Intercessione alla Madonna di Aparecida per l'aiuto ai poveri

Intercessione alla Madonna di Aparecida per l'aiuto ai poveri
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O Madonna di Aparecida, Madre amata e Patrona del Brasile, tu che dal tuo santuario accogli ogni cuore pellegrino, ti rivolgiamo oggi la nostra umile preghiera.

Tu che fosti ritrovata nelle acque, segno della tua presenza tra gli umili e i dimenticati, conosci la profondità della sofferenza e la disperazione di chi non ha nulla. Tu sei la stessa Vergine Maria, Madre di Gesù, sempre vicina agli ultimi e agli afflitti.

Madre Celeste, intercedi per tutti i nostri fratelli e sorelle che vivono nella povertà. Ti preghiamo affinché sia loro restituita la dignità che spetta ad ogni figlio di Dio, spesso calpestata e ignorata. Fa' che trionfi la giustizia, quella vera, che non discrimina e non abbandona, ma eleva e sostiene.

Imploriamo il tuo materno aiuto affinché giungano a loro aiuti concreti: pane, casa, lavoro, cure, istruzione. Non permettere, o Madre, che alcuno sia privato del necessario per vivere una vita degna e serena. Tocca i cuori di quanti hanno abbondanza, affinché si aprano alla generosità e alla condivisione, riconoscendo in ogni povero il volto sofferente di tuo Figlio.

Dal tuo Santuario, luogo di accoglienza e di speranza, inspira opere di carità e di solidarietà. Sii tu la loro forza e la nostra guida nell'impegno quotidiano per un mondo più giusto e fraterno.

Con fiducia ti affidiamo la causa dei poveri, o Madonna di Aparecida, certi della tua potente intercessione.

Amen.

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Spiegazione e Significato

1. Il contesto spirituale e dottrinale della seguente preghiera.

La preghiera qui esaminata si inserisce profondamente nel ricco tessuto della pietà mariana cattolica, con un focus specifico sulla devozione a Nostra Signora di Aparecida, Patrona del Brasile. Per comprenderne appieno il significato teologico e spirituale, è essenziale delineare il contesto storico e dottrinale che la nutre.

La devozione a Nostra Signora di Aparecida nasce da un evento specifico e simbolico, non da un'apparizione mariana, ma da un "ritrovamento" miracoloso. Nel 1717, tre pescatori, João Alves, Felipe Pedroso e Domingos Garcia, stavano cercando di pescare nel fiume Paraíba per una cena in onore del Conte di Assumar, governatore della provincia di San Paolo. Dopo ore di insuccesso, gettarono le reti e, invece di pesci, tirarono su una piccola statua di argilla della Vergine Maria, rotta e senza testa. Gettando nuovamente la rete, trovarono anche la testa. Dopo aver riunito i pezzi, la statua, di colore scuro, raffigurante l'Immacolata Concezione, fu avvolta in un panno e, immediatamente dopo, le reti dei pescatori si riempirono di pesci. Questo evento fu interpretato come un segno della presenza divina e della benedizione mariana.

Il ritrovamento della statua nelle acque, da parte di umili pescatori, e il suo colore scuro – che la rende un'immagine di Maria vicina alla popolazione afro-brasiliana e meticcia – sono elementi centrali che hanno plasmato la devozione. La statua divenne presto un simbolo di speranza e protezione per gli schiavi, i poveri e gli emarginati, riconoscendo nella "Madre ritrovata" un'alleata nelle loro sofferenze. Questo legame con gli "umili e i dimenticati" è esplicitamente richiamato nella preghiera: "Tu che fosti ritrovata nelle acque, segno della tua presenza tra gli umili e i dimenticati".

La devozione crebbe esponenzialmente, portando alla costruzione di un santuario e al riconoscimento ufficiale della Madonna di Aparecida come Patrona del Brasile nel 1930 da parte di Papa Pio XI. La sua festa, il 12 ottobre, è oggi festa nazionale in Brasile e attira milioni di pellegrini al Santuario Nazionale di Aparecida, uno dei più grandi del mondo. La preghiera si rivolge a lei come "Madre amata e Patrona del Brasile", sottolineando il suo ruolo di protettrice e interceditrice per l'intera nazione.

