie terrene possano trovare l'ispirazione e la grazia necessarie per superare le proprie fragilità e realizzare la propria vocazione all'amore.
Il tema centrale della preghiera, il perdono e la riconciliazione, è un caposaldo della fede cristiana. Gesù stesso ci ha insegnato a perdonare "settanta volte sette" (Mt 18,22) e ha fatto del perdono reciproco una condizione essenziale per ricevere il perdono di Dio Padre (Mt 6,14-15). La preghiera, quindi, non è solo una supplica per risolvere conflitti esterni, ma anche un profondo richiamo alla conversione del cuore, alla dismissione dell'orgoglio e al cammino verso una carità fraterna che rispecchi l'amore stesso di Dio.
2. I Destinatari a Cui è Rivolta e Perché
Questa preghiera è chiaramente rivolta a due entità sacre, ciascuna con un ruolo specifico e una motivazione profonda per la sua invocazione.
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Glorioso San Giuseppe: La prima parte della preghiera si indirizza a San Giuseppe, qualificandolo come "custode della pace di Nazareth" e "fedele sposo della Vergine Maria". Queste qualifiche non sono meramente onorifiche, ma fondano la ragione della sua intercessione.
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Custode della Pace di Nazareth: San Giuseppe ha vegliato su Gesù e Maria in un ambiente di umiltà ma anche di armonia, proteggendoli dai pericoli e provvedendo alle loro necessità. La pace che ha garantito alla sua famiglia terrena lo rende il perfetto intercessore per le famiglie che lottano con disaccordi e rancori. Egli è invocato per la sua capacità provata di mantenere l'unità e la serenità nel focolare domestico, riflettendo la pace di Dio.
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Fedele Sposo della Vergine Maria: La sua fedeltà e il suo amore sponsale sono un esempio di virtù coniugali e familiari. La sua vicinanza a Maria e Gesù lo pone in una posizione unica per comprendere le dinamiche e le sfide delle relazioni familiari. Essendo stato parte integrante della famiglia più santa della storia, la sua intercessione è considerata particolarmente potente ed efficace per le problematiche familiari.
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Potenza dell'Intercessione: La fede cattolica attribuisce ai santi in cielo la capacità di intercedere presso Dio per i bisogni dei fedeli sulla terra. San Giuseppe, per la sua santità e il suo rapporto privilegiato con Gesù, è venerato come un potente intercessore, in grado di ottenere grazie e favori da Dio, specialmente in situazioni difficili e apparentemente irrisolvibili, come i profondi conflitti familiari.
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Sacra Famiglia di Nazareth (Gesù, Maria e Giuseppe): La seconda parte della preghiera estende la supplica direttamente alla Sacra Famiglia, riconoscendola come "modello sublime di amore, armonia e perdono". Le motivazioni sono altrettanto chiare:
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Modello di Amore e Armonia: La famiglia di Nazareth è il prototipo ideale di ogni famiglia cristiana. Il suo amore reciproco, la sua obbedienza alla volontà divina, la sua capacità di superare le difficoltà (il viaggio a Betlemme, la fuga in Egitto, lo smarrimento al Tempio) con fede e unità, la rendono la fonte ispiratrice per ogni focolare che aspira alla pace e alla comunione.
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Fonte di Perdono: Anche se la Santa Famiglia non ha conosciuto il peccato, la sua capacità di vivere in perfetta carità la rende un esempio vivente di come il perdono – inteso come amore che supera ogni debolezza e disaccordo – sia possibile e fondamentale. Invocare la Sacra Famiglia significa chiedere di infondere nelle famiglie il loro stesso spirito di carità e comprensione.
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Benedizione e Custodia Diretta: Invocare Gesù, Maria e Giuseppe insieme significa chiedere la loro benedizione diretta e la loro custodia su ogni famiglia. Essi sono visti come i garanti della grazia divina necessaria per vivere la carità fraterna, perdonare e chiedere perdono, e per trasformare le case in "santuari di pace, di amore e di vera comunione", a immagine della loro stessa Casa.
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In sintesi, la preghiera si rivolge a San Giuseppe per la sua provata efficacia di intercessore nelle questioni familiari, e alla Sacra Famiglia come modello e fonte di grazia per la realizzazione dell'amore, dell'armonia e del perdono in ogni famiglia.
