Dialogo semplice con San Giuseppe per la giustizia a favore degli Assistenti sociali
Ascolta la Preghiera
Caro San Giuseppe, lavoratore giusto e uomo di profonda fede, inizio con te un colloquio confidenziale, come spesso facevi tu con le tue preoccupazioni più intime.
Oggi desidero affidarti i terapisti, coloro che con coraggio e dedizione si immergono nelle complessità dell'animo umano, accompagnando persone in difficoltà verso la guarigione e il benessere. La loro è una missione che tocca il cuore stesso dei diritti umani, il diritto alla salute mentale, alla dignità, alla possibilità di vivere una vita piena.
Ti affido le difficoltà e le ingiustizie che spesso subiscono, caro San Giuseppe. Il peso emotivo del loro lavoro è immenso, eppure, a volte, non trovano il riconoscimento che meritano. Le loro condizioni di lavoro possono essere precarie, la retribuzione insufficiente rispetto al valore inestimabile del loro contributo. Questo mina la loro stessa dignità, il loro diritto a una vita serena e sostenibile.
Ti prego, intercedi perché il loro ruolo fondamentale sia pienamente riconosciuto e valorizzato dalla società. Che si comprenda quanto sia cruciale la loro opera per la costruzione di una comunità più sana e compassionevole. Aiutaci a vedere in loro non solo dei professionisti, ma anche persone che meritano rispetto e supporto.
Prega, San Giuseppe, per la loro giusta retribuzione, affinché il loro impegno e la loro formazione siano onorati anche economicamente. E prega per condizioni di lavoro dignitose, che tutelino la loro salute e il loro benessere, permettendo loro di svolgere la professione con la serenità e la professionalità necessarie, senza esaurimento o frustrazione.
Che anche i terapisti possano godere pienamente dei loro diritti umani: il diritto a un lavoro equo, a un ambiente sicuro, al riposo, alla valorizzazione della propria persona. Perché solo così potranno continuare a essere un faro di speranza per gli altri.
Concludo, San Giuseppe, con una preghiera per una società più solidale, una società che comprenda il valore di chi cura, di chi ascolta, di chi ripara. Che l'amore e il rispetto che tu hai mostrato per la tua famiglia si estendano a tutti, creando un mondo dove ogni persona, e specialmente chi si prende cura degli altri, possa vivere con dignità e serenità.
Amen.
Spiegazione della Preghiera
1. Il contesto spirituale e dottrinale della preghiera
La preghiera qui proposta si inserisce profondamente nel ricco tessuto della spiritualità cattolica, trovando radici in diverse dimensioni della fede. Il destinatario principale, San Giuseppe, è una figura centrale nella devozione popolare e nella dottrina della Chiesa. Conosciuto come il "lavoratore giusto" (come lo definisce Matteo 1:19, riconoscendone la rettitudine e la conformità alla volontà divina), Giuseppe è venerato come sposo della Vergine Maria e padre putativo di Gesù. La sua figura è emblema di silenzio, obbedienza, protezione e provvidenza.
Dottrinalmente, San Giuseppe è il patrono universale della Chiesa, titolo conferitogli da Papa Pio IX nel 1870, e patrono dei lavoratori, celebrato il 1° maggio. La sua vita, sebbene poco narrata nei Vangeli, è un esempio di fede profonda e operosa, di dedizione al bene della sua famiglia – la Sacra Famiglia – in circostanze spesso precarie e pericolose. Questo lo rende un intercessore privilegiato per le preoccupazioni relative al lavoro, alla famiglia, alla giustizia e alla protezione dei più vulnerabili.
La preghiera si basa sulla dottrina della comunione dei santi, che afferma che tutti i membri della Chiesa – sia quelli in cielo (i santi), sia quelli sulla terra, sia quelli in Purgatorio – sono uniti in Cristo e possono intercedere gli uni per gli altri. Chiedere l'intercessione di San Giuseppe non significa rivolgersi a lui al posto di Dio, ma piuttosto invocarlo come potente avvocato che, avendo già raggiunto la gloria celeste, presenta le nostre suppliche a Dio. Questo "colloquio confidenziale" è espressione di una fede viva e personale, che cerca nel santo una guida e un sostegno, riconoscendone l'esperienza umana di preoccupazione e responsabilità.
