Preghiera intensa ai Santi Innocenti Martiri per i Nascituri
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Santi Innocenti Martiri, primi figli circondati di luce e dolore, patroni candidi di ogni esistenza nascente, vi supplichiamo con cuore ansioso e ardente. Voi che, ancor prima di conoscere il mondo, avete versato il vostro sangue innocente, volgete lo sguardo pietoso verso i nascituri di oggi, minacciati da pericoli e paure, spesso negati ancora prima di vedere la luce.
Intercedete presso il Signore della Vita: custodite ogni bambino nel grembo, difendete ogni battito silenzioso, ogni speranza fragile, ogni promessa di futuro. Noi gridiamo a voi con voce forte: proteggete i piccoli, avvolgete i concepiti nel vostro abbraccio di purezza e misericordia.
Aiutateci a edificare una autentica Cultura della Vita, affinché nessuna creatura sia privata del dono esistenziale che viene da Dio. Sostenete le madri vacillanti, illuminate i cuori confusi, radicate nel mondo intero il rispetto per la vita nascente.
O Santi Innocenti, ascoltate il nostro grido! Per la vostra sofferenza innocente, pregate e vegliare su ogni futuro mormorio d’amore che nasconde la Vita nel suo principio, perché ogni nascituro sia accolto, amato e protetto.
Così sia.
Spiegazione della Preghiera
1. Il contesto spirituale e dottrinale della preghiera
La preghiera ai Santi Innocenti Martiri si radica profondamente nella tradizione cristiana, trovando origine nel racconto evangelico della Strage degli Innocenti: l'uccisione dei bambini a Betlemme, ordinata da Erode per paura della nascita di Gesù (Mt 2,16-18). I Santi Innocenti sono venerati come i “primi martiri”, i bambini che “hanno dato la vita per Cristo senza saperlo”, un mistero che destò la riflessione di numerosi Padri della Chiesa (ad esempio sant’Agostino commenta come “essi morirono per la salvezza della vita futura non conoscendo ancora la vita stessa”).
Nel magistero cattolico, la memoria liturgica dei Santi Innocenti (28 dicembre) si salda a una riflessione sulla sacralità e inviolabilità della vita umana fin dal concepimento, tema centrale nell’antropologia cristiana e nella dottrina sociale della Chiesa. La preghiera riflette questa coscienza: gli innocenti martirizzati diventano patroni e difensori dei nascituri di ogni tempo, protettori contro ogni minaccia (come aborto, abbandono, violenza).
Il contesto spirituale è quello della “Cultura della Vita”, tanto cara a san Giovanni Paolo II nell’enciclica Evangelium Vitae, dove si legge:
“La vita umana è sacra perché fin dal suo inizio porta in sé l’opera creatrice di Dio e rimane per sempre in una speciale relazione con il Creatore, suo unico fine.” (Evangelium Vitae, 53)
2. I destinatari a cui è rivolta e perché
La preghiera è indirizzata ai Santi Innocenti Martiri, ovvero ai bambini senza peccato personale che hanno subito la morte violenta nella loro innocenza. La scelta di invocare questi santi non è casuale: la loro condizione di vittime inermi, incapaci di difendersi o comprendere, li pone come emblema e protettori di ogni persona indifesa, in particolare dei nascituri.
Nella spiritualità cristiana, i santi sono invocati come intercessori presso Dio. In particolare, i Santi Innocenti sono comunemente associati ai bambini non nati, agli innocenti abbandonati, agli oppressi, offrendo una “voce dal Cielo” per quanti non possono difendersi né pregare per sé. Essi sono, come dice la preghiera stessa, “patroni candidi di ogni esistenza nascente”, strettamente legati al mistero dell’innocenza, della fragilità, della luce che precede la parola e la coscienza umana.
3. I beneficiari per cui intercede e i bisogni spirituali/fisici che affronta
I principali beneficiari sono i nascituri di oggi: bambini che vivono nel grembo materno e che, ancora prima di nascere, sono esposti a molti pericoli e rifiuti. La preghiera elenca espressamente i bisogni:
- La protezione fisica: “custodite ogni bambino nel grembo”, “difendete ogni battito silenzioso”.
- La difesa contro minacce: “volgete lo sguardo pietoso verso i nascituri di oggi, minacciati da pericoli e paure”.
- Il sostegno alle madri: “sostenete le madri vacillanti”.
- L’: “illuminate i cuori confusi”.
- La promozione di una Cultura della Vita: “radicate nel mondo intero il rispetto per la vita nascente”.