Dal punto di vista dottrinale, la preghiera si fonda sulla fede cattolica nella Vergine Maria come Madre di Dio (Theotokos), concepita senza peccato originale (Immacolata Concezione) e assunta in cielo in anima e corpo. Questi dogmi sostengono la convinzione che Maria, essendo pienamente unita a Cristo, abbia una particolare efficacia nella sua intercessione presso il Figlio. Non è una divinità, ma la più eccelsa tra le creature, la cui preghiera è potente grazie alla sua maternità divina e alla sua perfetta obbedienza a Dio. La preghiera afferma: "Tu sei la stessa Vergine Maria, Madre di Gesù", ribadendo questa identità teologica fondamentale che giustifica la fiducia nella sua intercessione.

In questo contesto, la preghiera non è solo un atto di pietà popolare, ma un'espressione teologicamente fondata della fiducia nell'aiuto materno di Maria, particolarmente attenta alle necessità dei più deboli, come testimoniato dalla sua stessa storia di "ritrovamento" e dalla sua vita di umiltà.

2. I destinatari a cui è rivolta e perché.

La preghiera è rivolta inequivocabilmente alla "Madonna di Aparecida", identificata con la "Vergine Maria, Madre di Gesù". Questa designazione è fondamentale per comprendere il "perché" di tale invocazione e la natura della relazione che i fedeli cercano di stabilire con lei.

In primo luogo, il titolo di "Madonna di Aparecida" non è solo un'invocazione locale, ma porta con sé tutta la storia e il simbolismo descritti nel punto precedente. Rivolgersi a lei con questo nome significa riconoscere la sua specifica presenza e la sua particolare sollecitudine per il popolo brasiliano e, per estensione, per tutti gli "umili e i dimenticati" del mondo. Ella è "Madre amata e Patrona del Brasile", titoli che le conferiscono un ruolo di speciale protezione e intercessione per la nazione e i suoi abitanti, con un'attenzione privilegiata verso coloro che soffrono.

Il motivo principale per cui ci si rivolge alla Vergine Maria è la sua maternità divina e spirituale. Essendo la Madre di Gesù, Figlio di Dio, ella gode di una posizione unica e privilegiata presso Dio. Questa maternità la rende "Madre Celeste", capace di comprendere e di intercedere con amore materno per i suoi figli. La preghiera sottolinea questa vicinanza affettiva: "Madre amata", "Madre Celeste", "materno aiuto".

Un altro motivo cruciale è la sua profonda empatia con la sofferenza umana. La preghiera afferma: "Tu che fosti ritrovata nelle acque, segno della tua presenza tra gli umili e i dimenticati, conosci la profondità della sofferenza e la disperazione di chi non ha nulla". Questa frase non è solo un richiamo storico, ma un'affermazione teologica sulla capacità di Maria di comprendere il dolore. La sua stessa vita, segnata dall'umiltà, dalla povertà e dalla sofferenza (dalla nascita di Gesù in una stalla, alla fuga in Egitto, alla spada che le trapassò l'anima ai piedi della croce), la rende un'interlocutrice privilegiata per coloro che vivono situazioni simili. Ella non è estranea alla condizione umana di fragilità e bisogno, ma l'ha sperimentata in prima persona, e per questo è "sempre vicina agli ultimi e agli afflitti".

Infine, ci si rivolge a Maria per la sua potente intercessione. La fede cattolica insegna che i santi, e in particolare la Vergine Maria, possono intercedere presso Dio per noi. La preghiera esplicitamente invoca: "Madre Celeste, intercedi per tutti i nostri fratelli e sorelle". Questa intercessione non diminuisce l'unica mediazione di Cristo, ma piuttosto la esalta, poiché Maria intercede sempre in unione con il Figlio e secondo la volontà di Dio. La preghiera si conclude con fiducia: "certi della tua potente intercessione", esprimendo la convinzione che le sue suppliche a Dio siano particolarmente efficaci.

In sintesi, la preghiera è rivolta alla Madonna di Aparecida perché ella è riconosciuta come la Madre di Gesù e Patrona del Brasile, un'immagine di Maria profondamente radicata nella storia e nella cultura degli umili, capace di comprendere la sofferenza e di intercedere con efficacia e amore materno presso Dio in favore dei bisognosi.