Inoltre, la preghiera tocca la Dignità del Lavoro e la Giustizia Sociale, pilastri fondamentali della Dottrina Sociale della Chiesa. San Giuseppe, con il suo mestiere di falegname, santifica il lavoro manuale e ci ricorda che ogni attività umana onesta ha dignità e valore, essendo una partecipazione all'opera creatrice di Dio. La preghiera estende questa dignità al lavoro intellettuale e di cura, in particolare quello dei terapisti, sottolineando la necessità di condizioni eque e di riconoscimento per tutti i lavoratori.
2. I destinatari a cui è rivolta e perché
Questa preghiera è rivolta in modo diretto e molto personale a San Giuseppe. La scelta di San Giuseppe non è casuale, ma è profondamente motivata dalla sua identità e dai suoi attributi spirituali, che risuonano perfettamente con le richieste avanzate nella preghiera.
- Lavoratore giusto e uomo di profonda fede: La preghiera lo invoca proprio con queste qualifiche. San Giuseppe, con il suo lavoro umile e la sua condotta irreprensibile, incarna la dignità del lavoro e la rettitudine morale. La sua fede, dimostrata nell'accettazione della volontà divina anche nelle incertezze (pensiamo alla gravidanza di Maria e alla fuga in Egitto), lo rende un modello di fiducia e perseveranza. Queste qualità sono essenziali per chi, come i terapisti, deve affrontare sfide complesse e mantenere la fede nella capacità di guarigione e resilienza umana.
- Esperienza delle "preoccupazioni più intime": L'autore si rivolge a Giuseppe "come spesso facevi tu con le tue preoccupazioni più intime". Questo stabilisce un legame empatico e confidenziale. Giuseppe, pur essendo santo, ha conosciuto l'ansia, la responsabilità di provvedere e proteggere la sua famiglia, le difficoltà economiche e le ingiustizie (pensiamo al censimento o alla condizione di esule). Questa esperienza umana lo rende un interlocutore comprensivo e compassionevole, capace di intercedere per le ansie e i carichi emotivi dei terapisti.
- Protettore e provvidente: Nella sua vita, Giuseppe è stato il protettore silenzioso e provvidente della Sacra Famiglia. Ha vegliato su Gesù e Maria, assicurando loro sicurezza e sostentamento. La preghiera estende questo ruolo protettivo e provvidenziale ai terapisti, chiedendo a San Giuseppe di intercedere affinché siano protetti nelle loro difficoltà e che venga loro provvisto il giusto riconoscimento e condizioni di lavoro dignitose. È una richiesta che un "padre" spirituale si faccia carico delle necessità dei "suoi figli" che operano nel mondo.
- Patrono dei lavoratori: Essendo il patrono dei lavoratori, San Giuseppe è l'intercessore naturale per tutte le questioni legate al mondo del lavoro: la giustizia, la dignità, le condizioni e la retribuzione. La preghiera si concentra specificamente su queste problematiche per i terapisti, rafforzando il legame tra la loro professione e il patrocinio giuseppino.
In sintesi, San Giuseppe è scelto come destinatario ideale perché incarna virtù e ha vissuto esperienze che lo rendono particolarmente adatto a comprendere e intercedere per le necessità spirituali, emotive e professionali dei terapisti, in un dialogo intimo e fiducioso che rispecchia la sua stessa vita di fede e dedizione silenziosa.
3. I beneficiari per cui intercede e i bisogni spirituali/fisici che affronta
La preghiera intercede primariamente per una categoria specifica di professionisti: i terapisti. Questo termine, nel contesto della preghiera, è inteso in senso ampio, abbracciando psicologi, psicoterapeuti, psichiatri, counsellor, assistenti sociali e tutti coloro che, con professionalità e umanità, si dedicano alla cura della salute mentale e al benessere psicologico delle persone. La preghiera riconosce esplicitamente il loro ruolo cruciale e l'importanza del loro operato, definendolo una "missione che tocca il cuore stesso dei diritti umani".