3. I Beneficiari per Cui Intercede e i Bisogni Spirituali/Fisici che Affronta
La preghiera è un grido sincero di aiuto, la cui intercessione è rivolta a un gruppo specifico di beneficiari, affrontando bisogni profondi sia spirituali che, indirettamente, fisici e psicosociali.
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I Beneficiari Diretti: La preghiera si concentra inizialmente su "tutte quelle famiglie dove i fratelli, un tempo uniti da vincoli sacri, ora sono divisi da rancori e incomprensioni". Questa specificità è toccante: non generici conflitti, ma la rottura dei legami fraterni, che sono per loro natura sacri e profondi. Successivamente, la preghiera si amplia per abbracciare "ogni focolare" e "ogni famiglia sulla terra", riconoscendo che le sfide alla pace e all'unità sono universali. I beneficiari sono dunque tutte le famiglie, ma con un'enfasi particolare su quelle lacerate da discordie interne tra parenti stretti.
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I Bisogni Spirituali Affrontati:
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Rancori e Incomprensioni: Questi sono il cuore del problema descritto. Rappresentano una rottura della carità, un veleno che erode i legami. Spiritualemente, sono sintomi di peccato, mancanza di amore e di umiltà. La preghiera chiede di guarire questa divisione profonda.
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Ferite da Parole e Silenzi: Le "parole [che] hanno ferito più delle spade" e i "silenzi [che] hanno scavato abissi di dolore" evidenziano la profondità del trauma emotivo e spirituale. Questo tocca la dimensione della comunicazione (o della sua assenza) come strumento di divisione o di unione. La ferita spirituale è spesso invisibile ma devastante.
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Muri di Orgoglio e Risentimento: Questi sono gli ostacoli interni al perdono. L'orgoglio impedisce di ammettere la propria parte di colpa o di cercare la riconciliazione. Il risentimento è la persistenza della rabbia e dell'amarezza. La preghiera chiede che questi muri cadano, permettendo ai cuori di aprirsi alla grazia.
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Diffidenza: L'ombra della diffidenza che "li [tiene] lontani" indica una perdita di fede nell'altro e un'incapacità di credere nella possibilità di una nuova relazione. Spiritualemente, è un'assenza di fiducia e speranza nella bontà fondamentale dell'altro, o nella possibilità di cambiamento.
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Lacerazioni Profonde dell'Anima: Questa espressione racchiude tutta la sofferenza interiore causata dai conflitti familiari non risolti. È una ferita che va oltre il corpo, toccando l'essenza stessa della persona e la sua capacità di amare e di essere amata.
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Bisogno di Perdono Reciproco e Riconciliazione: Questo è il bene spirituale primario invocato. Il perdono reciproco non è solo un atto esterno, ma una trasformazione interiore che libera dal peso del rancore. La riconciliazione è il ripristino di una relazione di amore e pace, un segno visibile della grazia di Dio.
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Prevalenza dell'Amore Fraterno: Si chiede che l'amore fraterno, dono di Dio, possa "prevalere su ogni ferita, su ogni torto subito o inflitto". Questo è il culmine della guarigione spirituale: la carità che vince il male, che trasforma il dolore in opportunità di grazia.
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I Bisogni Fisici e Psicosociali (Indiretti): Sebbene la preghiera sia focalizzata su aspetti spirituali, il ripristino dell'armonia familiare ha profonde ripercussioni sul benessere fisico e mentale. Le tensioni familiari croniche sono note per causare stress, ansia, depressione, disturbi del sonno e persino malattie fisiche. Una famiglia in pace, invece, è un ambiente di sostegno che promuove la salute e il benessere. La preghiera, chiedendo pace e unione, affronta indirettamente anche la necessità di un ambiente familiare sano per la salute integrale di ogni membro.
In sintesi, la preghiera affronta il dramma della divisione familiare, un male che intacca le relazioni più intime e l'anima stessa, chiedendo la grazia divina per la guarigione spirituale attraverso il perdono, la riconciliazione e la restaurazione dell'amore fraterno.