3. I beneficiari per cui intercede e i bisogni spirituali/fisici che affronta.

Questa preghiera è un'eloquente espressione dell'opzione preferenziale per i poveri, centrale nella dottrina sociale della Chiesa. I suoi beneficiari primari sono chiaramente identificati, e i bisogni che essa affronta spaziano dal materiale allo spirituale, dalla giustizia individuale a quella sociale.

I principali beneficiari dell'intercessione della Madonna di Aparecida sono "tutti i nostri fratelli e sorelle che vivono nella povertà" e, più genericamente, "ogni povero". Questa inclusività sottolinea una solidarietà universale, che trascende confini geografici o sociali, abbracciando tutti coloro che si trovano in condizione di indigenza, oppressione o marginalizzazione. La preghiera non si limita a chiedere un generico aiuto, ma articola specifici bisogni, riconoscendo la complessità della povertà.

Tra i bisogni spirituali e morali affrontati, spicca la richiesta di "dignità che spetta ad ogni figlio di Dio, spesso calpestata e ignorata". La dignità umana è il fondamento di ogni diritto e la base della vita cristiana. Essere privati della dignità significa essere disumanizzati, e la preghiera chiede che questa condizione venga ribaltata, riconoscendo il valore intrinseco di ogni persona come creata a immagine e somiglianza di Dio. Legata a questa, vi è la richiesta che "trionfi la giustizia, quella vera, che non discrimina e non abbandona, ma eleva e sostiene". Qui la preghiera si spinge oltre la semplice carità individuale, invocando una giustizia sistemica che corregga le disuguaglianze e le strutture di peccato che generano e perpetuano la povertà. Non si tratta solo di dare elemosina, ma di trasformare le relazioni sociali affinché nessuno sia escluso o oppresso.

Parallelamente, la preghiera affronta in modo molto concreto i bisogni fisici e materiali. Viene implorato "materno aiuto affinché giungano a loro aiuti concreti: pane, casa, lavoro, cure, istruzione". Questi sono riconosciuti come i pilastri per una "vita degna e serena".

  • Il pane rappresenta il nutrimento essenziale, la sicurezza alimentare.
  • La casa simboleggia un rifugio sicuro, stabilità e protezione.
  • Il lavoro è inteso come mezzo per la sussistenza, ma anche come espressione della dignità e della partecipazione alla società.
  • Le cure si riferiscono all'accesso alla salute, un diritto fondamentale.
  • L'istruzione è la chiave per lo sviluppo personale e l'emancipazione sociale.
La preghiera è una supplica accorata: "Non permettere, o Madre, che alcuno sia privato del necessario per vivere una vita degna e serena".

Interessante è anche la menzione di un secondo gruppo di beneficiari: "quanti hanno abbondanza". Per loro, la preghiera chiede che Maria "Tocca i cuori... affinché si aprano alla generosità e alla condivisione, riconoscendo in ogni povero il volto sofferente di tuo Figlio". Qui la preghiera non invoca solo un cambiamento nelle condizioni dei poveri, ma anche una conversione del cuore in coloro che detengono risorse, affinché pratichino la solidarietà e la carità, vedendo in ogni essere umano, specialmente il più vulnerabile, l'immagine di Cristo stesso.

In sintesi, la preghiera intercede per i poveri in tutte le loro necessità – dalla dignità calpestata ai bisogni primari – e allo stesso tempo invoca un cambiamento nei cuori dei ricchi, promuovendo una cultura di generosità e condivisione per un mondo più giusto e fraterno, ispirato direttamente dall'amore materno di Maria e dal suo santuario come "luogo di accoglienza e di speranza".

4. I temi teologici principali, con eventuali citazioni bibliche o patristiche pertinenti.

La preghiera alla Madonna di Aparecida è ricca di temi teologici che affondano le radici nella Scrittura, nella dottrina mariana e nella Dottrina Sociale della Chiesa. Analizziamone i principali:

a) L'Intercessione Mariana: Il tema centrale è la fiducia nell'intercessione di Maria. La Chiesa cattolica riconosce a Maria un ruolo speciale di "Avvocata, Ausiliatrice, Soccorritrice, Mediatrice" (Catechismo della Chiesa Cattolica, CCC 969). Questa preghiera è un chiaro esempio di tale fede, invocando Maria affinché "intercedi per tutti i nostri fratelli e sorelle" e confidando nella sua "potente intercessione". La sua vicinanza a Gesù, il Figlio di Dio, conferisce alla sua preghiera un'efficacia unica. Come alle nozze di Cana (Gv 2,1-11), dove Maria intercede presso Gesù per i bisogni dei novelli sposi, così i fedeli le chiedono di intercedere per i bisogni dei poveri.