I bisogni per cui si intercede sono sia di natura fisica e materiale, sia spirituale ed emotiva, evidenziando una visione olistica della persona e del lavoro:
Bisogni Fisici e Materiali:
- Giusta retribuzione: La preghiera insiste sulla necessità che il loro impegno e la loro formazione siano "onorati anche economicamente". Questo riflette un principio fondamentale di giustizia sociale, secondo cui il lavoro merita una retribuzione equa che permetta una vita dignitosa e sostenibile.
- Condizioni di lavoro dignitose: Si chiede che tali condizioni "tutelino la loro salute e il loro benessere". Ciò include aspetti come orari ragionevoli, un ambiente di lavoro sicuro e supportivo, accesso a risorse e strumenti adeguati, e la prevenzione del burnout. L'assenza di tali condizioni è vista come una minaccia alla loro dignità e alla loro capacità di svolgere la professione con serenità.
- Diritto al riposo e a una vita serena: La preghiera menziona esplicitamente il "diritto a un lavoro equo, a un ambiente sicuro, al riposo, alla valorizzazione della propria persona". Questi sono aspetti fondamentali dei diritti umani del lavoratore, essenziali per la salute fisica e mentale di chi svolge una professione ad alto impatto emotivo.
Bisogni Spirituali ed Emotivi:
- Riconoscimento e valorizzazione: Viene sottolineata la mancanza di "riconoscimento che meritano". Si chiede che il loro "ruolo fondamentale sia pienamente riconosciuto e valorizzato dalla società", e che si comprenda "quanto sia cruciale la loro opera per la costruzione di una comunità più sana e compassionevole". Questo bisogno va oltre l'aspetto economico; riguarda la stima sociale, la comprensione del valore intrinseco del loro contributo alla società.
- Supporto per il peso emotivo: La preghiera riconosce che "il peso emotivo del loro lavoro è immenso". I terapisti si immergono nelle sofferenze altrui, assorbendo parte del dolore e della complessità delle storie di vita che incontrano. Hanno bisogno di sostegno per gestire questo carico e prevenire l'esaurimento emotivo.
- Dignità e rispetto: Le "difficoltà e le ingiustizie" che subiscono, le "condizioni di lavoro precarie" e la "retribuzione insufficiente" sono descritte come elementi che "minano la loro stessa dignità". La preghiera mira a ripristinare e proteggere la loro dignità umana e professionale.
- Serenità e professionalità: Affinché possano svolgere la loro professione "con la serenità e la professionalità necessarie, senza esaurimento o frustrazione". La pace interiore e la stabilità emotiva sono indispensabili per chi deve offrire cura e supporto ad altri.
Infine, la preghiera allarga il suo orizzonte, intercedendo per una società più solidale, che comprenda "il valore di chi cura, di chi ascolta, di chi ripara". Questo beneficio esteso a tutta la comunità sottolinea l'interconnessione tra il benessere dei singoli professionisti e la salute morale e sociale della collettività. Si desidera un mondo in cui ogni persona, e in particolare chi si prende cura degli altri, possa vivere con dignità e serenità.
4. I temi teologici principali, con eventuali citazioni bibliche o patristiche pertinenti
La preghiera è intrisa di diversi temi teologici centrali, che risuonano con la Dottrina Sociale della Chiesa e con la visione cristiana della persona e della società. Ecco i principali:
a) La Dignità della Persona Umana e del Lavoro
Al centro della preghiera vi è la profonda convinzione della dignità inestimabile di ogni persona, creata a immagine e somiglianza di Dio (Genesi 1:27). Questa dignità si estende a ogni aspetto dell'esistenza umana, incluso il lavoro. La preghiera enfatizza che il lavoro dei terapisti è una "missione che tocca il cuore stesso dei diritti umani, il diritto alla salute mentale, alla dignità, alla possibilità di vivere una vita piena". La dignità del lavoro è un pilastro della Dottrina Sociale della Chiesa, come espresso in encicliche quali la Rerum Novarum (Leone XIII), la Laborem Exercens (Giovanni Paolo II) e la Laudato Si' (Francesco).