4. I Temi Teologici Principali, con Eventuali Citazioni Bibliche o Patristiche Pertinenti
La preghiera è densa di implicazioni teologiche che toccano il cuore della fede cristiana. Analizziamo i temi principali:
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La Santità e la Paternità di San Giuseppe:
San Giuseppe è invocato come "Glorioso San Giuseppe, custode della pace di Nazareth e fedele sposo della Vergine Maria". Questo sottolinea la sua santità intrinseca e il suo ruolo unico nel piano di salvezza. Egli è il modello del padre putativo e protettore. Nel Vangelo, Giuseppe è descritto come un "uomo giusto" (Mt 1,19), obbediente alla volontà di Dio manifestata nei sogni. La sua paternità è stata una custodia amorevole e provvidente per Gesù e Maria. Per il suo ruolo di capofamiglia della Sacra Famiglia, è l'intercessore ideale per le famiglie. Papa Francesco, nell'esortazione apostolica Patris Corde, lo definisce un padre che accoglie, che lavora, che è nell'ombra, ma la cui figura è centrale.
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La Famiglia come "Chiesa Domestica" e Modello della Trinità:
La preghiera invoca la "Sacra Famiglia di Nazareth, Gesù, Maria e Giuseppe, modello sublime di amore, armonia e perdono". La teologia cattolica vede la famiglia come un'immagine della Trinità, nella comunione di persone. Il Concilio Vaticano II, nella Lumen Gentium (n. 11), definisce la famiglia come "chiesa domestica", dove i genitori e i figli sono chiamati a vivere la fede e la carità. La carità fraterna è il riflesso dell'amore divino, come afferma San Giovanni:
"Carissimi, amiamoci gli uni gli altri, perché l'amore è da Dio; chiunque ama è generato da Dio e conosce Dio. Chi non ama non ha conosciuto Dio, perché Dio è amore." (1 Giovanni 4,7-8)
La famiglia è il primo luogo dove si impara e si vive questa carità. -
Il Perdono e la Riconciliazione Cristiana:
Il tema del perdono è centrale: "ottenere per loro la grazia del perdono reciproco. Fa' che i loro cuori si aprano alla riconciliazione...". Gesù ha posto il perdono al centro della vita del discepolo:
"Perché se voi perdonate agli uomini le loro colpe, il Padre vostro celeste perdonerà anche a voi; ma se voi non perdonate agli uomini, neanche il Padre vostro perdonerà le vostre colpe." (Matteo 6,14-15)
La parabola del figlio prodigo (Luca 15,11-32) è l'archetipo della riconciliazione e del perdono paterno. Il perdono non è solo un atto umano, ma una grazia divina che permette di superare l'orgoglio e il risentimento. San Paolo esorta:"Sopportatevi a vicenda e perdonatevi scambievolmente, se qualcuno abbia di che lamentarsi di un altro. Come il Signore vi ha perdonato, così fate anche voi." (Colossesi 3,13)
San Agostino, nel suo "Discorso 83, Sulla carità fraterna", sottolinea come il perdono non sia un'opzione, ma un comando essenziale per chi vuole essere discepolo di Cristo e vivere la vera carità. -
L'Amore Fraterno come Riflesso dell'Amore di Dio:
La preghiera chiede che "l'amore fraterno, dono prezioso di Dio e riflesso del suo stesso amore, possa prevalere su ogni ferita". L'amore fraterno, inteso non solo tra fratelli di sangue ma tra tutti i membri della famiglia e, in senso più ampio, tra tutti i cristiani, è il segno distintivo dei discepoli di Cristo:
"Da questo tutti sapranno che siete miei discepoli, se avrete amore gli uni per gli altri." (Giovanni 13,35)
Questo amore non è un sentimento superficiale, ma una scelta attiva di benevolenza, pazienza e sacrificio (cfr. 1 Corinzi 13). È il frutto dello Spirito Santo (Galati 5,22). -
La Pace e l'Armonia come Doni Messianici:
L'obiettivo finale è la fioritura della "pace duratura" e la trasformazione delle case in "santuari di pace, di amore e di vera comunione". Gesù è il "Principe della Pace" (Isaia 9,5) e la sua venuta ha portato una pace che "il mondo non può dare" (Giovanni 14,27). La pace familiare è un riflesso di questa pace messianica, un anticipo del Regno di Dio, dove le divisioni sono sanate e l'armonia regna. I "pacificatori" sono benedetti:
"Beati gli operatori di pace, perché saranno chiamati figli di Dio." (Matteo 5,9)
Questi temi si intrecciano per formare una visione coerente della vita cristiana centrata sull'amore, il perdono e la ricerca della pace, con San Giuseppe e la Sacra Famiglia come guide e intercessori.