b) L'Opzione Preferenziale per i Poveri: Questo è forse il tema più evidente e pressante della preghiera. L'intera supplica è per i "fratelli e sorelle che vivono nella povertà". L'opzione preferenziale per i poveri è un principio cardine della Dottrina Sociale della Chiesa, che trova il suo fondamento nell'esempio di Gesù stesso.

Gesù disse: "Beati voi poveri, perché vostro è il regno di Dio" (Lc 6,20). Il suo ministero fu costantemente rivolto ai marginalizzati, agli ammalati, agli esclusi. Il Magnificat di Maria (Lc 1,46-55), citato spesso come il canto della giustizia sociale, risuona potentemente con questa preghiera: "Ha rovesciato i potenti dai troni, ha innalzato gli umili; ha ricolmato di beni gli affamati, ha rimandato i ricchi a mani vuote." Questa visione profetica di un mondo capovolto, dove la giustizia divina riequilibra le sorti, è perfettamente in linea con le richieste della preghiera.

c) La Dignità della Persona Umana e la Giustizia Sociale: La preghiera chiede che sia "restituita la dignità che spetta ad ogni figlio di Dio, spesso calpestata e ignorata" e che "trionfi la giustizia, quella vera, che non discrimina e non abbandona, ma eleva e sostiene". La dignità umana è un dono inalienabile derivante dalla creazione dell'uomo a immagine e somiglianza di Dio (Gen 1,26-27). Questa dignità è la base dei diritti umani fondamentali. La richiesta di giustizia va oltre la carità individuale, implicando un impegno per trasformare le strutture sociali che generano povertà e disuguaglianza. La giustizia biblica (mishpat e tzedakah) non è solo retribuzione, ma anche ripristino dell'ordine, difesa dei deboli e attenzione ai bisogni dei più vulnerabili (cfr. Is 1,17; Am 5,24).

d) La Carità, la Generosità e la Condivisione: La preghiera non si rivolge solo a Dio tramite Maria, ma anche ai cuori degli uomini: "Tocca i cuori di quanti hanno abbondanza, affinché si aprano alla generosità e alla condivisione". Questo richiama l'insegnamento evangelico sull'amore per il prossimo e la responsabilità dei ricchi verso i poveri.

Gesù stesso insegna: "Tutto quello che avete fatto a uno solo di questi miei fratelli più piccoli, l'avete fatto a me" (Mt 25,40). Questa identificazione di Cristo con il povero è il fondamento della carità cristiana. San Giacomo, nella sua lettera, ammonisce contro una fede senza opere: "A che serve, fratelli miei, se uno dice di avere fede, ma non ha le opere? Forse che quella fede può salvarlo? Se un fratello o una sorella sono nudi e privi del cibo quotidiano e uno di voi dice loro: «Andate in pace, scaldatevi e saziatevi», ma non date loro il necessario per il corpo, a che serve?" (Gc 2,14-16). La preghiera, quindi, è un appello alla conversione e all'azione concreta.

e) Speranza e Accoglienza: Il santuario è descritto come un "luogo di accoglienza e di speranza". Questo riflette il ruolo dei santuari mariani come fari di luce e conforto per i pellegrini, specialmente per coloro che portano pesi e sofferenze. Maria stessa, come Madre della Speranza, è colei che non ha mai disperato, neanche ai piedi della croce, e che ora intercede per infondere speranza nei cuori afflitti.

Questi temi si intrecciano, mostrando una visione olistica della salvezza che include non solo la dimensione spirituale, ma anche quella sociale ed economica, sotto il manto protettivo e intercessorio della Vergine Maria di Aparecida.

5. Il genere di preghiera (lode, intercessione, ringraziamento, penitenza, ecc.) e la sua collocazione nella tradizione liturgica.