«Il lavoro è un bene dell'uomo — è un bene della sua umanità — perché mediante il lavoro l'uomo non solo trasforma la natura adattandola alle proprie necessità, ma anche realizza se stesso come uomo, anzi, in un certo senso, diventa più uomo.»
— San Giovanni Paolo II, Laborem Exercens, n. 9
San Giuseppe stesso, "lavoratore giusto", è il modello per eccellenza di questa dignità. La preghiera chiede che anche i terapisti possano godere pienamente di tutti i loro "diritti umani", compreso quello a un lavoro equo e a un ambiente sicuro, riconoscendo che la dignità non è solo un concetto astratto ma richiede condizioni concrete per essere vissuta.
b) La Giustizia Sociale
La preghiera è una forte invocazione alla giustizia sociale, in particolare per la "giusta retribuzione" e le "condizioni di lavoro dignitose". La tradizione biblica è ricca di richiami alla giustizia per i lavoratori e per i deboli:
«Non defrauderai il salariato povero e bisognoso, sia egli tuo fratello o uno straniero che dimora nella tua terra, nelle tue città. Gli darai la sua paga ogni giorno, prima che il sole tramonti, perché egli è povero e a quella paga aspira. Altrimenti egli griderebbe contro di te al Signore e ci sarebbe in te un peccato.»
— Deuteronomio 24:14-15
E nel Nuovo Testamento:
«Ecco, il salario dei lavoratori che hanno mietuto i vostri campi, che da voi è stato defraudato, grida; e le grida di coloro che hanno mietuto sono giunte agli orecchi del Signore degli eserciti.»
— Giacomo 5:4
Queste citazioni bibliche sottolineano la gravità del mancato riconoscimento del valore del lavoro. La preghiera chiede una società che "comprenda il valore di chi cura, di chi ascolta, di chi ripara", promuovendo una cultura che riconosca il valore inestimabile del servizio ai più vulnerabili e assicuri a coloro che lo svolgono le condizioni necessarie per vivere dignitosamente.
c) La Carità e la Compassione
I terapisti, come descritti nella preghiera, sono coloro che "con coraggio e dedizione si immergono nelle complessità dell'animo umano, accompagnando persone in difficoltà verso la guarigione e il benessere". Questo è un atto di carità e compassione, che rispecchia il comandamento dell'amore di Cristo:
«Amatevi l'un l'altro, come io ho amato voi.»
— Giovanni 13:34
E l'identificazione di Gesù con i più bisognosi:
«In verità vi dico: ogni volta che avete fatto queste cose a uno solo di questi miei fratelli più piccoli, l'avete fatto a me.»
— Matteo 25:40
Prendersi cura della salute mentale è una forma moderna di "visitare i malati", e la preghiera chiede che coloro che esercitano questa forma di carità ricevano a loro volta la carità della giustizia e del riconoscimento.
d) La Salute Integrale e la Solidarietà
La preghiera riconosce l'importanza della salute mentale, un aspetto spesso trascurato ma fondamentale per una vita piena. La visione cristiana della persona è integrale, abbracciando corpo, mente e spirito. La richiesta di una "società più solidale" si lega al principio di solidarietà, che afferma l'interdipendenza di tutti i membri della famiglia umana:
«Se un membro soffre, tutte le membra soffrono con lui; se un membro è onorato, tutte le membra gioiscono con lui.»
— 1 Corinzi 12:26
Il benessere dei terapisti è intrinsecamente legato al benessere della società intera. Una società che non supporta i suoi curatori è una società che, in ultima analisi, trascura sé stessa.