5. Il Genere di Preghiera e la Sua Collocazione nella Tradizione Liturgica
Analizzando la struttura e il contenuto della preghiera, possiamo classificarla primariamente come una preghiera di intercessione e supplica, con forti connotazioni di affidamento. Sebbene non sia esplicitamente una lode o un ringraziamento nel senso stretto, essa contiene elementi impliciti di riconoscimento della grandezza e santità di San Giuseppe e della Sacra Famiglia, che possono essere visti come una forma di lode. La richiesta di perdono e riconciliazione le conferisce anche una dimensione quasi penitenziale, non tanto per i propri peccati diretti, quanto per le mancanze contro la carità fraterna.
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Intercessione: Il cuore della preghiera è l'atto di chiedere a San Giuseppe e alla Sacra Famiglia di intervenire presso Dio per conto di terzi, in questo caso, le famiglie divise. Le frasi come "ti affidiamo tutte quelle famiglie" e "ti supplichiamo, o San Giuseppe, di ottenere per loro la grazia" sono chiari indicatori di intercessione.
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Supplica: La preghiera esprime un bisogno urgente e profondo (la divisione familiare, il rancore, l'incomprensione) e chiede specificamente un aiuto (il perdono reciproco, la riconciliazione, la guarigione). L'intensità emotiva ("con cuore affranto") rafforza la natura supplichevole.
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Affidamento: Affidare le famiglie a San Giuseppe e alla Sacra Famiglia è un atto di fiducia e abbandono. Si riconosce che il problema supera le capacità umane e si cerca rifugio e soluzione nella provvidenza divina, mediata dai santi.
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Elementi di Lode/Riconoscimento: Sebbene non sia una lode diretta, chiamare San Giuseppe "Glorioso" e la Sacra Famiglia "modello sublime di amore, armonia e perdono" è un riconoscimento delle loro virtù e della loro santità, che motiva l'intercessione e l'emulazione.
Collocazione nella Tradizione Liturgica:
Questa preghiera, pur essendo adatta all'uso privato e comunitario, trova la sua collocazione ideale nella vasta tradizione della devozione popolare e in momenti specifici dell'anno liturgico e della vita ecclesiale.
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Devozione Popolare: Preghiere come questa sono spesso recitate nelle novene e nei tridui dedicati a San Giuseppe, specialmente nel mese di marzo (tradizionalmente dedicato al Santo). Si inserisce anche in gruppi di preghiera focalizzati sulla famiglia, durante ritiri o giornate di spiritualità familiare, o come parte della preghiera quotidiana per le intenzioni familiari.
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Liturgia Ufficiale:
- Festa di San Giuseppe (19 Marzo): È il giorno più appropriato per recitare questa preghiera, invocando il suo patrocinio universale sulla Chiesa e, in particolare, sulle famiglie. L'intera Liturgia della Parola e dell'Eucaristia in questo giorno celebra la sua figura.
- Festa della Sacra Famiglia di Gesù, Maria e Giuseppe: Celebrata la domenica successiva al Natale, o, se il Natale cade di domenica, il 30 dicembre. Questa festa è istituita proprio per proporre la famiglia di Nazaret come modello di vita e virtù domestiche. Questa preghiera è perfettamente in linea con lo spirito di questa festa, invocando la protezione e l'esempio della Sacra Famiglia su tutte le famiglie del mondo.
- Messa per le Famiglie: Può essere usata nelle preghiere dei fedeli durante la Messa, o come preghiera di apertura/chiusura in celebrazioni eucaristiche o della Parola dedicate in modo specifico alle famiglie e alla loro pastorale.
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Contesto Pastorale: La preghiera è estremamente pertinente in contesti di accompagnamento pastorale per le famiglie, come preparazione ai sacramenti del Matrimonio, durante incontri di catechesi matrimoniale o familiare, in percorsi per coppie in crisi o per famiglie che affrontano difficoltà di relazione. La sua profondità e specificità la rendono uno strumento potente per la preghiera personale e comunitaria in tali situazioni.
La sua formulazione semplice ma profonda la rende accessibile e potente, capace di toccare le corde del cuore di chiunque stia vivendo o conoscendo il dramma della divisione familiare.