Analizzando il linguaggio e le intenzioni, questa preghiera si classifica principalmente come una **preghiera di intercessione** (o supplica). La sua struttura e il suo contenuto sono quasi interamente dedicati a presentare richieste specifiche a Dio, per mezzo dell'intercessione della Vergine Maria, a beneficio di altri.

Gli elementi che ne confermano il genere sono molteplici:

  • L'apertura: "ti rivolgiamo oggi la nostra umile preghiera" – indica una richiesta.
  • Le ripetute invocazioni: "intercedi per tutti i nostri fratelli e sorelle", "Ti preghiamo affinché sia loro restituita la dignità", "Imploriamo il tuo materno aiuto affinché giungano a loro aiuti concreti", "Non permettere, o Madre, che alcuno sia privato del necessario", "Tocca i cuori di quanti hanno abbondanza", "Con fiducia ti affidiamo la causa dei poveri". Tutti questi verbi e espressioni denotano una richiesta, un'implorazione, un affidamento.
  • La focalizzazione sul benessere altrui: l'intera preghiera è orientata verso i "fratelli e sorelle che vivono nella povertà" e verso coloro che hanno "abbondanza" affinché si aprano alla condivisione.

Mentre l'intercessione è il genere dominante, la preghiera contiene anche elementi impliciti di altri generi:

  • Lode/Onore: Sebbene non esplicitamente una preghiera di lode, il riconoscere Maria come "Madre amata e Patrona del Brasile", "Madre Celeste", e la fiducia nella sua "potente intercessione" sono forme di onore e venerazione che implicitamente lodano la sua santità e il suo ruolo nella storia della salvezza.
  • Fiducia: La frase finale "certi della tua potente intercessione" esprime una profonda fiducia nella capacità di Maria di ottenere grazie da Dio, che è un aspetto della fede e della speranza cristiana.

Non è una preghiera di ringraziamento (non esprime gratitudine per favori ricevuti), né di penitenza (non c'è confessione di peccati o richiesta di perdono), sebbene l'aggettivo "umile" possa suggerire un atteggiamento di contrizione e dipendenza da Dio.

La sua collocazione nella tradizione liturgica e devozionale è ampia e significativa:

  • Devozioni Mariane: Questa preghiera è ideale per essere inclusa in novene dedicate a Nostra Signora di Aparecida, in pellegrinaggi al suo santuario, durante la recita del Rosario o in altre pratiche di pietà mariana. Essa arricchisce queste devozioni con una forte dimensione sociale e di giustizia.
  • Liturgia della Parola e Preghiera dei Fedeli: Può essere adattata e utilizzata come intenzione specifica nella Preghiera Universale (Preghiera dei Fedeli) durante la Messa, specialmente in occasioni che richiamano la giustizia sociale, la carità, o in prossimità della festa di Nostra Signora di Aparecida.
  • Incontri di Gruppi Caritativi e di Giustizia Sociale: È particolarmente adatta per aprire o chiudere riunioni di gruppi parrocchiali, associazioni caritative (es. Caritas, San Vincenzo de' Paoli) o movimenti per la giustizia sociale, ispirando i partecipanti all'azione concreta e alla solidarietà.
  • Preghiera Personale e Comunitaria: La sua chiarezza e la sua profondità la rendono adatta sia per la preghiera individuale, come espressione delle proprie preoccupazioni per i poveri, sia per la preghiera comunitaria, rafforzando il senso di Chiesa come comunità solidale.

In sintesi, questa preghiera è un'intercessione potente e focalizzata, che incarna l'amore materno di Maria per i suoi figli più bisognosi e l'impegno della Chiesa per la dignità umana e la giustizia sociale, trovando un posto naturale nelle pratiche devozionali e liturgiche che celebrano Maria e promuovono la carità.

6. Indicazioni pratiche: come usarla nella preghiera personale o comunitaria e nei tempi dell’anno liturgico.

Questa preghiera, intrisa di profonda spiritualità e di un forte impegno sociale, può essere un faro e una guida sia nella preghiera personale che in quella comunitaria, e trova risonanza in diversi momenti dell'anno liturgico.