5. Il genere di preghiera e la sua collocazione nella tradizione liturgica
Questa preghiera, pur essendo di composizione relativamente moderna, si conforma a diversi generi di preghiera radicati nella tradizione cristiana e cattolica, e trova la sua collocazione principalmente nella devozione personale e popolare, sebbene possa essere adattata anche per contesti comunitari.
a) Genere di Preghiera:
- Intercessione: È il genere dominante. L'autore si rivolge a San Giuseppe per chiedere il suo intervento e la sua mediazione presso Dio a favore dei terapisti. La struttura "Ti affido...", "Ti prego, intercedi...", "Prega, San Giuseppe, per..." rende esplicita questa intenzione di intercessione.
- Supplica: Strettamente legata all'intercessione, la preghiera esprime delle suppliche specifiche per bisogni concreti: riconoscimento, giusta retribuzione, condizioni di lavoro dignitose, protezione della salute e del benessere dei terapisti.
- Affidamento/Consacrazione: L'apertura "desidero affidarti i terapisti" e la conclusione in cui si chiede che "l'amore e il rispetto che tu hai mostrato per la tua famiglia si estendano a tutti" denotano un atto di affidamento a San Giuseppe, mettendogli sotto la sua protezione una categoria di persone e le loro esigenze.
- Dialogo Confidenziale: L'incipit "inizio con te un colloquio confidenziale, come spesso facevi tu con le tue preoccupazioni più intime" conferisce alla preghiera un tono intimo, personale e fiducioso, tipico della devozione popolare che cerca un rapporto quasi amicale con il santo.
- Implicita di Riconoscimento e Gratitudine: Sebbene non sia esplicitamente una preghiera di ringraziamento, il riconoscimento del "coraggio e dedizione" dei terapisti e del loro "ruolo fondamentale" implica un apprezzamento e una gratitudine per il loro servizio, che sono alla base della richiesta di intercessione per la loro valorizzazione.
b) Collocazione nella Tradizione Liturgica:
Questa preghiera è primariamente un esempio di devozione privata e popolare, piuttosto che un testo liturgico ufficiale. Non fa parte dei libri liturgici riconosciuti (Messale Romano, Liturgia delle Ore), ma si inserisce pienamente nella ricca tradizione delle preghiere ai santi e della pietà individuale e di gruppo che affianca e nutre la liturgia ufficiale.
- Preghiera Personale: È ideale per la preghiera quotidiana individuale, per meditare sulle virtù di San Giuseppe e per intercedere per chi si prende cura degli altri, specialmente nel campo della salute mentale. Il tono confidenziale la rende adatta a essere recitata in momenti di riflessione personale.
- Preghiera Comunitaria non Liturgica: Può essere facilmente utilizzata in gruppi di preghiera, movimenti, associazioni che si occupano di salute mentale, giustizia sociale o spiritualità giuseppina. Potrebbe essere inserita nelle intenzioni della Preghiera dei Fedeli durante la Messa, come intenzione specifica per i terapisti e il personale sanitario, o recitata durante incontri di preghiera dedicati al tema del lavoro o della dignità umana.
- Risuonanza con la Liturgia della Parola: I temi affrontati (dignità del lavoro, giustizia sociale, carità, cura dei malati) trovano ampia risonanza nelle letture bibliche proposte nel ciclo liturgico annuale, specialmente nelle domeniche del Tempo Ordinario o nelle festività dei santi sociali.
La sua forza risiede nella sua capacità di tradurre preoccupazioni contemporanee e specifiche (la salute mentale e le condizioni lavorative dei terapisti) in un linguaggio di fede, invocando un santo universalmente riconosciuto come protettore e modello di rettitudine e provvidenza.
6. Indicazioni pratiche: come usarla nella preghiera personale o comunitaria e nei tempi dell’anno liturgico
Questa preghiera è versatile e può arricchire la vita di fede sia a livello individuale che comunitario, trovando una risonanza particolare in specifici momenti dell'anno liturgico.Come usarla nella preghiera personale:
- Preghiera Quotidiana: Includerla nella preghiera del mattino o della sera come un'offerta per i terapisti e per tutti coloro che si prendono cura del benessere mentale altrui. È un modo per esprimere solidarietà e gratitudine.