6. Indicazioni Pratiche: Come Usarla nella Preghiera Personale o Comunitaria e nei Tempi dell’Anno Liturgico
Questa preghiera, ricca di significato e di richiesta, può essere un faro di speranza e un potente strumento di intercessione in diversi contesti, sia privati che pubblici, e in momenti specifici del calendario liturgico.
Uso nella Preghiera Personale:
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Quotidianamente: Per chi vive direttamente situazioni di rancore, incomprensioni o divisione nella propria famiglia, o per chi conosce famiglie in tali difficoltà, recitare questa preghiera quotidianamente può essere un atto di fede e un perseverante affidamento alla provvidenza divina e all'intercessione dei santi.
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In Momenti di Introspezione e Discernimento: Quando si medita sulla propria responsabilità nella pace familiare, o si cerca la forza per perdonare o chiedere perdono, questa preghiera offre una guida spirituale e un supporto. Può essere recitata davanti a un crocifisso o a un'immagine della Sacra Famiglia per intensificare il momento di riflessione.
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Come Parte di una Novena o Triduo: In preparazione alla festa di San Giuseppe (19 marzo) o della Sacra Famiglia, o in qualsiasi momento di particolare bisogno, si può integrare questa preghiera in una novena (nove giorni di preghiera) o un triduo (tre giorni), magari aggiungendo la lettura di un brano biblico o una breve meditazione sulla carità fraterna.
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Prima di Incontri Familiari Difficili: Se si prevede un incontro con parenti con cui ci sono tensioni, la preghiera può essere recitata per chiedere la grazia della calma, della comprensione e dell'apertura del cuore, propria e altrui.
Uso nella Preghiera Comunitaria:
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Durante la Preghiera dei Fedeli: Nelle Sante Messe, specialmente quelle domenicali o quelle celebrate per intenzioni familiari, la frase chiave della preghiera (ad esempio, "Preghiamo affinché le famiglie divise da rancori trovino la grazia del perdono e della riconciliazione") può essere inserita come intenzione, facendo eco al bisogno universale di pace.
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In Gruppi di Preghiera per le Famiglie: Movimenti e associazioni che supportano le famiglie possono usare questa preghiera come parte integrante dei loro incontri, recitandola insieme per le intenzioni dei membri e per tutte le famiglie del mondo.
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Durante Celebrazioni Speciali sulla Famiglia: In occasioni come la Settimana della Famiglia, gli anniversari di matrimonio (anche di gruppo), ritiri spirituali per famiglie o corsi prematrimoniali, la preghiera può essere un momento significativo per invocare la benedizione divina e l'intercessione dei patroni.
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Nelle Benedizioni delle Case: Quando un sacerdote benedice una casa, questa preghiera può essere un'aggiunta appropriata, invocando la protezione della Sacra Famiglia su tutti coloro che vi abitano e chiedendo che essa sia un luogo di pace e armonia.
Uso nei Tempi dell’Anno Liturgico:
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Tempo di Natale (Festa della Sacra Famiglia): Questo è il periodo più ovvio e appropriato. La domenica dopo il Natale (o il 30 dicembre) la Chiesa celebra la Sacra Famiglia. Recitare questa preghiera in famiglia o in comunità in questo giorno rafforza il significato della festa e rinnova l'impegno per l'amore e l'unità domestica.
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Quaresima: Essendo un tempo di conversione, penitenza, perdono e riconciliazione, la Quaresima è un periodo ideale per recitare questa preghiera. Aiuta a focalizzare l'attenzione sui rapporti familiari e sulla necessità di sanare le ferite e di rinnovare la carità.
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Mese di Marzo (Mese di San Giuseppe): L'intero mese di marzo è dedicato a San Giuseppe. Ogni giorno, la preghiera può essere offerta in suo onore, chiedendo la sua intercessione per le famiglie, specialmente il 19 marzo, giorno della sua solennità.
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Tempo Ordinario: Le sfide familiari non conoscono stagioni. Durante il Tempo Ordinario, la preghiera rimane uno strumento prezioso per mantenere viva l'attenzione sulla santità della famiglia e sulla costante necessità di amore, perdono e pace. Può essere integrata nella preghiera della sera in famiglia o come parte della preghiera del mattino.
L'efficacia di questa preghiera, al di là del tempo o del luogo, risiede nella sincerità del cuore di chi la recita e nella fede incrollabile nell'intercessione dei santi e nella misericordia di Dio.
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