Uso nella Preghiera Personale:

  • Meditazione Quotidiana: Può essere recitata quotidianamente, magari al mattino per iniziare la giornata con un'intenzione di carità, o alla sera come esame di coscienza sull'impegno per la giustizia e la solidarietà. Ogni frase offre spunti per la riflessione personale sulla propria responsabilità verso i poveri.
  • Rosario: Inserita nel contesto della recita del Santo Rosario, ad esempio al termine di ogni decina o come intenzione iniziale, rafforza la dimensione sociale di questa devozione mariana.
  • Preghiera di Affidamento: Nei momenti di particolare preoccupazione per situazioni di povertà o ingiustizia, questa preghiera offre un modo per affidare tali realtà all'intercessione di Maria, rafforzando la speranza e la fiducia nell'aiuto divino.
  • Preparazione all'Azione: Prima di intraprendere opere di carità, volontariato o impegno sociale, la preghiera può servire a purificare le intenzioni, chiedere forza e saggezza, e riconoscere Cristo nel volto dei poveri.

Uso nella Preghiera Comunitaria:

  • Preghiera dei Fedeli (Messa): Le sue intenzioni possono essere adattate e incluse nelle preghiere universali durante la Messa, specialmente in occasioni legate alla giustizia sociale, alla carità, o nelle messe votive mariane. Ad esempio, "Preghiamo affinché, per intercessione della Madonna di Aparecida, sia restituita la dignità a ogni persona calpestata dalla povertà e dall'ingiustizia."
  • Novenari e Tridui: Costituisce una preghiera eccellente per un novenario o un triduo in preparazione alla festa di Nostra Signora di Aparecida, o per novene dedicate alla giustizia e alla carità.
  • Pellegrinaggi: È una preghiera fondamentale per i pellegrini che si recano al Santuario Nazionale di Aparecida in Brasile, o a qualsiasi santuario mariano, portando con sé le intenzioni per i più bisognosi.
  • Gruppi di Carità e Giustizia: Può essere il fulcro della preghiera in incontri di gruppi parrocchiali, associazioni di volontariato (come Caritas, San Vincenzo de' Paoli) o movimenti che si occupano di problemi sociali, unendo la spiritualità mariana all'impegno concreto.
  • Veglie di Preghiera: Adatta per veglie di preghiera per la pace, la giustizia, i migranti, i senza fissa dimora o altre categorie vulnerabili, offrendo una voce potente per gli emarginati.

Uso nei Tempi dell’Anno Liturgico:

  • 12 Ottobre – Festa di Nostra Signora di Aparecida: Questo è il momento più ovvio e significativo per recitare questa preghiera, celebrando la Patrona del Brasile e la sua storia legata agli umili.
  • Avvento e Natale: Il tempo dell'Avvento, con la sua attesa del Salvatore che nasce nella povertà e nell'umiltà, e il Natale, che celebra l'Incarnazione di Dio in una condizione di fragilità, risuonano perfettamente con i temi della preghiera. Si può meditare sulla povertà della Sacra Famiglia e sulla chiamata a riconoscere il Cristo nei poveri.
  • Quaresima: Questo tempo liturgico, dedicato alla penitenza, alla preghiera e all'elemosina, è un momento ideale per recitare la preghiera. Essa spinge all'azione concreta di carità e alla riflessione sulle strutture di peccato che generano ingiustizia, in linea con il digiuno e l'elemosina quaresimali.
  • Mese Mariano (Maggio): Durante il mese di maggio, tradizionalmente dedicato alla Vergine Maria, questa preghiera arricchisce la devozione mariana con una prospettiva di giustizia e solidarietà.
  • Giornata Mondiale dei Poveri: Istituita da Papa Francesco, questa giornata (generalmente la XXXIII Domenica del Tempo Ordinario, in novembre) è un'occasione privilegiata per usare questa preghiera, focalizzando l'attenzione della comunità sulla condizione dei poveri e sulla necessità di risposte concrete.
  • Giornate per la Pace, i Migranti, il Lavoro: In qualsiasi celebrazione o iniziativa legata alla pace, alla dignità dei lavoratori, all'accoglienza dei migranti e dei rifugiati, la preghiera può essere un potente strumento di intercessione e ispirazione.

Utilizzare questa preghiera significa non solo invocare l'aiuto di Maria, ma anche lasciarsi interpellare dalla sua sollecitudine per i poveri, trasformando la preghiera in un impegno concreto per costruire un mondo più giusto e fraterno, sotto la sua guida e ispirazione.

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