- Momenti di Difficoltà: Recitarla quando si è personalmente in cura, o quando un familiare o un amico sta affrontando problematiche legate alla salute mentale. Prega non solo per te stesso, ma anche per coloro che offrono aiuto.
- Riflessione sul Lavoro: Utile per chiunque lavori in professioni di cura o in contesti di servizio. Aiuta a riflettere sulla dignità del proprio lavoro, sulle sfide, e a chiedere intercessione per sé stessi e i colleghi.
- Meditazione su San Giuseppe: Approfitta di questa preghiera per approfondire la devozione a San Giuseppe, riflettendo sul suo silenzio operoso, la sua fede, la sua figura di protettore e provvidente, e come questi attributi si legano alla cura dell'anima umana.
- Esame di Coscienza Sociale: Può ispirare un esame di coscienza su come la società (e noi stessi) valorizziamo e supportiamo coloro che si occupano della salute mentale, stimolando una maggiore consapevolezza e azione per la giustizia.
Come usarla nella preghiera comunitaria:
- Preghiera dei Fedeli: Adattare le intenzioni di questa preghiera per inserirle nelle Preghiere dei Fedeli durante la Messa domenicale o feriale, specialmente quando le letture toccano temi di giustizia, carità, cura dei malati o dignità del lavoro. Ad esempio: "Per tutti i terapisti e gli operatori della salute mentale, perché il loro impegno sia riconosciuto, le loro condizioni di lavoro dignitose e il loro ministero di cura sia sempre illuminato dalla sapienza divina. Preghiamo."
- Gruppi di Preghiera e Movimenti: Utilizzarla in gruppi di preghiera, rosari meditati o incontri di riflessione incentrati sulla Dottrina Sociale della Chiesa, sulla salute o sul lavoro.
- Giornate Specifiche: Recitarla in occasione di giornate dedicate alla salute mentale (es. 10 ottobre, Giornata Mondiale della Salute Mentale), alla dignità del lavoro (1° maggio, San Giuseppe Lavoratore), o in contesti di pastorale sanitaria.
- Incontri di Formazione: Può essere un momento di preghiera introduttivo o conclusivo in seminari, corsi o incontri per professionisti della cura e della salute.
Nei tempi dell’anno liturgico:
- Mese di Marzo: Tradizionalmente dedicato a San Giuseppe, marzo è il mese ideale per approfondire la devozione al Santo. Recitare questa preghiera quotidianamente in questo mese è particolarmente significativo.
- Solennità di San Giuseppe (19 Marzo): Giorno perfetto per offrire questa preghiera, chiedendo l'intercessione per i terapisti e per una maggiore consapevolezza sulla salute mentale.
- San Giuseppe Lavoratore (1 Maggio): Questa festa è intrinsecamente legata ai temi della preghiera: dignità del lavoro, giustizia sociale, condizioni lavorative eque. È il momento più appropriato per chiedere per i terapisti "giusta retribuzione" e "condizioni di lavoro dignitose".
- Quaresima: Tempo di penitenza, riflessione e opere di carità. La preghiera può servire come forma di carità spirituale, intercedendo per coloro che curano le ferite invisibili dell'anima, e stimolare alla riflessione sulle ingiustizie sociali.
- Avvento e Natale: Durante questo periodo, si medita sulla Sacra Famiglia e sul ruolo di San Giuseppe come protettore e provvidente. La preghiera può essere un modo per chiedere a San Giuseppe di continuare a proteggere e provvedere per tutti coloro che sono impegnati nella cura degli altri, in particolare in un tempo in cui la fragilità umana è glorificata nell'incarnazione.
- Tempo Ordinario: Essendo una preghiera che affronta bisogni universali di giustizia e cura, è adatta per essere recitata in qualsiasi momento dell'anno, specialmente quando le letture della Messa evocano temi di servizio, compassione o richiesta di giustizia.
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