Vi è poi un bisogno spirituale profondo: che la società accolga il mistero e il dono della vita come proveniente da Dio, rispettando ogni persona fin dal concepimento. Si intercede sia per le vittime innocenti che per chi, spesso per paura o smarrimento, è tentato di non accogliere la vita, chiedendo sostegno, luce e un cuore rinnovato.
4. I temi teologici principali, con citazioni bibliche e patristiche
Tra i temi portanti emergono:
- Sacralità e dono della vita: Fondamenta della preghiera è il riconoscimento che ogni vita, dal suo primo istante, è un dono di Dio e merita rispetto assoluto (Sal 139,13-16: “Sei tu che hai formato le mie viscere e mi hai tessuto nel grembo di mia madre…”).
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Martirio innocente: Gli Innocenti di Betlemme sono i primi a condividere la sorte di Cristo senza saperlo. Come dice Origene:
“I bambini furono, senza volerlo, i primi testimoni di Colui che sarebbe divenuto infine il Salvatore di tutti.” (Homil. in Matth. 2,11)
- Intercessione dei santi: La preghiera si affida alla comunione dei santi, in cui chi è già nella gloria può aiutare i pellegrini sulla terra (Ap 6,9-11).
- La Cultura della Vita contro la cultura della morte: Il contrasto tra accoglienza e rifiuto della vita è tema centrale nella teologia contemporanea (cfr. Evangelium Vitae, 28-29).
- Misericordia e purezza: Si chiede agli Innocenti di avvolgere i piccoli “nel vostro abbraccio di purezza e misericordia”, eco della richiesta biblica: “Beati i puri di cuore, perché vedranno Dio” (Mt 5,8).
5. Genere di preghiera e sua collocazione liturgica
Questa supplica appartiene nettamente al genere intercessorio: ci si rivolge ai Santi Innocenti perché intercedano presso Dio per la protezione dei nascituri e l’aiuto alle madri. Include anche elementi di implorazione (“gridiamo a voi”), e brevi accenti di lode (“patroni candidi...”) e di penitenza (implicita nel dolore per la situazione dei piccoli non accolti).
Nella liturgia romana, la memoria dei Santi Innocenti si celebra il 28 dicembre. In quest’occasione, vengono proposte letture sulla strage degli innocenti e invocazioni per i bambini non nati o abbandonati. Tuttavia, questa preghiera ha trovato ampia diffusione anche al di fuori del calendario, ad esempio durante:
- Giornate per la vita (febbraio, in Italia: “Giornata per la vita”)
- Veglie per la vita e 40 giorni per la vita
- Momenti di adorazione eucaristica per la difesa della vita
- Preghiere personali o comunitarie di fronte a situazioni di aborto minacciato, perdita di attesi, difficoltà familiari legate alla gravidanza
6. Indicazioni pratiche: come usarla nella preghiera personale o comunitaria e nei tempi dell’anno liturgico
La preghiera ai Santi Innocenti Martiri può essere utilizzata in diversi modi e contesti:
- Nella preghiera personale: Può aprire o chiudere un momento di meditazione quotidiana, specialmente da parte di genitori, coppie in attesa o persone che hanno a cuore la difesa della vita. È particolarmente efficace se preceduta da una lettura meditata di Matteo 2,13-18 o del Salmo 139.
- Nella preghiera comunitaria: Si presta ad essere recitata durante celebrazioni speciali per la vita, veglie di preghiera parrocchiali, incontri di movimenti pro life, o in processioni dedicate ai bambini non nati. Può essere introdotta dopo la Liturgia della Parola o usata come preghiera dei fedeli.
- Nella liturgia ufficiale: È adatta soprattutto nella giornata liturgica dei Santi Innocenti (28 dicembre), ma anche nelle altre ricorrenze ecclesiali dedicate alla vita (es. 25 marzo, Annunciazione, per il suo legame con l’incarnazione e l’inizio della vita umana).
- Tempi di difficoltà familiare o attesa sofferta: Può diventare fonte di conforto per chi affronta una gravidanza a rischio, l’esperienza di perdita perinatale, o per chi è impegnato nella difesa della vita fragile.
Per rendere la preghiera più efficace spiritualmente, si può:
- Accompagnarla con una candela accesa o davanti a un’immagine dei Santi Innocenti.
- Integrarla al Rosario offrendola per i nascituri.
- Abbinare un gesto simbolico, come la benedizione delle madri in attesa o dei neonati durante la celebrazione liturgica.
Infine, la sua ripetizione alimenta nel popolo cristiano una “coscienza vigile” sull’accoglienza e difesa della vita nascente, e rinnova l’impegno a costruire una cultura della vita, secondo il sogno di Dio creatore.
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